← Torna alla ricerca

XXIII DomenicaTO-Giovanni_Nicolini-20110904.mp3

Data: 04/09/2011

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Volevo chiarire che io penso ci sia l'opera di Dio, penso che Dio ci sia e penso che ci sia la sua opera. Però, come accennavo all'inizio della Messa, penso effettivamente che, almeno quello che riesco un po' a raccogliere dal Vangelo, che Dio ci sia in Gesù così assolutamente consegnato alla nostra umanità, che poi, di fatto, questo si vede. Per esempio, una persona che nella sua vita è stata molto perdonata è diversa da una persona che si è incontrato con una disciplina molto a punta. Si potrebbe dire, beh, sono opere umane, no, sono l'opera di Dio. E però che passa nel concreto della storia, quindi nei limiti della storia, nella tribolazione della storia. Tra l'altro, se si vuole osservare più da vicino e più direttamente anche il testo del Vangelo, questo del Vangelo ha fatto una scelta, che poteva anche evitare. Parte dicendo, se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, vai e ammoniscilo. E in realtà, se si guardano tutti i documenti, diciamo, le versioni dei testi biblici, non tutti questi testi parlano di una colpa contro di te. Qualcuno dice, ha commesso una colpa. E invece qui, la scelta che è stata fatta dal lezionario e dalla traduzione italiana della Bibbia, è una scelta più diretta e quindi in certo senso più impegnativa, perché la colpa io l'ho commessa contro di te. Contro di te. Quindi si potrebbe dire, ma bene, insomma, aggiustatevi un fatto. Eh no, invece no. È un problema grosso. Per Gesù è un peccato contro Dio. Non c'è niente da fare. Cioè non si può fare uno sconto. Beh, i rapporti tra di noi, insomma, sono come sono, però quello che ha posto... No, non c'è. E' vero, i termini chiarissimi, Giovanni, scrivendo nella sua grande lettera, dice, ma se tu dici che ami Dio che non vedi e non ami il tuo fratello che vedi, questo fa capire il tuo discorso. Perché quello che vedi è il fratello. Capite? Quindi la consegna alla umanità è radicale. Non si può accoppare la gente ma con buoni sentimenti. Se accoppi la gente, accoppi la gente, insomma. È solo che se accoppi la gente, in ogni persona tu uccidi l'immagine di Dio. Vi dico questo per dirvi lo spessore, mi sembra, della liturgia di oggi. Cioè, il rapporto tra di noi e con tutti, insomma, è decisivo. Non c'è la religione che si occupa di Dio e poi le nostre relazioni umane. E no, non c'è questo. Non c'è più. Ormai l'unica strada non è quella della religione. Non c'è più la religione. Non c'è più altro che questa via della fede, dove Dio è diventato uno di noi e si è incamminato e ci conduce. Ma è tutto lì. In questi giorni Giovanni Battista protestava con me perché lui ce l'ha su anche con l'altare, che un monaco ce l'abbia su anche con l'altare, mi gridava al telefono, ero ma l'altare andava bene nel tempio, ma adesso c'è una tavola, adesso c'è una cena. che il Signore ha fatto. Significativa certo delle sue nozze d'amore con l'umanità, significativa certo del suo volerci un bene da morire fino alla croce, però è una tavola. Perché un'altare? E quindi questa domenica intende che cosa? Glorificare, puntualizzare al massimo il valore della nostra relazione. Di come noi siamo una storia di relazioni, perché siamo il risultato, il frutto di infinite relazioni che si sono piegate su di noi e noi siamo in una rete di relazioni preciosissime. E tanto che alcune fanno proprio anche tremare, insomma, no? Essere una mamma, essere un padre, è una responsabilità infinita. Ci giochiamo Dio, ci giochiamo il senso della vita. E quindi, ampliando la stessa terminologia della fraternità, il fratello che vedo è l'esperienza di Dio più forte che io posso avere. Per questo il cristianesimo è stato un radicale abbassamento dei segni, dei segni speciali di Dio, perché è stato il suo totale nascondersi dentro la storia e dentro all'umanità. Per cui voi siete qui questa mattina a motivo di tante persone, di tante vicende, no? Attraverso le quali siamo passati che ci hanno portato fino a questa mattina. Magari uno stamattina qui non ci sarebbe affatto venuto, però siccome sua mamma gli ha detto ma non mi accompagni là, fuori là, vicino al carcere, lui è qui solo perché ha accompagnato sua mamma. Questa poi la decisima. Per tutto questo il profeta Ezechiele usa una parola importante, delicata, che