XII DomenicaTO-2017 omelia_GiovanniNicolini-Dozza 20170625-(21).mp3
Data: 25/06/2017
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Testo dell'Omelia
Sapete che il maggiore numero di parole che Gesù ha detto sono quelle che ha speso per rimproverare soprattutto alcune categorie culturali e religiose del popolo ebraico che avevano aggravato e distorto la legge antica e quindi si era enormemente complicata di regole, di leggi, di limitazioni, di esclusioni. E come mai questo? Perché tutti pensiamo istintivamente che alla fine dei conti la vita è una grande gara e le gare bisogna vincerle, se è una gara bisogna vincere. Adesso che sono vecchio quando vado a fare una passeggiata in montagna, dico che il bello della passeggiata è guardare il panorama, è fermarsi sotto una pianta, è fare una merendina, così ci sono 7-8 shakurati che la fanno di corsa e vincono loro e io cerco di trasformarlo un po'. Ecco, in maniera molto più importante evidentemente che una passeggiata in montagna, il Signor è venuto ad aggiustare questo problema molto delicato e a riportare la fede ebraica a quello che era stato nell'origine, nel dono di Dio. Perché per la fede dei padri ebrei la vita non è cavarsela e vincere. Per loro la fede è essere presi per mano e salvati. per loro la fede è la grande avventura del voler bene di Dio che guardandoli a compassione di loro e quindi li salva, li prende, li porta. Non è una gara da vincere la vita, è un regalo da accogliere. Avete presente il cantico delle creature di Francesco, di Francesco d'Assisi, che canta la lode del Signore, che ringrazia il Signore perché ha fatto bene tutte le cose. Allora ammira il sole, l'acqua, la terra, i fiori, l'erba. Ammira le persone, ammira quello che succede tra le persone. Guarda, guarda, avevano litigato, adesso si sono messi d'accordo. Laudato sì, di Signore. E San Francesco che ha gli occhi acuti e penetranti e che sa cogliere la bellezza della creazione e lo splendore misterioso della vita umana, l'oda Dio per tutti. E così avanti nella sua capacità di osservare la bellezza e la bontà infinita del Signore che ha il coraggio, come tante volte ci siamo detti qui, di ringraziarlo persino per la morte. Che non è più la morte, ma è il principio e la pienezza della vita. È molto importante questo. È molto importante. Uno dei regali più belli che il Signore mi ha... Ieri me l'ha fatto uno straordinario, che non vi posso dire. Uno dei regali più belli che lui mi ha fatto è stato che proprio ha cambiato dentro di me la morte. Ve lo dico con un certo tremore perché mi sento fragilissimo davanti a questo regalo di Dio. Ma una volta io ero terrorizzato dalla morte, angosciato. Non so perché, forse i primi anni della mia vita sono stati anni di guerra e mi capitava di osservare che sotto la tavola dove si pranzava, si cenava, in una casa forse troppo bella, e quindi occupata da milizie tedesche, e vedevo questi enormi schivaloni dietro, e poi come salutavano la mia mamma e le mie zie, tutti impalati, seri. Però la casa ce l'avevano occupata a metà. Era la casa più bella del paese, e quindi erano i nostri ospiti. Forse queste cose mi hanno un po' turbato. E però mi è successo questo grande regalo del Signore, che piano piano la cosa se n'è andata. Forse è stato un po' il poter leggere in pace il Vangelo per molti anni. Accorgetomi, fra l'altro, che il Vangelo è super bello perché io sono lontanissimo dal Vangelo, ma lui è vicinissimo a me. E questo è il bello del Vangelo. Il Vangelo non è un giudizio, ma è un affetto paterno e materno. Affetto nel quale anche chi è lontano si sente vicino. Perché? Perché quello che dice, dice ma io sono lontanissimo, però me lo dice lui, capite? Con quel tono di voce, con quello sguardo. E io capisco che sono lontano, ma lui però è vicino. Ed essendo vicino, ci conosce uno per uno. Uno per uno. Sta cambiando molto il sacramento della riconciliazione per l'opera pastorale del Vescovo di Roma, molto per questo nostro Vescovo che ha scritto anche un libro importante proprio sul sacramento della riconciliazione, che non è fare l'autoaccusa dei peccati, ma è il Signore che dicendomi, ma sei andato lontano, è successo anche questo qui, è anche questo qui. Vieni, mi va vicino adesso che ti devo mettere la mano sulla testa e ti devo benedire. Vieni, mi va qui. E quando poi si entra dentro in questa cosa, ci si accorge di una cosa enorme, no? E cioè che più in qualche modo io denuncio a me stesso la mia lontananza, più lui mi cerca con affetto. Tanto che adesso, con queste buone notizie che ho avuto ieri e che non vi posso dire, ho pensato un po' di ingannare però, perché ho pensato, ho già fatto una telefonata, di andarmi a