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XXXII DomenicaTO-Giovanni_Nicolini-20111106.mp3

Data: 06/11/2011

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Non mi ricordo quando ho ricevuto questa parabola nella mia vita, però mi sembra che forse era l'inizio della scuola media, insomma ero ragazzetto. Allora, me lo ricordo perché quando appunto ho letto questa parabola mi è venuto in mente un fatto che era capitato appunto almeno cinque anni prima, sei anni prima, di un incontro. Oggi questa parabola descrive il cammino per un incontro, questo corteo nutriale che va verso lo sposo che sta venendo. Mi è venuto in mente un episodio che poi penso raccontare, molto sapranno perché ho la mania di raccontare sempre le stesse fole. Ed è stato un incontro importante perché mio papà tornava dalla guerra, erano tre anni che non si vedevano, io non ricordavo di averlo mai visto per la verità. Lui non aveva mai visto un fratellino che era nato dopo la sua partenza. E la mamma venne a sapere che lui stava arrivando e allora senza dire niente a nessuno, inforcò la prima bici che trovavo nel giardino di casa, era la bici da uomo del nonno, saltò su sta biciclettona con l'idea di andargli incontro. Dopo è successo che in realtà non si sono incontrati perché lei credeva che lui arrivasse in treno, lui è arrivato con un'automobile che gli avevano prestato, fatto sta che lui è arrivato e lei non c'era. Ed è stato un momento un po' anche difficile questo soldato che scendeva da questa camionetta. E dopo un po' è arrivata lei, proprio ancora vedo distintamente dal cancello del giardino, lei volter dentro questo biciclettone, noi eravamo come sotto una specie di porticato che aveva la casa, e eravamo mai molti perché i parenti, gli zii, tutti si erano raccolti per accogliere il reduce e lei arrivò con questa biciclettona, non scese dalla bici, rimase a cavallo della bici, ricordo che aveva un gran sottanone che passava sul canone della bici, vero? E copriva tutto e poi si sono baciati. E quando poi ho letto questa parabola mi è venuto in mente questo incontro, è sempre divenibile questo incontro. Anche che lì in questo incontro si sono scambiati delle lacrime e dei sorrisi e si sono scambiati dei baci. E poi dopo siccome io e questo mio fratellino piccolo eravamo un po' impressionati, ci hanno preso in braccia, tutti e due ci scambiavano fra di loro. E questo è il papà, questa è la mamma. Un incontro nuziale. Oggi questo è il tema della parabola e della domenica che stiamo avendo il regalo dal Signore. Perché vi racconto queste cose? Perché sono un po' preoccupato, lo sto dicendo, di qua e di là. E essendo quasi alla fine del mio percorso, sono sempre assalito dal pensiero di non essere stato capace di consegnare il Vangelo. E che quindi il Vangelo è rimasto ancora la predica del prete, ma ancora non è diventato la vita delle persone. Perché il Vangelo è una parola che spinge verso la storia, vuol diventare la nostra storia. Il Vangelo vuol diventare la tua storia, la mia storia. E quindi dalle beate pubini alla parabola del Samaritano a questa vicenda, è vero il Vangelo vuole descrivere in modo nuovo la nostra vita. Si può pensare che uno dei segnali del dono della fede sia quel giorno in cui uno ascolta il Vangelo, l'ha già ascoltato altre volte, ma quel giorno lì ci viene in mente un pensiero. E cioè che il Vangelo stia parlando di lui. Ecco, quando il Vangelo parla di te, vuol dire che il Vangelo è diventato il Vangelo per te, il tuo Vangelo. E che il Vangelo è diventato la tua vita, e che la tua vita ha iniziato a prendere i colori del Vangelo. E' per quello che nella parola di Dio ci sono anche tanti mascalzoni, delle bugie, delle violenze, delle balle. Perché la vita è fatta così, no? E il Signore è venuto a visitare la nostra vita così com'è. Qualche volta si ha l'impressione che uno per fare la religione deve venire fuori dalla vita, deve lavarsi i denti, deve lavarsi l'anima, deve lavarsi i piedi, mettersi tutto a posto, e poi lì essere in una specie di santino della sua vita. Ma la nostra vita non è così, la nostra vita è quella che è, è vero? E il Vangelo il Signore ce lo regala a questa vita che è come è. Qualcuno stamattina è venuto a messa con il sorriso, qualcun altro con il pianto, qualcuno è venuto con una gran preoccupazione, e un altro sta tirando un sospirone di sollievo, e si ripete sempre quello che è il grande miracolo della nostra vita. E cioè che ascoltiamo