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III DomenicaTO-omelia_GiovanniNicolini-Dozza 20170122-(29).mp3

Data: 22/01/2017

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Non mi era mai capitato di aspettare questa domenica con queste parole, con tanta intensità. Può darsi che abbia concorso il fatto che negli giorni scorsi ero lontano, ma quello che proprio mi ha preso è stato questo senso dell'incominciare. Deve incominciare qualche cosa. Dio ha deciso di regalare il suo Vangelo d'amore a tutta l'umanità. Mi pare che questo sia il significato più semplice e profondo anche della domenica che stiamo vivendo insieme. Il Signore vuole incominciare ancora una volta a portare la sua parola di perdono, di consolazione, di pace, di amore fino ai confini della terra. Ci sono allora alcune note di questo suo desiderio che mi pare vadano osservate. Innanzitutto la destinazione della sua parola. Il Signore la vuole portare là dove c'è il buio, dove c'è già la luce, c'è già la luce. Ma l'attenzione affettuosa, speciale del Signore è dove c'è il buio, una qualche tristezza, una qualche ferita. I miei molti peccati, le ferite dell'umanità, le nostre paure, le grandi malattie. Quindi là dove le cose non vanno bene, il Signore vuole portare là il Vangelo. Spero che questo mi faccia subito pensare alla destinazione del Vangelo che viene affidata a te, a te, a te, a te. Dove devi andare. Il Signore, avete visto, fa alcuni spostamenti decisivi. Non a Gerusalemme. E si trasferisce a nord, al suo paese, a Nazareth. Però non a Nazareth. E si trasferisce a Caffarnao. E perché? Perché di Caffarnao oggi parlano le scritture. È una città di confine. Lì finisce la Terra Santa. Incomincia il grande oriente dei popoli. Che non conoscono il Signore. Ecco. Per quello si porta lì. Dove manca? Dove manca? Una celebrazione della fede. Che fosse una specie di consumazione interna di tutto quello che tutti hanno già capito, ottenuto, vissuto. E tutto va bene? Non sarebbe. E credo che sia molto importante questa scelta anche per noi. È vero. Dove il Signore ti vuole destinare. Ecco, questa è una cosa da pensare oggi. Chi devi avvicinare? Chi devi avvicinare col tuo affetto, col tuo perdono. Non pensare subito al Vangelo come una predica. Il Vangelo è un avvenimento prima di tutto. È la carezza di Dio. È il non sentirsi più soli da parte di una persona che teme di essere stato abbandonato da tutti. È il rinascere della speranza nel cuore di una persona che si pensava prigioniere della disperazione. Capisci? È questo. Allora, questo è il luogo privilegiato del Vangelo. Certo, noi lo proclamiamo volentieri in chiesa, così, noi, alla domenica, oggi. Benissimo. Però poi bisogna che ci salutiamo, eh? Perché ognuno deve andare. Tu dove devi andare? Dove devi andare? Hai già riflettuto a un cuore, a una vita che aspetta finalmente una consolazione. Ed è per questo che richiamavo nell'atto penitenziale della Messa, se avessimo per caso qualche volta, in qualche modo attentato addirittura invece alla pace di una persona, con la durezza del nostro giudizio, con la mancanza della nostra carità. E lì sono i luoghi privilegiati. Quindi, vedete, non c'è da prendere paura per niente. Il Signore vuole bene a tutti. Però c'è questa informazione importantissima. Bisogna portarlo, il Vangelo, prima di tutto, dove c'è bisogno di un po' di luce. E notate bene, non dove poi questa luce è aspettata, perché molte volte neanche la si aspetta, la luce, è vero? Ma neanche forse si sa che ci possa essere la luce. Quindi, facciamo bene attenzione che non ci sono delle situazioni che sono tagliate via dal Vangelo. Potrebbe per caso essere qualcuno eliminato, se uno fosse proprio già sicuro di aver capito tutto, di aver tutto, di far tutto bene, di far tutto bene. Quello chiuderebbe la porta al Vangelo. E quindi, anche tu però, sei un luogo per il Vangelo, non solo da comunicare, ma prima di tutto da ricevere. Quello che in ogni modo è molto importante è che con queste parole il Signore ci fa capire che il senso della Sua opera non è semplicemente di dividere il mondo in due. È vero per dire che 4 o 5 funzionano bene, tutti gli altri sono degli sciagurati. Non è questo. E' che il Signore vuole bene a tutti i Suoi fratelli e il Padre vuole bene a tutti i Suoi figli e quindi, come sempre, cerchiamo di ricordare Lui desidera portare la dolce pace del suo Vangelo a tutti, cominciando da quelli più lontani. Il popolo che camminava nelle tenebre, abbiamo ascoltato dal profeta, ha visto una grande luce su coloro che abitavano in terra