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XXII DomenicaTO-omelia_GiovanniNicolini-Dozza 20170903-(23).mp3

Data: 03/09/2017

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Ricordavo questa mattina che il Vangelo e poi un po' tutta la Bibbia, a me e ai miei fratelli e alle mie sorelle, ce l'ha raccontato il papà. Lui era un grande raccontatore, non ci raccontava solo il Vangelo e la Bibbia, ci raccontava i promessi sposi, il conte di Monte Cristo, i corsari, il corsaro nero, insomma ci raccontava di tutto. E noi eravamo affascinati dal suo racconto e credo che il fascino stesse proprio nel racconto perché il racconto, vi ho già detto altre volte, è la forma più importante per comunicare, raccontare. Perché nel racconto la persona che racconta viene come filtrata e quindi si comunica. E quindi tante storie abbiamo dimenticato o le dimenticavamo, ma sempre lui, sempre di più come il raccontatore, è diventato il grande accompagnatore della nostra vita. E quindi sì, pensavo in questi giorni, è successo poi che questi testi sono venuti 45 anni fa quando sono diventato prete e poi siccome si ripetono ogni tre anni, è la quindicesima volta che sono davanti a queste parole. E quindi volevo segnalarvi per esempio la prima parola del profeta Gerenia, mi hai sedotto Signore e io mi sono lasciato sedurre. E' un verbo piuttosto importante che usa la Bibbia mettendola in bocca al profeta Gerenia perché la seduzione, anche un po' mi pare nel significato della lingua italiana, certamente vuole esprimere il fascino, ma ci aggiunge addirittura anche un piccolo inganno perché la seduzione noi la mettiamo sempre vicino un po' a un inganno. E' vero, quando i nostri figli o le nostre figlie si innamorano troppo, è vero, abbiamo il sospetto di una seduzione, che ci sia sotto qualche cosa che poi in fondo non è così vero. E d'altra parte è molto bello, no, questo, perché è vero, l'innamoramento deve essere sempre una seduzione, perché come ci siamo detti tante volte, è vero, porta con sé anche un'ugire di testa un po', è vero. E' quindi la sua delicatezza, la sua pericolosità e anche il suo fascino. Anche perché poi dopo aver detto mi hai sedotto Signore e io mi sono lasciato sedurre, aggiunge mi hai fatto violenza e hai prevalso. E' un po' questo il grande primo passaggio della vita cristiana. E se non ve l'ha raccontato il papà il Vangelo, fatevelo raccontare da qualcuno, oppure raccontatevelo, eh, ascoltando questa parola, leggendo questa parola. Perché questa è la cosa più importante, è vero? Noi abbiamo dovuto un po' dimenticarcela perché 500 anni fa questa cosa l'ha detta Lutero e quindi ha funzionato poco nelle orecchie cattoliche. Ma aveva ragione Lutero. La cosa importante, quella da cui tutto parte, è il Vangelo. Questa parola così bella che vuol dire buona notizia e che quindi non vuol dire solamente, esclusivamente, il libro del Vangelo. Ma vuol dire più ampiamente la buona notizia, è vero? Bisogna stare molto attenti e questo io cerco sempre di ricordarlo a me e a tutti. Non si deve cominciare dando le regole della vita. Bisogna cominciare dando la buona notizia della vita. Le buone notizie della vita. Perché se la vita non è bella, non è piena di bellezza, è piena di bontà, piena di speranza, ed è solo regola. È allucinante questo. È vero. Mi pare di aver visto che ci sono molte persone che hanno ricevuto troppe regole e troppo poche buone notizie. Dice, ma hanno ricevuto anche delle idee sbagliate. Sì, ma forse è un po' sbagliata una regola che non sia prima di tutto una buona notizia. Il Vangelo, buona notizia, è vero? E quindi buona notizia che attira, che attrae. E la cosa, fra l'altro, non è cominciata con il libro del Vangelo, ma appunto con il raccontatore. Le persone importanti della nostra storia. Te la ricordi, te la ricordi tu quella persona? Quanto fu importante per te? Quando avevi tre anni non sapevi neanche leggere. Poi ne hai avuti cinque, ce n'era un'altra di persone. E poi quella persona che è diventata importante per tutta la tua storia. Te la ricordi? Ecco, la buona notizia. È vero? La buona notizia. Quello di cui si ha un po' l'impressione di vivere. Eh? Anche come vi raccontavo, no? Di