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XXIV DomenicaTO-Messa-Giovanni+Francesco-Cesenatico_20110911.mp3

Data: 11/09/2011

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Signore mio Dio, viva di me, viva di me la tua misericordia, per il tuo grazie amore, oh Dio, il peccato non c'è mai in me. D'agli colpa sull'arma mio Dio, a vicuno dal mio peccato, la decosta di un verico vostro, il mio peccato mi è sempre di darà a te. E' un'eina di un po' di culo, e' un'or alla nostra vita, no è felice di darò, e' un'eina di un'eina, e' un'eina di un'eina, e' un'eina di un'eina, e' un'eina di un'eina, di un'eina di un'eina, e' un'eina di un'eina. e il cielo è salvato, un pato inscrino di noi, non lo soffermi bene, non lo soffermi bene. Sono contro di teo peccato, ciò che vale ai tuoi occhi ho fatto, tu sei giusto nel tuo parlare, e sei letto nel tuo giudicare, per la colpa io fui generato, e in voce fine peccato mi amare, per il trattore cerchi e cuore, e nell'intimo insegno di sapienza, e anche il Signore mio cuore tuo, e il tuo sangue Spirito in me, sono in fine per il amore, e il tuo sangue Spirito, e il tuo sangue Spirito, e in fine per il tuo sangue, e il tuo sangue Spirito in me, e il tuo sangue Spirito, e il tuo sangue Spirito in me, Tutto sei in me. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l'amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo sia con tutti voi. E' una circostanza straordinaria che oggi fa introciare questa ventiquattresima domenica del tempo ordinario con l'anniversario delle torri di New York. Ci tengo soprattutto a dire ai giovani e ai più giovani che oggi dobbiamo celebrare questa messa domenicale, quindi certamente nel segno della festa, con la profonda e amara convinzione che proprio quella vicenda ha messo in evidenza come queste comunità occidentali di antica tradizione cristiana non hanno saputo accogliere, custodire e praticare quel perdono che oggi domina la liturgia di questa domenica. Devo dire che mi è anche un po' spiaciuto che il Vescovo di Roma abbia inviato un messaggio all'Arcivescovo di New York per sottolineare la gravità di un eccidio che è stato compiuto in nome di Dio. Mi è piaciuto per un motivo molto semplice, e cioè che noi peraltro non abbiamo saputo nel nome del nostro Dio, che è il Padre di Gesù Cristo, applicare la norma assoluta del perdono. Il perdono è l'unica speranza dell'umanità. Se non c'è il perdono, nessuna strada è praticabile. Per nessun conflitto, né per quello più diretto tra persona e persona, molte volte persone strette da vincoli di assoluta altezza e responsabilità, conflitti tra le culture, conflitti tra i popoli, e poi il grande conflitto tra un mondo opulento e un mondo povero, anzi miserabile. E quindi quel nuovo volto della guerra, che appunto si è manifestato e affermato in tutti questi anni, una guerra che ormai si combatte non contro un avversario armato, ma contro le popolazioni inermi, uccidenti. I morti sono sempre morti, ma i morti sono tutti uguali. E il Signore, dicono oggi le scritture, è il Dio dei vivi ed è il Dio dei morti. Ma non ci sono morti che valgono di più degli altri. Il fatto che oggi, in quel luogo di eccidio che c'è stato, si rischi di costruire, tra l'altro anche con l'architettura, una specie di grande idolo pagano alla fine. deve farci molto pensare. La situazione quindi è effettivamente molto difficile. E la comunità cristiana oggi, in tutte le chiese della cattolicità, della latinità, è posta davanti a questo interrogativo. Sappiamo e vogliamo perdonare? Visto dagli suggerimenti che avete mandato dai vostri gruppi di riflessione e di preghiera, che nessuno sfugge alla percezione che si tratti di cosa estremamente ardua. anche perché magari su mondi lontani o su conflitti globali si fa anche più alla svelta dire che bisogna fare la pace, ma non riusciamo a stabilire la caduta del muro di separazione, la fine del conflitto, il ritrovamento della pace profonda, e la pace è profonda quando è amore, con le nostre relazioni più vicine, più immediate. E quindi abbiamo tutti un enorme bisogno in questo momento della misericordia di Dio. Stamattina Francesco ci ha fatto ascoltare quel