Io sono un po' contestativo nei confronti di questa giornata, perché è troppo defunta come giornata, e invece io penso che oggi noi dobbiamo far festa a tutte le persone della nostra vita che non sono più fisicamente con noi. E come accennavo all'inizio della Messa, sono in paradiso, pregano per noi, ci preparano in buon posto, noi certo preghiamo per loro, perché la misericordia di Dio su di loro si appiene. E perché noi rischiamo di dire questo e non ne abbiamo paura? Perché noi sappiamo che cosa ha fatto Dio per la salvezza dell'umanità. Ha dato la vita, no? Tante volte ce lo siamo ripetuti, vero? Che noi siamo l'unica ipotesi di una religione che pensa che Dio sia morto, e che sia morto da moro, e che sia morto per salvare. Gli dei delle altre religioni sono molto più distaccati, insomma, quindi uno deve proprio cavarsela da solo. Invece noi no. tanto che bisognerebbe dire che anche nelle abitudini di tutti i giorni siamo troppo poco esperti di risurrezione. Mentre invece bisogna tenere presente che la prima volta che noi siamo entrati nella risurrezione è il giorno in cui siamo stati battezzati. allora siamo risolti alla vita nuova. Anche qui la preghiera della Messa dice che la vita nuova è che comincia dopo la morte. Ma non è vero questo. La vita nuova è cominciata quando noi abbiamo lasciato la stirpe di Adamo, l'umanità figlia di Adamo, e siamo entrati nella nuova grande famiglia dei figli di Dio. Questa è la vita nuova. In questa vita nuova noi abbiamo conosciuto moltissime volte la risurrezione. E a me sembra che sarebbe molto importante questa cosa sottolineare. Quando uno ancora, se c'è qualcuno che va a confessarsi, quando uno si confessa, fa un'esperienza di risurrezione. Perché il Signore lo fa passare proprio, dalla buca alla mia. Quando il Signore fa una grande grazia, no? Un figliolo che è scomparsa. Poi mi ha. No? E dopo tanto tempo, quando ormai non si spera più niente, improvvisamente ricomparsa. Certo. È una risurrezione. Ma anche in cose più sottili, no? Quando noi sentiamo nei confronti di una persona un sentimento molto negativo. Magari avendo anche delle ragioni. A me è proprio successo recentemente, poche settimane fa. Poi questa persona si è sentita trattata da me meno bene di come tratto gli altri, ma... E ha protestato. Mi ha detto, ma tu perché non mi tratti come tratti gli altri, che gli chiedi tante cose. E io gli ho detto, beh, te la dico la mia difficoltà. E glielo ho detto. Però, in quel momento poi, ed è in quel momento, è stato impossibile per me andare avanti così. E quindi anche io ho vissuto una certa risurrezione in una persona nuova, che evidentemente è persona nuova se è nella misericordia di Dio, che tutti abbiamo ricevuto in maniera sovrabbondante, e io non devo essere misericordioso con lui. No? Ecco. Allora capite? Molte volte c'è la risurrezione. Perché altrimenti, dopo, e nei secoli, si è fatto un fastidio, secondo me. Perché? Perché se mi sono assiccate la risurrezione in fondo, e dice, come è? Come sarà? Ma cavolo, come sarà? E allora tira fuori il corpo, l'anima, tutte delle robe complicate. Mentre invece, se noi facessimo un'esperienza più forte, una conoscenza più semplice della risurrezione, saremmo anche molto più aiutati in quella paura che accompagna tutta la vita, che si è sposte, dice la lettera degli ebrei, che quella paura lì viene prigioniera tutta la vita, che è la paura della morte. È vero? Allora, per non avere più paura della morte, bisogna entrare molto nella risurrezione. Allora è per questo che la Chiesa oggi ci regala questo Vangelo, secondo Matteo, che chi per caso fosse stato ammesso anche ieri, che era i Santi, l'ha sentito anche ieri. E' vero? Quelle beatitudini, beati poveri, miscinto, beati gli afflitti, eccetera, eccetera. Che abbiamo sentito ieri, che era la festa dei Santi. E oggi la si fa, ed è il ricordo dei molti. E questo è molto importante, perché? Perché Gesù, qui, quando incomincia a parlare, sentite cosa dice il Vangelo di oggi. In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte, si pose a sedere, si avvicinarono a lui i suoi discepoli, si mise a parlare e insegnava loro dicendo. E lì, quindi, avete capito, c'è stato un po' uno spostamento dell'assembleamento della gente. C'era moltissima gente. Lui