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19980726 - Dom XVII TO, anno C (lacuna nella registrazione).mp3

Data: 26/07/1998

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

La preghiera La preghiera La preghiera La preghiera La preghiera La preghiera La preghiera La preghiera La preghiera La preghiera La preghiera La preghiera La preghiera La preghiera La preghiera La preghiera La preghiera La preghiera La preghiera chiedono dove abiti e lui li porta a casa sua. Ma qual è la casa di Gesù? Allora mi vado a dire che se le porta a lei dal padre. Adesso che il padre sia la casa di Gesù, sia la sua intimità, sia il segreto, la belletta della sua vita. Quando si pensa alla vicenda cristiana, se si vuole cogliere la punta, questi culpi di quello che lui ci ha venuto a dire e regalare, bisogna pensare a tanti, come oggi chiaramente adesso. Si vuole pregare, siete così padre, facendo questo che cosa rivegono? Che siamo figli e che quindi lui ci ha trascinati dentro nella sua vicenda di figli di essere cristiani. Ma sempre cerchiamo di ricordarci, dire che siamo perdi, siamo voluti bene, siamo voluti bene dal buon Dio che è nostro padre, siamo voluti bene da questo straordinario fratello che è diventato il più figlio del fratello fino alla croce. Ma chi intuì poi tratti o per riponerlo bene a noi si studi con il suo mondo, come c'è lo stesso. Essere cristiani è una vita da figli amati. Dicevamo poi recentemente, qualche volta si tedia di imparare a voler vedere chi non vede qualcuno, questa è una risposta dignitosa a quello che costituisce però un'esperienza fondamentale. Molti non lo sanno, e chiedete a dire un pioggio matto, il sole per esempio. 99,9% delle persone il sole lo rompano, no? Lo 001% ringrazia il buon Dio che è venuto solo. E si capisce perché? Perché come Gesù stesso ci ha detto, lui può il suo sole lo fa sorgere su tutti i suoi pioggi. La sua pioggia la fa sorgere su tutti i suoi pioggi. Perché vuole bene il tutto, perché è tutta roba sola. Poi c'è qualcuno in casa che è venuto a sapere qualche cosa del sole, è venuto a sapere che non è un fatto di natura, che non è un meccanismo qualsiasi, che non è un suo diritto insomma, è un regalo. Le persone che sono volute bene tendono sempre di più a mettere tutta la loro vita sotto la categoria del regalo. È un regalo quel dico, è un regalo oggi, è un regalo che ci si parla per già. Diventa tutto un regalo. Fino al carico ciò che dice di Dici, delle persone molto amate da Dio e da chi viene accanto, persino quelle che noi consideriamo delle disgrazie, loro le ricevono tutte le regalo. Come dei messaggi d'amore. Invece, più nella solitudine abbiamo visto un brinso spesso, ma che te chi sei, te cosa vuoi, cosa c'è dietro quegli occhi lì, no? E deve calarsela da solo, spiegare i denti, impegnarsi, tutte queste cose che sono così, si parla più di una domenica, calda come queste, impegnarsi, è vero che faticoso. E ci avremo bisogno di che lui ci faccia rete, ci faccia rete, ci perdono. Ecco, come sapete, essere cristiani, essere entrati in questa intimità della vita figliare, è un'interpretazione radicalmente nuova alla vita. E non sempre noi cristiani stessi ricordiamo del riso. Un po' ci rimettiamo ancora in una strada di cosa, peritoria, di grandi conquiste. Il fatto facciamo Dio stesso difficilissimo. E quindi ci ha fatto bene anche a riascoltare questo testo meraviglioso del libro della Genesi. E appunto ci dice, adesso quali spagno di utilità, di confidenza, cos'era il dire di contraddizione, che abbiamo col mondo Dio. E' vero perché, avendoci regalato il suo stesso cuore, siamo dentro nella sua prospettiva, nel suo punto di