quella storia. Raccontami una storia. Sì, te ne racconto una. E poi raccontamene un'altra. No, ma ti racconto... Raccontami ancora quella. Ma è perché vuoi ancora quella se l'hai già sentita? È perché la cosa che racconti è bella. Ma è bellissimo soprattutto il ripetersi del tuo racconto. E le relazioni diventano più profonde, no? In questo modo semplice. In questa seduzione d'amore. Che però non è poi stato solo così perché dice il profeta Mi hai fatto violenza e hai prevalso. E grava la cosa. Geremia mi ha passato di tutti i colori. Non so se ricordate che c'è una parola italiana pochissimo usata, per fortuna, che è la Geremia. È colpa di Geremia il profeta. La Geremia è un gran mentasi perché se ne passate ti cotte di crude. E a un certo punto dire ma smettile con queste Geremia di... Avrai avuto anche delle belle robe, è vero? Per Geremia la parola di Dio è stata una seduzione ma anche una guerra, è vero. È perché questa parola scontrandosi e incontrandosi con la storia. Poi è vero perché magari commitezza ma fa vedere però forse qui non è tanto giusto ma forse qui potresti fermarti ma qui potresti pensarci. È vero. E avendo la fortuna di questa compagnia del Vangelo si conoscono benissimo queste cose. Da una parte che meraviglia, che meraviglia. E dall'altra, a un certo punto, ho anche la grande fatica di questa parola. Che essendo di Dio è chiaro che rivela tutto quello che non è amore, non è pace, non è persona, non è mistesa. Quella parola è vero. Delicatamente o anche un po' meno delicatamente tutta questa cosa te la dici. Questa però è la cosa più importante, vero? Sapete che il giorno che viene il Papa, ecco a proposito domani sera ci dobbiamo vedere per combinare un po' per queste visite del Papa a Bologna. Dicono che pochi si sono iscritti. Bisogna stare attenti perché se si vuole andare a essere iscritti. bisogna essere iscritti. Insomma, adesso poi gli ministri sono molto più bravi di me a spiegare queste cose. Quindi domani sera dobbiamo vederci anche questo. Però la cosa che adesso mi interessa molto dirvi è che la domenica in cui viene a Bologna, il Papa quella domenica lì l'ha dedicata alla parola di Dio. Dedicando alla parola di Dio tutto l'anno che abbiamo da Mardi. Bologna, per non essere da meno, di anni ne vuole dedicare due. E quindi arriviamo a questo inizio del mese di ottobre, dove comincia il tempo della parola. Il tempo della parola vuol dire regalare alla parola ogni giorno di tempo. In questi giorni sono stato a Gerusalemme con un gruppo di fratelli, di sorelle, di amici. E alla fine ho voluto che tutti procurassero un Vangelino come frutto del pellegrinaggio a Gerusalemme e se lo portassero a casa. Per leggere con qualcuno, con il tuo bambino, con la tua mamma, con la tua nonna, con il tuo chignoso compagno di lavoro, però è anche lui un cristiano. Per ascoltarla insieme. La cosa che mi sembra molto importante sarebbe che anche noi santifichiamo questo regalo, la parola di Dio, l'anno della parola, il Papa che viene a far partire sta roba, facendo partire anche noi. Non è che voi che leggiamo un po' di Vangelo insieme. Ve l'ho già chiesto e ve lo richiedo. Secondo me è molto importante. Vedete, il profeta Geremia ne ha passate di cose di crude, per cui in quelle poche parole di lui che abbiamo ascoltato, a un certo punto lui è stufo di sta roba, perché sto Vangelo gli crea troppe grane, allora dice, non mezzerò più a lui, non parlerò più nel suo nome. E poi però fa una conclusione meravigliosa. Ma nel mio cuore c'era come un fuoco ardente, trattenuto nelle mie ossa. Mi sforzavo di contenerlo, ma non potevo. Bellissima, no? Questa potenza del Vangelo, che è nel tuo cuore, nel passato di notte di crude, di sei anni fa, adesso basta, però resta che nel tuo cuore c'è questo fuoco. È bellissimo, no? Che la vita non sia una costrizione, e che la vita non è un ricatto per andare in paradiso e non all'inferno. Che sia una gara a premio. Non è così per fortuna. È una seduzione di bellezza e di bontà. E cosa c'è dopo che siamo morti? Non lo so. Ne so poco. So quel poco, che dice poco, che il Vangelo dice. So che siccome il Signore è risorto, anch'io risorgerò. E che quindi, anche per me, la