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XXXIII DomenicaTO-Giovanni_Nicolini-20111113.mp3

Data: 13/11/2011

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Dunque se ne è fatto di strada da quella domenica in cui si parlava di una sala del banchetto nuziale piena di buoni e di cattivi, no? E così via via, il corteo nuziale di domenica scorsa e oggi. E oggi questo testo del libro dei proverbi è l'ultimo capitolo di questo libro delle scritture antiche e questa domanda, una donna forte chi potrà trovarla? E poi via via una grande lode di lei. Allora mi sono chiesto ma chi fa questa domanda e chi fa questa lode? E ho pensato suo marito, un marito innamoratissimo e che quindi parla di sé ma dilatando il senso di quello che lui intende. E quindi parlando di sé dice in lei confida il cuore del marito e lei gli dà felicità e non dispiacere per tutti i giorni della sua vita. E' un marito innamoratissimo questo. Tra l'altro nel testo c'è una parola ripetuta in modo quasi ossessivo, aumenta un po' il fatto perché il compilatore del lezionario ha saltato continuamente dei versetti rispetto all'originale e quindi c'è una parola che ci assedga continuamente insomma, è della parola mano, mano, mani, perché lui osserva lei e in particolare osserva le sue mani, le mani della sua donna e quindi come lavora, come operosa, come abile, come buona anche perché le mani che le servono per fare lavori preziosi le stende poi verso i piccoli, verso i poveri. E quindi è innamoratissimo di lei e in particolare appunto è innamoratissimo di quello che fa, della sua opera. Perché questa è la festa di oggi, è la festa annunziale della operosità. E siccome tutto questo va poi trasferito a noi e quindi dobbiamo chiederci dunque allora chi sono gli interlocutori di oggi, da una parte è lui certamente il Signore e dall'altra certamente siete voi, siamo noi. E il Signore è contentissimo. Noi saremmo tentati di dirgli ma che però ci sono dei problemi insomma, no? Questi giorni è capitato di leggere una notizia ghiacciante, e dico perché i bambini sono fuori. Cioè si era sentito parlare mesi fa, no? Di persone che cercando dalla costa Eritrea di venire in Europa, viaggiavano su questi barconi, ma poi a un certo punto questi barconi venivano deviati. E un prete qui in Italia che si interessa di loro aveva denunciato la cosa, perché poi venivano portati nel deserto della penisola del Sinai, chiedevano questi predoni un riscatto molto alto, ovviamente le famiglie non avevano da pagare, si sono miserie e quindi li uccidevano. Però in questi giorni si è saputo una cosa più grave, si è saputo che facendo centro al Cairo, in realtà queste persone vengono uccise per trapiantarli gli organi, per prenderli gli organi per il trapianto. E poi per 30.000 euro si vende un fegato al Cairo. È una notizia che mi ha proprio straziato, ecco, sono appena stato in Eritrea per quei pochi giorni, quindi insomma ancora di più mi ha fatto stare molto male. Per cui mi è stata gradita la preghiera della Messa, non sempre si riesce a stare attenti alla colletta della Messa, cioè alla prima preghiera che viene fatta, dove oggi insistentemente si cerca, si chiede il dono della felicità, si chiede al Signore di riempirci di gioia. Abbiamo bisogno di sapere che se Lui è contento di noi, anche noi abbiamo bisogno di essere molti contenti, superando e andando al di là, è molta tristezza. Perché in ogni caso c'è un pegno di gioia, il fatto che nel sangue del Signore Gesù tutta l'umanità è stata sposata, è stata tutta invitata a mettersi un abito nuovo di nozze, di speranza di pace. E quindi sotto quell'albo e quell'abito ci sono forse ancora tutte le nostre ferite, le nostre crudeltà, le nostre violenze, le nostre ingiustizie, però ormai io vedo questa sposa e l'umanità intera e ha un abito nuziale bellissimo, perché Dio l'ha rivestita del suo amore. Il suo amore è Gesù. Quando si battezzano i bambini appunto si dice, quando si battezza uno, alla figlia gli si dice che sei rivestito di