testo meraviglioso, un po' contestato dal punto di vista della filologia, dove Francesco dice che tu devi talmente amare la relazione positiva con il tuo fratello che non devi neanche desiderare che sia un cristiano migliore e quindi non gli puoi fare il rimprovero neanche con l'obiettivo che sia un cristiano migliore, perché potrà avere qualche speranza di essere un buon cristiano solo se saprà di essere profondamente amato, altrimenti non avrà questa possibilità, perché tutto il segreto del cristianesimo è la potenza e la prepotenza dell'amore di Dio nei nostri confronti. Noi ci consegniamo questo amore, perché riconosciamo la carenza della misericordia di Dio sulla vita di ciascuno di noi e di tutti. Signore mandato dal Padre a salvare i contriti di cuore, abbi pietà di noi. Signore, che intercedi per noi presso il Padre, abbi pietà di noi. Signore, che intercedi per noi. Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna. Amo. Gloria a Dio nell'alto dei cieli Dio nell'alto dei cieli E qua si ferma gli uomini di tua natura. Amo. Dio ti amo, ti benveniamo, ti adoriamo, ti glorificiamo, e ti dedic parati appire aironduri di Cielo. Signore, mio padre, oh mio potente, Signore, mio unicenito Jesucristo, Signore, mio padre, oh mio potente, Signore, mio padre, tu che togli peccati del mondo, oh padre, oh mio potente, tu che togli peccati del mondo, accogli la nostra sufrida, tu che sienga la resta del Padre, a vivienda di voi, en un solo es santo, tu solo es Signore, tu solo altissimo Jesucristo, con los gritos santos, e la gloria di Dio padre, amén. Preghiamo. Dio che hai creato e governi l'universo, fa che sperimentiamo la potenza della tua misericordia per dedicarci con tutte le forze al tuo servizio. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amén. No? No? No? No? No? No? No? No? No? No? No? No? No? No? No? No? Yale... ... ... dal libro del Siracide, capitolo 27, versetto 30, dicempo i Herbeniating companies Д 9pato back al 28, versetto 7. Rancore e ira sono cose orribili, e il peccatore le porta dentro. Chi si vendica, subirà la vendetta del signore, Il quale tiene sempre presenti i suoi peccati. Perdona l'offesa al tuo prossimo e per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati. Un uomo che resta in collera verso un altro uomo, come può chiedere la guarigione al Signore? Lui che non ha misericordia per l'uomo suo simile, come può supplicare per i propri peccati? Se lui che è soltanto carne conserva rancore, chi espierà per i suoi peccati? Ricordati della fine e smetti di odiare, della dissoluzione della morte e resta fedele ai comandamenti. Ricorda i precetti e non odiare il prossimo, l'alleanza dell'Altissimo e dimentica gli errori altrui. Parola di Dio. Una favore che è in piedi. Grazie to動画. Sicuramenteala rancore per la misa. Manda il tuo spirito e tutto è creato e rinnovarà la faccia di Padre. Benedici il Signore, anima mia, quanto in me benedica il suo santo nome. Benedici il Signore, anima mia, non dimenticare tutti i suoi benefici. Manda il tuo spirito e tutto è creato e rinnovarà la faccia di Padre. Egli perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le tue infermità, salva dalla fossa la tua vita, ti circonda di bontà e di misericordia. Manda il tuo spirito e tutto è creato e rinnovarà la faccia di Padre. Non è in lite per sempre, non rimane adirato in eterno, non ci tratta secondo i nostri peccati e non si ripaga secondo le nostre colpe. Manda il tuo spirito e tutto è creato e rinnovarà la faccia di Padre. Manda il tuo spirito e tutto è creato e rinnovarà la faccia di Padre. Dalla lettera di San Paolo Apostolo ai Romani. Capitolo 14, versetti dal 7 al 9. Carissimi, nessuno di noi vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore. Se noi moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo nel Signore. Per questo, infatti, Cristo è morto ed è ritornato alla vita, per essere il Signore dei morti e dei vivi. Parola di Dio. Sia che viviamo, sia che viviamo. Alleluia, alleluia, alleluia. gli do un comando nuovo, così dice il Signore, amatevi a dicembre come io amato voi, alleluia, alleluia. Alleluia, alleluia, alleluia. Alleluia. Il Signore sia con voi, e con il tuo spirito, dal Vangelo secondo Matteo, tronare, oh Signore. Alleluia. Per questo il Regno dei Cieli è simile a un re che voglia regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui, con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo, abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa. Il padrone ebbe compassione di quel servo. Lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava dicendo, restituisci quello che devi. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo, abbi pazienza con me e ti restituirò. Ma egli non volle. Andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse, servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito, che tu, perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te. Svegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà con voi, se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello. Parola del Signore Applausi Gloria a Te, un Cristo, gloria e gloria a Te, Signore, gloria e gloria a Te. Gloria e gloria a Te, Signore, gloria e gloria a Te. la gloria del Signore, gloria del Signore, gloria del Signore. Quando ieri sera siamo entrati nella domenica con la celebrazione dei primi vespri, il diacono ha proposto come lettura evangelica una parte del discorso della montagna che ha nel suo cuore la preghiera del Padre Nostro. E appunto quella condizione assoluta interna alla preghiera, l'unica condizione posta dentro alla preghiera del Padre Nostro, rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori. Però la parabola di oggi in realtà va più avanti. Perché va più avanti? Perché la preghiera del Padre Nostro dice siccome io ho perdonato al mio fratello, anche tu perdonami. E secondo quello che anche oggi ascoltiamo dalla prima lettura, cioè dal testo del Siracide, l'essere noi dei perdonatori apre la porta perché noi possiamo essere dei perdonati. Siccome io ho perdonato, perdonami. Ed è già parola di Dio, ed è già nella preghiera del Padre Nostro. Ma la parabola di oggi è più avanti. Perché la parabola di oggi è più avanti? Perché si parte col fatto che tu sei un perdonato. Non che sarai perdonato se e perché perdoni. Ma si comincia col fatto che tu sei un perdonato. E il povero Pietro viene a sapere questa mattina che il buon Dio ha dovuto fare festa e corna per lui. E' vero, evidentemente Pietro ne ha combinato di tutti i colori. Perché pensa che gli basti sette volte. Dice guarda che tu devi perdonare settanta volte sette, eh. Perché Pietro deve perdonare settanta volte sette? Perché è stato perdonatissimo. Quindi la parabola è bellissima ma terribile. Perché è terribile? E' perché si comincia col bene che il Signore ha fatto a me. Si comincia con l'abisso dal quale lui mi ha preso su. E' un dato questo. La comunità cristiana è fatta di tutti perdonati. E quindi la sua potenza di perdono e il suo dovere di perdono è assoluto. Perché non è che si aspetti di essere perdonata alla fine, è perdonata adesso. E questo evidentemente mette anche nel confronto con la nostra vita una problematicità molto alta. Perché in realtà tutti abbiamo in mente molte situazioni non perdonate. Tanto per essere chiaro, nella stessa comunità cristiana non si è ancora assolutamente risolto il fatto della frantumazione di un legame affettivo. Per cui che cosa succede normalmente? Che successo quello che è successo non c'è posto per tutte e due nella comunità cristiana, no? Non c'è posto. Di fatto non c'è posto. Perché? Perché c'è in realtà una situazione di conflitto, di colpevolezza irrisolta. E quindi non c'è posto. E certo storicamente noi siamo ancora dentro fino al collo in tutto un sistema di giustizia che non è assolutamente del perdono e che è invece assolutamente vendicativa. No, siccome tu hai fatto molto male, tu devi pagare molto. E noi siamo dentro a questo sistema. Forse non tutti sanno che il parocho di San Martini sta facendo uno studio molto importante riguardo al muro di separazione tra ebrei e palestinesi. Lui vuole ridurlo, fila e toglierlo e quindi continuamente quando si è a Gerusalemme lui dice ecco, quel pezzo lì bisogna riuscire a buttarlo giù. Insomma, quindi sta lavorando molto. Io con molta più incompetenza