tutti la stessa parola, e dopo il Vangelo va bene quel radicchietto là in fondo, e va bene come un vecchione per me, va bene anche per te, va bene anche per te che sei anche alla fine convinto di non crederci per niente, e va bene anche per te. E il miracolo di questa parola è quello che diceva appunto il libro della Sapienza quando parlava di quel pane che tutte le mattine Dio faceva scendere dal cielo, perché i padri camminavano nel deserto dove non cresce l'insalata e neanche i radicchi, e allora lui faceva scendere questa manna, e loro raccoglievano la manna che serviva per la camminata di quel giorno. Ma il libro della Sapienza, lo stesso che stamattina stiamo ascoltando, dice una cosa bellissima, cioè che era una papa uguale per tutti, però faceva un miracolo e si adattava, dice, ai gusti di ciascuno. Si adatta a te che piangi, a te che sorridi, a te che ti senti troppo solo, e a te che non sopporti tua suocera. Si adatta al gusto di ciascuno, alla nostra vicenda, alla nostra umanità, perché questa parola diventa carne in te, diventa storia in te. Non è una parola staccata dalla storia, ma è una parola che crea la storia. Allora è per quello che ho ricordato l'incontro di mio papà e di mia mamma, perché appunto è un piccolo esempio di come si fa a capire il Vangelo attraverso la storia, e a capire la storia attraverso il Vangelo. Per cui quei due bambini capivano che tra quello l'uomo e la donna, e quella donna succedeva una roba importante, e poi tutte le volte che sono ritornato su questa parola del Vangelo, ho capito sempre di più l'importanza di quelle lacrime, e di quei sorrisi, e di quei baci, che quel giorno si sono dati. La parola vuole diventare storia, e vuole essere la tua. E quello che ci dice di questa nostra storia, è che se da una parte sta succedendo una cosa che tutti noi sappiamo, perché tante volte in questo posto ce lo diciamo, è che il Signore è venuto a cercarci, non ci vuole lasciare da soli, vuole accarezzarci, e vuole sempre di più essere una sola cosa con noi. Dal punto di vista dei segni esterni, la roba è cominciata anche il giorno del nostro battesimo, è vero? E potete pensare che la lampada di cui parla la parabola sia il nostro battesimo. Quel giorno lì ci ha messo in mano una lampada, questa è stata bello, perché da allora la nostra vita non è stata più al buio, è vero? E anche nelle vicende più strane e più difficili c'era la possibilità di avere un po' di luce, è vero? E di capire le cose a quella luce lì. E non solo questo, ma anche le persone che abbiamo cominciato a conoscerle, non più con la debolezza del nostro sguardo cattivo, ma con questa lampada buona. Dice, ma guarda come è carina, che sembrava una bruttona, una carognona, e invece no, guarda, c'è del bello e del buono anche lei. E questa luce ci ha accompagnato. Allora è successo anche questa settimana, quello che è successo due settimane fa, settimana scorsa ero alla Smara, quindi non so cosa sia successo qua, ed è allora era successo, se vi ricordate, la faccenda di quel poveretto che era andato in quella sala del banchetto, erano nozze anche là, è vero? Una sala piena di buoni e di cattivi, più di cattivi e di buoni, come sempre, è vero? E però lui aveva avuto un problema che non aveva portato l'abito delle nozze. E quella settimana lì, prima di arrivare la domenica, tutti telefonati in parocchia, è vero, per dire, ma cos'è sto abito di nozze? E come mai non aveva avuto l'abito? Cosa vuol dire? Cosa vuol farci capire il Signore? E perché quella l'ha avutato fuori, domande sull'abito di nozze. Stasettimana uguale per l'olio. Ma cos'è sto olio? Cosa bisogna fare per avere sto olio? Cosa hanno fatto di male queste qui per non procurarselo? Cos'è l'olio? Eh, l'olio è ancora la nostra storia. E' la bellezza della nostra storia. Io stamattina nella lampada, per andare in incontro, voglio metterci quell'incontro di mio papà e di mia mamma. Che però non è solo l'incontro di mio papà e di mia mamma. E' questa pagina del Vangelo e l'incontro di mio papà e di mia mamma. perché l'olio, l'olio è la bellezza del Vangelo. E l'olio è la bellezza del Vangelo che è diventata la tua storia. E la tua storia è sempre più luminosa e fa sempre più luce intorno perché non importa che te sia buono o cattivo, non importa niente. Non importa che te sia un pierino o sei pieno di peccatacci. In ogni caso è l'avventura di Dio dentro la tua vita. Allora procurarsi l'olio, capisci? E' quel suggerimento