← Torna alla ricerca

-AssunzionBVMaria-omelia-GiovanniNicolini-Sovere 20170815(15).mp3

Data: 15/08/2017

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Dico semplicemente che aderisco agli interventi più decisivi che abbiamo ascoltato questa mattina e quindi per me la parola più importante del testo dei Corinti è stata semplicemente la parola a tutti. Per me ieri è stata una giornata difficile perché mi basta niente. Però insomma era cominciato quando mi hanno detto che quel signore che gira intorno alla tavola qui poi era caduto, si era ferito. Allora ho chiesto quello che sapevo già, cioè se aveva gridato, se aveva pianto e appunto ovviamente non aveva gridato, non aveva pianto. È uno dei miei problemi perché sono un po' seguito sempre dal pensiero che quando sentirà male lui non lo dirà. E quindi quando starà male noi faremo fatica a capire. Poi va bene, la giornata è terminata col fatto che fosse da solo in fondo al giardino. Quindi sono... La giornata per me è disastrosa perché mi basta pochissimo per questo argomento, per sentirmi molto vicino alla disperazione. È una cosa gravissima e quindi lo dico come in confessione. Però insomma, come è stato già detto molto bene, io mi porterei a casa e nel cuore. Alla fine è solo il versetto 22 del testo dei Corinti. Come infatti in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita. Io penso che andrà a finire così. Evidentemente sono un po' turbato da tutte le complicazioni che ci sono. Quando ero giovane mi era molto piaciuto la Divina Commedia. Adesso non la sopporto proprio. Non riesco neanche a ricordare niente di quel testo. Come evidentemente mi danno fastidio a tutti. E quindi in realtà avverto sempre di più che dentro di me il Vangelo del Signore e il giudizio del Cristo è quello che viene operato in questa vita. Perché è chiaro che uno se vive male sta male. Se fa del male, fa del male e non del bene. Se invece fa del bene, fa del bene. Che è un regalo bellissimo poter fare del bene. E se vuoi bene ai poveri e se vuoi bene al Signore, eh, sei beato. E se invece non vuoi bene ai poveri e non vuoi bene al Signore, non sei dalla parte giusta. Sono alleato di chi dice che l'inferno è semplicemente il posto dove non bisogna andare. E sono sempre più grato alla morte del Signore perché spero che sia per noi l'indicazione di comandare avanti. Per me la festa di oggi è meravigliosa perché, non lo si deve dire, ma è la festa della morte. E sono d'accordo su questo bellissimo nome della dormizione che dice veramente che cosa è accaduto e che cosa accade. Semplicemente che questa vita, lunga o corta che sia, termina perché incomincia la vita della Ressurrezione. Non so bene come si starà perché penso che se andassi a finire in Paradiso sarei anche molto imbarazzato. Però, insomma, penso anche che l'imbarazzo si superi poi. È vero? È certo che in ogni caso non me lo merito. Quindi, no, non so neanche se posso dirla con troppa sicurezza questa frase del versetto 22. Quindi, la dico oggi e poi normalmente non la dico mai. E dico che abbiamo la responsabilità di questa vita, ma francamente io non penso più che la responsabilità sia quella del rischio di andare all'inferno. Penso alla responsabilità della vita per noi terribile e quindi anch'io sono d'accordo di pensare che quelli che sono di Cristo, in questo testo dei Corinti, sono dei soggetti speciali, tra i quali ci sono anch'io. Perché sono soggetti speciali? Perché qui ricevono già tutta la meravigliosa notizia di Dio. E invece un sacco di gente vive in questa vita senza avere questa notizia. E quindi con un sacco evidentemente di paura, di angoscia, di giudizio, di senso di esclusione. Per cui c'è molta gente che il suo inferno si lo fa già qui. Certo, un po' di purgatorio lo faccio anch'io perché penso sempre che scappo via dalla vita meravigliosa che Dio ci ha regalato nel suo Vangelo. E ritorno a una vita biologica, a una vita razionale, a una vita mondana, che sono un grande rovinio. E quindi il peccato è una bruttissima roba, sono d'accordo. E' vero che è una bruttissima roba. Però alla fine, perché più in là di come ha data Maria di Nacere, non si può andare evidentemente, si trova lui. Solo Dio può pensare e fare una cosa così. Perché al di là della nostra morte c'è lui. Che ha fatto già la strada che noi stiamo facendo. Che oggi fa sì che la morte diventi una icona bella. Bisogna chiamare la dormizione, bisogna metterci gli angeli e i santi. E' così. E quindi mi pare che sia occasione per pensare che abbiamo la possibilità di morire bene subito, adesso. Perché? Perché la morte è diventata consegnare la propria vita