si è seduto, i discepoli sono venuti vicino, e quindi lui, propriamente, questo discorso, lo fa il discepolo. È un discorso lunghissimo, dura tre capitoli del Vangelo di Matteo, 5, 6 e 7, ed è la spiegazione della vita cristiana. Perché questi discepoli dovranno anche loro andare in mezzo alla fungla per dirgli che cos'è la vita cristiana, per annunciarvi il Signore e la vita nuova. Quindi è l'insegnamento che lui dà ai suoi discepoli, perché poi bisogna regalarlo a tutto il mondo, questo Vangelo, no? E la bellezza di questa vita nuova. Perché tutta la gente possa uscire dalla sua vita vecchia e entrare nella vita nuova. Possa risorgere, diciamo così, e diventare cristiana. Ecco perché, prima vi dicevo che la nostra prima esperienza di Ressurrezione è stata il battesimo, vero? Sapete, no? Il battesimo è una parola che vuol dire di per sé sepoltura, vuol dire così la parola greca che dice battesimo, perché uno è sepolto e risorge. E San Paolo dice, muore con Cristo e risorge con Cristo. E' vero? Avete visto magari qualche volta uno di quei fonti battesimali antichi, che erano dei vasconi grandi, con una scaletta da una parte e una dall'altra? Perché uno entrava dentro, nel fonte, e quindi entrava nella morte di Cristo, capite? E poi usciva risorto alla vita nuova dall'altra parte del vasconi. Ecco, esperienza di Ressurrezione. E qui il Signore dà degli esempi di Ressurrezione. Vi devo dire di gente beata. Muore? E chi sono beati? Sono i cristiani che sono beati. Ma caspita, chissà che pierini che sono i cristiani, che gente speciale che sono i cristiani. Allora il Signore parte con questa presentazione per dire che no, che sono gente comune, che sono come tutti gli altri, che anche loro piangono, che anche loro hanno fame e segre di giustizia, che anche loro sono dei poveri. E però sono beati. Perché? Perché sono beati? Questo lo dicevamo già nella messa di niente. Perché all'umanità Dio ha fatto un regalo immesso. cosa gli ha regalato? Ah, gli ha regalato il sole, la luna, l'aria, la vita. Ma la cosa più grande che Dio ha regalato all'umanità, secondo il Vangelo, è l'amore. La cosa più grande è l'amore. E come ha fatto a regalargli l'amore all'umanità? L'ha amata. L'ha amata. Sapete cosa fa Dio tutto il tempo? Ci ama. Ci ama. E ci ama quando siamo buoni, poche volte. E ci ama quando siamo frattini, molte volte. E ci ama quando capiamo le cose, qualche volta, ma anche quando non le capiamo. Ci ama quando ci siamo vicini, certo. Ma non crederete mica che non ami quelli che sono lontani, che non sono qui con noi, quindi sono meno vicini. Diciamo così, al mistero di Dio, che era la passione di Gesù. Ma lui li ama. È vero? Li cerca. Li cerca. Ieri ho fatto un viaggio pazzo per trovare una quarantina di pazzi. È vero? A dire delle cose pazze, dove però si doveva cercare di dire che appunto non ci si può fermare alla morte. Perché tutti risentono. E io cercavo di spiegare qualche cosa della Ressurrezione. Prova da ridere, insomma. Però mi sembra molto importante, no? Adesso quando il Papa dice che bisogna andare in periferia, e mica sta sempre al centro. Bisogna uscire dall'ovino, mica sta sempre dentro nell'ovino. Perché? Perché tutti abbiamo degli amici che sono fuori dall'ovino, che rispetto alla terra sono fuori, che rispetto alla fede semplice dei cristiani non l'hanno ancora ricevuto questo regalo, oppure l'hanno ricevuto e l'hanno perso. E tutti abbiamo delle conoscenze, vero? E bisogna andare là, eh? Bisogna andare là. Perché? È perché Dio vuole che questo regalo della vita nuova sia fatto proprio a tutti. Allora, la memoria che noi oggi facciamo dei nostri cari che sono in paradiso, è la memoria della bontà di Dio che si è proprio chinato su di loro. Eh, cosa vuol dire per pregare per tuo papà e tua mamma, se sono già in paradiso? Eh, tu li ricordi e li ricordi nelle mani di Dio. Li ricordi nelle mani di Dio. E poi ti viene in mente che però c'è stata quella vicenda, che lui aveva quella fragilità, che lei aveva quel difetto, che quest'altro ha incontrato questa strada. E però, se ci pensi bene e ricordi bene, ricorderai anche le cose buone e belle che Dio ha fatto per lui. Prova a dirmela una cosa bella e buona che Dio ha fatto per lui. Sei fede, che gli hai voluto bene ai tuoi, così