Cristo. È l'abito nuziale dell'umanità. E quindi è la festa di queste nozze che oggi deve prevalere su tutte le cattive notizie che anch'io potrei dare di me stesso e confronti dell'Ignavia, della mia opera, oppure addirittura di mie opere non buone o violente. Oggi bisogna celebrare queste nozze e questo innamoramento del Signore per noi. È importante ricordarlo, perché noi presi più facilmente, rontolando, diciamo che il buon Dio è scontentissimo di no. È vero. Ma non è vero questo. Fondamentalmente Dio è contento. Ed è contento perché siamo tutti opera sua, come adesso cercheremo di dire. Perché appunto lo sposo che in realtà osserva l'opera meravigliosa della sua donna, nessuno fa i tortellini come mia moglie. E siccome lui è innamorato, secondo lui i tortellini di sua moglie non solo sono buoni, ma sono sempre più buoni. Le facevi già buoni, ma non li hai mai fatti buoni come oggi. In realtà sono sempre gli stessi, ma è il suo innamoramento che cresce. E quindi tutto in lui sembra sempre di lei, sempre più bello, più fecondo, più ricco. Questo bisogna ricordarlo. Perché in fondo anche le cose come quelle che succedono nel deserto del Sinai per vendere gli organi al taglio, in realtà credo che siano quasi sempre frutto di disgrazia, cioè di persone che non hanno mai avuto buone notizie nella loro vita. E quindi fondamentalmente non hanno mai avuto un Vangelo che è la buona notizia essenziale. E in ogni caso riflessi di questa buona notizia. Perché è solo la notizia buona che ti plasma positivamente. se voi non aveste ricevuto mai nessuna buona notizia, la buona notizia è di un bacio e di una carezza, di una consolazione e di una realtà preziosa. Ma se queste cose belle e buone mai si fossero depositate nel vostro animo, anche noi saremmo forse predoni di qualcun altro. E quindi tragicamente cattivi. La cattiveria è sempre in qualche modo una tragedia. Ma Dio è venuto a riparare la tragedia dell'umanità con la potenza e questa notizia buona che è Gesù. È vero, tante volte ce lo siamo già detti, Gesù è un nome ebraico che vuol dire Dio salva. E quando il Vangelo viene rivolto a te è Dio che ti salva e che ti plasma appunto con una notizia per la quale ormai la vita è più forte della morte e il perdono è più forte della vendetta. la comunione tra di noi è più ricca e più profonda da tutto quello che potesse anche averci in qualche modo diviso. Ma adesso, in questo momento, fa ricoperto perché siamo tutti ancora una volta rivestiti degli abiti nuziani nella nostra vita nuova in Lui, amata da Lui, protetta da Lui. Tutto è nuovo. Tutto deve ricominciare anche questa mattina. Buttati dietro le spalle quel rancore, quell'incomprensione. Per un momento abbi pazienza e butta dietro di te anche quel dramma che io lo so non ti può abbandonare perché è troppo grande e ti avvolge, ti perseguita e niente di angoscia. Ma fa grazia alla nostra celebrazione e in questo momento anche tu riconosci che la buona notizia è qualifica ormai e adorna la tua vita e più potente anche di quell'angoscia. In questo momento riposa per un momento dall'angoscia che vi ha accompagnato per tutti i giorni di questa settimana e riposa nella pace del Signore. Perché vedete anche la liturgia che stiamo celebrando è stata tutta preparata dalle vostre opere. Posso benissimo intendere e non sempre di questo siete stati consapevoli ma se invece voi provaste veramente ad approfondire il senso ricco, grande della vostra umile operosità quotidiana voi capireste in modo semplice e diretto che questa liturgia che questa convocazione che quel pane e quel vino sull'altare è stato tutto preparato da tutto quello che voi avete fatto. dalla vostra opera perché la vita cristiana è tutta operosità è tutta opera. Non so che nei secoli si è inserita quella gran balla per la quale a un certo punto da una parte c'è l'azione e dall'altra c'è la contemplazione che è un po' una piccola ombra che viene gettata anche nel bellissimo binomio di San Benedetto ora e labora prega e lavora ma in realtà