è diventata anche abbastanza celebre, ha trovato gran posto nella tradizione dei nostri fratelli ebrei, che è la parola sentinella. E il profeta dice è una sentinella. Perché il profeta è una sentinella? Perché siccome Dio gli dice delle parole, lui ha l'obbligo gravissimo di comunicarle. Se lui per tante ragioni sta avvisto, perché ha il potere e non piace quella parola, perché quella parola, quando lui la dice, agisce già contro di lui, perché lo denuncia come uno che quella parola l'ha sentita ma però non la vive. Perché non è mica che quella sentinella curti la coerenza, cioè che lui avverte. Se lui non avverte, lui crea un guaio tremendo, una interruzione di comunicazione tra Dio e l'umanità. Perché della comunicazione di Dio e della parola di Dio abbiamo questa parola. Tra l'altro nel momento del profeta quella parola non era scritta, adesso invece è scritta. Dice, ma allora se è scritta, Dio non avrà poi niente da dire. È mio nonno. Non lo si ferma, è un birichino. Dice, ma cosa stai dicendo? Sto dicendo che ogni versetto del Vangelo, ogni parabola del Vangelo, ogni immagine della scrittura è continuamente in movimento. Un Papa Santo che abbiamo festeggiato nei giorni scorsi diceva che la parola di Dio cresce insieme a chi la legge. Tu ascolti questa parola e questa parola continua a crescere insieme a te. È la stessa parola, eh? Anzi, la raccomandazione viva è di non aggiungere nessuna parola a quella lì. Non diceva che non gli esi niente. Tenerla a quella e basta. Ha detto quello. È vero. C'è che tutta la Bibbia finisce con un testo dell'Apocalisse che dice a questa parola guai a chi aggiunge qualcosa, guai a chi toglie qualcosa. Ma quella parola lì, la beatitudine dei miti o il discorso della montagna o la parabola del prodigo continua a crescere. Cioè, è di fatto il Signore stesso quella parola che cammina davanti a noi e quindi noi non lo possediamo mai, non lo possiamo mai comprendere. Nelle cose di questo mondo possiamo dire qualcosa con sicurezza, ma nelle cose di Dio bisognerebbe sempre dire ma mi è passo, eh? È vero. Bisognerebbe di per sé ruidire quelle macchinette infernali che ti registrano mentre te fai un'onesta predica di periferia, è vero? Così poi dopo finire a sapere che l'ha letto uno e è vero a distanza di chilometri di giorni. Perché? Perché la parola di oggi è il balbettio che noi possiamo trarre con stupore, con contentezza, con meraviglia a questo punto della nostra strada, con tutte le nostre ingiuste ricchezze e tutte le impurità del nostro cuore che rendono poi problematica essere poi luci veramente nel ricevere il regalo di quella parola. Con tanti ostacoli però stamattina arriviamo qui lì va bene ma è stamattina, eh? Perché bisogna continuare a camminare. Dunque ognuno di noi è sentinella. Ognuno di noi è sentinella. È interessante che sia sentinella anche il tuo bambino, eh? Che non sei sentinella tu perché istituzionalmente o per età tu sei collocato in una zona di autorità quindi è lui che deve ascoltare te. Mica vero. Mica vero. la profezia esige una libertà assoluta e quindi devi stare attentissimo anche perché fra l'altro questo qui ha la mania di nascondersi sempre nei posti impropri. Non vale, no, no andate a nascondersi lì. Non vale. Invece fa sempre così nei piccoli nei poveri negli increduli nei mascalzoni oddio mio all'improvviso salta fuori ed è la parola di Dio ed è la parola della salvezza e noi siamo qui questa mattina appunto per tante sentinelle che ci sono state nella nostra vita. Ma la cosa per me più interessante almeno io ho concordato così con un mio collega con il quale ci scambiamo qualche pensiero la domenica prima di andare a fare la predica abbiamo il grande regalo oggi che ci viene anche data in due righe la parola fondamentale proprio lì c'è dentro tutto allora quella lì adesso la riascoltiamo è stata letta molto bene dal lettore ascoltate fratelli non siate debitori di nulla a nessuno se non dell'amore vicentevole perché chi ama l'altro ha adempiuto la legge infatti non commetterai adulterio non ucciderai non ruberai non desidererai e qualsiasi altro comandamento si ricapitola in questa parola amerai il tuo prossimo come te stesso il male non fa male al prossimo che nezza della legge è l'amore sapete lo dice un ebreo questo qua che non cita neanche il comandamento di Dio perché Gesù quando ci ha parlato di