XIII DomenicaTO_CorpoSangueDiGesu-omelia-Giovanni_Nicolini-20110626.mp3
Data: 26/06/2011
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Testo dell'Omelia
Sì, come vi dicevo, è una storia lunghissima, quella dell'Eucaressia, perlomeno 4.000 anni. Ed è stata, come ci ricorda oggi in modo molto efficace il libro del Deuteronomio, una lunga pedagogia di Dio, dal deserto fino a Gesù e fino a questa mattina. È stata una fioritura immensa, con immensi drammi, dove peraltro ci siamo tutti passati delle eredità preziosissime. Mi ricordo con quanta emozione, durante i lavori del Concilio, ormai tempi di Giuseppe Garibaldi, vedevo che il cammino che si stava facendo nella Riforma sentiva il bisogno e il desiderio di riattraversare tutta la grande tradizione ebraica, la celebrazione della Pasqua, che per gli ebrei è una celebrazione di famiglia, in casa, e tutte le grandi tradizioni cristiane, l'Oriente Russo, l'Oriente Greco, e fino al cristianesimo della Riforma, i grandi corali di Bach, il commento delle scritture, la genialità spirituale di Lutero, tutto un grandissimo recupero di immensi tesori. Una storia lunga, che appunto il libro del Deuteronomio individua in un punto molto delicato. La pedagogia di Dio è stata una pedagogia della fame. Li ha condotti nel deserto, nel deserto non cresce niente, non c'è acqua, e loro hanno capito cosa vuol dire avere fame. avere fame e avere sede. Ma a partire da lì, si sono accorti che c'era qualcuno che volendogli bene, gli dava da mangiare e gli dava da bere. Ricordate, uscivano al mattino dall'accampamento e andavano a raccogliere sulla superficie del deserto questa specie di farina, manna la chiamavano, manna è una parola ebraica e poi non si sa bene l'origine, ma forse potrebbe voler dire e che cos'è questo? Un nome che mi piace moltissimo perché tutte le volte che mi metto i paramenti per cominciare la messa vi dico dentro di me con un po' di ironia manna, manna, che cos'è sta roba? Cosa facciamo? Qualche cosa che è infinitamente più grande della nostra consapevolezza, dei nostri gesti, dei nostri eventuali studi, dei nostri collegamenti, è sempre di là. E questo imparare la fame è stato proprio importante. perché? Perché diventa una categoria essenziale dell'umanità, secondo Dio, secondo la quale appunto tu non basti a te stesso. E fin da quando sei nato tu sei stato povero e sei vivo perché qualcuno subito si è curato di te. Se dovevi autogestirvi, eri finito. ma invece qualcuno ti ha nutrito, ti ha disettato, ti ha vestito, ti ha fatto crescere. E tu hai dovuto sperimentare in termini severi la tua povertà e insieme il tuo bisogno dell'altro e quindi la scoperta che eri voluto bene. La scoperta che eri voluto bene. La povertà è quindi un elemento essenziale della fede. Permettetemi di dirvi così in confidenza che la fede non è dei ricchi. Perché se uno ha già capito tutto, sa tutto, ha tutto, fa tutto bene, non ha bisogno di nessuno e non ha bisogno di niente, che bisogno ha della fede? Invece fede e povertà sono intimamente connessi. Perché fede è sempre salvezza che viene a me. appunto che ho bisogno di nutrirmi, di essere consolato, di essere accarezzato, di essere rimproverato, di essere portato per mano. Fino al momento in cui avrò bisogno che qualcuno mi chiude gli occhi. E poi di povertà e fede sono assolutamente unite. a casa di Calamosco ci sono un ragazzo e una ragazza che si sposano credo che si è da settembre e loro tutta la messa si baciucchiano. il mio istinto calvinista e mi fa piacere. E mi fa piacere. E mi fa piacere. E mi fa piacere. E mi fa piacere. E mi fa piacere. E mi fa piacere tutte le volte che vedo un desiderio, un bisogno, una paura, un gemito e vedo subito qualche cosa che accorre e che ripara. Ieri ho fatto per tutto il giorno un ritiro per gli atei. È stata una giornata bella, insomma. Siamo stati un po' in collina e andiamo un po'. Sì, bellissimo, insomma. E però io vedevo chiaramente che lì c'erano già tutti i segni della fede perché così parlando avvertivamo quella cosa semplice che ogni tanto qui noi ci ricordiamo e cioè che uno scopre che la sua vita è molto più grande di lui e che di fronte alla sua vita lui è molto piccolo e non può far da solo. E anche tu questa mattina sei qui appunto perché infinite volte Dio attraverso i Suoi angeli che sono stati la tua mamma e il tuo papà la tua maestra di seconda il capo dei lupetti un compagno di scuola che ti è venuto a cercare