confessare. E io vado a confessare questa roba. Eh, questo qui, l'altro, poi li avete letto. Sì, ho pensato che il pericolo potrebbe rilassi che uno su un altro andassero tutti a confessarsi, allora sarebbe un pochino. Però nessuno potrebbe venire a confessarsi da te, da te, perché per ora non può. San Francesco però dice che se non c'è nessun prezzo all'orizzonte, ci possiamo confessare reciprocamente. Cosa che io ho fatto nella mia vita. Eh, in certi passaggi in cui non potevo assolutamente sopportare la mia lontananza dalla pace di Dio, ho beccato o una o una e gli ho detto adesso ti dico una cosa e poi te mi dici che ti perdoni. Va bene, non è pieno, ma aspetta un momento, non devi perdonarmi te, devi perdonare con l'affetto del suo. Eh, bisogna farlo, se mi capita di essere etica, perdonatevi a facendo. Dice, ma lo sa, signor Pappoco, che sono due anni e mezzo che non vi confesso. Dice, ma in caso vi chiedete scusa, fa sempre buono. Quindi, adesso se vuoi, riprendi una cosa buona, che ti va bene, però, l'essenziale c'è già. L'essenziale c'è già. E viviamo invece in un mondo che è tutto storto. Stamattina, leggendo queste cose della Bibbia che avremmo ascoltato a messa, mi è venuta in mente, per esempio, quella cosa cristiale, no, che c'è, che è questa assemblea delle nazioni, eh, quelli che si vedono ogni tanto in New York. Perché quelli lì hanno fatto questa stranissima rete. Due ne hanno fatte. Chi? La bomba atomica la possono avere soprattutto quelli che sono così forti e prepotenti che se anche se gli dici di no non se la fanno stesso. Allora loro sono quelli che è permesso. E poi, quelli lì che sono i più ricchi, i più armati, i più prepotenti di tutto il mondo, perché comandano su tutti, sono loro che però lì hanno un potere speciale. Si chiesto mattina ho perso un po' di tempo a pensare chi dovrebbero essere i sei popoli più compresi che dovrebbero avere loro, avere loro la bilancia. Perché? Perché sono loro che dicono ma lo sapete che qui ci sono sei, sette, diciassette, ventisette nazioni che non hanno mica da mangiare? Ma lo sapete, sì o no? E che cosa bisogna fare? Eh, cosa bisogna fare? bisogna non suffare, bisogna non farsi venire in digestione e bisogna mangiare tutti insieme. È ovvio, no? Che dovrebbero essere i più piccoli a dire come si deve fare. Nella nostra vita non sono i più piccoli che dicono come si deve fare. Eh, quando il tuo bambino è piccolissimo, è lui che te lo dice. E quando Massimino sta qui a aiutarmi a dire la messa, è lui che comanda. Eh, adesso lui bisogna portarlo a riposare, adesso bisogna portarlo in bagno, adesso è, è certo. Per fortuna in casa è il più piccolo. E c'è il bello che diventando vecchi come me si diventa fatalmente piccolo. È vero? Una cosa su cui un po' si passiamo in casa è che loro non mi lasciano più andare in giro in macchina, se no un po' di chilometri, se no autista. Dio, ma autista. È vero? Dopo gli devo dire dove devo andare perché non mi so vergogna di dove devo andare. Eh, devo andare ma... però ti accompagna. È certo, perché per fortuna si diventa piccolo. E non c'è nessuna cosa che ci fa diventare più piccoli dei nostri peccati. Perché Dio ha i peccatori? Perché i peccatori sono in una situazione di sfardaggio. Perché i peccatori lui li trovava fuori dalla forza del tempio perché non potevano mica entrare. Ed è per quello che lui è andato fuori dalla città. e lì è stato crocifisso e lì attira tutta l'umanità. Capite? E Dio sceglie questa cosa. Per cui non è difficile supporre che tutti voi siete venuti a messa perché siete peccatori e che io prescendo l'Eucaristia perché sono il peggio di tutti. Perché? Perché esperti di lontananza siamo enormemente esperti della carezza del Signore. E moltissime volte quando viene detto il Vangelo viene proprio da dire ma quella lì l'è vesa per me ma guarda c'è proprio la misura giusta. È certo perché il Vangelo è questa potenza infinita della misericordia di Dio. Per cui il Signore ci segnala stamattina che bisogna stare attenti perché sempre reinsorge la regola e poi reinsorge la punizione e poi reinsorge l'espluzione è perché fatalmente è una gara capite? È una gara. Infatti quelli che aiutano moltissimo sono i Santi perché i Santi se andate a leggere le robe che ha scritto loro non hanno dubbi il peggio sono io e quindi sono più aiutati e quindi sono utilissimi i Santi perché invece di essere come dentro a una gara di ginnastica come io non ti insegno però la regola per vincere loro si mettono al posto dell'ultimo e dici guarda io faccio così poi faccio così poi faccio così mi va dritta lo sai che mi va dritta e quindi i Santi si mettono dalla parte dei peccatori per dirgli guarda che ho trovato la