come erano. E ti devi diventarsi magari ai tuoi, ma te gli hai voluto molto bene. E adesso glielo vuoi ancora di più. Ecco, vedete? Allora, questo Vangelo è per essere la presentazione della vita cristiana. Ma è per essere anche la presentazione della speranza. Della speranza. Che ci consente oggi di pensare ai nostri cari, chiamati nel paradiso del Signore. Qualcuno dice che c'è un po' di purgatorio da fare. Vabbè, ma insomma, rispetto all'eternità, è poca. È vero. Eh, avete sentito qui? Dice perché io ho visto, dice Giovanni oggi qui, nel libro dell'Apocalisse, delle robe straordinarie, eh? Che il vecchio cielo e la vecchia terra non ci sono più. E poi dice una cosa bellissima della Chiesa, che voglio leggere in sé in avanti. Dice, ecco la tenda di Dio con gli uomini. Egli abiterà con loro, ed essi saranno i suoi popoli. Ed egli sarà il Dio con loro, il loro Dio. E asciugherà ogni attima dai loro occhi. E non vi sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affamma. Perché le cose di prima sono passate. Allora, mettete pure che sia una descrizione del paradiso. Buona. Noi perché siamo al mondo? Per presentare il paradiso. Se la Chiesa è una roba con un catenaccio chiuso, e questi qui non c'entrano, questi qui non se lo mettono, e questi qui sono fuori, non è la tenda di Dio. Perché la tenda di Dio deve essere una tenda, capito? Senti i catenacci, quindi. Perché è l'abitazione di Dio, con tutti i popoli. Capiti? Ma sono dei mascazzoni, ancora di Dio, quindi. Ancora di Dio. Certo. Perché? Perché va da subito un giudizio di salvezza. Ma come farà mai arrivare, se semplicemente li condanneremo? Se diremo allora voi non c'entrate. Bisognerà a cominciare a dire che tu c'entri morti. Dice, ma è quel tuo figlio che non crede neanche nei miei radici, ma è il tuo predilecto. E quando viene a pranzo, insieme agli altri, la roba che mi piace di più la fai proprio per lui. Eh certo. È questo che Dio fa, capito? La meraviglia di Dio. Anche stanno tutti musoniti, sempre pronto l'arco, perché uno fa una roba, l'altro fa un'altra, questo non studio, ma quell'altro... Ecco. Facciamo uno sforzo di buone notizie. Eh? Proviamo a vedere. Perché uno non studia un po' la zarone, non vuole così bene a sua nonna. Ecco. Diciamo una cosa buona, secondo il Vangelo. Diciamo. Se no non c'è mai annuncio di bene. È vero. E in questi mesi stiamo molto imparando dal Vescovo di Roma che bisogna dire le cose che vanno bene. È vero. E anche quando è evidente che le cose non vanno neanche molto bene, però bisogna viverle insieme, no? Quando lui è inciampato nella parola del peccato e dei peccatori, dice ma lei cosa pensa di questo? Risposta sì. Cosa posso dire? Sono un peccatore a Dio. Eh? Eh? Questo è importantissimo, eh? È vero. E quando spiegava alla Chiesa di Roma, tutta riunita con lui, siamo tutti peccatori, eh? Ma siamo sotto la grazia di Dio. È bellissimo essere tutti peccatori. E sotto la grazia di Dio. Grazie a tutti. Un grande applauso della gente. Tutti contenti di essere peccatori come il Papa. Sotto la grazia di Dio. Bisogna cominciare a darle le buone notizie. Questo mi pare che sia il nostro modo di essere fedeli alla risurrezione. Perché certe volte questa cosa la si deve fare col pianto nel cuore. Perché certo che si preferirebbe che questo problema non ci fosse, è vero e sempre così. Però bisogna continuare. E voglio dirvi un'ultima cosa. Bravi questi maestri musulmani, che anche a Bologna, e anche in altre parti del mondo, molte parti del mondo, eh? Hanno preso la parola per dire quei nostri fratelli che in nome di Dio fanno queste cose tutte, loro però non fanno come dice il nostro Libro Santo. Eh? È bellissimo questo. Perché hai il coraggio di dire no. No. Dio non muore. È stata una cosa, secondo me, meravigliosa. Perché sapete che siamo così, eh? Quindi bisogna andare in corso. Perché veniamo tutti da Abramo, Abramo è il presnonno, noi siamo tre crisi molti, un po' agitati, gli ebrei cristiani musulmani, ma veniamo tutti dallo stesso presnonno, eh? E quindi dobbiamo volerci bene. Allora, quante belle cose ci sono da fare, ricordando i nostri morti, il bene che hanno ricevuto da Dio, il bene che hanno fatto a Dio. Questo mi pare il senso di questa giornata. è venibile. È venibile. Come abbiamo?