alla Pasqua del Signore. E quindi è diventata dare la vita, non morire. A me sembra molto importante dire che adesso la morte non c'è più e che c'è il dare la vita. E che non c'è niente che si possa fare di più importante. Che trasmettere qualche cosa di quello che abbiamo imparato dell'amore e cercare di trasmetterlo. Perché è la cosa più bella che ci sia. Vivere dando la vita è la vita più bella che ci sia. E quindi essere contenti di questa festa mi sembra molto importante. Mi sembra che sia un peccato vivere come se si dovesse morire. La festa di oggi ci dice che bisogna vivere come per dare la vita. Non come se si dovesse morire. Perché questo pensiero mette un sacco di brutte cose. di autodifese, di andare in pensione, di ritirarsi. Di dire adesso non posso più fare niente. E quindi ho molti pensieri, sapete, sul fatto di aprire di più la nostra vita. Non di chiuderla. Sono spaventatissimo se le nostre case, adesso parlo dei fratelli e delle sorelle, se le nostre case diventano una specie di ricovero per vecchi. Sono spaventatissimo di questo. Bisogna fare della nostra vita e delle nostre case, dei posti dove si dà la vita. Adesso rischio di dire delle cose che non voglio dire. Quindi, a nome di tutti, ringrazio il Signore. Oggi, certo, in modo speciale, ringrazio questa madre. che è il segno, no? Della maternità, della vita nuova, del dare la vita, del generare, del visitare. E' la creatura umana più bella che ci sia. Lei. E quindi, oggi che si è ripresa così bene, no? Anche dalle scritture. Tanto che io avevo pensato di dire domani io profitti anche per formare nel Vangelo di Luca. Invece Francesco, che ha più testa, mi ha detto no, guarda che è meglio fare il testo dei Coritti perché è quello che si riferisce di più all'evento di domani. Però mi sembra bellissimo che l'evento di oggi, quindi, coinvolga tutto quello che abbiamo ascoltato e quindi anche la sua visita a noi oggi e il fatto che noi siamo come la vecchia incinta che si risveglia tutta. E' vero? Che dice anche tempo che la madre del mio Signore venga a me. E quindi chiediamo oggi, in questa giornata di preghiera, un grande rinnovamento della nostra vita. Di questo fa parte anche lasciare da parte tutte le anche le chiusure della carità. Queste vanno chiuse. Non si possono tenere aperte. Vanno chiuse. Chiediamo la grazia di una grande riconciliazione fra di noi e con tutti e una grande riconciliazione con tutta la nostra vita. Che il Signore ci aiuti bene a capire quanto è importante che tutte le volte che recitiamo la preghiera dell'Ave Maria noi chiediamo a lei di pregare in questo momento e nell'ora della nostra morte. E' bellissimo questo. Perché la nostra morte deve essere la pienezza del dare la vita. Non il ricovero. E quindi mettiamoci questa domanda con molta serietà. Oggi festa dell'assunzione. Della dormizione. Se non è ora di mettere fine a tutti gli ostacoli, a tutti i muri. Mettere fine. E questo ce lo chiede non la paura dell'inferno, ma la bellezza della vita e del dono che abbiamo ricevuto. Ci è stato concesso di celebrare la possibilità di dare la vita. Entriamo in questa liturgia senza limiti. sentire il senso stesso della nostra obbedienza nella vita di consacrazione uguale uguale a come deve essere la vita matrimoniale. Chiediamo la grazia di questa obbedienza. La grazia di questa obbedienza. che non veniamo abbandonati a noi stessi. Se creiamo troppe difficoltà anche in una vita come la nostra rischiamo di suggerire un certo rispetto a che tu faccia quel che vuoi alla fine. Però questo è abbandono. Non dobbiamo abbandonarci. E ognuno deve chiedere all'altro che cosa è meglio che lui faccia. è uno dei vantaggi che dà la vecchiaia. Quello di diventare figli dei propri figli. Quello di desiderare di essere presi per mano. Quello di desiderare di uscire da ogni solitudine e da ogni chiusura. Di questo vi supplico. stanotte mi sono dato dello scemo perché perché abbiamo un fatto un patto con il Signore ieri quando mi è venuto tutta la solita maledetta angoscia della sua morte. E il Dio mi ha detto ma dico ma te lo dimentichi perché lui mi ha promesso che rispetteremo i tempi perché io non riesco e quindi adesso conviene usare bene questo tempo chiedere oggi questa grazia superare l'errore di traduzione del Magnificat essere certi che il Signore se dovesse guardare alla nostra umiltà non ci guarderebbe in faccia ma siccome la parola giusta è che lui guarda la nostra miseria questo però capisci lui reagisce così ci guarda vede la nostra miseria e ci fa dei regali enormi di carità e di novità della vita quindi grazie grazie al Signore grazie a voi e a tutti