questo comandamento che raccoglie tutti il comandamento cos'è? l'amore l'amore di Dio e l'amore del prossimo questo sciagurato di Paolo neanche cita l'amore di Dio e dice che nell'amore del prossimo ci sta tutta la legge tutta la legge compreso il comandamento dell'amore di Dio certo perché per quel disgraziato che era mezzo morto sulla strada che va da Gerusalemme a Gerico che sempre citiamo quello straniero eretico che si è fermato e ha avuto compassione di lui è stato Dio è stata la mano di Dio è stata la carezza di Dio su quella strada che era vera esperienza di Dio io tacio perché poi ho neanche voglia di trasfattare sempre ma uno mi dice io non credo proprio in niente però ho una persona che per me è stata tutto e parla che ne so di sua mamma della sua propria filosofia e da lì è come se avessi tutto io avrei voglia di dirgli ma guarda che quella lì era la presenza di Dio perché a me è Dio io non l'ho mai visto ne l'ho sentito mai in modi speciali l'ho quasi sempre ascoltato in modo molto distratto molte volte non solo non l'ho capito ma l'ho anche rifiutato mi ha dato fastidio ma va a quel paese dopo ciò sono ripensato e dico ma bisogna ripensarci bene allora in questo miracolo della sentinella e della profezia oggi viene collocato il comandamento assoluto l'amore del prossimo qui dentro c'è tutto per cui alzare la voce sul peccato di adulterio alzarla in toni magari ancora più preoccupati sul comandamento del non uccidere ma non fare di questi comandamenti semplicemente delle vie e delle modalità dell'amore fra di noi non vale non vale perché certe volte per far valere un comandamento diciamo e facciamo tali e tanti cattiverie che la roba diventa diabolica e tante volte rischiamo di lasciare una persona priva della percezione che la sua vita valga ancora qualche cosa perché non gli facciamo la domanda fondamentale non gli facciamo osservare quello che è fondamentale però quella persona lì ti vuol bene a quella persona lì tu vuoi bene è chiaro che le cose mi piacerebbe spingerle fino allo scandalo ma invece i maggiori di 18 anni ci pensino loro andare allo scandalo se due si vogliono bene invece che odiarsi il fatto che si vogliono bene in ogni caso è molto importante ma però c'è questo ma però c'è questo tante volte ci sono dei problemi micapicoli però si vogliono bene non è una cosa grande che si vogliono bene è la cosa più grande è la cosa più grande è l'identificazione assoluta della presenza di Dio in mezzo a noi e gli altri comandamenti non ci sono più certo ci sono tutti tutti e 630 sono 630 i precetti della legge giudaica ci sono tutti ma ma sono tutti volti dell'amore vie dell'amore per cui certo che non devi andare con un'altra donna perché ce l'hai e tu amose è quella che ti vuol bene ha fatto una scelta per te come te l'hai fatto per lei è certo e se vai con un'altra donna non le vuoi bene in quel momento lì le vuoi meno bene diciamo almeno quello però e invece voi tra chi di voi avete stretto un pazzo d'amore talmente forte che i matrimoni bisognerebbe farne meno perché sono una roba troppo grossa i matrimoni secondo me perché due che si sposano diventano il segno più grosso dell'amore che Dio ha per l'umanità no? è vero un amore fedele esclusivo per sempre oh ma non si regge una roba così regge solo Gesù Cristo perché l'hanno inchiodato ma come si fa a reggere una roba così grossa? è una roba grossissima grossissima e quindi certo che è impegnativo ma in riferimento all'amore come non si può rubare non si può rubare oddio certo è meglio neanche rubare una mela è meglio non aver rubato un portafoglio che dopo ti ha ampeccato cretino adesso sei alla dozza ma non si può neanche rubare all'altra parte del mondo no? non si può rubare tutta l'energia che deve servire per tutti non si possono mettere giù dei semi nel campo per appare a dare le automobili quando ci dicono che il vero problema tra pochissimi anni sarà l'alimentazione sarà la fame non si può rubare ragazzi prendiamo fuori le dici ma non rubiamo perché? perché rubare vuol dire non volere bene non è una questione di legalità è una questione di amore e dici che anche il desiderare potrebbe essere pericoloso è certo è certo San Paolo arriva a scrivere nella sua lettera sempre quella lettera lì ai romani che il desiderio è così pericoloso perché si carica di tensione e quindi può caricarsi di aggressività e