perché occorrerebbero dei conti di matematica alti sto studiando questa faccenda del carcere. Il carcere è proprio la cosa più sbagliata che ci sia. E il motivo della cosa sbagliata sta proprio in questo. Che nella proposta di Gesù quando una persona combina un guaio si comincia col perdono questo è il punto si comincia col perdono e dopo si ricostruisce una vita a partire da quel perdono. Vi ricorderete quella vicenda dell'inizio del capo ottavo del Vangelo secondo Giovanni di quella donna sorpresa in adulterio nessuno può gettare il sasso perché lui ha detto che a gettare il sasso può essere solo chi è tutto a posto quindi se ne vanno tutti a partire da noi vecchi alla fine lui resta lì con tutto il diritto di gettare il sasso e dice nessuno ti ha condannata donna nessuno neanch'io ti condanno va e ricomincia non peccato ma si comincia dal perdono quindi tutto invece il perdono della giustizia umana è tutta una farsa perché arriva alla fine di tutto il pagamento per cui nessuno è perdonato il rischio altissimo è che tutti pagano ed evidentemente tutti pagano anche con l'imperfezione delle leggi umane per cui c'è qualcuno che paga sempre qualcuno che paga moltissimo qualcuno che paga poco citavamo il fatto delle torri all'inizio della messa tutto quello che è successo dopo le torri è stata la vittimistica convinzione che bisognava andare i morti delle torri sono molti ma sono infinitamente di più i morti dopo le torri che non possono oggi non essere ricordati perché sono l'amaro frutto di un non perdono di un'incapacità di perdonare fino al punto che l'incapacità di perdonare viene qualificata come giustizia invece il Signore ci affida questa meraviglia voi tutti ricorderete perché più volte l'abbiamo citato la vicenda di quel monastero della chiesa antica monastero orientale dove i monaci vivevano nel Cenobio nel monastero e altri vivevano in eremitaggi nella campagna intorno e si dice di alcuni di questi giovani monaci che non hanno potuto reggere alla loro vita che hanno conosciuto donne che hanno fatto dei bambini che hanno messo su un po' famiglia finché all'improvviso scoppia lo scandalo nel monastero e piano piano però viene messo al centro dell'accusa un monaco anziano che stava là dove stavano quei giovani monaci prevariatori e allora gli dicono ma tu che eri là insomma ma non vedevi e dice non vedevo non vedevo perché per tutto quello che ho combinato di male nella mia vita ho sempre gli occhi talmente pieni di lacrime che non vedo niente e questa è la nostra situazione e questa è la nostra meravigliosa condizione perché perché questa condizione di non vedere il peccato e il peccatore deriva da una luce che il Signore ci ha regalato e qual è la sua luce è che noi abbiamo la grazia di poter vedere con i suoi occhi perché dice questa mattina l'Apostolo Paolo che nessuno di noi che siamo qui a Cesenatico stamattina ce ne sono tanti altri ma adesso siamo qui noi parliamo di noi per un momento nessuno di quelli che sono nel mare vicino a Cesenatico è vero vive più per se stesso ognuno di noi ormai vive per il Signore e quindi sia che viviamo sia che moriamo viviamo per Lui non siamo tanto sicuri che la traduzione italiana per il Signore sia proprio giusta forse vuol dire davanti al Signore forse vuol dire in riferimento a Lui fatto sta che c'è Lui di mezzo allora la grazia di questa mattina è che il Signore è diventato i nostri occhi e dice ma è una cosa è importantissima se c'è un bascalzone in mezzo a noi provate a guardarlo con gli occhi di sua mamma provate a guardarlo con gli occhi di sua mamma è un occhio tutto diverso dal nostro vede tutto ma vede niente e perché vede niente perché vede suo figlio e vede attraverso l'amore per suo figlio qualcuno ha supposto che ci sia una certa cecità di Dio e quando si parla di quella vicenda famosa molto vecchia di quella mamma di dubbia moralità trascinata dal suo amore impetuoso ha voluto farvene dire il figlio piccolo rispetto al figlio grosso e tutto pieno di peli e l'ha coperto di peli di capra poi gli ha fatto lei una buona pietanza e poi l'ha portato dal suo marito il cieco Isacco e lui è andato là per farsi benedire ma non era mica quello giusto e però quando il cieco Isacco l'ha toccato dice ma la voce mi sembra quella del fratello piccolo ma i peli sono quelli del fratello grande e poi la pietanza è buona e lo ha benedetto padri della chiesa un po' scherzosi e un po' capardi dicono che la situazione nostra è che siccome noi siamo rivestiti di Cristo come il Giacobbe era rivestito dei peli della pecora quando noi saremo presentati al trono dell'altissimo lui dirà ma questo qui puzza di balzani però quando lo toppo trovo Gesù e quindi sarà ingannato e anche balzani sarà benedetto da via non certo per quello che è e che combina e che ha fatto che ne ha fatto più di cotte che di crude che così direbbe ma perché è rivestito di Cristo la nostra grande responsabilità parti in realtà da questo odoro sublime siamo rivestiti di Gesù e questa è la strada che stiamo percorrendo si capisce che ci sono dei ritardi delle difficoltà è vero anche i vostri fogli sono molto interessanti stamattina perché alla fine giustamente uno dice però dice perdonare è pura grazia non dirmi che è un ragionamento perché non ce la faccio per avere un ragionamento non dirmi che è razionale il perdono vabbè si potrebbe discutere forse però dice non dirmi che è grazia di Dio perché da solo non ce la faccio non ci arrivo neanche come testa va bene cogliavola questa proposta però stamattina tanto questa grazia ce l'abbiamo tanto siamo rivestiti di Cristo tanto il Signore ci ha dato il suo cuore il suo cuore e quindi il suo sguardo si può guardare tutti e tutto con lo sguardo di Gesù certo si può si può credo che certamente a motivo di quello che ci stiamo dicendo questa mattina probabilmente come sto stornellando un po' troppo in questi mesi bisogna ritrovare nella realtà della comunità cristiana una parte molto molto più importante molto emergente da parte del femminile noi siamo una comunità troppo maschilzi dell'esca ci manca lo sguardo e il controllo della madre ci manca ci manca e quindi qualche volta si ha l'impressione che la famiglia non riesca a stare insieme è scontenta di sé è una convivenza più che una comunione perché ci manca qualche cosa di materno dietro credo che lì su questa cosa bisognerà molto ritornare però il Signore il suo mestiere l'ha fatto lui ci ha perdonato lui ci guarda con un affetto infinitamente superiore a tutte le nostre colpe al punto che sapete davanti a questa vicenda allora uno dice vabbè allora allora buona niente conta niente tanto lui ci vuol bene ci mette tutti nel mucchio e ci salva tutti e purtroppo qualcuno è a rischio chi è a rischio? io che non so perdonare questo è l'unico rischio che si corre è l'unico rischio che si corre è il vero peccato contro lo Spirito Santo è il rifiuto di guardare con lo sguardo di Dio che ti è stato donato e quindi il rischio che tu hai di escludere colui che l'affetto infinito di Dio chi ama e vuole riunire la mancanza della misericordia capite è in qualche modo la contrarietà più più profonda nei confronti di nostro Padre che con una fadiga spaventosa e dice ma come fai a sapere la fadiga di Dio è la croce di Gesù che è una bella fatica la croce di Gesù è la fatica di Dio è il grande copos si dice in greco della carità la croce di Gesù siamo stati vinti nelle nostre lontananze dalla potenza di questa croce quindi Dio ha fatto bene la sua parte perché è così importante il cammino del Vangelo perché noi pensiamo che anche le nostre comunità cristiane debbano semplificare enormemente il loro cammino e devono tutto raccogliere nel cammino del Vangelo incessante restituito ad ogni persona ai doti come gli indotti agli anziani come ai giovani camminare nel Vangelo e tenere buono solo quello che nel Vangelo hai detto e tutto quello che nel Vangelo hai detto e se una cosa non è detta nel Vangelo è bene in questo momento non suscitare una regola che nel Vangelo non ci sia perché ne abbiamo già abbastanza ci sono già abbastanza forze escludenti e fonti di conflitto continue e improvise noi siamo chiamati ad essere uomini e donne di pace io supplico quindi le persone più giovani da vecchio che appartiene a una generazione che questa pace non ha saputo costruirla valga all'inizio del Salmo 77 per dire che noi