strada perché non si ritengono dei tipi speciali ma dei tipi super aiutati Santa Teresina la dice che lei pensa che Dio voglia bene a tutte le persone del mondo questa cosa la dice perché lei è sempre in difesa di quelli che lo Stato francese in Franca gli taglia la testa se l'hai fatta troppo grossa è vero allora lei viene a sapere dal giornale che uno è stato condannato e lei insomma viene per lui viene per lui e ogni tanto c'è anche delle buone notizie da scrivere nel diario e si vede gli hanno tagliato la testa ma prima lui solennemente si è fatto inserire la croce oh andate e lei dice io credo che voglia bene a tutti voglia un bene specialissimo a quelli della chi gli occupi però c'è una persona alla quale vuole più bene che a tutti gli altri io e lei la ragazzina birbante è convinta di essere la più amata a passare dal biglionato capite dice ma c'è uno più dei biglionati io è bellissimo a vent'anni quando scrive questa cosa e gli è di mani a pochi da stare al mondo perché crepa giovane della malattia di moda in quei tempi e però non ha dubbi su questo vedete è una meraviglia questa cosa qui allora questa domenica qui deve servirci a ricordare questo stare attenti ai legislatori lasciarli traterare vuole fate tutto fanno le scomuniche ma ne fanno di tutti i colori ne fanno di tutti i colori lasciarli e però e però tu sei un punto preziosissimo della misericordia di Dio ma sei solo un peccato appunto per quello appunto per quello sei un punto specialissimo della misericordia per fortuna ci sei e per fortuna sei qui con noi e per fortuna presti voglia di pensare che tu non sei degno di stare qui e invece sei il più necessario sei il privilegiato qui perché sei esperto della lontananza e della misericordia dell'abbraccio del Signore per questo capite la Chiesa è un grande miracolo questa Chiesa peccatrice ogni tanto qualcuno si incavola perché peccatrice è vero va bene ogni tanto diciamo ai cardinali devono mandarmi un po' troppo queste macchine lunghe che poi prendono il traffico che non che ci stanno nel garage dei palazzi da di anni è vero e poi anche questi appartamenti ma stanno meno rani ecco qualche aggiustatina qualche volta si può farla però non bisogna perdere la caratteristica essenziale ma voi cristiani siete dei peccatori a talvezza vivondi eh è certo è certo che lo siete e quindi anche voi sbagliate di più e perché noi sbagliamo di più è perché abbiamo ricevuto molto di più e questo è inevitabile capite tutte le volte che ci si confronta è vero e tu saresti lì alla soglia di un giudizio no permetti un momento prova a ripercorrere la vita tua e la sua le occasioni che hai avuto tu e lui o lei prova a vedere prova a vedere e quindi capite anche questa misura del dono di Dio accanto alla nostra misura di peccato capite che lussi in questo momento siamo in un posto di periferia con un caldo pazzo speriamo che Giovanni la smette è vero e siamo qui però per dirci che quello che il mondo non dice eh a noi è di non da Giovanni dal Vangelo dal Vangelo questa è la meraviglia capite il Vangelo bisogna ricominciare a leggere il Vangelo un peccatino al giorno infine fino alla fine poi si ricomincia e tutte le volte ha delle novità da dentro è così è così noi viviamo già una condizione di paradiso perché il Vangelo è il cibo del paradiso è anticipato per noi allora capisci che poi ogni tuo anticipo di pazienza di sorriso di carezza di silenzio è un anticipo di Vangelo è importantissimo e quindi la liturgia che celebriamo qui non può non essere il principio della liturgia che ognuno di noi va poi a fare da casa sua ieri sera bellissima liturgia eh a San Martino sette e mezzo di sera come si chiamava morire di speranza tre mezzo dedicato a tutti quelli che sono morti sui barconi e a cercare di venire e non ci sono riusciti preseduto dal vesco no bene insomma no è sembrato una cosa bella e hanno fatto moltissime citazioni anche con i nomi delle persone su quel barcone in quella circostanza chi rielesso chi rielesso chi rielesso mi aveva spedito i centinaia il paradiso ieri sera ci sono già anche per noi siamo andati in paradiso sì questa è la bellissima vita che ci è stata regalata la misericordia vigilare vigilare perché non riempi la legge il regime della legge ha fatto il suo tempo è andato benone adesso il regime è il regime dell'amore più ne convivi più lui ti volete se facciamo così anche noi capito l'è fatta l'è fatta capito allora questo è l'impegno che scaturisce in questa domanda se c'è una persona che ha fatto qualche cosa di negativo o che ti infastidisce che ti attiva la testa in questo dagli un po' di diceminale e riapri la comunicazione mandagli un vaccino al cuore senza non grazie effetti