in una sera difficile e via e via ecco tanti si sono occupati di te perché la tua vita è più grande di te è più bella è più difficile è più grande nella difficoltà come è più grande nell'eprezzo della gioia è più grande di te su questo ieri ci si trovava proprio d'accordo è stata una grande pedagogia sull'Eucarestia che ieri sulla collina di Bologna ci siamo dati fra noi ma questo è stato il principio dell'Eucarestia per cui capite questa povertà che ha bisogno di essere comprita diventa secondo le scritture di oggi alla fine comunione perché? perché a un certo punto qui stamattina prendiamo un pane un pane un po' troppo stilizzato per i miei gusti ma è solo un pane e lo spazziamo e ci nutriamo tutti dello stesso pane come adesso ci stiamo nutriendo tutti è la stessa parola e noi qui siamo venuti questa mattina a recuperare ancora il senso della nostra vita che è viva perché Dio stabilisce una comunione con noi e che vive per la tessitura meravigliosa delle relazioni d'amore che ci sono tra noi al punto che si può audacemente dire secondo l'evangelista Giovanni che Dio nessuno l'ha mai visto ma se vi amate l'un l'altro è certo perché se vi amate l'un l'altro lì c'è il mistero di Dio e ricordate l'antica canzone medioevale no? dov'è carità e amore lì c'è Dio ricordate la verità quasi ironica di Tommaso d'Aquino che dice quando uno ama può essere anche l'ultimo dei farabotti ma in quel momento agisce secondo Dio e quindi c'è questa comunione no? ed è necessario chiedere una grazia in questa festa perché si è messa corre il rischio di essere troppo stilizzata e quindi troppo lontana dal tavolo della tua cucina e dalla tua messa di casa dove tu forse hai già cominciato a preparare qualche cosa per il pranzo o preparerai qualche cosa per la cena ma ci sono i giorni in cui quella messa di casa tua è una messa semplice felice e ci sono quei tempi e quei giorni in cui quella messa è una messa ardua dove ci sono dei malintesi delle fatiche delle perplessità delle angosce dei geniti dove c'è un'infermità dove c'è un'assenza però è da lì che bisogna riprendere mi sto facendo aiutare da qualcuno per cui le dico prova a dire messa a casa prova a dire messa diceva ma come facciamo eh prova a vedere quando vi siete a tavola quando vi salutate se c'è da chiedersi scusa per qualche cosa se c'è da dire adesso basta litigare eh adesso vi racconto io qualche cosa di bello fino a fare in ogni caso la pace e fino a quando anche con una certa importanza si può prendere un pane e si può spezzarlo e c'è quel giorno che ce ne è abbasta per tutti e anche troppo ma c'è quel giorno in cui gli ospiti sono stati improvvisamente di più ma la gioia di questa messa allargata rende tutti contenti e mangiare un po' meno ma tutti dello stesso pane voglio ricostruire un pochino il cammino dopo che la messa è cominciato laggiù in fondo nel deserto quando uscivamo dalle tende e andavamo a raccogliere la farina nel deserto dicendo ma che cos'è e potevamo anche bere no? se ricordate perché Dio ha detto ma non c'è da bere prova a prendere il tuo bastone di legno colpisci quella roccia lì e Mosè ha colpito quella roccia e tra quella roccia è sgorgata l'acqua e una leggenda ebraica dice che poi quella roccia tra tutti quei 40 anni li ha seguiti nel deserto e i padri della chiesa antica dicevano che il bastone di legno di Mosè era in realtà il legno della croce che percoteva quella roccia che è Cristo e quando il corpo di Cristo è stato percosso dal legno della croce e dal suo fianco è sgorgato sangue e acqua per disettare la vita dalla tua storia capisci alla liturgia di questa mattina bisogna riattaccarli insieme perché lui ha voluto con queste cose entrare nella storia per cui è stato impetuosamente un capire sempre di più dunque che era lui che ci voleva bene certo che è tua mamma che ha offerto il tuo seno perché tu potessi nutrirti ma dietro c'era lui e in tutte le cose della vita c'era lui dietro finché è venuto questo qui questo giovanotto di Galilea a dire sono io il pane sono io il pane e se voi mangiate questo pane avete la vita e la gente ha cominciato a mangiare Vangelo e gli correva dietro per ascoltare questa parola che dava la vita che dava il perdono che li ammetteva nella festa della comunione fraterna che faceva riconoscere il dono speciale dei più piccoli dei poveri degli stranieri dei peccatori e per questo che dicevo bisogna aggiustarlo un po' nel rapporto con la messa perché