XIII DomenicaTO-omelia_GiovanniNicolini-Dozza 20170702-(23).mp3
Data: 02/07/2017
🗣️ Lettura Vocale Testo:
Testo dell'Omelia
Ma quello che abbiamo ascoltato mi ricordava una affermazione di Don Lorenzo, di Don Lorenzo Milani, sul tema dell'amore, che mi sembra importante ricordare adesso, perché lui diceva Signore io non so se ho voluto più bene a te o ai miei scolari. E però questo detto così è molto importante, perché vuol dire che poteva dire ai suoi scolari Vi voglio un bene da morire. Lo dico perché, per se ci sarebbe forse da fare quella particola osservazione sulla traduzione del testo Perché lui dice chi ama padre e madre più di me non è degno di me. Chi ama figlio o figlia più di me non è degno di me. Ma questa parola degno non funziona tanto bene nella lingua italiana, è un giudizio morale, non è così. E allora proviamo a dirci com'è la faccenda. E' per noi che siamo persone che hanno ricevuto il dono della fede. Io non oso dire di avere la fede, ma certamente devo dire che il regalo l'ho ricevuto, continuo a riceverlo anche in questi giorni. Per me sono stati molto preziosi in questa direzione. Allora diciamo così, per noi cristiani, l'amore di Dio è la fonte, è la condizione, è la certezza. Può volere un bene infinito alle persone che ci sono intorno. Cioè a dire che noi siamo invitati fin dal primo momento della nostra vita, fin dal dono del nostro battesimo, di vivere tutto e di amare tutto e tutti con il cuore di Cristo, con il cuore del Signore Gesù. Non con il nostro cuore. Non con il nostro cuore. Allora uno che potesse dire, non ho bisogno del Signore, io ti voglio bene, farebbe un'imprudenza. Perché certo è bellissimo che tu gli voglia bene, però qual è la misura del bene? L'amore è molto esigente. È molto esigente. Noi ci davamo all'inizio della Messa per dire che noi facciamo male e come risposta lui ci ama. Non credeteci al vecchio catechismo che metteva nella prospettiva furori di punizione. Non credeteci. È proprio sbagliato. Perché all'amore corrisponde la misericordia. E quindi tutte le volte che noi siamo poveri, lui ci ama ancora di più. Allora capite per esempio, poi ci sono degli sposi. Le due persone si sono sposate. E perché si sono sposate? Si sono sposate perché vogliono volersi bene con l'amore stesso di Dio. Allora facciamoci una domanda. E qual è l'amore di Dio? Dove lo conosciamo? Come si è manifestato l'amore di Dio? L'amore di Dio si è manifestato col fatto che Dio ci ha regalato la sua vita. L'immagine della croce, che come ci ricordiamo sempre, è vero che ti voglio un bene da morire. E' lo stesso bene che tu vuoi a tuo sposo, alla tua sposa, ai tuoi figli, ai tuoi amici e anche ai tuoi nemici. E gli vuoi proprio un bene da morire. Il nostro battesimo fa della nostra vita una realtà fin dal principio regalata per amore. Consacrata all'amore. Perché sei al mondo? Perché sei al mondo? Sei al mondo per amare. Il senso della vita è diventato questo. Il grande obiettivo della vita è l'amore. Quando uno ama, se lo siamo già detto tante volte, si muove come Dio. Si comporta, parla, respira come Dio. Come Dio. Anche se uno che non va mai in chiesa. Anche se uno che non chiede a nessuno e a niente. Ma ama. Nel momento in cui ama, agisce come Dio. E' dentro al mistero di Dio. Per questo capito è terribile per noi il peccato contro l'amore. Perché in quel momento contraddiciamo il mistero di Dio. E tutte le volte che abbiamo in qualche modo giustificato anche. non è possibile. Non è possibile. Poi non lo so se arriveranno anche con chiarezza a dire che per esempio per noi cristiani è impossibile fare la guerra. È impossibile. Ma vedete che quando ero giovane, 300 anni fa, era un po' rovescio. Cioè se non andavi a fare la guerra dovevi fare una obiezione di coscienza. Tutti dicevano, poverino, quindi è un po' matto. E quindi gliela facciamo passare. E sempre Don Lorenzo è crepato nella settimana in cui è stato condannato al tribunale di Roma. Perché i capellani militari gli avevano fatto causa a Don Lorenzo Milani. Perché insegnava ai ragazzi che siccome non si può fare la guerra, perché siamo cristiani, non si può neanche fare la preparazione della guerra e lui quindi li esortava a non andare a fare il servizio militare. E però con