nel fondo più profondo dell'animo della parola di Dio e delle sante scritture tutto è sempre ansione tutto è sempre opera è opera di chi si consuma nella preghiera ed è opera di chi si spende nella carità è opera di chi porta con mitezza la passione della sua vita perché ormai è avvolto di malattia ed è opera chi prende per mano un bambino e lo consola tutto è opera quello che è importante è che ogni opera sia in qualche modo obbedienza o riflesso della grande operosità dello spirito di Gesù e la storia dell'umanità al punto che come anche vi raccontavo recentemente con un altro domenico mi sembra Martello Scoleroso mi sponvolge sempre la testa quindi forse mi ricordo male ma bisogna ricordare adesso insieme che persino l'opera di chi non partecipa a questa opera che è chiaro per noi è decisiva lo capisco bene però vedete non posso non richiamare la vostra attenzione anche su tante opere che ci sono intorno a noi e mi permetto di dire magari anche a casa tua mica tutti vanno a messe ci vanno quattro gatti a messe però l'operosità di Dio sa viaggiare lontano no? in questo momento noi lo stiamo guardando con affetto con commozione con riconoscenza tante opere meravigliose che vengono compiute anche in chi e da chi non è dentro alla consapevolezza capite? da quest'opera suprema di Dio che dà la vita perché noi abbiamo la vita no? a questo Dio che si è fatto carne e crucifissa perché anche la più piccola e la più umile delle nostre azioni avesse il senso di un'offerta della vita avere questo senso nuovo della vita per cui abbiamo la vita per avere il dono supremo di poterla offrire cioè di poterla tutta trasformare in un grande segno d'amore questo è il senso direi di quella parabola è il senso di quel di quel signore che andando via andando lontano per parecchio tempo prima di partire dice allora tu fai questo ha detto questo ha detto questo con una certa permettetemi avvicinamento che c'è insomma è vero tra il compito che Dio ti ha dato e il regalo che ti ha fatto a un punto che non si può dire che non ti chiede niente e lui non ti abbia regalato sapete quell'altra parola un po' più complicata del dono di Dio il carisma con una risonanza della lingua greca in ogni modo Dio ti ha riempito di doni e quei doni sono diventati la tua responsabilità no? e quanti dei regali il signore ti ha fatto quei cinque preziosi talenti che lui ti ha regalato e allora tu cosa devi fare di quei cinque talenti? e qui la versione italiana del testo dice che lui ricevuto i cinque talenti subito esce e andò a impiegarli e ne guadagnò altri cinque ma la parola nella lingua antica è più bella di questo impiegarli perché con più graziosità dice che lui è andato subito e ha operato dentro a questi talenti capite? non ha fatto un semplice investimento né di fatto questi qui si sono moltiplicati per loro conto né lui invece aveva ricevuto i talenti ma ha fatto poi delle opere no si tratta di operare dentro al talento di Dio dentro al tono che Dio ti ha fatto e non c'è nessuno sapete che non abbia avuto talenti San Paolo su questo ci dà delle buone assicurazioni scrivendo ai suoi figli un po' un po' nervosi un po' lirrissosi nella chiesa di Corinto ma lui dedica molto spazio per ricordare che tutti hanno ricevuto dei regali e soprattutto per dire che in ogni modo ce n'è uno uno ricordate che uno ha ricevuto un talento ma ce n'è uno che è il più grande di tutti no c'è un talento che è il più grande di tutti certo in Ciderica tutto un capitolo la prima lettera ai Corinti è il dono dell'amore il regalo più grande che il Signore ti ha fatto poi ti ha fatto anche il regalo di essere simpatico di avere memoria di essere bravo a far giocare i bambini di sapere portare con mitezza il tuo malessere bene ti ha fatto tanti regali in ogni caso uno immenso il più grande quello che li accoglie e li raccoglie tutti il Signore te l'ha fatto è il dono dell'amore questo guardate è sicuro è sicuro è sicuro io di questo ormai sono certissimo mi sono avvicinato o meglio si sono avvicinate