Sapete che a Messa ci sono sempre più donne che uomini, no? Ai tempi di quando Donna Lorenzo Milani era un ragazzino, lui racconta che la sua famiglia, una famiglia alto-borghese, aveva un genitore ebreo e l'altro genitore cristiano, cattolico. I genitori non praticavano né la chiesa né la sinagoga, però c'era la governante di casa che doveva portarli lei ai precetti vestiti. E quindi lei il sabato portava i bambini in sinagoga e la domenica li portava in chiesa. Per liberarsi un po' del problema, questa governante li portava a Messa prima, cosa che non era graditissima a questi ragazzetti. Che conclusione aveva tratto lui nella sua maliziosità simpaticissima? Che la sinagoga fosse la chiesa degli uomini e la chiesa quella delle donne, perché nella sinagoga sono visibili maschi, le signore sono nel gineceo un po' nascoste. Alla domenica mattina presto, più che mai, solo donne, poi tanto per non fermarsi mai, perché non si fermava mai lui. Diceva bene, veramente un uomo c'è, che era il prete, ma per cortesia si vestiva da donne, ma non creava degli imbarazzi. Vabbè, tutta questa cosa per dire che io sono un po' tra due fuochi, diciamo, in questa domenica, perché la parabola del Signore mi ha sempre di più appassionato nel giorno, mentre siamo venuti verso la domenica, anche perché le parole che dice sono preziose, preziosi, e poi anche perché invece ho ricevuto un sacco di messaggi di gente arrabbiatissima, di dire, ma che caronia questo Dio così cattivo, che quello là, poveretto, lo sbatte fuori, dove c'è uno stridore di denti, è vero che questo Dio così cattivo, come la metti te che fai andare sempre bene le cose? Insomma, no? E quindi c'è stata un po' anche questa preoccupazione. D'altra parte però, il libro dei Proverbi, avete sentito, presenta questa donna, tra l'altro, anche lì per dire come le culture sono state sempre maschiliste, il testo dice, una donna forte, chi potrà trovarla? Se si va a vedere la lingua in cui è stata scritta, pensate che bisognerebbe leggere così, una donna uoma, chi potrà trovarla? Perché per dire forte, loro non avevano altro termine più efficace che parlare degli uomini. Insomma, però in mezzo a tutto questo, questa immagine oggi della donna, mi sembra importante. Insomma, quindi desidero un momento metterla nella vostra attenzione. Perché anche ieri dovevo parlare davanti a tanta gente e mi hanno detto, ma alla fine un'ultima domanda, se tu dovessi pensare ad una cosa urgente da valorizzare, da ritrovare, da mettere in piedi, io ho parlato di questo. No, per me sarebbe molto importante che adesso la comunità cristiana scoprisse o riscoprisse tutto il valore del mistero del femminile, tutta la sua straordinaria importanza, essenzialità, bisogna dire, nella storia dell'umanità. Dove invece tutte le culture sono normalmente del tutto maschiliste e quindi dove il femminile, non dico neanche le donne, ma anche proprio il mistero del femminile, è stato sempre tenuto in soggezione e anche umiliato, insomma, usato. Poi in realtà nella storia si scopre che se si vuole guardare bene dentro la storia, nel suo concreto, le donne si trovano molto, molto. Non si trovano al capo degli eserciti né nelle sale imperiali. Se non, anche qui uno storico con ironia diceva che la storia l'unica possibilità per le donne per avere un certo successo è stato sempre quello di travestirsi da uomo e quindi da Giovanna d'Arco, è vero, fino a qualche donna presidente, insomma, però invece, appunto, se si guarda dentro la storia con attenzione, con profondità, si avrebbe un quadro completamente diverso. Mi ricordo moltissimi anni fa, ormai, che davanti a una persona che stava male, nella sua cascina in Cartania, una persona un po' anziana che stava un po' congedandosi ed ero lì con Francesco che loro faceva il medico e con stupore, a un certo punto che sono accorto e poi l'ho detto anche a Francesco che questo signore anzianotto ha cominciato a dire mamma e cominciando a dire mamma e poi a dire ma dove sei mamma, dove sei? E questo mi impressionò molto e Francesco mi spiegò anche molte volte che questa cosa succede che quando una persona è vero, va un po' in congedo istintivamente chiama. E questa invocazione c'è perché, per esempio, anche nel linguaggio, non dico la lingua, ma nel linguaggio comune italiano ogni tanto viene da dire mamma mia, è vero? Mamma mia! Per dire che si è meravigliati, che si è stupiti, che si è più