i tempi lì si andava a peschiera. Peschiera è una peggiore militare e si ci stava un po' parecchiati più del servizio militare. E lui dicevano, però noi non possiamo né preparare la guerra, né preparare la guerra, né fare la guerra. I capellani militari, tutti i suoi colleghi preti, l'hanno denunciato e la causa l'ha vinta loro. È venuta dopo la roba te lo vi e se ne dico scena. Perché lo dico? Eh lo dico perché magari non ci si vada, non ci si pensa, no? Però ne abbiamo fatte di cotte e di crude anche noi. E quando adesso si parla così in modo molto severo, anche giustificato, giustificato di certe violenze di altre religioni, non abbiamo anche che si dimentichiamo le nostre, eh? Ci sono state tutte le nostre. Noi abbiamo giustificato la guerra in tutti i modi, abbiamo fatto le coracciate, è vero? Abbiamo ammesso la fine di morte. Pensate che nel catechismo attuale della Chiesa Cattolica c'è un auspicio a che non ci sia più la pena di morte. Però non è condannata. E d'altra parte sicuramente è sbagliata. Capite? Sarete come se su quella croccia lì invece di Gesù Cristo ci fossi tu, ci fossi tu, ci fossi tu. Invece lui ha detto no, no, ci vado io, ci vado io. Vengo io a regalare la mia vita perché lui sia sano. Ma perché fai così? Perché non voglio bene. Perché non voglio bene. Ma siccome ci vuole bene, lui che ci vuole un bene da morire, ha fatto bene. Oh, lui, Dio, ha regalato la sua vita per lui. Questo è il significato profondo della nostra fede. L'amore è il respiro della nostra fede. Senza l'amore la fede si svuota. Non c'è, non ha più senso. E l'amore quindi comprende anche le prove della vita, è vero? Perché c'è quel tuo figliolo che non va bene, poi è proprio rimasto. E tu sei preoccupata, poi sei anche arrabbiata. E poi... Però tu lo sai che proprio perché lui è così, tu non puoi far altro e volerlo più bene. E se non lo potrò sgridare? Certo, una sgridata d'amore, lo potete dare. Però il tuo vero problema, il vero progetto, che cos'è? È quello di studiare come può essere lui invaso dalla potenza dell'amore e quindi in qualche modo aver fatto nuovo. Avete sentito tutto come questo oggi è confermato dalla bellezza del testo della Lettera ai Romani, quando dice che quando siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte. Sapete, no, che la parola battesimo è per sé una parola della lingua greca artica che vuol dire sepoltura. E quando il battezzato entrava nel fondo battesimale e veniva immerso, a quel momento inizio celebrava la sua morte e quando usciva dall'altra parte, è vero, del bacino battesimale, usciva nella sua resurrezione. E quindi che cosa si diceva? Che entrava dentro nel fondo battesimale un figlio di Adamo e usciva dal fonte un figlio di Dio. Il battesimo è per dire che una vita vecchia precedente è finita, a quella vita lì siete morti e sepolti e adesso siete resuscitati per una vita nuova. E come è fatta questa vita nuova? Per dare la vita, per non togliere la vita a nessuno e per regalare la nostra. E noi lo conosciamo questa vita nuova. E certo. Ma tu ti ricordi di tua mamma? Io sì. E ti ricordi di quel vecchio tuo zio che ti disse e fece? E sì, perché in quel momento lì quelle persone hanno seminato l'amore, capisci? Dentro nel terreno della mia vita. Io ero stato batteggiato, ero figlio di Dio, ma bisognava che crescessi, vero? Ti hanno aiutato a crescere come figlio di Dio e affiorano nei ricordi di oggi e avere lo splendore di chi al battesimo ci ha portato. Qualcuno magari è stato batteggiato in età adulta, bene, ci ha dato accompagnato, è vero? Ma di più forse saremmo andati come bambinelli, eh? È vero che io sono andato al battesimo 11 giorni dopo la mia nascita. È vero? Io invece Martino, non c'è Martino, se è Martino non so, va bene, Martino che era di una famiglia cristiana, ma di paese, lui diverso da me, perché nei paesi, quando uno veniva batteggiato il giorno che è nato, allora in parocchia suonavano le campane a festa, le campane della domenica. Perché? Perché era bellissimo che subito appena nato fosse batteggiato e quindi subito venisse avanti come figlio di Dio. È bellissimo, non questo, è il figlio di Dio. E ci sono questa mattina nel nostro affetto e nella nostra memoria anche tutte le persone che ci hanno