desideriamo comunicare alla generazione che ci segue tutta la ricchezza del Vangelo perché la generazione che ci segue sia migliore di noi e sia migliore della generazione che ci ha preceduto e quindi sappiano dilatare il mistero di Dio in tutta la cultura in tutte le relazioni in tutte le vicende perché la pace è da ricostruire dappertutto nella scuola in famiglia all'ospedale nell'università nel territorio dappertutto c'è da ricostruire la pace e la pace è da ricostruire prima di tutto nella Chiesa chiediamo che la Messa di oggi porti frutti abbondanti a tutte le comunità cristiane a tutte le comunità cristiane io credo in Dio sono stato unico che è creatore del cielo e della terra e del cielo Cristo sono unico di che no se no se no che non si ha ilnek che si è paccio Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. nostro diventi sempre di più per ognuno e per tutti la fegliera dei figli verso il Padre preghiamo. Nell'anniversario dell'11 settembre ricordiamo tutti i morti di quel giorno e tutti quelli che in questi anni sono morti in seguito a quell'evento preghiamo. Mettete nella preghiera una famiglia che è molto dilaniata perché è nata una bambina forse molto compromessa dal punto di vista cerebrale e c'è un carico enorme di autoaccuse e di grandi difficoltà proprio fino al pericolo della vita delle persone ma penso che voi possiate con la forza della vostra fede del vostro affetto circondare anche questa vicenda della dolcezza del Signore che vuole portare tutti verso la vita lui che vive e regna nei secoli dei secoli. Canto 151 Canto 151 Canto 151 Canto 151 Canto 151 Canto 151 Canto 151 Canto 151 Canto 151 Canto 151 Canto 151 Canto 151 prescenderà nel mio nome dice il Signore e il mio spirito d'amore e il mio spirito d'amore e il mio nome di me pregate fratelli e sorelle perché il mio e vostro sacrificio sia gradito a Dio Padre Onnipotente il Signore diceva da me le mani di questo sacrificio la valore e gloria e il suo nome si prevede il nostro e di tutta la sua stanza chiesa accogli con bontà Signore i doni e le preghiere del tuo popolo e ciò che ognuno offre in tuo onore giovi alla salvezza di tutti per Cristo nostro Signore Signore sia con voi e con il tuo spirito in alto i nostri cuori sono ricordi alla Signore rendiamo grazie al Signore nostro Dio è veramente cosa buona e giusta nostro dovere fonte di salvezza rendere grazie sempre in ogni luogo a te Signore Padre Santo Dio onnipotente ed eterno per Cristo nostro Signore ogni giorno del nostro pellegrinaggio sulla terra è un dono sempre nuovo del tuo amore per noi perché possediamo fin da ora le primizie del tuo spirito che ha risuscitato Gesù Cristo dai morti e viviamo nell'attesa che si compia la beata speranza nella Pasqua eterna del tuo regno per questo dono di salvezza uniti agli angeli e ai santi cantiamo con gioia l'inno della tua gloria ecco di!" Giuseppe Grazie a tutti. Osanna, Osanna, Osanna. Osanna, Osanna. Osanna, Osanna. Osanna, Osanna. Osanna, Osanna. Osanna, Osanna. Osanna, Osanna. Osanna, Osanna. Osanna, Osanna. Osanna, Osanna. Osanna, Osanna. Osanna, Osanna. Osanna, Osanna. Osanna, Osanna. Osanna, Osanna. Osanna. Osanna, Osanna. Osanna, Osanna. Dopo la cena allo stesso modo prese il calice Ti rese grazie con la preghiera di benedizione Lo diede ai Suoi discepoli e disse Prendete e bevetene tutti Questo è il calice del mio sangue Per la nuova ed eterna alleanza Versato per voi e per tutti In remissione dei peccati Fate questo in memoria di me Mistero della fede Grande il mistero In mistero della fede Lo caniamo Il signore Il signore è morto Il signore è risorto Il signore è valore Il signore è valore Celebrando il memoriale del tuo figlio Morto per la nostra salvezza Gloriosamente risorto e asceso al cielo Nell'attesa della sua venuta Ti offriamo Padre in rendimento di grazie Questo sacrificio vivo e santo Guarda con amore Guarda con amore e riconosci nell'offerta della tua chiesa La vittima immolata La vittima immolata per la nostra retenzione E a noi che ci nutriamo del corpo e sangue del tuo figlio Dona la pienezza dello Spirito Santo Perché diventiamo in Cristo un solo corpo e un solo Spirito Egli faccia di noi