che dà qui il Libro della Sapienza quando dice ma è una ricerca bellissima. Perché? Perché lui, tra l'altro, ha una gran voglia di farsi trovare da te. Allora dice appena tu lo cerchi lui è lì seduto alla tua porta. Dici domattina mi alzo presto per cercarlo. E' già lì che aspetta. E' vero. Perché tu lo cerchi ma lui ha una gran voglia di farsi trovare, capisci? E quindi è un gioco meraviglioso dove in realtà entrambi si cerca e entrambi si è trovato. Sapete, no? Come siete amorosi, insomma, no? Che un po' ci si cerca e un po' ci si vuole far trovare, insomma. E' vero. E quindi non può essere una ricerca penosa e senza frutto perché è la gioia del cercarsi e del trovarsi. Allora a me pare di capire questa mattina che l'olio della lampada è il Vangelo che incontra la tua vita e pace alla tua vita e tu che da questo Vangelo della vita ti vedi la vita o sempre più bella anche delle robe che prima sembrava così delle stupidate diventano importanti. E quando qui alla mattina stamattina si spezza il pane uno va a casa sua e dice dunque ma come faccio a spezzare il pane? e che cosa vuol dire adesso per me andare a casa e spezzare il pane? E si fa delle domande perché il Vangelo continua a aprire la domanda sulla bellezza e la luce della tua vita e tu ti accorgi attraverso il Vangelo che la tua vita è molto più bella di quel che pensavi. E' vero e come vi dicevo anche altre volte mentre a vent'anni pensavo che il Vangelo fosse la risposta a tutte le mie domande adesso è successo da vecchione e il Vangelo è diventato la domanda che continuamente si riapre per la mia vita no? Perché dato il Vangelo di questa mattina dopo mi viene da dire e allora? Allora cosa può succedere? Allora cosa deve succedere? E qualunque parola dell'Evangelo mi mette una domanda sempre nuova sulla mia vita e la vita continua ad andare avanti allora se siamo fortunati e tutti voi che siete qui in questo posto siete strafortunati cosa sta succedendo? Che continuate a raccogliere olio per la vostra lampada e la vostra lampada è sempre più luminosa dice ma anche per me che sono un carognone per te di più ma cosa dici? E certo perché? Perché più tu sei un carognone più quella quella luce di quella lampada è proprio stupefacente perché? Perché da te magari nessuno si aspetta niente di buono e improvvisamente vedono che tu sei una lampada che risplende ma chi l'avrebbe mai detto? È vero? Se vi ricordate i primi tempi che San Paolo andava un po' a parlare di Gesù come arrivava? Tutti tagliavano l'angolo perché? Perché era un cancherone andava fino a Damasco per prenderli questi qui della setta di Gesù li cacciava in galera li trattava male poi gli è capitato di fare quel cascone per terra gli è apparsa la luce di Gesù tutto è cambiato ma la gente non si fidava perché era un cancherone quello lì era un fariseo carognazzo un maestro del tempio tremendo invece era tutta cambiata perché anche a lui era stata messa in mano una lampada e messo dell'olio che faceva luce allora ancora di più capite in noi che siamo dei poveretti dei peccatori della gente da niente dei fuori legge ancora di più risplende davvero la lampada del Signore perché se uno fosse già un bel che ha posto forse il Signore non gliela darebbe neanche una lampada da accedere invece con noi che ne abbiamo un sacco di bisogno e noi siamo venuti a dire Signore sono venuti a cercare l'olio per la lampada come faccio se no perché è come se rispetto al Signore noi fossimo sempre inadeguati ma però assettati no avete sentito la bellezza di quel salmo 62 dice oh Dio tu sei il mio Dio dall'aurora io ti cerco assette di te l'anima mia desidera te la mia carne in terra arida assettata senza acqua è bellissimo no? dov'è che hai voglia di quest'acqua nel deserto? dov'è che hai bisogno di questa luce? perché sei al buio il Vangelo non è una roba fuori dalla storia per dei perfetti e dei giusti per fortuna il Vangelo è stato inventato per noi peccatori è per quello che io non riesco più a capire dov'è che finisce la Chiesa poi dov'è che comincia tutti gli altri perché? perché secondo me il Vangelo riguarda tutta la storia il Vangelo diventa un modo nuovo di guardare la storia anche delle sue pieghe più difficili no? ho avuto una stragrande fortuna che sono andato per pochi giorni laggiù nell'Africa è venuto con me con il mio amico che mi ha operato il femore e lui se ne intende di ossa e quindi laggiù in Africa lui stava a giustare le ossa dei bambini no? e lui è stato