vista. Purtroppo il testo di oggi non si è messo in continuità assoluta con testi come il Dio scorso, no? Siamo sempre al capo 18, dal libro della Genesi. Però ha lasciato cadere un bellissimo versetto dove il Padre interno dice, adesso mi ricordo che vado a farmi andare solo con gli altri strumenti. Però ho seguito di vedere un pensiero, ma come faccio a non dire, quando sono picchiella, che la persona la venda, mi ha fatto in panne, eccetera, eccetera. Perché sono giudicini, ma di diventare la benedizione del Dio, non lo faccio. E direi, da rivelazione sublime di questo impegno di Dio, o invogli, se non caprabbiamo anche dentro nella del Cielo, no? E allora G. rivela. E' un altro uomo, è visto questo uomo, no? E cosa credete? Non avete un discorso per cura questo arretrare di Dio. Lo sapete, no, che cos'è questo arretrare di Dio? Lo sapete dove va a finire questo arretrare di Dio? Lo sapete che di fatto in questo dialogo amare, che è prima di tutto tra il padre e il figlio, ma tutti voi ci potete sapere dentro, e se in casa mia c'è solo tre giusti, dai, cosa vuoi? Ma sì, e se solo la nonna è venita, che condizione come... se c'è la nonna è venita, ecco, in questa cosa possiamo entrare anche noi. Perché? Perché sapete che non è una specie, no? che non è un'interessata di fidare su questi affari, è un modo per far capire... Ma niente affatto. E' proprio vero che Dio, davanti alla potenza della prega di suo figlio e degli figli, arretta. Sapete che non è una specie, no? che va a finire sulla croce. La croce è tutto quello che Dio non pensava di essere, che invece è stato. Questo certo lo dico per farmi capire così. Dio, la croce è la rinuncia di Dio a essere Dio come dovrà essere. che adesso vario di sistema. Ma non ci maneggia, non ci maneggia. E' l'altro che non lavora in fiato, no? E poi qui si terminano a 10, c'è, perché bisogna aspettare Gesù, no? Ci sarà uno che deve essere, ma si c'è nemmeno solo. E' un certo. Bocca. E questo U è Lui. E' Lui che dice che ci l'ha due. E' Lui che esprime il giudizio di Dio. Morente. Ma tu, vabbè, per... Ma c'è in mare qualche cosa, eh? Cominciando a dire che non possiamo parlare, non possiamo parlare. Perché alla fine ho pensato di restringere tutto, perché forse è la punta descrittiva della situazione, no? Nella parabola di Dio, eh? Che Gesù fa sempre immediatamente alla preghiera del Paternico. Speriamo, eh? Loro neanche, quanto quella domanda è importantissima di compiere di parla che allora segnaci a preghiera. Perché se uno ci insegna a pregare, ci insegna com'è. Ci insegna come pensa. E' un problema di violenza, se non in casi particolarissimi. è vero. Ma normalmente noi non cattiamo in estasi, invece mentre facciamo la preghiera ci viene di meno soffritti, il mal di denti dice la potenza del Padre nostro. Sapete com'è? è una roba povera. Quella roba da povera, limpia. Va bene. Va bene. Adesso andiamo alla scuola della pace, sono pochi giorni a parlare di questa roba. Importantissima. è un problema di questo. Qualcuno sostiene sapere che è il mio padre. C'è una condizione solo. Non ti piglia, non ti assoporti. Perché anche tu sei un papà e una mamma, sei anche te, che fai così anche te. Se te non ti sei messo un po' o te fai il pace e dopo mi chiedi bene, ma se te devi che non vuoi bene quello lato, dalle questo papà, io ti voglio. Vuoi solo te la cosa che sei. Interessante. Ed è il tuo padre nostro, è l'unico che ha condizionato il padre nostro. Va bene. Era tutto questo paragono. Di per sé è vero che la racconta per dire che se vuoi ottenere qualcosa da Dio ti devi rompere le scampo. Un po' perché è sordo, un po' perché è vivo. La parabolina ci insegna una cosa