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XXXIV DomenicaTO_CristoRe-omelia_nozze_GiuliaStefano-GiovanniNicolini-Dozza 20171126-(15).mp3

Data: 26/11/2017

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Testo dell'Omelia

Perché si sposano? Perché sono poveri? E' quello che non si sente. Quando Dio li ha creati, e Dio, la Bibbia dice che ha creato l'umanità, le ha fatti due. Perché? Perché uno non si può. Noi siamo qui questa mattina perché un altro si è preso fuori di noi, ancora prima che nascesse. Si è custodito, e poi qualcuno ci è dato da mangiare, ci ha vestito, ci ha insegnato a parlare, la maestra ci ha insegnato a scrivere, e via, via, via, noi tutti siamo qui questa mattina perché siamo stati amati. Da soli non si può. Allora qualcuno qualche volta mi protesta, e dice, ma io su questo tuo Dio non sono mica tanto d'accordo, perché questo mondo poteva farlo meglio. E allora io tentando la risposta gli dico, però guarda che c'è un problema, eh? E cioè che se tutti, e ciascuno e tutti, funzionassimo bene, nessuno avrebbe più bisogno dell'altro. perché la mia povertà è quella che mi ha fatto scoprire, con sempre più stupore, il mistero dell'amore. sono stato amato, come quando dice il Vangelo, avevo fame, poi avevo sete, poi ero nudo, ero malato, il carcere mi è capitato, solo un po' di striscio, ma in tutto, in tutto, ho sempre da dire dei grazie, perché da soli non si può. E quindi vedete, questo mondo che noi un po' critichiamo, bisogna che impariamo a guardarlo anche nell'altra prospettiva, facendo la nostra storia come la storia di tutti quelli che si sono piegati su di noi e ci hanno fatto del bene, e ci hanno fatto del bene volendoci bene. Perché poi alla fine, sapete, alla fine di tutte le storie, al Dio in cui noi crediamo, l'unica cosa che gli importa veramente è che ci vogliamo bene. Questa è la cosa più importante. E lui ha fatto tutto il mondo per questo. Perché Dio, secondo la nostra fede, è amore. E quindi ci ha fatti per amore. E quello che gli interessa moltissimo comunicare è l'amore. E questo è il segreto delle nozze di Stefano e di Giulia. Da soli non si può, ma hanno scoperto nella loro storia il regalo di Dio. Hanno scoperto l'amore. e oggi loro sono qui davanti a noi, con noi, davanti al Buon Dio a ringraziarlo perché li ha fatti incontrare, perché non li ha lasciati nella loro solitudine. e quindi ai loro amici nei tempi futuri, ai loro figli, se il Signore gli ridonerà, avranno da dire proprio le parole che abbiamo ascoltato prima. sai, avevo fame e lei gli ha dato da mangiare, avevo sete e lui gli ha dato da bere. Si può avere fame di pane, sete di acqua, e però certamente tutti abbiamo una grande fama e una grande sete di essere amati perché la vita non è più la vita se non si è amati. Forse vi sarà capitato di incontrare qualche vicenda della vita da qualche persona meno amata. È difficile la vita così, è difficile. Una persona poco amata è molto più fragile, è molto più tesa. A me piace sempre ricordare che anche quando si va qui nel nostro carcere a trovare le persone, non è che si va a trovare 600 mascalzoni, è che soprattutto si va a trovare 600 persone che sono state molto meno amate di me, molto meno amate di te. E quando uno il conto della vita lo deve fare da solo, tutto è delicatissimo e pericoloso, esposto all'errore, alla violenza, alla fuga, all'aggressività, dove invece c'è l'amore. è vero, non so se avete saputo per esempio di un papà e del suo ragazzo, una famiglia ebrea di Ferrara. È arrivata la tempesta demoniaca del nazismo, c'era anche la mamma e le sorelle divisi e le donne subito eliminate e loro due, papà e figlio, portati ad Auschwitz e loro raccontavano, sono sopravvissuti, e loro raccontavano che avevano fatto in modo di non tanto dire chi erano padre e figlio così, però alla sera quando si poteva riposare, loro sulla cuccia andavano vicini e poi si abbracciavano e si abbracciavano, anche suscitando qualche malignità nell'opinione pubblica lì intorno, ma loro certi che in quell'abbraccio si davano la vita e sono scappati e loro attribuivano a questo l'essere scappati. allora oggi è la festa dell'amore e dicevamo la fine dell'anno liturgico e per una straordinaria delicatezza del Vangelo secondo Matteo questa parola del Signore secondo quello che dice il Vangelo non è rivolto solo a quelli di Chiesa non è rivolto solo a quelli che hanno la fede perché dice che questa qui sarà una grande assemblea ma quando sarà la fine di tutti e ci sarà anche una moltitudine di gente che non è mica cristiana che non ha mica conosciuto Gesù e sono proprio loro che si sentiranno dire avevo fame mi avete dato da mangiare avevo sete mi avete