dentro un sacco di ore con lui nella sala operatoria ovvero mentre lì smartellavano attaccavano i gessi e tutta una roba è vero e poi erano tutti gli italiani che erano andati giù otto i medici gli infermieri l'anestesista tutta roba di seriali di rizzoli e giù tutti i loro colleghi dell'Africa è vero che hanno imparato in questi mesi è vero in questi due anni anche loro a fare delle cose bellissime per le ossa dei bambini tanto che il mio amico questa volta faceva niente lui stava a osservarmi allora adesso puoi far così puoi far così perché ormai hanno imparato eh Vangelo Vangelo eh tant'è che domenica scorsa sono andato a dir messa perché lì l'Africa è come un'Africa italiana parla molta gente parla ancora in italiano allora nella cattedrale della Smara due mesi la domenica sono andati in italiano loro quando telefonavano per sapere se c'era una messa ho detto Villa Modi e te che non ne abbiamo tanto da dire e quindi ho detto la messa nella cattedrale e tutti capivano anche se io parlavo l'italiano tra il Lombardo e il Bolognese loro capivano e però invece tutta l'equipe dei medici già dalle 6 della mattina era là che taglizzava le gambe dei bambini e su e giù e non sono venuti a messa però bisogna anche dire che sono siccome li conosco ormai molto bene anche se non c'era da operare i bambini forse non è che loro venivano alla messa in cattedrale alla Smara o schiacciavano un piccolino o avevano meglio da vedere però in quel momento mi è stata chiarissima una cosa mentre ero lì a dire la messa nella cattedrale della Smara ho pensato alla messa che loro stavano dicendo nell'ospedale poco lontano era la loro messa era ancora una volta il Signore che si piega verso di noi visita i nostri gesti i nostri sentimenti quello che facciamo le nostre fatiche le nostre speranze tant'è che quando ero lì e io ovviamente non facevo niente avevo tutte le mascherine ma non facevo niente là dentro nella sala operatoria e però mi veniva come un'ansia a un certo punto ma Dio mi speriamo che sia brava mi avevo un frugolino piccolino ma che lo trattino bene ma che gli vada dritta perché in certi casi erano anche proprio un po' allibili hanno fatto tutte le robe super è vero e mi è venuta in mente una roba stranissima e cioè che forse in quel momento la mia ansia chissà se ce la fanno forse l'ansia di Dio e che Dio guardasse questa messa della camera operatoria e Dio fosse lì a dire speriamo che gli vada dritta speriamo che ce la facciano speriamo che l'anestesista ci abbia preso Dio forse pensavo delle stupidate però avevo letto un testo di maestri ebrei che dicono che quando noi stiamo male lui patisce con noi è la sua compassione insomma capite che cos'è l'aggancio tra la parola del Vangelo e la storia allora bisognerebbe che la lampada non fosse buttata in un cassetto e lasciata là bisognerebbe che per tutti potesse diventare la nostra vita attenti però non andate a casa da quel vostro figlio che dice a messa non ci vengo né tantomeno a quella di Giovanni che non la finisce mai con le sue chiacchiere i bambini sono fettuti a fare sacrificio loro preferiscono giustamente la messa corta è vero ma voi non andate a casa a dirgli allora devi venire a messa non è così andate a casa a riscoprire la messa nella sua vita e qual è la sua messa adesso e poi in che modo lui celebra in questo momento l'amore di Dio il pane spezzato il pane che c'è per tutti qual è la sua messa è questo capite perché la parola fiorisce dentro la storia la carne il corpo le ferite di ciascuno è qui è così che siamo chiamati a riscoprire il Vangelo in maniera in maniera che sempre di più non ci sia il fatto di uno che passa tutta la vita a che l'hanno vero battezzato quando aveva una settimana di vita Martino invece l'hanno battezzato il giorno che è nato perché da noi c'era l'usanza che se uno veniva battezzato il giorno che nasceva suonavano le campagne ed era una festa grande lui che è di una famiglia molto buona è stato battezzato il giorno che è nato ma c'è uno che magari passa tutta la sua vita a dire ma che cavolo è sta roba ma l'hanno battezzato e poi e poi che cos'è evitiamo che abbia una lampada senza senza l'olio aiutiamoci ad avere olio per le nostre lampade grazie a voi che stamattina venendo qui rifornite la mia lampada con il vostro affetto con la vostra preghiera con il vostro sguardo ringraziamo Dio dunque che fa in maniera che le nostre lampade siano luminose procuri dell'olio per molti dei nostri amici