piccoli dell'avvenimento davanti al quale ci troviamo. Mamma mia! Ecco, è vero. Certo, che cosa si scopre? Si scopre la preziosità assoluta del femminile e lo si scopre in una direzione molto precisa, molto forte, che appunto ieri mi faceva dire in questa assemblea secondo me bisognerebbe ritrovare il mistero e il valore del femminile. Perché il femminile nella Bibbia, nella Bibbia degli ebrei e nel Vangelo dei cristiani, ha una parte precisa che è legata a tutto quello che noi chiamiamo relazione, comunione, e che è dall'altra parte rispetto all'individuo, all'individualità, l'individualità che poi diventa il genio oppure diventa l'eroe, ma siccome uno da solo, e siccome tutti si sforzano per essere da soli, l'individualità di parte è legata al conflitto, per cui per essere proprio il primo bisogna che elimini un po' di avversari e così sono il primo. E in questo senso invece il femminile è l'opposto, è l'andare a ritrovare sempre la comunione. Appunto c'è questa mamma mia amica che ormai da quasi tre anni tutti i giorni prepara un posto a tavola che sa che non verrà occupato o perlomeno dovrebbe saperlo perché questo figliolo che se ne è andato non si è più saputo niente, non ha fatto più sapere niente, se non qualche messaggio per dire lasciatemi in pace, ma lei continua a preparare. e gli altri figli le dicono beh, cosa prepari? Se arriva sull'icampanello siete tutti contenti preparerai? E lei dice no, no, perché lui la volta che venisse deve sapere e deve essere certo che io l'ho sempre aspettato. E tra l'altro questo, come sapete, ha un rapporto fortissimo non solamente col mistero centrale della carità, ma anche con il grande supremo sede della preghiera, no? Perché la preghiera che cos'è? E la preghiera è la possibilità di cercare, di seguire, di raggiungere, di abbracciare, di baciare chi non c'è, perché è lontano. La preghiera è fondamentalmente questo, annullare la distanza, perché con la mia preghiera attraverso il Signore è vero, io posso andare a fare visita. Tanto che il grande spirito cristiano del secolo scorso aveva questa conclusione interessante, e cioè dice ma è molto importante parlare di Dio ai nostri figli, però dice ce n'è una che è ancora più importante, che è di parlare a Dio dei nostri figli, perché lui di fatto invece può sempre raggiungerli. E quindi il mistero di questa femminile è come il mistero della comunione. C'è questa figura di donna appunto nel libro dei proverbi, un testo dove il redattore del lezionario purtroppo ha fatto molti salti, ma lei che cosa dice sostanzialmente? sostanzialmente, che è vissuta bene e che tutte le cose della sua vita le ha vissute bene e con passione e le ha fatte bene e si è servita della sua vita per stringere anche altre relazioni con i poveri che di fatto non fanno parte della sua famiglia, ma che lei insegue, cerca, trova con affetto materno, noziale. Ecco, e questa figura di fatto è la Chiesa e questa figura in realtà bisogna dire è ognuno di noi secondo la parabola che abbiamo ascoltato. Nella parabola che abbiamo ascoltato cosa dice il Signore? È come di uno che deve partire per un viaggio e allora la sua sostanza la affida all'uno all'altro. Tra l'altro dice una cosa molto importante su questo affidamento e appunto quelli che hanno protestato mandandovi i messaggi questa settimana dicendo ma poverino ma quello lì gliel'ha dato poi uno solo è vero? E certo ma sapete è importantissimo questo perché dice che lui dà questi talenti secondo le capacità di ciascuno è vero? Vorrebbe dire addirittura secondo le potenze di ciascuno e poi ognuno capisci ha la bellissima notizia che quello che gli è stato affidato ha anche la forza per farlo è vero? E' per fortuna che il Signore fa così non ti ha dato un peso sproporzionato quindi in quella cosa dei talenti farei un po' fatica però lui ti ha dato quello che tu puoi fare è vero? E quindi è bravissimo il Signore Santa Teresa di Gesù Bambino l'ho ricordata per un bellissimo esempio che lei fa di questo problema della capacità perché dice per impire un bicchiere di acqua bisogna mettercene è vero? Invece per un piccolo fiore del campo una sola goccia di rugiada la riempie e lei si paragonava a questo piccolo fiore del campo dicendo a me con una goccia sola il Signore mi ha riempito di tutto in base secondo me bellissimo no? Ecco che dice allora che cosa? Dice questo affidamento dice questo affidamento quindi innanzitutto il