aiutato a crescere come figli di Dio, quelli che ci hanno preso per mano, che ci hanno insegnato tante cose, che sono state per noi un esempio prezioso, che noi magari abbiamo traslato male, ma loro ci hanno trattato bene ed è una piaga che non riusciamo più a allontanare, è vero? E però la riceviamo come un miracolo alla fine dell'amore di Dio. E tutta la nostra vita è piena di miracoli dell'amore, è vero? Noi due che siamo un po' anziani, ne potremmo raccontare di cui siamo miracoli dell'amore. Quanti ne abbiamo ricevuto. E il punto di partenza della vita cristiana è questo qua. Come figli di Adama, siete morti, adesso siete risorti, e quindi adesso in pienezza vivete la vostra vita. E che cosa vuol dire in pienezza? Vuol dire così. Vuol dire quella cosa esteriosa e grande, che è propria solamente di Dio, l'amore, perché Dio è amore, e quell'amore di Dio regalato a noi, il nostro cuore nuovo. I vecchi profeti che dicevano che ci sarà un tempo, loro dicevano, ancora un po' lontano, in cui ci sarà tolto via il cuore che abbiamo noi, che è un cuore di pietra, e ci sarà dato un cuore nuovo, un cuore di carne, Dio ci regalerà il suo cuore. E che cos'è lo Spirito Santo? Che è una roba un po' strana per noi, vero? E lo Spirito Santo è quella roba lì. Lo Spirito Santo è il cuore di Dio. Lo Spirito Santo è l'amore di Dio. E la festa dell'amore che noi oggi celebriamo, capite? È questa meraviglia che ci è capitata. Per cui noi siamo chiamati a vivere d'amore. E quindi, mentre gli antichi comandamenti andavano molto avanti con dei non, no questo, no quello, no quello, eh? Giusto a me, perché le robe brutte restano col non. Però, noi siamo invitati a un passo in più, non dirmi solo dei non, dimmi anche dei sì. e San Paolo dice che la vita di Cristo è stata tutta un sì. Un sì. E anche la nostra vita è tutta un sì. A che cosa? All'amore di Dio. Vegli è sempre di sì all'amore. Allora, per questa cosa meravigliosa, capite? È venuto ad abitare dentro di noi. Noi siamo diventati come un'abitazione di Dio. E Dio è per quello che noi abbiamo ricevuto tanto bene dalle persone. È vero? Perché l'abbiamo ricevuto dall'amore che è dentro alle persone, alla loro storia, nel loro sguardo, nelle loro mani, nella loro fatica, nel loro sorriso, nella loro bellezza, nella loro bontà. E Dio si manifesta. E quindi questa vita, capite? Tutta consacrata all'amore. È tutta dentro a questo mistero meraviglioso. Allora è per quello che il padre e la madre ti devi amare. E come devi amarti? Con il cuore del Signore. perché può darsi che tuo papà e tua mamma qualche limite ce l'hanno. E può darsi che anche tu qualche difficoltà ai confronto di tuo papà e di tua mamma li abbia passati e li devi passare. Ma tu li devi amare con l'amore di Dio. Non col tuo cuore di pietra, eh, mi raccomando. Col cuore di carne, col cuore nuovo che è il cuore del Signore, capite? È per quello che dice non parlo più di me, voglio bene a mia mamma più che a Dio. Senti? Perché può essere una bella frase, però può essere un po' pericolosetta, perché se sei tutto solo, te a voler bene, può darsi che ci sia qualche incidente. Voglio di bene, eh. Quindi quel degno lì non è giusto. Si poteva dire, per esempio, non è adeguato, eh, non corrisponde al dono che ha ricevuto. Perché nel dono che abbiamo ricevuto, invece, noi abbiamo questa possibilità straordinaria di voler bene a te, a te, a te con il cuore di Dio, capisci? Con il cuore di Dio. E questo cuore di Dio è così potente che ti dà la possibilità di voler bene a un nemico, di voler bene a un estraneo, di voler bene a un povero, capito? È una dolce costrizione che mette dentro a questo immenso coro dell'amore. E' per quelli che c'è una certa preoccupazione adesso anche nella comunità cristiana, perché con questi problemi che ci sono, no? Per esempio con questa grande migrazione, che entra nel nostro paese, sentivo anche stamattina delle cifre preoccupanti, no? Così. E allora anche i cristiani sono un po' confusi, capito? Un po' sferduti. noi dobbiamo pregare oggi. Perché tutti i figli di Dio stiano nella pace. E stiano nella certezza che il Signore che ci chiede un'attenzione per questi suoi fai, ci darà anche la possibilità, la forza per aiutarli. Non c'è dubbio su questo. È vero. Quindi la fede non è un essere forti, è vero, con il muscolo di ferro, ma io ce la faccio. Non è una roba da eroi. Rispetto alla nostra vita siamo sempre più piccoli della nostra vita, è vero? Siamo sempre inferiori. No. Se uno è mamma, oh, santo Dio, ma come si fa a fare la mamma? Eh? È una roba tremenda. Eh? Se uno è sposo, sposo, sono cose tutte troppo grandi. Ma però credo che anche delle cose più piccole, no? Uno, per esempio, fa la maestra di scuola. Eh, ma se ci pensa bene, oh, è una cosa enorme. Capite? Cioè, tutto è grandissimo per le nostre capacità. E noi, quindi, per questo continuiamo a invocare il dono dell'amore. Guarda che altrimenti non ci sono mica dentro, capisci? Non ce la faccio, non ce la faccio proprio. Allora, posso cercare di voler bene col mio cuore, se però tu vieni ad abitare in questo cuore. vieni ad abitare. Dopo io sono io con i miei limiti, con tutti i miei difetti, però, se c'è questa cosa, e succedono infatti dei miracoli meravigliosi dell'amore. E sicuramente anche voi ne avete avuti, dei miracoli dell'amore. E molte volte anche io mi chiedo, ma, ma, che chissà che conto il buon Dio mi sta preparando che adesso siamo arrivati quasi alla fine. E io, ma, Capperini, ma, con tutti i regali che mi ha fatto, eh, certo, spero in un amore ancora più grande, beh, ma te hai risposto all'amore di Dio così, così, eh, così, così, ma sei un prete mediocre, ma sei un prete peccatore, peccatore. Molte volte lo chiedo a Dio, ma, cosa ti è saltato in mente di fare un prete e un peccatore? Ma, non sapete, potevi scegliere meglio, io conosco della gente molto meglio, insomma, no? Hai sbagliato la scelta. E dopo me la cavo perché l'essere peccatore, lo dico non per me, lo dico anche per te, per la tua esperienza umana, eh, essere peccatori può essere anche abbastanza utile, eh, può essere abbastanza utile perché, perché la cosa che tu mi stai dicendo io la conosco bene, io l'ho attraversata e in tutto questo io ho sperimentato la potenza dell'amore di Dio. Ah, ma però ci sei venuto fuori come neanche per sogno, ma tirato fuori lui e piano piano poi ci sono ricascato e poi fuori e poi dentro, non so, la mia vita è così, non ve la posso però raccontare tutto e tutto perché mi scoffereste, però, è un po' un fallimento e questo fallimento della mia vita di peccatore, però, è, molte volte mi è utile, eh, perché uno arriva e dice sono fallito, come si è fallito? Eh, sì, perché eh, eh, eh, eh, e io per esempio, ma che sento fallimento? Fallimento? Eh, cosa ti lipo sti peccati veniali? Posso non contare io dei peccatoni che ho fatto? E il buon Dio mi ha tirato fuori? eh, eh, eh, eh, e quindi l'essere peccatori è pericoloso andare a cercare la cosa, eh, ma se ti capita diventi un esperto della misericordia di Dio, sei esperto della misericordia di Dio, eh, no, perché sei troppo solo, eh, ma se sei un po' più esperto, io espertissimo, sono professore, eh, eh, perché? perché continuamente ho sperimentato la potenza dell'amore di Dio contro il limite della mia vita, contro l'esistenza povera della mia vita. La fede ebraica e la fede cristiana sono un mistero di povertà. Tutta la nostra fede è io sono un poverello e ho bisogno di essere salvato. Eh, è vero come comincia la preghiera dei salvi tutte le volte. Dio, vieni a salvare. Eh, perché? Perché sono sott'acqua. Eh, e quindi la nostra fede non è una religione per arrampicarsi in paradiso, eh, ma come ci siamo detti tante volte, è una discesa di Dio nella mia povertà. Questa è la fede. La fede la celebriamo nella nostra povertà. È vero. Nella nostra esperienza di morte. Eh, è lì che la celebriamo. Perché lui mi ha preso per mano. mi ha tirato fuori. Da quanti sepolvi mi ha tirato fuori Dio. Ecco, a me sembra che questa domenica se la possiamo fissare un momentino come questo ricordo. Un uomo rinviato alla sua memoria profonda, alla storia della sua vita e anche il peggiore di noi che sono io per ringraziare. Per ringraziare. io sono qui e ti ringrazio. Perché? Perché se fosse per me non ci sarei qua. Chissà dove sarei. Per tutto. Ma tu anche ieri mi hai cercato e mi hai trovato e mi hai portato qui. Ti ringrazio Signore per tutti i tuoi benefici. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti.