XI DomTO, anno A19990613 GiovanniNicolini(mono).mp3
Data: 13/06/1999
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Testo dell'Omelia
La paura del male La paura della solitudine, la paura della morte Ci mette in quella condizione assolutamente di privilegio Per la quale possiamo chiamare Dio nostro Padre Ma tutto questo come è avvenuto? Tutto questo come avviene anche questa mattina? Perché il Signore ha avuto e ha compassione di noi Ci guarda con compassione Non arretra davanti alle nostre ferite Alle nostre sconfitte Alle nostre aggressività Il suo bene per noi È infinitamente più grande di ogni male nostro La sua misericordia è senza limite Ognuno sa questa mattina di essere in questo posto Accanto agli altri Per essere un segno evidente della misericordia di Dio Se in questa santa assemblea ci posso stare io Ci posso stare tutti Questo è il grande segreto Questo è il motivo per cui non dovete stupirvi che Il Signore ci tenga sempre anche fermi E' una nostra considerazione evidente di fragilità Di limiti Allora Certo deve essere così Perché se non possiamo così Immediatamente entrerebbe il sospetto Che è per sabienza nostra O per fortenza nostra O per più nostra Che siamo collocati Nella meraviglia di questa vita Invece è essenziale E' solo la sua misericordia E' a questa che ci affidiamo Questa volta stupiti Di come Lui finca La distanza che Lui inevitabilmente Continuiamo a ristabilire con Lui Dinti dalla potenza Di questo sacrificio da loro Spero che ogni casa Soprattutto le case che hanno Ancora intorno alla tavola Dei bambini Dei canati Dei persone Dove Spero che ogni caso O di nostra casa Sia in ottenzione In questi giorni La grande opera Di costruzione La grande opera Di edificazione Della pace Spero Quello facciate Cercando Dentro di voi I pensieri I sapienti I sentimenti buoni Che Dio Ci ha regalato Regalandoci il suo spirito Tutto questo Deve anche passare Attraverso delle latra Che Devono essere Pure Pure Pure da ogni Gorgio Da ogni Possessibilità Da ogni Desiderio Dei fermare Le loro ragioni Unificate Nella direzione Di Gesù Le parole Sia in seguiti Che devono essere Accompagnati Dall'opera Delle nostre mani Che deve essere In questi giorni Soprattutto Un'opera Di benedizione Se si è Scagliato Dal mare Contro La gente Contro i popoli Per costruire La pace Bisogna Sparare Ovamente A benedire Quindi Il coraggio Molto Di ciascuno Di noi Quando È battezzato Che ha ricevuto La benedizione Del Signore Di trasferire Questa benedizione Anche Esplicitamente In ogni caso Re imparare A benedire Con le mani È anche Un principio Importante La sapienza Per far sì Che tutto A voi L'opera Delle nostre mani Sia di uno Che scrive Di uno Che guida Un mezzo Che uno Deve fare Dei drink Quello Deve curare Dei corpi Deve accogliere Dei libri O degli alziani Sia sempre Nella potenza Sapieniziale Di questa benedizione Cioè Dimentichino Tutti dei modi Per benedire Si tratta appunto Di reimpurviare Questa grande L'opera Della pace Già Altre volte In questi giorni Ho segnalato Che almeno Nel segreto Del nostro cuore Non dobbiamo cedere Al fatto che Se si fanno I conti Dei giorni Della guerra Bisogna fare Adesso La conta Dei giorni Della pace Questo Per un motivo Molto semplice Cioè che se non si fa Questa conta Dei giorni Della pace Si rischia di andare Dentro A una cattiva idea Della pace E cioè che la pace Sia semplicemente Quando non c'è la guerra Per cui la guerra È una cosa Che proprio Anche si vede Si fa Si fa E poi Abbiamo tra gli altri La pace Resta piuttosto Sul vago E' una specie Di non guerra Questo però È lontano Dall'intero Del Signore Dove invece La pace È una costruzione Anche È una specie Di grande battaglia Per la verità Che bisogna fare Ogni giorno Perché sia distrutta L'inficitia Perché sia Partito Ogni punto di separazione Perché sia Spettata La solitudine Dei cuori Perché sia Non prosciugante Le volte Le lacrime Amate E cattive Perché si possa Questi hanno Infruttente Per sostenerci Un con l'altro Dunque Non si desista Paglia Questa grande battaglia E voi Questa mattina Abbiamo avuto Abbiamo avuto Tutti Il predileggio E il piacere Di Appertire Questo grande Indio Alla guerra Della pace Se si può dire così Quando il Signore Ha mandato I primi Suoi dolci amici E' vero Che gli ha detto Che bisognava andare A vincere Le malattie fisiche Bisognava andare A vincere Le malattie Della osicchia E dello spirito Cacciando via Il diavolo Dal cuore Della gente Quei diavoli Che certe volte Ci raffistano Ci chiudono In una fortezza Di odio Di risentimento E rispettiamo Primo prigionieri Di deboli Di bruteltà E di rispettia Bisogna andare A combattere Contro la morte Dice Bisogna risuscitare I morti Capite Una grande battaglia Che questa mattina Nella liturgia Domenicale Viene con la tua banda Una grande battaglia Alla quali sono tutti Assolutamente partecipanti Tutti invitati Con una Oranza da protagonista Se volete Per la scelta Di farvi I primi dodici A chi volete Particolarmente Appoggiare I primi dodici Perché Dice La sabbia scrittura Che noi Siamo stati Eificati Sulla Testimoniante La parola Di queste prime corolle Che sono Questi dodici Questi apostoli Del Signore Io per motivo Di nome E per motivo Anche di simpatia Mi apporto Sulla colonna Di Giovanni Giovanni Di prediletto Tradizionalmente Forse il più piccolo Quello che è Campato Anche di più È per riccheasti Il Vangelo Che hanno Inagetato E anche Quelle lettere E anche La vocalista Però Penso che Per esempio Molti Si potrebbero Appoggiare Su quella colonna Unica Delle dodici Che parla di due parti Perché è È la colonna Di Giuda È vero che poi La colonna di Giuda A un certo punto Si è infratta E Nell'inizio Degli anni Degli apostoli Ci viene detto Che viene collocata Su quella colonna Infrata Una nuova Colonna Che è la colonna Di Mattia Se ricordate Che è un'estrata La sua sorte E' vero che Non hanno fatto Particolari Venti sul campo E quindi Più forte Posso L'idea Che questo Che uno che non c'entra Che non c'entra Che non c'entra Che non c'entra Che non c'entra Che non c'entra Che non c'entra Che c'è mai più È interessante Questa colonna Perché Ognuno di noi Prodovemente È altamente Partecipa Di Giuda E però Può essere Altamente Partecipa Di Mattia E quindi Una sorpresa Che ce la parla E forse possiamo Sentire dentro di noi Molte attività Però C'è qualcuno Per esempio Che sente molto Cina a sera Con l'ordine di Matteo Perché era un pubblicante Insomma Era un bancario Un bancario Un pensatore delle tasse Un agente di cambio Un uomo dei quattrini Insomma E anche lì Se si pensa Alla sua bellissima casa Che è diventata Un grosso Un agente Per un presiduto Da Gesù Dietro I suoi colleghi Di lavoro Dietro dunque Di questa Grande disfonia Della settimana Di Dio Si può sentire Con un aperto Questo Dottomaggio Che è andato In India A predicare Il pagino del Signore Che si può In pace All'ocena di Dio Quindi Se volete Scegliere Quale L'opera Paziente Il vostro punto Di partenza Di Gesù E poi Certamente Però Tutti siamo Invitati A partire Ed è molto interessante Che il Signore Dicca Dicca A partire Per questa Grande Presa Della Edificazione Della pace E che C'è bisogno di tutti Perché La Messe È molta È moltissima Cioè Il Signore Ha moltissimo Per raccogliere Devo dire che Così tanto Io del redattore Tradizionario Avrei Suggerito Forse Vontan Salve 99 Come salve Sposoriale Comunque è molto Bello Che esalta La felicità Di questo popolo Partito Da gente Che si sente Molta bene E Chiamata A questa faccenda Semplicemente Da parte Molta bene Poi se avrei Chiesto Versato 125 Che mi dice Appunto Che chi va Se ne va Pianchendo Perché ha Un sede Un sede Da Ma Ritorna E Ritorna Gattato Perché Porterà Molto Di Questa Messe Porterà Questo Lettore Che Dio Vatta è molto la messa. E mi piace subito questo storinearo un po' forte, perché molte volte la pubblica di stare nei sensi strati assunti, dicendo, ah non c'è più nessuno qui, non c'è più nessuno là, loro ormai tutto in sé o tutta un'altra parte, e quindi si guardano lo sguardo di una pagina zittella intorno dicendo, ma insomma no, ormai non c'è più nessuno che non c'è nessuno per vedere. Ed è interessante perché quando si fa questa definizione, so che ci si orienta a dire quello che ha chiesto non è, quello che ha subito di carico non è. E non avrebbe avuto bisogno il Signore di mettere in cima al mondo, e anche suoi qua, che ce ne è abbastanza, un'angicchia di zittella che continuasse a sottolineare come le cose fanno male. Perché? Perché se così fosse, il Signore non lo sarebbe detto. Non c'era nessun bisogno di venire a fare, e in chi, è vero, dei malati, dei disgraziati, dei carini, bastava, ma di, davvero, di imparare la moglie, le cose che ricopri e della stanza. Invece è venuto esattamente per un altro motivo. È venuto perché, siccome molti sono gli infermi, che ricordate spesso, nel senso che anche i miei notelli ricordano il primo capitolo di San Marco, dove appunto si dice che il Signore dice delle parole bellissime, perché a Parma non solo c'è alcune gente, si porta la notizia che è qui all'inizio, dalla vita del lago, e quindi la gente dice che porta da Carmargo, da tutta e gira intorno, e la gente sono tutti malati. Prasi successiva, tutta la città per la Sera era parlata da Corte, e noi stavamo in buono un anno. Tra l'altro c'è un passaggio anche nel Cattissimo nel test della vita di oggi, il bravo, in cui c'è un certo, dicendo, Cattelli, mentre noi eravamo ancora in meccanone, Cristo, noi, e quella era la resta del Pernico, e la Tai di Crest, usano sempre da Valencia, malati. Quando eravamo ancora in malati, Cristo è morto. Tutti siamo anche oggi davanti alla porta della nuova Bibbia e della pace, che è il Cristo. E dunque, perché la messa è morta? È molto semplice. È proprio dentro l'inizio del Vangelo di oggi, perché dice che quando Gesù guarda verso San Martino, o in Polonia, oppure su casa nostra, o verso il Tosso, o la Tania, o Milonia, dice che Gesù, vedendo tutte queste folle, sentì con passione, che erano state rispute come peccone senza pastore. Cioè, lui è venuto precisamente per questo. Precisamente perché siccome sono come peccone senza pastore, lui vuole difensare su di loro il loro bene. Perché la messa è morta, dunque? Perché lo suo atto compassionevole del Signore è assolutamente semplice. Capito? Semplice. E quindi dice, ce n'è di Roma da raccogliere che voglia se ce n'è. È tutto quello che il Signore ha guardato con compassione. È tutto quello che il Signore guarda con compassione. E qui, bisogna che una volta per non c'è lo diciamo, no? Noi in questi anni abbiamo tentato di affermare con forza una cosa, non contrapponendoci a niente e a nessuno. Adesso sento la necessità di sottolineare. Perché? Si tratta di decidere però. Cioè, non si può far dire niente. Perché al fine di si è in un problema questa settimana. E secondo me c'è diffusione per adesso dei cristiani. E nel corso di questo mondo. Cioè, a dire, non ci deve essere un punto. Gesù Cristo è venuto. Perché tutta l'umanità è palazza ed è venuta per farne del bene. La comunità cristiana è una umilità, un insieme, non so come dire. È una confusione di gente super fatta. Perché dice che gli è capitato qualcosa. Che un investitale, nella mia testa, perché è un asico, gli ha dato un grande abbraccio per questo percato. Questa è la comunità cristiana. E' sempre meravigliata. Perché Dio, come la parla con la Maria di Italia, che è un'altra parte della Maria di Italia, che è una persona che continua a guardare alla miseria di questa gente, e continua a parte del bene. E quindi essenzialmente la comunità cristiana è una comunità di cretatori. Che è stupita per l'opera del sapere. Se funziona invece l'immagine della donna Arcini, la comunità cristiana dovrebbe essere una cosa che mi sembra costruosa e anche nauseante. E ciò deve essere un gruppo forzatamente piccolo, insomma. e quindi è una cosa che si tratta di una storia di Cristo, di gente bravissima, una specie di esercizi, di diritti, che sono diversi, che gli altri, che loro si sono bravi, che guardano il loro strumento e il loro bravo, perché gli altri non ce l'accano, non essere bravi. O non ne hanno voglia, per niente. E' un fatto bene, è tutto. E noi siamo lì a dire, oddio, io come sono capiti. Ma questa è la scompessa di Cristo. La comunità cristiana che questa partiglia ha, questa partiglia, il riposo per casa di un piano, è precisamente quella banda di agente che viene usata in dire, che il genio è buono, è rinco, è vicerito, è ricerito, è ricerito, è ricerito, è ricerito e che mi vuole venire così come solo. E così come solo, lo prende per male. Viene a casa sua. E' bellissimo quando la testa del mio caro notico dice voi avete visto questo processo, come io mi sono finata su di voi, e con il mio braccio forte, il mio preso, e poi vi ho portato come su albi aria, e vi ho portato dove? Dice, a me, vi ho portato, a me. E noi ci siamo andati a sé, perché siamo della gente che ha bisogno, perché siamo delle persone fragili e fritte, perché continuamente la verità e l'errore segnano la nostra vita, e continuamente in noi si tocca questo teatro della misericordia di Dio. Non è che ci sia una legge scritta fissa, questo succede nelle leggi del uomo, e in qualche modo, assolutamente, tipo molte rucci succedeva nella legge degli antipati, dei padri ebrei. Ma non è che c'è una legge fissa che bisogna stare alla legge, e non è soltamente così. In realtà c'è la nostra vita perduta e la parola del genio ci sa, cioè che continua a vincarci, no? E che contro tutte le nostre prigionie e le nostre tristezze, continua a dirci, venite, venite, adesso il tempo è del vicino, il momento di Dio è il rumore, c'è una mensa che sta preparata, si apre un libro, anche tu hai un posto, hai un posto dolore, anche il voglio supremo dolore. Quello che nessuna ipotesi di Bebe aveva formulato mai, e cioè che a me, se li ha guardato a Dio, perché siamo sui figli e non possiamo chiamare il padre. Tutto questo è il senso della vita di questa comunità cristiana. Questo lo dico, perdonate se oggi per un po' di tempo anche di noi, appunto, questa vicenda che è venuta settimana, per un po' di tempo, per un po' di tempo, anche perché ci sono fatto una sera, c'è un po' di tempo, una persona eccezionale, tra il primo e il secondo, quando si chiama di disciplinare, e poi c'è, noi andiamo veramente a parlare di molte cose senza aiutare, non la voglio dire, che sono... Allora, ci sono i figli di te, perché ovviamente c'è la tua luce della traccia, e poi c'è la tua luce della traccia. Io, io dico, non credo che gli accordi, per la scelta curiosi, per la scelta curiosi, per per dire che cosa fa, secondo gli utenti, che è tutto il mistero, la fede, la cultura cristiana, è questa parola non cristiana, che si è venata ingerenza, se continuano a parlare di ingerenza. Ora, la parola ingerenza, purtroppo non è una parola cristiana, ovviamente, è anche nel riguardo alla parola che ho presentato, se non è nel riguardo alle persone, e devo dire che entrare dentro del facendo di traccio, forse non del tutto egalmente, per lo meno forzatamente, se no non si chiederebbe ingerenza, no? che entra in alto foglio a me. A vero, con tutto questo, secondo me la parola ingerenza, si recupera benissimo per quello che riguarda il nostro Signore, perché come sapete il nostro Signore, con noi, è stato un grande sbocciatore, un grande sbocciatore, è la sua piattaforma principale, e quindi in certo senso, bisogna dire che questa parola, con lebrani, con cristiani, rende abbastanza bene quello che lui ha fatto, ma lo rende anche il senso utile, che è la sua mania di santa dentro, alla base di un altro, e un po' che è un po' di distruzione. Quindi lui è certamente uno d'accordo su quanto dell'incerenza, tanto che è preoccupato, no? che ci sia per esempio delle case dove non si è. Ora la cosa più malta c'è, come questi P12, gli dice, mi raccomanda, bisogna andare in tutte le case. E in tutte le case bisogna dire pace, no? Se c'è un video della pace di P, se non c'è della pace di San P, o beh, ma voi, per la perdura. Questa ingerenza è stata assolutamente tutta, e lui ha dato anche un esempio, perché vogliamo, per tutte le cose che si ingeriva, si ingeriva preferenzialmente del nuovo, e della realtà è stata giusto, perché? Perché quelli che erano già distante, e quello magari che combinavano, e quello che avevano fatto, si sarebbe dato però, che le attacce, le verosse loro, le immobili, per cui si prende un cuore da quale, e si vedeva di nessuno. E invece, lui c'ha andato, c'ha andato proprio in modo determinato, in alto di scatatità, fino a qui quel padrone di casa, che ci ha costruito un problema, se fosse un problema sarebbe che è ancora qui. Già, ma lui è venuto da lei. E quindi nella casa di P, e quindi nella società, nella cucina, che si è perduta nella lontana, perché aspetta, no? E' stato detto come a tutti, è stato detto nella nostra carne, con il nostro piano, è stato detto nella nostra morte, si è ingerito, quindi ingerenza, è certa in ingerenza. La faccenda è un po' più difficile quando è un'alunità, perché anche la sentenza di un'alunità non è una parola ebrana, e non è una parola cristiana. Anche questa è una parola dell'Occentro, e che è venuta su quando, a motivo di quella filosofia, di quella forma di pensiero, che ha dominato questa festa di moto, che ha portato però dalla traduzione nazionale, in un caso di un'alunità, in un'alunità di un'alunità di un'alunità, in un'alunità di un'alunità di un'alunità, ma non è più stabilità, semplice come un'alunità di un'alunità di un'alunità, è venito dal fatto che, si era sicuro che, siccome l'omino ha la testa, dire l'omino che c'è nel testo, quindi dire il testo che ragiona bene, quindi fa del bene, era una cosa sola. Solo che non esiste l'omino, perché l'omino che esiste sull'ogio, sul testo, che abbiamo anche la testa, che è scattissima, abbiamo anche qualche volta il piacere di ragionare, ma normalmente la presa la facciamo anche, con ragionare per l'alunità, per i partigliati, per la mia domanda, quindi questo cosa è un punto che cosa vuol dire, che secondo me ha la testa, è una cosa stessa, è perfetta, e poi c'è l'alunità di tutto, non so se la prema è stata roba, quindi l'umanità, che se non puoi vedere il suo, per il suo camorario, c'è scritto l'umanità, che vuol dire, che ti fa riflette i buoni pensieri, in quanto riguardi la humanità. e lì c'è un problema, perché, andavo su un conto del te, in una tattoria, tipo una volontà, e lì, diciamo, allora c'erano sempre i genitori umanitari, e mi dice, andiamo qua, cioè, finché allora ce ne si fa la politica etica, ora devo dire, che abbiamo un po' da i genitori umanitari, che mi spiace, non devo parlare via, ma ancora, ma allora, che cosa vuol dire, prima di valutare il diritto di una nazione, che mi dice, ma quindi sei tu, nazionalista, fascista, l'altro, e adesso, crisi si explode, e parlate di come la buona, la società, e ci sta a portare, e si è parlato di tutto. Ma, però, io senti i genitori, che arrivo a questa cosa, io senti una parte, che non voglio fare, che non sono tutte le stesse politiche, sicuro, quali sono di una fe, mi interessa, così, dire come la parte, questa ingerenza, che ne parla, certo, è altamente descritta, è altamente descritta, bisogna portare la loro del faccio, appunto, sanare i genitori, risuscitare i morti, cacciar via la Calipari, la porta della Cegna, e l'ingerenza, qui, Gesù Cristo ha qui nato, capito, è importantissimo il testo di oggi, perché, oggi è la presa di coscienza, è la presa di responsabilità, se ti piace, se ti interessa, di un'opera che viene aiutata da te. ci siamo dentro tutto, tra l'altro, non è che vuole pensare che non potesse, per dire che bisogna mai prendere, no, è per dire che da quelli 12 uomini, davvero, è nata la vera media, un po' appassionato, secondo il cantico dei cantici, addirittura, che è come se è preso una malattia, questa passione di Dio, per la gente, capite, e che quindi, stentivamente in modo irresistibile, è portata a questa ingerenza, a benestiarci, a destino, un'umanità e benestiarci, basta metterci d'accordo, ma che cosa vuol dire? beh, adesso lasciamo pure le cose che sono successe, con la preoccupazione delle cose che stanno succedendo, e soprattutto quelle che non stanno succedendo, anche i soldati, anche il paese, io non sono per dire i soldati, non sono per dire i soldati, ma non sono per dire i soldati, ma non gli ho, ma, certo loro, qui, a San San Diego, capite, forse anche, 4 gatti, basta, non mi riporto, chiediamo, al Signore, potrei cominciare questa foto, dei grandi luoghi, datti e ripresi, da quei grandi giorni, 1, 2, 3, 4, non devono finire, perché se c'è un giorno in Cristo, ma di 17, diciamo che 18 non c'è stato, perché? perché non andiamo edificando la pace, guarda che i giorni che non esiste la pace, non c'è, non c'è, non c'è, non c'è, non c'è, non c'è, c'è, se tu lo dici, la pace, non c'è, raccogliendo quel ragazzo, sta dovendo stare a fare, e mi dice, oggi sono tutto quello da fare, e ti ricordi, e fatti un po' di quale si stessi pubblici, un po' di un reso di Gesù, un po' di un figlio di nascimento, un po' di un valutato, la guerra è la sopra di tutte queste piccole due, la pace, è l'indicazione, grandigliose, di quello che ti fai a capire, nel mio sacco, questo non lo dico, qualche esempio, il diritto da un po' di un po', ma no, è importantissimo, è importantissimo, è importantissimo, il resto del ragazzo del cielo, è importantissimo, il pubblico, quello che si incontra, è una cosa che bisognava fare, e bisognava fare, ma avere un altro, la cosa humanità, che si dice, star di nato, è una già pagata la figura, si capisce, no? Tagliati medi, anche qui lo vedete, ci sarebbe stato di nato, ci sarebbe stato sempre su un scuole un altro, è nato, e da lì è stato un altro, il suo amicato, avevo tutti i dati, invece ha ferito, in tutta la storia, sapendo che è venuto sempre più vicino, sempre più vicino, lì che è diventato il nostro fratello, il nostro figlio, il Gesù, lì che si è messo nelle nostre mani, noi la facciamo tra lì, si è consegnato, lui ha fatto la battaglia di terra, perché è diventato terra, e quindi però, l'arco, dall'arco, le bombe, sono questo coltivo, immagino, perché qualche volta, per i cristiani, rischiamo di buttare le bombe dall'arco, eh? Diciamo, l'arco va bene, l'arco va bene, l'arco va bene, ma stiamo sempre in arco, invece il fatto, l'insegnamento del nostro Signore, è quello di entrare dentro, in tutte le vicende, in tutti i cuori, in tutte le situazioni, tu non puoi pensare a dire qualche cosa, eh? su come oggi bisogna fare per i regalati, per gli altri, però, un buono civile di me, con quella prima forma di inter, di coinvolgimento, lui è grandissimo, sai? E' che bisogna provare, per aver detto, che è un paese, perché? Perché? se la preghiera, che non lavorarà, che si deve, che qualsiasi, che può essere anche sul contempo, del contempo delle preghier, o per tutto questo, questa no, ma la preghiera, che vorrà che sia, che potessi intervendere, parla di questo, ma ci sarà un preghiera, che è un insegnamento immesso, sulla miseria, sulla gratia, sulla povertà, e sul perdone, se uno fa il tentativo, di pregare, per esempio, per il Dico dei Satti, apparentemente, guarda di diventare una persona, che è tossista, che è giudicista, per poco, per poco, perché diventamente immerso, in questo grande mare, della debolezza, della fragilità, e della malattia, e della braccia, e della buona del Signore, dunque, a partire dalla preghiera, che poi è una preghiera, anche importante, perché? per il nostro, che non trova più interessante, che non c'è nessuna preghiera, ma la preghiera ci porta, verso quel mio figlio, che non fa la buona, non so proprio a cui piace, non ti dice, che ti viene, ma la tua preghiera, che non sente, le attacce, e anche quando tra voi, non volete, non so come è fatta la vita, che carattere di altri, se tirate sul culo, non potete pregare gli interditi, potete, è potentissima la preghiera, è il principio, capisci di tutta questa ingerenza, perché dopo la preghiera, il figlio ha messo la parola, se non sento il re, se non sento il re, se non sento il progetto, il sguardo, la mano, il mister cominci, è importantissimo, dunque, oggi, noi facciamo festa, prima di tutto questo sguardo, ma si è un po' del Signore, è uno dei modi, come dice, guardò a fine, poi, il secondo passaggio, è quello che il Signore dice agli ebrei, per più che la nome, dice, ma hai visto che ci sarà tutto, prima c'è il suo sguardo, che il suo sguardo, che non lo su di noi, poi c'è il nostro sguardo, per accorgerci di quello che Lui ha fatto come noi, questo sguardo, questa occhiazza, capito, prova oggi, accorgere lo sguardo del Signore, e prova a ricambiare, questo guardarci per un momento, non più, è il principio di questo modo di guardarci intorno a noi, è il modo di ereditare i suoi occhi, è il modo di vedere, in una direzione, che pensate bene, è il totale stranale, se non lo facciamo, è il merito di malattie, ma di vedere tutti i malattie, perché avranno tutto, di vedere tutti da soli, perché avranno tutto da me, capite, quindi è importantissimo questo sguardo, oggi bisogna ereditare, con forte differenza, lo possiamo fare, sì, lo possiamo fare, il pace, sì, malgrado quello che siamo, con tutti i nostri libri, sì, anche nei confronti di quella persona che è in casa tua, fuori in casa tua, e che è inarribabile, veramente, perché sembra sempre al finale, le possibilità di agire, che sono un cicliano di noi, si muove, qual è il suo figlio? È la parte del figlio, è questo pal vittima, del lavoro che è salutato, e che, sempre che dicevi a dire, ma io ci tengo molto a continuare a ripetere questa chiesa, che ho prospettizzato, che vi faccio? Invece, vi invoglio tutti, vi invoglio tutti, in questa prospettiva, mettere la voglia di, vi invoglio, che cosa ci metti? Ma, parola, lografica, cultura, lografica, e poi, cosa ci metti? Andiamo, posso venire? Sta crescendo tutto questo, è molto, molto bene, lo vedo ogni giorno, delle persone che, senza le altre da rinteggere, le loro punte, si fidano, hanno già, con già la vita loro vita, noi lo facciamo adesso, sul d'altare dell'eucaristia, lo facciamo per i nostri figli, lo facciamo per i nostri fratelli, lo facciamo soprattutto per coloro di, avessimo colpito con delle ingerenti antiche, di violetti, di possesso, di mercato, di giudici, lo facciamo con questa potenza, scontinata che cerchiamo di dire all'inizio, perché siamo potentissimi, perché siamo molto contibili, qual è il senso di essere contibili? È che siamo fratelli del nuovo incontibili, oltre tutte le dignità possibili, che è morto per i suoi fratelli, e essendo così forti, perché così amanti forse, stiamo diventando forti, anche per morire bene, e quindi, è quello che chiediamo di questa Messa, chiedendo che tu sguardi dal Signore, diventi il nostro occhio nuovo, per tutto considerare la sua credenza. però che, anche sui un'importante, wonderà.