fantastica di Dio, ci dà un'informazione, no? Su Dio molto simpatica. Cioè che anche Dio va a letto. E' vero che va a letto con i suoi bambini e alla mezzanotte non vuole essere disturbato. Ci sono già detto che i bambini ma cosa vuoi? E allora bisogna insistere, insistere, insistere, quello lato non tirerà il panni dell'amicizia e te la darà perché la hai spungato. non ci sono mai spungato. Eh, va bene. Quindi è raccontata forse anche per dire che lo devi sconfare. Però mi piace che per un momento facciamo qualche piccolo passaggio di un nuovo meraviglia di questa faccenda. Innanzitutto, questo omino, omino della morte, non tanto lo splendore della morte, non tanto lo splendore della morte, viva tra un amico e un amico. E' vero, no? E' vero, prende il cuore, dice pure le mie nuove. Io vivo tra l'amico e l'amico. la faccenda è una cosa. Stavo guardando uno schermo, i suoi stupidari, perché la gente guarda la sera, va bene, su questo non con le video, mi sono incappare. Arriva un amico, non ho niente, non ho niente. Arriva un amico e io non ho niente. e questo è già detto tutto nella nostra vita. Perché è sempre così. Perché è sempre arrivato in amico, una vista importante, all'improvviso e non è niente. Più con una bellissima donna nella tua vita ti nasce un tuo amico. Devi cominciare un lavoro. Divino in campo lo stocco, campanelli. La vita ci sorprende sempre così. Siamo inversamente inadeguati davanti alla nostra esistente. Le mamme non so fare le mamme, i prezi, non so fare i prezi, eccetera, eccetera. No. E quindi la vita, è questo essere circondato di preziosità, di arrivi preziosi. Ma... Ma cosa mi chiede? Cioè, ah, voglio chiedermi un buco. Per fortuna che ho scoperto che quasi sempre la gente fa finta di venire a chiedere a un padre il padre, ma alla fine qualche cosa ti dica. Ma sostanzialmente ha bisogno di dirvi, di dirvi, di dirvi, di dirvi. Ma un po' giorni dopo, non ho lì, scolto, scolto, scolto. Poi tira un po' in ascendenza e sempre ti dirvi qualche cosa. perché ero niente. Perché siamo niente. Le limba dell'esistente, della gioia, del dolore, della vita, della morte, sono niente. Perché se quello piace, mi chiede che non fai. Non ho un padre. Non ho un padre. Però ho un amico. E questo è il detto. Questo è il detto. E quindi la mia vita tra un amico e un amico, dico, senta che a volte mi scapparci un po' con il campanello, e dire, senti, è venuto un amico. da un amico e un amico. E' venuto un amico. Forse può servirci qualcosa, insomma, mettere la preghiera in lì. La preghiera che cosa è? E' questa. E' la tua vita che riceve molte provocazioni, molte visite, molte volte, molte presenze, che molte volte nascono dal tuo stesso cuore. E non le sei niente, non le sei niente. perché non spargli neanche la madassa di te stesso, no? Perché molte volte questo amico che viene è anche un sentimento, un pensiero, una verità. E' una fuga. E' uno sguardo. E' una cosa che si è venuta a compiarsi dentro lì, eppure lì. Dice, ma la regge, no? Refleghi. E'... Non sapete che è duro, non sapete che faccia per fare dei pensieri. e... E' tutti immutati. E' tutto ciò parlato di... Non lo so, non lo so, non lo so, non lo so, non lo so, non lo so. Non lo so, non lo so. Ecco la preghiera. E' questa. Che capite però descrivo una verità. tutta diversa da come questi tipi di momenti che la si fa. Perché? Perché non è che sei andato a chiedere... a fila la spada e a tutti i denti che viene, perché c'è un cancro che è venuto a casa e lo mettiamo fuori. No, non può tanto. Non può tanto. Ma non lo so. Le preghiere per la vittoria armata non sono. Non lo so. Non lo so. Non lo so. C'è una collocazione precisa della