a me anche delle esistenze estremamente povere esistenze che bisogna tenere un po' nascoste perché capita sempre un delicente che vedendo una vita molto molto povera si dice ma come mai quello lì c'è ma come mai Dio l'ha creato io lo strozzerei in quel momento lì perché perché in questa persona che è poverissima poverissima poverissima risplende no? mi ricordo che mio padre una volta aveva molti soldi regalò a mia madre un anello così bello così una roba così importante che c'era solo quella roba lì qui sotto c'erano credo dei rampini per tenerla legata alla montatura dell'anello ma si doveva vedere solo quella roba lì immensa ebbene questo poverino che ha ricevuto un solo talento è come quel solitario quel germello che non si può quella germa che non si può unire ad altre perché è tutto ed è l'amore io questo l'ho visto io l'ho visto l'ho visto proprio in chi non avendo la possibilità di parlare di fare di realizzare di andare a scuola di avere moglie può solo fare della sua vita una sola grande offerta d'amore quindi anche chi ha ricevuto un talento ha ricevuto tutto in quel talento l'importante che cos'è è essere operosi dentro al tono di Dio si operoso dentro al tono se sai suonare bene il pianoforte suonalo bene imparalo bene è vero ieri sera ho visto uno spettacolo straordinario a San Martini in Campania facevano festa delle campagne delle castagne e poi un ragazzotto lì ha fatto le marionette ma bravissima c'è uno spettacolo di marionette io voglio invitarlo a Bologna spero che costi poco è vero ma voglio invitare per farvelo vedere bravissimo bravissimo sono andato a dirglielo dico ma ragazza ma te hai un regalo meraviglioso e lo usi bene e capisci perché agisci nel tuo talento no? agisci nel tono che il Signore ti ha dato assolvi alla tua responsabilità in modo meraviglioso cinque talenti altri cinque e allora a quel punto lì questo sposo innamorato si gasa anche lui e dice ma hai fatto bene del poco è vero riceverai il molto e poi gli dice cos'è il molto avete sentito che cos'è il molto no? gli dice entra nella gioia del tuo Signore che cosa può esserci di più grande entrare nella pienezza della gioia del Signore e cioè nella pienezza della gioia pensate che roba eh? o giro la testa pensate le robe così è vero che per quattro cosine che facciamo mentre cambiamo in questo breve spazio della nostra vita possiamo poi entrare nella gioia senza figli è vero mi sono stupito una volta che il mio padre nello spirito durante la messa pregava dopo aver detto che uno era sicuramente in paradiso pregato per lui allora io sono tutti a dire beh c'è già il paradiso cose pregate no ma scherzi il paradiso fatevi pregare perché lui vada sempre più dentro nella meraviglia della dolcezza e della bellezza del paradiso tutto cresce sempre le cose belle l'amore sempre cresce no? se no non è neanche l'amore è vero ma è più è scritto nel registo del matrimonio che è molì è cresciuto da quella firma del registro è diventata una cosa infinita adesso ti sembra brava anche lei a fare i tortellini che invece è buona di niente ma però ecco i tortellini e soprattutto la ti sembra bella no? certo certo allora questo è il grande tema di oggi il Signore ti ha fatto dei regali è un regalo bellissimo bisogna che operiamo dentro al dono di Dio e che tutta la nostra vita quindi sia questa operosità e che tu anche mi permetto di dirlo e quel tuo collega che come al solito non crede neanche nei radicchi ammiri la sua operosità nel dono di Dio e come puoi glielo dici perché? perché in ogni caso è riflesso della notizia evangelica perché in ogni caso anche tu in quel momento sei riconoscimento di un dono grande perché altrimenti la gente tra l'altro continua a pensare con una tristezza tremenda no? intanto comincia a pensare che tutto quello che sai fare è perché te e tu a forza di libri di scrintoni e così lo conquisti e quindi vive malissimo perché fa la competizione delle carriere senza prendersi mai conto che tutto è regalo del Signore no? e che quindi anche