lui che è così vicino e noi che siamo un po' frenzini un po' lontani bisogna ritrovarlo tutto questo comincia a aver messa a casa tua poi se hai bisogno di qualche parere scambiamo due piacere insomma perché vedo che la messa c'è dappertutto no? e raccontavo come ne sono accorto all'ospedale quando poi ho uscito dal coma dopo un po' mi rendevo conto che non c'era la messa per me non andavo a messa no? ma poi però piano piano ho fatto questa scoperta stopafatta e c'è che in realtà se stavo attento la messa c'era e chi era in camera con me e chi mi serviva e chi mi visitava e gli amici che mi venivano a trovare o i miei passaggi d'angoscia o le mie sorprese gioiose la messa c'era la messa c'era allora bisogna ricongiungere capito questi questi elementi essenziali qualche carattere mi ricordo con un gruppo di amici ebrei e non ebrei che erano stati ad Auschwitz ad Auschwitz in un braccio del del campo di concentramento con un lungo tempo si è detta la messa tutte le sere si è detta la messa evidentemente non vi lascio immaginare che cosa fosse la materia dell'eutarestia o un certo pane buccia di patate acqua sporca e dicevano la messa e si raccontava queste cose appunto con con Don Giuseppe con Don Giuseppe Dossetti e loro ci raccontavano queste cose e poi hanno detto ad un certo punto però non l'avevano più detta la messa e e allora lui ha chiesto ma e perché non l'avete più detta la messa e dice perché l'ultimo dei preti che c'era lì è morto allora lui ha fatto un po' silenzio e poi ha detto avete sbagliato bisognava continuare a dirla non si può fare mancare ed è vero e anche quando il magistero della chiesa povera con tanti problemi che ha insomma è un po' torcigliato non si può non si può chi può fare la comunione chi non può farla la zia Carolina non può perché ha sette mariti svedesi povera allora e tutte queste cose allora nell'ultima discussione che ha fatto il sinodo tutti i capi a un certo punto un vecchio cardinale ha detto posso dire una roba e si trova a dirla ma se non mi sembra che questa roba dell'eucarestia sia un diritto perché l'ha regalata a tutti come facciamo noi a dire che tanti diritti non ce l'hai eh fa pensare fa pensare perché non può mancare da nessuna parte stanotte mi ha chiamato verso le due ad andare a fare un battesimo di un po' fredda è un posto dove ho fatto molte volte ormai purtroppo e mi è venuto oltre la caposala a dire guardi Giovanni stia attento perché è una cosa un po' strana e in realtà erano due bambine gemelle e però erano unite e quindi non potevano vivere insomma e neanche una poteva vivere perché l'apparato respiratorio era unico insomma e quindi non c'era possibilità e però anche lì è è stato bello e c'era solo il papà la mamma aveva percorito nove e mezza la sera e c'era lui molto bello molto commosso poi gli ho chiesto un po' di lui ho parlato dei due bambini che hanno già che sapevano che questa vicenda era andata ferita e insomma stavate pensavo con le due bambine nella gloria del giardino di Dio e avevo a chiedere doni per il papà e la mamma e per i loro fratelli perché non c'è cosa che il mistero dell'amore di Dio non sape e non voglia recuperare tutto è recuperato allora capite è molto importante che noi cogliamo questa carezza di Dio e quindi il rapporto che c'è tra questa tavola del sacrificio d'amore è la tavola della tua cucina è un tema da tenere vivo perché questo è un principio di vita noi siamo venuti qui stamattina a dirci al Signore di reinsegnarci una volta ancora che cos'è l'amore e che cos'è il dare la vita e che cos'è questo suo innamoramento dell'umanità per la quale attraverso Gesù ha detto a tutta l'umanità che voglio un bene da morire a tutta l'umanità ed è morto e noi diciamo che è risorto perché possa continuare a dare la vita per tutta l'umanità la festa di oggi capite rende tutto prezioso dal mio ritiro con gli atei alle bambine di stanotte a noi per questa mattina tutto è prezioso ecco a lui adesso ve lo faccio vedere questo Signore con una camicia un po' rosa rossa è lui il nostro batteggiato di domenica prossima portatelo nel cuore pregate per lui l'avventura della sua vita è stata ampia grande drammatica importante due angeli me l'hanno portato e abbiamo pensato che andava bene domenica prossima quando Gesù dirà nel Vangelo secondo Matteo direndo lode Padre Signore del Cielo e della Terra tra i tuoi misteri li nascondi ai sapienti e ai doti e li riveli ai piccoli a e i a a a