preghiera. Che però è la collocazione della pia. Perché? Perché è la collocazione della fede. Perché? Perché è la collocazione di Gesù. Gesù è l'unico che veramente prega. Perché? Perché è veramente pico. Perché è veramente sambiente forse. Quindi non si mette a dire aspetta che ti tiro fuori dalla caccia un uomo, sono i sette anni, e non la schifetta, lascia perdere. Noi facciamo tantissimi tentativi, no? Quando cercavo di dire dai, non pensiamo i peccati. E quando, i peccati sono quella stupidata del profedere. Aspetta che ce la capisciate, che ho capito, no? Ci sono quelle persone che sono anche buonissime, che come sentono qualcosa di come si è quasi un uomo, ma si è enorme, aspetta un momento. E hai capito niente? Noi siamo già niente capiti. E però abbiamo questo supremo privilegio, capito? Che possiamo tutto domandare. Che possiamo tutto ritrasferire di qualche cosa in cui non ci sono le mie capacità, le mie sapienze, che non ho. Perché per fortuna non c'è l'unico. E lui è libero. Fa finito di no. Fa finito di no. Ma è per me. Chi sono questi papilli a letto 1? Ma non riesco a capire chi sono. Ma alla fine, penso che forse qualche volta sono anch'io. Non so. Ci sono delle... Non lo so. Insomma, in ogni modo, non mi sono tesistiche. Anche perché non abbiamo altre possibilità. Anche perché invece la vita, nella sua intuitabile bellezza, ci mette delle domande troppo grandi. Troppo grandi. No? Quando... Sono andato a prendere questo... Oh, bambino... Beh, mi sono andato a dare questa scuola. E quando l'ho visto, forse soprattutto quando l'ho rivisto un po' e poi sono tornato a rivedere... e poi è venuto da dire che sia troppo. Grazie, signor Vittorio, ma non lo facciamo. Come facciamo? Come facciamo? La gloria di questo piccolo popolo di bastori, la gloria del umile popolo dei fratelli di Gesù e questa gente che vivi tra ogni e di un piccolo. La preghiera di Abramo, la vestiti di Dio lì. Ogni preghiera, il Padre nostro, la vestiti. Tanti. Si capisce, no? Che, appunto, quindi... E' vero, ci saranno molte teorie sulla preghiera, ma, per esempio, una preghiera che serva a star bene, mai trovata. una preghiera che ti faccia diventare molto intelligente, come la tua parte. Una preghiera che stabilisca i tempi equilibri ormonali per cui mangerai di sapiente, verrai... e ci saranno sbagliati. E' certamente come una preghiera di Padre, non una preghiera per vincere. Una preghiera che ormai non parte in questo assoluto dell'appellativo fondamentale, posto al principio della preghiera. Dio della preghiera. Padre. Padre. Padre. Vieni tu, vieni. Dall'arte, dai fuori. Vieni tu, vieni tu, vieni tu, vieni tu. Perché non esiste, più il mio. Perché in realtà, te l'ho mandato lui quello che lo hai a suonare il campamento e facciato tutto. E anzi, sai che cosa è successo? Che qualche volta, era proprio lui. Mi l'ho fatto su un po' per questa vita, un po' da dire, ma chi è quello lì che viene a... è lui stesso. E' lui stesso che si è fatto povero con la tua porta, con la tua vita. E' lui stesso appunto, traceniamo prima con le domande difficilissime, non esiste lì. Per cui, qualcun altro dice, la preghiera è una meditazione per la sapienza e non è mica vero. Non è mica vero. E' che più tu prendi, più tu diventi più. Nel senso che, più tu consegni a Dio, a quest'altro amico che dorme a quei bambini, insomma, le soluzioni, le strade, le vie. Non è che ti impadronisci di qualche cosa, e se fosse domani faccia senza venire, e se no ce l'ho già. Non è vero. Perché? Perché essendo l'esperienza più profonda della nostra condizione di figlio, non può, per fortuna, altro che aumentare. Imparare ad avere bisogno, vuol dire avere