Signore ci ha dato la vita e questo se volete è il primo talento poi ci ha dato talenti preziosissimi che sono tutte le persone che ci hanno voluto bene e ci vogliono bene e ci fanno del bene e poi e poi ci ha affidato i talenti e chi sono i talenti sono le persone le vicende le cose sono anche le prove sono anche le prove che lui ci affida in maniera che lui in qualche modo capite condivide con noi la sua stessa divinità già nel senso che adesso dico loro ti dispiace per farmi da mamma e poi farmi un po' da papà e gli puoi insegnare a scrivere e poi andarlo a cercare è vero perché si è perso un po' quello lì si è perso avete sentito no? le violente polemiche di questi giorni e purtroppo me l'aspettavo ed è stato solo l'inizio è stato solo l'inizio quando proprio mi vogliono far dire come la penso come ci sta andando a finire e ho deciso che bisogna accettare che un po' ci spaventiamo no? allora per dire come la penso dico sempre che è iniziata la terza guerra mondiale dice come? non è mica stata ancora dichiarata non ci sono mica dei nemici che arrivano e allora a quel punto lì dico sì è scoppiata la guerra e sai qual è il punto delicatissimo? che in questa terza guerra i nemici sono i poveri e avete visto cosa sta succedendo è vero? anche a Bologna si sta attenti a non dire proprio tutta la verità che l'altro ieri si sono arrivate in più 130 persone telefonate dalla stazione allora che cosa si fa? e cosa si fa? e come si fa? eh? quando c'era il vecchio impero romano che diventava fragile le invasioni venivano da nord e però c'erano gli uni eh? che erano armati gli uni e invece adesso vengono da sud da questa fragile frontiera del Mediterraneo che adesso è un po' piena di barche e di annegati ma però non c'è niente da fare da questa frontiera questa invasione ci sarà e cosa faremo? eh? ci arrabbieremo tutti addirittura mi sembra di capire che a un certo punto dovremmo capire se gli spariamo perché altrimenti ci sarà piccolo incidente stamattina una stupidata andavamo a fare il mattutino da Giuseppe via a Sant'Egidio e uscivamo dal cancello con la macchina tutta la strada invasa rovesciato il cassonetto degli indumenti tutta la roba fuori se vado come sei fatto se io vado come sono fatto mi incano anche e mi secca anche allora vado fuori e dico a Martino adesso chiudiamo il cancello però la prossima volta perché vabbè e dopo vediamo insomma come si farà questo cancello però sarà così sapete sarà così e quindi sempre di più saremo nella situazione di quella periferia romana che in questa settimana mi ha mandato un bigliettino tremendo per dire ma questi disgraziati a pensare che invece il Papa vuole che siamo nelle periferie e accogliamo eh certo però bisogna anche vedere com'è nella periferia perché se quelli andassero in piazza San Pietro non so mica se li lasciano accampare lì è vero invece li sistemano nella periferia desolata il tema è difficile capite è delicato si può accusare nessuno posso io dire che queste persone che hanno fatto il viaggio sul barcone non devono essere accolte certamente no ma posso io dire che è un'impresa facile per una desolata periferia di metropoli accogliere le persone con tutte le conseguenze ma mamma ma tu come farai a reggere la situazione di casa tua con quel problema e con quell'altro e con quel dolore che ti porti dentro nel cuore e quella fatica ma come fai ma ce la fai ecco la parabola dei talenti oggi va fiegata su questa dolce terribile fatica dell'amore che Dio ci dà perché questo vedete è il talento fondamentale lui ci dà l'amore la capacità di amare e ci dà anche quelle che lui ha bisogno che noi amiamo e questa è la parabola dei talenti i talenti quindi sono dei regali preziosissimi perché ogni persona è preziosissima sapete e lui affida a noi allora che cosa diventa importantissima importantissima stamattina la tua storia la tua storia così com'è in un po' di preghiera il Signore mi ha dato questo incarico di venirti a dire della tua terribile meravigliosa storia e che spero che tu possa riposare ogni tanto e penso e spero che tu possa avere anche molti sorrisi dentro a quella storia e però che fatica la tua storia fa coraggio abbi coraggio allora penso che questa figura di donna del libro dei proverbi serva per venire a visitare le nostre modeste fatiche quotidiane per dire si può fare bene e si può fare del bene è una parabola quindi nello stesso tempo di severità e di fiducia è una parabola di infinita tenerezza e anche di grande responsabilità la vita è delitata se non avessimo conosciuto il Signore se tu avessi sepolto il talenito eh se tu gioiavi sietto no questa cosa non la voglio questa persona non la voglio eh e l'avessi sepellito forse sarei sentito tranquillo a farti un campari sole e andare a pranzo invece lo sei un po' meno però un figlio di Dio ti è affidato ti è affidato alla tua vita giro per le camera dell'ospedale e in questi giorni cercavo di pensare così il Signore gli ha affidato anche questa malattia e la vive in quella camera insieme agli altri in mezzo agli altri entro in una camera dove ci sono tre Signore e due dicono ma questa Signora qui ma come fa è un angelo ma non vogliamo più continua ad alzarsi per darci dell'acqua per accendere la luce per andare a cercare l'infermiera eh certo cosa meravigliosa accadono dappertutto cosa meravigliosa persone che come la donna del libro dei proverbi e come questi serbi che hanno avuto i talenti fanno di gran bene e chiudo in questa maniera c'è un punto del Vangelo che in italiano si può tradurre solo a fatica e allora dice il Vangelo ve lo rilego un momento colui che aveva ricevuto cinque talenti subito andò a impiegarli e ne guadagnò altri cinque allora uno pensa cosa vuol dire impiegare i talenti e nella lingua del Vangelo sarebbe così andò a operare dentro ai talenti operare dentro ai talenti questa donna questa sposa e madre cosa ha fatto ha operato bene nei talenti che Dio le aveva affidato è bellissimo questo vivere dentro nella nostra vita così com'è con il suo svolgimento con i suoi imprevisti certamente anche con i suoi giorni allora non si tratta di fare dei grandi sforzi ma di vivere bene la nostra vita così come ci è stata data e c'è un'altra cosa che si può aggiungere andò a impiegarli e ne guadagnò altri cinque quel guadagnò sapete che Oseg quando lo si legge proprio nel testo originale vorrebbe dire portare frutto portare frutto allora lei opera nei talenti e porta frutto è bellissimo no? perché? perché quello che il Signore vi ha dato ha un segreto di bellezza di fecondità di crescita è vero? per cui in fondo quella vicenda ormai del tuo passaggio che anche ti ha fatto soffrire adesso si è consegnata alla tua memoria affettuosa e tu ne fai sempre ricordo e anche se ci sono stati dei passaggi difficili ti viene da raccontare a un tuo nipote o a un tuo amico e quanto bene me ne è venuto da quella cosa e quanto è stato importante quel passaggio per fortuna che non sono scappato via ho avuto l'arretazione sai di scappare via ma il buon Dio mi ha tenuto lì ecco allora la primica del parco stamattina è quella di dire accogliamo la nostra vita come viene accogliamola bene e anche in quella scalata di sesto grado che adesso sei costretto a fare non magari di fatica fisica ma certamente di grande fatica morale di grande fatica psicologica di grande fatica spirituale e aiutiamoci se possiamo aiutiamoci ma facciamo insieme questa fatica allora vedete in questo momento sull'eltare dell'interestia ognuno sta depositando la sua vita e dice al Signore guarda bene che da solo non ce la faccio per essere chiaro da solo non ce la faccio se non sono aiutato da te non è possibile è vero e il Signore manda molti angeli è vero molti angeli e quindi ce la fai non sei andato in cerca di eroismi non è che hai voluto battere dei record non è che hai voluto essere eletto mister volontà ma no vivi la tua vita così bene ma la vivi bene bene la vivi con attenzione affettuosa e la vivi quindi con quel senso della responsabilità del possesso perché quel affidamento è stato grande allora ancora è tornata quella vecchia fotografia del 1914 cento anni fa proprio che ritrae la famiglia del mio nonno davanti alla sua casa e vado sempre a leggerla con una certa curiosità perché me la sono attaccata in stanza e c'è lui con un cappetto di paglia bianca la sua signora i suoi figli sono davanti a casa e il nonno che si chiamava Giovanni io mi chiamo Giovanni per questo motivo c'è scritto sotto tutta roba mia e credo che sia importante chiedere di non subire le cose ma di riceverle come nostre e di non subirle come qualche cosa a cui siamo costretti ma come il campo che desideriamo coltivare quel volto che desideriamo rassolenare quella carezza che vogliamo fare chiediamo al Signore questa domenica questa grazia è stata un'altra domenica che è stata un'altra domenica