l'opera più umile più apparentemente così scostata è preziosissima anche quella no? davvero pensate quello che dicevo prima ma c'è anche questa liturgia è stata costruita appuntamento alle 11 e un quarto di stamattina con l'opera di tutti io che cavolo ho fatto? eh per fortuna ci sei anche tu per fortuna anche tu poi questa mattina con la tua offerta perché la nostra assemblea sarebbe molto più brutta se non ci fossi tu sarebbe un peccato che tu non ci fossi invece per fortuna ci sei anche tu la preziosità dell'opera di tutti eh com'è grande questo dono al punto che e qui ci attacchiamo la codina di San Paolo che scrive ai cristiani di Tessalonica ma non star lì sempre a pensare allora come va a finire è vero bisogna prepararsi e bisogna garantirsi no? noi vecchietti abbiamo per esempio questa specie di tentazione quotidiana una volta ci piacevano le donne ma adesso ci piace l'apparecchio della pressione tutte le mattine clic clic 150 155 è vero io quando ero all'ospedale ridevo perché all'ospedale si ha la pressione giustissima però la pressione mi scappava da ridere diceva ma perché ridi? e dico rido perché quello che mi dici che adesso ho di massimo io normalmente ce l'ho di minima insomma noi viaggiamo su altre onde no? sempre lì Dio me ma dai dice lascia stare tanto arrivo in un momento ma se vuoi star lì tu sia operoso sì cioè la roba che stai facendo falla con piacere con passione falla bene quell'opera che di tempo in tempo il Signore ti assedia e ti assedia e poi quando verrà bisogna fare come il santo della mia infanzia che era San Luigi Gonzaga no? ve l'ho già raccontata quella storielina lì lui era un bambino di sei anni in quel tempo lì sette anni e aveva una mamma molto buona era una marchesa spagnola ma pesa da morire una nobile cattolica spagnola che ci c'è da mette insieme tutto si chiamava come la mia mamma ma la mia mamma era meno pesa in ogni modo sto bambino gioca a palla e lei gli dice la marchesa dice ma se ti dicessero che tra un'ora devi morire e sto bambino le ha detto io continuo a giocare a palla bellissimo bellissimo ha giocato a palla fino a 22 anni e a 22 anni l'ha ambeccato è vero che trasportava un lebroso ma poi lui gli aveva attaccato qualche cosa e il Signore se l'è tirato vicino bene operoso dalla palla fino al quadro che lo rappresenta sotto il peso dell'ebroso è poi chiamato a riposare nella luce del Signore e dunque non stiamo lì ad occuparci e a preoccuparci adesso questo adesso metto anche una certa intenzionalità culturale che per me è inevitabile insomma è il momento in cui bisogna valorizzare il lavoro no? se no altrimenti si valorizzi sempre quello che si ha per cui l'unica roba è importante è avere non è mica vero non si tiene in piedi quello che si ha se sotto non c'è il lavoro avrei avuto anche delle belle doti ma adesso bisogna che ci lavori dentro no? adesso questo è il momento in cui bisogna ricominciare a valorizzare il lavoro mercoledì sera ho invitato qualche persona qui in parola chi vuol venire viene pure a parlare del lavoro perché bisogna adesso reinventare il lavoro c'è un sacco di gente che il lavoro l'ha perso e c'è gente che sta molto male davanti alla parabola di oggi perché dice cavolo però a me nessuno ha dato neanche un talento non so più che cosa fare allora mercoledì sera vogliamo provare a vederci con qualcuno che se ne intende a reinventare il lavoro lasciamo alle spalle la finanza e il capitale perché diventano fragili ricominciamo a considerare l'importanza del lavoro dal lavoro più umile al lavoro più alto tutti riconosciuti come grande lavoro è vero come suggerisce cristianamente e laicalmente il primo articolo della Costituzione italiana che dice che tutta la baracca è fondata sul lavoro tutta la Chiesa è fondata sulla operosità dello Spirito a ciascuno di noi ogni cittadino della Chiesa dal Papa all'ultimo dei peccatori valgono molto perché tutti sono attesi per un'opera preziosa questo è il frutto di questa domenica e quindi buon lavoro a tutti grazie a tutti