bisogno sempre di più. Chi prega non si costituisce in una specie di aristocrazia culturale, si chiama. Chi prega si mette fraternamente e cordialmente con tutti i bimbi disgraziati, poveri. E come un bellissimo rito di professione religiosa che conosco da tutti i bimbi, si siede alla tavola dei peccatori di preghiera, per riconoscere insieme a loro di essere salvati da tutti i bimbi. preghiera non è un atto di grandezza, è un atto di suprema picconezza. E' per questo che mi permettevo all'inizio di far richiamo a quel problemaccio che è quello dell'umidità. Diceva perché non preghiamo? Perché non c'è tempo, perché ci sono i bambini, perché è la preghiera dei vestiti di stufa, perché è un rosario, una cosa insopportabile, perché ciò ma di me. Sì è bellissimo. Ma credetemi, io non c'è tempo che ci sia un altro problema, no? E' quello l'altro. E' questo problema dell'umidità, altrimenti sapendo che la preghiera è un palazzo, la preghiera è un calcettamente. Può diventare preghiera anche il tuo smalordimento, davanti a una dimensione grottesca della vita tua odiata, nei quali però tu crei dentro di te appunto non una torre, ma una quota, non una comprensione, ma una pensa. Allora, a seguito della parata, da quei suggerimenti. ci ritengono. Chiedete. Chiedete. Chiedete. E' una forma culturale della preghiera, perché si impara a chiedere a casa di loro cosa stai lì, con un uglito. quando lo sai che dici che sei chiede, da riuscire. Ma è vero, signor. ma invece quando saranno quelli di quei pozzoni di Samarit, vabbè, adesso siamo qui, facciamo il discorso ancora di noi. Ma poi sono sicuro che qua in bagli orizzonti vedremo. chiedete. E perché? Perché vuol calcare sul secondo verbo, che è quello della genuidenza della risposta. che non si può essere. Non si può essere. Non si può essere. E credo che questo sia proprio tutto da imparare. Cercate. Cercate. Sono tutte celebrazioni della nostra ammigliazione e della nostra vita. Sono tutte linee della nostra fede. e quindi, nella preghiera si deve dire che è l'atto più debole, l'atto più forte che ci sia. E' per quello che, parlando, l'apostolo ai Colossesi dice che noi abbiamo sperimentato tutta la morte di Gesù, tutta la sua fede. Certo, abbiamo sempre lì come i ghiacchi, non è che noi crediamo nella reincarnazione, no? non diventerai né serpentello né arcidesco, ma resti quella che sei. E però, ognuno di noi, però, quale quale sciatura che è sempre, diciamo se stesso, divide a sempre. Per cui, prima di cedere, eh! Allora, la domenica di oggi vi invito a cedere, a cedere, a provare, timidamente prova. Mi capita qualche volta che mi accorso che siamo tutti con la stessa e ognuno sta vedendo se l'altro s'accorge del pensiero riposto. Ma possa! Possa! Io, per esempio, sono un bevittore divino. Tutti i miei amici sanno che sono un bevittore divino, quindi provvedono. Se non provvedono, io glielo chiedo. È l'unico spazio su cui sono umile per cui mi permetto di, è vero, di cichiatto citarli. Ma non solo per il labbroso bisogna fare così. È vero! Ci aiuteremo in questa domenica. Domanderemo fortemente il problema di questa sapienza del benicare che come sarebbe per noi è decisiva. Perché tutto quello che abbiamo e tutto quello che siamo ci è stato regalato. Non c'è niente che abbiamo creato di nuovo. No. Non c'è niente che noi abbiamo creato. Sono solo le stupilità delle filosofie occidentali che pensano al genio, ma non c'è. In realtà c'è questo grande genio dello Spirito Santo. È vero? E i più umili, cioè i più sentieri, sono quelli che ti fanno di piccolo chiedere tutto quello del genio. E quindi loro entro la creatività stessa di me. sarà di più altro video Simosta