morte è vita. Però, di fatto, non è che mi basterebbe questo pensiero del dopo la morte. Perché mi interessa molto stamattina. Mi interessa molto oggi. Mi interessa molto quel mio amico che voleva suicidarsi e invece ha accettato di pazientare e il Signore se l'è preso con dolcezza. E lui si è congedato da noi nella pace. E ha lasciato la sua famiglia nella pace. E certo. Allora, il Vangelo è bello perché dice la bellezza della vita, la bellezza di adesso, la bellezza di vederti in questo momento, la bellezza del darci perdono, del volerci bene, del vivere insieme. Questa è la bellezza. La bellezza meravigliosa della famiglia, del dono dei figli. No? Meravigliosa. Sto sperimentando anche la bellezza dell'essere nonno. Eh? È bellissimo essere nonno. È bellissimo andare in pensione. È bellissimo. Perché? Perché si è molto di più insieme con gli altri. Devi far meno conti. Adesso cosa bisogna fare? E lui cosa dovrebbe fare? E così, quello che figlio ha ieri, avrei dovuto magari dargli una ripassatina, adesso mi posso dare una carezza sulla testa e dire, andiamo avanti insieme. E quindi tutta la vita può essere molto molto bella. Aiutiamoci a che la vita sia bella. Si capisce? Si capisce? Per esempio, la confessione, che è un po' una roba che ha inventato più la Chiesa che Gesù, però è una bella invenzione, perché è l'invenzione della misericordia, di impedirti che ti arresti lì ingrugliato con la tua galera, che tu resti lì tutto ingrugliato con il tuo sentimento negativo. No, aspetta, aspetta, aspetta, aspetta, chiediamo al Signore di visitare la nostra vita, il nostro cuore e di illuminarci, di far scappare via quelle tenebre che ci tengono i prisionieri e di darci ancora la speranza. La Chiesa c'è per essere una mano tesa, come tu mamma, come tu papà, sei una mano tesa, verso i tuoi figli, e il tuo figlio che sbaglia, tu non lo sbagli fuori, gli tendi la mano, gli tendi la mano, perché tu sei per lui il sacramento della salvezza, anche se non va in Chiesa e non chiedi neanche nei raggi, ma se li vuoi bene, e gli tendi la mano, sei per lui la via della salvezza e della pace. C'è sempre questa mia preoccupazione tipica dei vecchi, che si è un po' esagerato nello sgridamento, si è un po' esagerato. Allora, diventare nonno vuol dire riparare questo troppo sgridamento, e quindi sostituirlo, con dolcezza, con pace, con pazienza, con la carezza. E qual è il risultato del Vangelo? Il risultato del Vangelo è Gesù. Il risultato del Vangelo è Gesù. Geremia un po' preparava anche lui Gesù, poi alla fine finalmente è arrivato. Lo scopo del Vangelo è Gesù. Gesù è questa persona nuova. Sentite cosa dite per darci una direzione di vita. Fratelli, vi esorto per la misericordia di Dio a offrire i vostri corti come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio. Questo è il vostro culto spirituale. Il culto spirituale non è la messa. La messa è il principio e la pienessa di una vita dove invece chi prende si regala. Perché il senso profondo della persona di Gesù come rivelazione del Padre è che lui è venuto a dirci che Dio non è uno che prende, che comanda, che butta di qui e butta di là. Dio è uno che dà. E che cosa dà? Se stesso. Come te. Come te. Che vivi cercando di dare te stesso, no? E il bello è questo. Quando abbiamo capito che la vita non era tutto un prendere, tutto un prendere, ma era un dare, e in quel momento lì, vedete, siamo entrati nella pace. abbiamo fatto fatica come c'era mia, ci siamo anche arrabbiati, gli hanno detto basta, non ne voglio più fare, ma poi, ma poi. E il Vangelo, provate a rileggere il Vangelo di oggi, bellissimo, perché lui dice, se te vuoi, puoi venire dietro a me. E lo dice Gesù, capite? Lui, che ha regalato tutto se stesso, e che continua a regalare tutto, e malgrado quello che diciamo noi preti, perdona a tutti sempre, e accoglie tutti, e cerca tutti, e prepara per tutti un paradiso, nel cuore del Padre, e questo Gesù, ti consente di essere come lui, di fare come lui, il discepolo, è uno così. Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce, e mi segua, diventare anche noi, dei donatori di vita, è vero? E questo è meraviglioso, no? È meraviglioso, potere sempre di più far regalo, eh, ti regalo un po' di tempo, ti regalo un po' di affetto, ma poi sempre di più, sempre di più, se posso, ti regalo proprio, la mia vita, eh, sapete che poi questo qui, è il grande segreto, per non morire, è vero? Eh, invece che morire, si regala la vita, si offre la vita, eh, è un antidoto meraviglioso, nei confronti della paura della morte, vero? Perché la Bibbia lo dice, eh, che la paura della morte, riesca di tenere prigioniera, tutta la vita, eh, invece, te, mamma, che per i tuoi figli, tutti i giorni, regali la tua vita, te, papà, che per i tuoi figli, desideri donare te stesso, eh, eh, di fatto, la vita ha cambiato volto, capite? La vita ha cambiato volto, eh, eh, cioè, quando, Santa Teresina, giovanissima, eh, non ancora trentenne, eh, Santa Teresa di Gesù bambino, stava morendo ormai, e una sua consorella, è andata a dirle, l'ha vicino al letto anche della, della morte, l'ha andata a dire, ma, eh, è vicina alla morte, eh, sei vicina alla morte, e non hai paura, e non hai paura del giudizio di Dio, e lei con un filo di voce gli ha risposto, no, no, non ho paura, io lo aspetto, eh, è bellissimo, capite? Io lo aspetto, eh, e tu lo aspetti, precisamente, con questo regalo che tu fai di te, eh, ogni giorno della tua vita, e pensate che è così importante, che anche se uno è un prese di periferia, o un impiegato delle poste, o una vecchia fitella, o un ragazzo malato, qualunque sia la tua condizione di vita, la tua vita, assume la bellezza della vita di Cristo, la bellezza del mistero e dell'amore di Gesù, capite? Quello di andare dietro a lui, vuol dire fare la sua stessa strada, ma chi vuoi che mi prenda? No, no, vieni anche tu, vieni anche tu, e ogni vita, ho visto, che diventa meravigliosa, è bellissima la vita cristiana per questo motivo, eh, quando sarete vecchi, abituatevi a, a capire la vita dell'altra persona, e vedrete che è un capolavoro, che magari ci sono anche i peccati, ci sono gli errori, ci sono le minorità, ci sono i difetti, c'è tutto quel che siamo, ma, ormai c'è una direzione bellissima, è una vita regalata, dice, ma io non, non credo però in Dio, va bene, ma io te lo dico lo stesso, regala la tua vita, è un grande segreto l'amore, che Dio ha voluto far conoscere, anche in quelli che non hanno la fede, e anche loro avranno una sorpresa meravigliosa, della bellezza della vita, tanto che qualche volta si dice, ma quello lì è matto, ma si rovina, eh, è bellissimo questo, capisci? Perché? Perché tu dici che lui si rovina, ma in realtà, lui trova veramente se stesso, lascia gli fare la sua strada, incoraggia, appoggia, eh, e quando è triste, consola, eh, aiutiamoci gli uni con gli altri, a fare bene alla nostra vita, facendo appunto della nostra vita un regalo, eh, questo cambia a te, dunque, dal Vangelo, che quest'anno domina, eh, il nostro cammino, ogni giorno un po' di Vangelo, torno a ripeterlo, chissà che anche quel vostro figlio, che a Messa non ci va, che dice di non prendere più a niente, se voi mi dite, ma non è che vorresti che una volta alla settimana, per cinque minuti, io e te, ci leggiamo insieme il Vangelo, otto su dieci, nove su dieci accetterà, se non si chiede bene, se è per fare un piacere al papà o alla mamma, ci verrà, ma sì, cosa vuoi che sia per noi, e però, per noi sarà meraviglioso, vero? Perché è nostro figlio, che non va a Messa, che dice di non credere proprio in niente, però, con noi, legge il Vangelo, qualche volta siamo noi a leggerglielo, qualche volta, lui lo ascolta, da noi, e più la situazione è difficile, più possiamo correre questo rischio di bontà e di bellezza, che non siamo mica noi a farlo, non è il nostro merito, non c'è un nostro merito, ma possiamo creare un altro, però cosa dico, tanto tuo figlio solo tu lo conosci, con tuo amico che sta male, che si fa del male, solo tu lo frequenti, io non so neanche chi sia, ma ognuno ha questa sapienza della vita, allora adesso nella preghiera dei fedeli, ognuno di noi chiama vicino a sé, quella persona o quelle persone, proprio importanti, perché sembrano molto lontane, però è vero sì o no, che abbiamo l'impressione che il Signore gli voglia andare vicino, il Vangelo è la festa della vicinanza di Dio. Grazie.