quindi può caricarsi di quella roba per cui prendi una persona la spremi poi la butti perché tanto l'hai già spremuta è pericoloso allora lui arriva a dire che forse è una radice di tutti i guai che combiniamo il desiderare è pericoloso certo perché? perché il desiderare può correre il rischio che invece di amare una persona la fa instrumento di te la porti a te ma non vai tu a lei pericoloso vero? e un'ultima cosa che volevo dirvi notate com'è carino anche questo particolare che lui cita dei comandamenti tutti col non non è che tutti i comandamenti siano tutti col non per esempio uno dei comandamenti delle tavole là del Montesinai dice onore il padre e la madre però la maggior parte dei comandamenti sono no no non andare a ballare non titurarti così non metterti quelle sottane così corte è vero non continuare a guardare la tv senza studiare e giù dei non dei non dei non è vero allora c'era uno che in piazza diceva al capo dei comunisti prova a dire qualche cosa di sinistra perché non riusciva più a dirlo no? è vero e qualche volta anche noi cristiani corriamo il rischio di non essere più capaci di dire qualche cosa di sì non bisogna sempre dirti no e allora Paolo che scrive ai suoi fratelli e figli della chiesa di Roma dice che non commetterai adulterio non ucciderai non ruberai non desidererai si recapitola in queste parole amerai il tuo prossimo come te stesso perché l'amore è il sì di Dio e Paolo dice che in Gesù tutto è diventato sì tutto è positivo ed è meraviglia questa no? perché è chiaro che tante cose noi le viviamo necessariamente nella negatività forse anche che arriviamo a un certo punto in cui bisogna un pane troppo piccolo spezzarlo ancora perché oh se no quello lì non mangia cosa facciamo? e però tutto è diventato sì ma perché lo fai? perché gli voglio bene e voi sapete no? qual è l'ultimo gioco tra il no e il sì il gioco supremo tra il no e il sì il passaggio fondamentale tra il no e il sì è la croce che c'è qui dietro ed è lui che però ha gli occhi aperti perché siccome lui è morto lui è diventato crembo della vita la Pasqua è questo passaggio radicale ci si lascia alle spalle tutti e no fino alla morte e tutto diventa sì e la morte? dare la vita dare la vita vediamo qui alla domenica per avere la riscoperta l'onore il piacere per scoprire che non dobbiamo morire dobbiamo dare la vita e quindi la morte non è un qualche cosa che è davanti a noi come rischio pericolo muro ineluttabile fine no è quella che avrebbero dovuto fare l'altro ieri no? quando la vita non l'abbiamo per niente data anzi un po' forse l'abbiamo rubata si tratta valente morire nel modo nuovo se vale questo gioco e la vita voi capite è molto bella è molto bella perché questo comandamento ha un enorme vantaggio che non si abbandona mai e che come tante volte vi ho detto non abbandona mai nessuno perché anche uno cattivo improvvisamente trova dentro di sé la norma dell'amore perché anche uno che abbia fatto tanto male improvvisamente scopre dentro di sé una specie di pianto di commozione di desiderio di volere bene ed è capace di volere bene un anziano come un figlio un credente come un ateo tutti sempre tutti perché i comandamenti tutti gli altri non sono necessariamente sempre per tutti questo invece lo è e quindi capite succede che l'avvenimento dell'amore precede tutto quello che può succedere è molto interessante questo perché tu puoi dire ah ma però se succede così non c'è niente che ci possa pregare non c'è niente qualunque cosa succeda qualunque persone incontreremo in qualunque avvenimento entreremo noi potremo in pienezza in semplicità spero sorridente San Paolo ama dire che Dio ama chi dona con ilarità qualche volta lo dovremmo fare piangendo con delle parole con dei silenzi qualche volta faremo persino bella figura che è una roba che fa ridere i polli o più delle volte faremo la figura dei minchioni bene ma potremo voler bene se la promessa vale se in gioco vale la candela la domenica di oggi è proprio molto interessante allora dicevamo ci mette in stretto legame l'uno con l'altro perché se tu non mi sorridi con compassione manca a me il sorriso di Dio e so che bisogna che un momento mi fermi per chiederti scusa parieri sera perché altrimenti ti rovino la domenica e nel piccolo con stupore scopriamo quanto Dio o tutto il suo volerci bene ter Mila ecco see il nostro coule a gioco they for Lewa