un sacrificio perenne a te gradito Perché possiamo ottenere il regno promesso insieme con i tuoi eletti Con la Beata Maria, Vergine e Madre di Dio Con i tuoi santi apostoli, i gloriosi martiri E tutti i santi, nostri intercessori presso di te Per questo sacrificio di riconciliazione Dona Padre pace e salvezza al mondo intero Conferma nella fede e nell'amore La tua chiesa pellegrina sulla terra Il tuo servo e nostro Papa Benedetto Il Vescovo di questa chiesa Douglas Il nostro Vescovo Carlo Il collegio episcopale I fratelli che ti servono nel ministero Il popolo che tu hai redento Ascolta la preghiera di questa famiglia Che hai convocato alla tua presenza Nel giorno in cui il Cristo ha vinto la morte E ci ha resi partecipi della sua vita immortale Ricongiungi a te, Padre misericordioso Tutti i tuoi figli, ovunque dispersi Ricordati dei nostri fratelli Defunti e di tutti gli uomini e tutte le donne Che hanno lasciato questo mondo Concedi anche a noi di ritrovarci insieme A godere per sempre della tua gloria In Cristo nostro Signore Per mezzo del quale tuo Dio Doni al mondo ogni bene Per Cristo, con Cristo e in Cristo A te Dio Padre di potenza Nell'unità dello Spirito Santo Ogni onore e gloria Per tutti i secoli dei secoli Amin, amin, alleluia Amin, amin, alleluia Amin, amin, alleluia Obedienti alla parola del Signore E formati al suo divino insegnamento Osiamo dire Padre nostro che sei nei cieli Sia santificato il tuo nome Venca il tuo regno Sia vada la tua volontà Con il cielo così in terra Lascia oggi il nostro pane quotidiano E rinveglia noi i nostri debiti Come noi rinveglia i nostri debitori E non cinturre in tentazione Liberaci dal mare Liberaci Signore da tutti i mani Concedi la pace ai nostri giorni Con l'aiuto della tua misericordia Vivremo sempre liberi dal peccato Sicuri da ogni turbamento Nell'attesa che si compia la beata speranza E venga il nostro Salvatore Gesù Cristo Tu hai il regno Tu hai il regno E la potenza Tu hai la gloria E il segno dei pregi Signore Gesù Cristo che hai detto ai tuoi apostoli Vi lascio la pace Vi do la mia pace Non guardare ai nostri peccati Ma alla fede della tua Chiesa E donale unità e pace Secondo la tua volontà Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli La pace del Signore sia sempre con voi E con il tuo Spirito Ora rimane fede Speranza e l'amore Tutta è crema di queste Più grande È l'amore Più grande È l'amore Il corpo Agnendo di Dio Agnendo di Dio Che soli il peccato Agnendo di Dio Agnendo di Dio Agnendo di Dio Agnendo di Dio Che soli il peccato Agnendo di Dio Agnendo di Dio Agnendo di Dio Che soli il peccato Donano la pace Donano la pace Donano la pace Donano la pace Donano la pace Donano la pace Donano la pace Donano la pace Donano la pace Beati gli invitati alla cena del Signore Ecco L'amore Agnendo di Dio Che prende su di sé Il peccato del mondo O Signore Non sobbene di capire La nuova vita Ma di soltanto La nuova vita Che è la nuova vita Il peccato di comunione 125 Perciò Perciò La nuova vita La nuova vita Il peccato di comunione Grazie. Grazie. Così, oh Padre, è piaciuto a te, tutto mi ha dato il Padre a me. Io sono il mio e tu, il Padre a me, il Padre a me. Io sono il mio e tu, il Padre a me, il Padre a me. Nessuno conosce il figlio, ma soltanto il Padre del cielo. Il figlio conosce il Padre, e lui solo lo rivelerà. Venite a me, venite a me, voglio farvi capire o tre. Venite a me, venite a me, il Padre a me. Io sono il mio e tu, il Padre a me, il Padre a me. Io sono il mio e tu, il Padre a me. Il mio e tu, il Padre a me. Il mio e tu, il Padre a me. Il mio e tu, il Padre a me. Il mio e tu, il Padre a me. Il mio e tu, il Padre a me. Chiunque si farà piccolo, così come questo bambino. Chiunque si farà piccolo, sarà grande nel regno di Dio. Io sono il mio e tu, il Padre a me. Io sono il mio e tu, il Padre a me. Il Padre a me, il Padre a me. Io sono il mio e tu, il Padre a me. Il Padre a me, il Padre a me. Chi accoglie anche un po' solo, uno solo di questi bambini. Chi accoglie un po' solo, uno solo di questi bambini. E con questi accogliene. il Padre a me. Gesù, il Padre a me. Il Padre a me. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti.