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-Tutti_i_Santi-omelia-GiovanniNicolini-Dozza-20141101(17).mp3

Data: 01/11/2014

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Oggi ho viaggiato per molte ore, ho viaggiato sempre, ho fatto una piccola sosta in mezzo. Questo mi ha dato però la possibilità, non dovevo guidare io la macchina, quindi di pregare un po' sulle parole che abbiamo ascoltato e su quelle che ascolteremo nella liturgia di domani e anche un poco di pensare. Per cui alla fine ho pensato di questa sera esplicitarvi una proposta che in qualche modo mi sembra di avere già fatto, però ho pensato di chiarirla. E per questo mi sono rifatto al titolo di quella lettera del Papa che adesso noi stiamo rileggendo alla preghiera che facciamo la mattina presto. E la stiamo rileggendo a piccolissimi pezzi. Ed è bellissima. Ed è bellissima. È familiare, è profonda, è semplice. Per cui effettivamente si capisce perché sia stata chiamata anche così, la gioia del Vangelo. Allora pensavo di dirvi questo, ecco, questa sera. Che dobbiamo indirizzare la nostra vita tutta in questa direzione. La gioia del Vangelo. E dobbiamo pensare a questo assumendocene la responsabilità. Io ho chiesto che tutte le donne scelgano ciascuna una parabola da raccontare, che tutti gli uomini scelgano un incontro del Signore con qualcuno che poi ha cambiato tutta la sua vita per questo incontro. Desidero che lo facciate, ve lo richiedo. Desidero fare un grande elenco di queste disponibilità. Perché, va bene, possono anche servire per i bambini, per il catechismo, eccetera. Ma lo vorrei come il segno di una comunità che racconta il Vangelo. Dove tutti raccontano il Vangelo. Dove tutti hanno la responsabilità di raccontare Vangelo. E siccome nei miei pensieri di oggi pensavo qualcuno potrebbe dire, ma e quant'è che c'è l'occasione? Potremmo tutti fare un piccolo patto, un piccolo tentativo, che sicuramente fallisce, però potremmo cercare di farci attenzione. Tutte le volte che ci verrebbe da sgridare, troviamo a dire Vangelo. Che è molto di più che una sgridata. Perché nel Vangelo c'è sicuramente anche, in certo senso, l'indicazione di quello che non va bene. Ma è dato facendo un regalo di bene. Dando una buona notizia di bene. Credo che se tutti noi che siamo qui, forse non tuttissimi, insomma, ma penso alle relazioni che abbiamo, alla vita di ciascuno di noi, no? Pensate cosa sarete se invece che sgridare, dicessimo Vangelo. Perché in fondo, anche il difetto che secondo me ha mosso il Papa a scrivere questo testo, difetto, problema, insomma, no? È che nella Chiesa, nei secoli, si è talmente addensata la complessità e la severità delle leggi, che alla fine è diventata solo una legge, e poi la sanzione perché nessuno ci sta a quella legge. la sgridare. I vecchi dicono ai nostri tempi sì che era meglio. I preti dicono ah sì, una volta che si veniva al vespro invece di andare a ballare. Tutti rimproveriamo continuamente. Proviamo a chiederci questa sera se non possiamo fare un passo importante per la nostra vita, che non richiede un ministero o un incarico speciale, no? ma semplicemente di sostituire alla sgridata il Vangelo. Dice, e se non mi viene in mente il Vangelo? Taci! Eh, taci! Molto meglio! Molto meglio! Proviamo a fare questa cosa! perché vedete, la festa di questa sera, che adesso brevemente anche riassumo per non dire che non abbiamo guardato le scritture stasera, è proprio questa festa del Vangelo. innanzitutto per quel motivo che vi dicevo all'inizio, dove nel libro dell'Apocalisse, si dice, e noi stasera abbiamo ascoltato, che Giovanni, l'Evangelista, ha questa visione del Paradiso. e vede un forte numero di persone, 144.000 persone, che sono tutti ebrei, eh? e provengono da tutte le tribù di Israele, 12.000 per ogni tribù, e sono tutti numeri per dire tantissimi, forse per dire addirittura tutti. In ogni modo, la prima cosa che lui vede è sto gran numero di ebrei. Ed è giusto, è vero, perché gli ebrei hanno un grande ruolo nella storia dell'umanità. Se non ci fossero loro, sarebbe stato un grande problema. Invece attraverso di loro, Dio ha preparato tutto quello che noi questa sera ascoltiamo, gustiamo, e che domina la nostra vita. Pensate cosa ha voluto dire quando alcune decine di anni fa sono stati perseguitati, uccisi in modi terribili, e i loro persecutori erano di fatto tutti dei battezzati. È una cosa tremenda da pensare, vero? Bisogna poi allontanare il pensiero perché rischia di buttare troppo a terra. Però certamente, anche con tutti i problemi che oggi ci sono in una parte degli ebrei che sono andati a abitare in Palestina, che hanno questa vita così complessa e così difficile, e per molti aspetti è anche così ingiusta nei confronti di un'altra popolazione, ma se noi prendiamo, ecco, il mistero del popolo ebraico in sé, la scrittura di oggi ci dice, ricordatevi però, che sono loro che hanno aperto la porta. Eh? Non possiamo adesso troppo dire, ma sì. Però, dopo che ha visto quel gruppone di ebrei, dice appunto, vedi una moltitudine immensa che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popoli e lingue. Ecco, è questo numero sterminato di santi, la festa di tutti i santi, capite? Ci sono miliardi di persone che vengono festeggiate, né? Miliardi. Una folla immensa. Beh, come ha fatto Dio a realizzare un'impresa così? E ce lo spiega un po' la seconda lettura. Quando dice, in forma quasi esclamativa, carissimi, vedete quale grande amore ci ha dati il Padre per essere chiamati figli di Dio? Come ha fatto lui? Ha fatto questo regalo. Ha regalato l'amore. Perché se lui non ce l'avesse regalato, noi non l'avremmo. E siccome lui l'ha regalato a tutta l'umanità, anche quelli che non vanno in chiesa ce l'hanno. E siccome non l'ha regalato solo ai cristiani, anche quelli delle altre religioni ce le hanno. E ce l'hanno questo regalo di Dio che ha fatto a tutta l'umanità, anche a quelli che in Dio non credono. È stato un regalo immerso. L'amore. Questa realtà così intima a noi stessi, no? Che ci fa gioire e patire. Che ci fa vivere e morire. Eh? E morire. che ci fa far fatica, preoccupare, desiderare, cercare, far festa. Se voi riflettete un momento, vedete che questo regalo di Dio determina tutta la vita. persino quando lo perdiamo, anzi, quando lo perdiamo, in un certo senso, la determina ancora di più. Io adesso sono diventato un po' un fan dei peccatori. Perché i peccati sono importantissimi. È vero? Perché è come se uno si trovasse improvvisamente in piazza maggiore, nudo. come si fa? È una cosa tremenda. Ecco. Quando perdiamo l'amore, è come se la nostra vita rimanesse esposta nella sua unività, nella sua povertà, nella sua povera istintualità, nella sua grande paura. E invece lui ci ha regalato l'amore. Ha fatto così, capite? Siccome ha voluto popolare i cieli di tutti i santi, ci ha fatto questo regalo meraviglioso. Ci ha regalato l'amore. E allora, nel passo del Vangelo, abbiamo ascoltato ripetere quante volte quella parola beati, beati, beati. È un modo per dire la santità, però è un modo bello per dire la santità. Perché stasera, nella preghiera della Messa, io ho saltato una parola. perché dice quella preghiera che siamo tutti contenti che il Signore ci regali questa festa di tutti i santi. Poi lì dice che sono santi per i loro meriti. Ma non è mica vero. Sono santi per il dono di Dio. Sono santi per l'amore di Dio. perché voi sapete che andremo, sì, in paradiso, ma non andremo in paradiso perché ce lo meritiamo. Andremo in paradiso perché Lui ci ha. Tant'è che quella stessa preghiera dice al Signore che siccome c'è quella bella festa ti chiediamo un regalino supplementare. Donaci la tua misericordia. Eh sì, è. L'è quello. L'è quello il grande segreto. E poi l'amore, quando è grande amore, si esprime come misericordia. E che differenza c'è tra l'amore e la misericordia? È che diventa l'amore così forte, così forte, così forte che tu non hai bisogno che l'altro ti voglia bene per volergli bene. Tu non hai bisogno che l'altro funzioni bene per volergli bene. Tu non hai bisogno che l'altro sia una vita riuscita per amarti. Ma così come è, lo amo. Questa è la misericordia di Dio. Questa è la meraviglia della misericordia di voi che volete bene ai vostri figli se funziona, ma anche se non funziona. E se non funzionano, gli volete ancora più bene perché ci crepate dentro. È meraviglioso questo amore. Capite? Tutto il segreto sta lì. E il Vangelo è la parola dell'amore, è la festa dell'amore, è l'annuncio dell'amore. Che è un amore così grosso che quella mamma che avrà preso la parabola, per esempio, del figlio al prodigo, si trova un po' nelle grane. è vero che ci sono qui due figli, uno che funziona e l'altro che non funziona. Quello che non funziona e ha rovinato tutto, torna a casa e il padre gli fa una gran festa. E il figlio più grande che è quello che fa sempre tutto il suo dovere si incavola e dice io a questa festa non ci vengo, questa casa qui non mi piace perché io funziona e non mi fai mai la festa. Quello là non funziona mai è tornato a casa dopo aver rovinato e gli fai la festa. E il padre gli dice ma certo bisogna far così perché tutto quello che è mio è tuo. Ma questo qui era perso ed è stato ritrovato e dice addirittura era morto ed è risuscitato. questo è l'amore di Dio. Questo è il grande regalo di Dio all'umanità. E per questo capite che bisogna andare in giro non a sgridare ma a regalare il Vangelo. Perché? Perché il regalo del Vangelo restituisce le persone alla casa del padre. Perché il Vangelo della gioia restituisce le persone a quello che è bene e vale la pena di essere vissuto. La sgridata se non c'è Vangelo capite rischia di essere solo umiliante affaticante di suscitare anche delle reazioni opposte e poi avrebbe voglia di dire ma cosa continui a sgridare lo sai che sia così? Eh è vero. Quello che ci manca è la gioia del Vangelo. È vero. Allora adesso non abbiamo più tempo di andare avanti però se potete dare un'occhiatina e per caso andate a messa anche domani visto che è domenica è vero. Se andate a messa quel Vangelo lì se lo sentite a ripetere semmai domani lo spieghiamo un po' di più ed è interessante perché vicino a quella parola beati lui non ci ha messo beati quelli che vogliono del bene a tutti beati quelli che non fanno mai dei peccati beati quelli che dicono tante preghiere ma lui ha detto beati i poveri beati quelli che piangono beati i miti beati quelli che hanno fame e siete di giustizia eh povera gente e perché beati? perché amati perché lui è andato lì proprio nella loro povertà e lì li ha accarezzati e lì li ha voluto bene capite? le beatitudini sono una speranza immensa per tutta l'umanità perché uno avrà almeno pianto una volta beh e per quello riceve la consolazione dell'amore capite? allora questa è la festa di oggi la festa dei sacchi la festa di tutti la festa di tutti quelli di casa tua la festa di tutti quelli di casa tua che uno ha la cognata che non funziona l'altro c'è il figlio che non fa gli esami l'altro c'è il tagliato l'altro no? ebbene è la festa di tutti spero che questa sera sarà una cena dei santi una cena dei santi dove la mamma non brotola il papà non è brusco i figli sono presi come sono e di quello che non c'è si dirà beh forse questa sera aveva un po' da fare e arriverà più tardino proviamo questa sera a fare la cena dei santi intanto per allenarci e per impararla la mensa dei santi andiamo avanti con la messa e proprio in maniera sublime la cena dei peccatori grazie