dato da bere venite qui benedetti ma loro gli diranno ma quanto mai ti abbiamo visto affamato assettato e allora lui dirà tutte le volte che l'avete fatto a uno di questi più piccoli dei miei fratelli l'avete fatto a me quando Stefano accarezza la sua sposa in realtà tocca il mistero di Dio tutte le volte che il Signore suscita tra di noi la liturgia dell'amore celebra la presenza e la potenza massima dell'amore e quindi di Dio anche in chi ritenesse di non avere la fede lo dico questa cosa anche perché quando ci sono gli sposalizi non è che si invitano solo le genti di chiesa è vero e qualcuno arriva lì contentissimo è vero però non è che lui ci starebbe a fare dei rosari perché ha degli altri pensieri ebbene ho piacere soprattutto a questi ospiti che ci fossero oggi qui per caso è vero ma tu vuoi bene bene a posto a posto semplicemente vogli sempre più bene per cui mi sono molto affezionato a quella cosa che da giovani 300 anni fa dicevamo alla nostra fidanzatina non sempre del tutto sinceri ti voglio un bene da morire e però è una ricordanza cristiana perché voi sapete no che anche oggi noi siamo qui a ricordare e a vivere in pienezza questo strano Dio che volendoci bene prima è diventato come uno di noi con gli occhi le mani la paura le tentazioni la non voglia di morire come uno di noi e poi ci ha voluto un bene da morire fino a dare la vita per noi è vero? si dice no? qualche volta quello lì ai suoi figli ha voluto un bene da morire eh si ecco tutta la fede capite alla fine sta qui il regalo che voi avete fatto agli sposi sarà anche gratuitissimo perché ho capito che non sono dei ricconi e quindi se vi date anche la mano loro un piacere grazioso e vi ringraziano però è incommensurabile invece il regalo che loro fanno a noi oggi perché loro oggi fanno una vera consacrazione all'amore il senso della loro vita capite è l'amore eh il fatto di nutrirsi e di setarsi reciprocamente oh prete ma tu allora non dici niente di quell'ultimo pezzo del Vangelo di oggi che dice voi invece eccetera andate via perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare ho avuto sete ma sapete questo qui perché lo dice lo dice come quando mia mamma diceva a tavola se non la smettete di litigare di politica vado a mangiare in cucina lei non ne aveva nessuna voglia non voleva assolutamente andare a mangiare in cucina voleva semplicemente che noi la smettessimo di litigare di politica perché noi eravamo tutti appassionati come passi 300 anni fa oggi la politica è morta ma una volta era una passione si litigare si litigare continuamente allora non è che lei volesse andare in cucina lei voleva che smettessimo capisci allora l'ultimo pezzo del Vangelo è perché lui rivolte tutti con sé e non vuole che ci sia nessuno che resta fuori e magari così anche a te in settima fila in ventesima fila e sulla poltrona dove sono io perché adesso sono zotto viene in mente oh porco cane appena vado a casa ti devo chiamare col cellulare a quel caroglione là e dirgli beh come vai con voce amichevole perché altrimenti è rimasta ancora una mura di separazione è vero? allora oggi sarà una domenica impegnatissima e mentre loro qui fanno la loro festa d'amore lui giù a far telefonate per aggiustare delle robe che devono essere aggiustate perché l'importante è che quando la mamma arriva ci trovi tutti a volerci bene e quando il Signore ritorna trovi che veramente ci vogliamo tutti bene voi sapete che attraversiamo un momento molto delicato io personalmente con i lunghi giorni dell'ospedale che non finivano mai per questa operazione ho avuto tanto modo anche di pensare un po' di pregare perché sono preoccupato per tanta povera gente che viene da lontano che è da strada il Papa ha un bel sgridare ma oh non gli diamo retta è vero e quindi ci sono molte cose da aggiustare è vero chiediamo al Signore come grande grazia che apra il nostro cuore e non ci sia nessuno fuori dal nostro affetto è quello che possiamo fare forse anche un sorriso meglio farlo perché questa vicenda di oggi che riguarda la nostra meravigliosa cattedrale e questi due sposi meravigliosi bellissimi anche i testimoni si intende tutti bellissimi anche le mamme le nonne poi non ne parliamo è vero però riguarda tutto il mondo oggi la messa va detta per tutto il mondo e quando ho pregato in questi giorni un po' per la Giulia un po' per Stefano per ringraziare il Signore per il regalo che preparava per loro ho anche pregato che in questo momento anche chi è fuori per strada avesse una percezione strana di una carezza posata sulla sua vita è la stessa carezza d'amore che unisce oggi questi nostri giovani fratelli e che sigilla per sempre la loro consacrazione all'amore di Dio