tenebrosa, una luce rifulse. Tutti noi abbiamo nella memoria del nostro cuore questa meraviglia. È vero? Di quanto in qualche modo, attraverso qualcuno, è entrata la consolazione nella nostra vita, è venuto il perdone. Pensavamo che non ci fosse più niente da fare, invece, e tutto è ricominciato. E mentre noi siamo qui questa mattina, è vero, questa mattina stessa, quanti luoghi stanno attendendo la pace? Quanti luoghi della vita stanno attendendo la carezza dell'amore? Per cui, il Signore prima si trasferisce in questa regione, dove quindi non ci sono solo i figli del popolo di Israele, ma ci sono anche i pagani, i lontani, quelli che non credono a niente, quelli che sono dentro a tante idolatrie, sbagliate, inutili, dolorose. È vero? Ci sono le idolatrie, è vero? Ci sono anche nei nostri tempi, insomma. Per esempio, non si riesce a rinunciare alla guerra, non si riesce. Non si riesce a rinunciare al furto. E tutte queste cose sono come degli dèi, perché comandano loro. È come quando tu sei risentito nei confronti di una persona e non riesci a fare la pace, tu sei dominato in quel momento da un idolo o da un demone di nemicitia, di separazione. Capite, no? C'è molta religione nel mondo, molta, molta. È che le religioni, però, in genere, sono sbagliate. Le religioni sono sbagliate. Perché? Perché una roba che non deve essere adorata, viene fatta adorata. È vero? Non è che non servano, per esempio, delle sostanze e delle forme di sopravvivenza. Certo? Però bisogna che servano. Perché altrimenti il rischio è che noi ci mettiamo a servire loro. È vero? E uno vive per far quattrini, vive per far carriera. È vero? Si dimentica dei suoi figli, perché? Eh? Eh? Questi sono gli idoli. E' sbagliato pensare che noi siamo un mondo senza religione. Di religioni ne abbiamo troppi. Eh? Ne abbiamo troppi. Anche stamattina mentre aspettavo all'aeroporto veniva da osservare le persone, no? Eh? Si capisce, insomma. Si capisce. Abbiamo tutti sempre bisogno di essere liberati da cose non buone che ci tengono come in galera. Capite? abbiamo bisogno. È meglio non credere in niente ma essere schiavi di nessuno. È meglio adorare nessuno piuttosto che adorare quel che non deve essere adorato. Per i nostri padri ebrei il peccato più grande, più grande, più grande è l'idolatria. Ma cosa stai lì a far fatica, a spenderti per te le robe che non valgono niente e che anzi sono addirittura sbagliate? Dico, ma sei matto? Eh, è così. Allora il Vangelo viene per liberare. Viene per liberare. allora pensare, eh, dobbiamo pensare questa mattina ognuno di noi a dove il Signore vuole mandarci. Ma prima di tutto vuole incontrarci. Eh, è bellissimo, no, quello che dice nel, proprio nel brano del Vangelo quando dice che Gesù camminava lungo il mare di Galilea, era lì, eh, camminava sulla riva del lago e vede due che sono lì con la loro barca che aggiustano le reti. Poi ne vedrà altri due. Vedete? Sta passando qui il Signore. E vede te, vede me, ah, guarda, guarda, oh, venite ma qui, venite ma qui. Ma chi sa che scuole bisogna aver fatto, eh? Nessuno. Ma chi sa che virtù che bisogna avere, nessuno. Eh? Sapete che San Pietro che è il primo Papa povretto a tante di quelle gambe. È vero, si piglia tante di quelle sgridate. Eh, perché tutti siamo così. Non è che... Allora il Signore non è che perreste a darmi una mano, eh? Ecco, questa domenica dedicatele a questo. Se avete pensato al luogo che aspetta la carezza del vostro Vangelo, pensatela in questa maniera, che è il Signore che ti viene. puoi venire, puoi venire, puoi venire, puoi venire. E sta assoldando la sua compagnia, è vero, la sua compagnia. Ma figura di se io sono adatto. Sapete, qui nel Vangelo di Matteo le cose sono più semplificate, nel Vangelo di Luca la chiamata di Pietro al macello, perché il Signore prima gli chiede in prestito la barca, poi dopo che ha fatto la sua predica dalla barca gli dice adesso andiamo a pescare. E Pietro si lascia scappare e gli dice oh Signore è tutta notte che abbiamo pescato, noi il mestiere non sappiamo, non c'è niente, non si prende niente. E dice prova a buttare giù di lì. Beh, dice va bene, sulla tua parola e c'è la rete e la rete pienissima di pesce. Eh, capite, perché il Signore non ha mica bisogno delle tue doti, ha bisogno di te, eh, della tua compagnia, della tua presenza. Ci pensavo un po' stamattina ancora a quei passaggi della mia vita dove mi scappavo fin da ritare perché ne combinavo anche di tutti i colori. Dicevo, figurati se, io, ma non c'entro niente con questa vita, se la deve fare con degli altri. E però intanto capivo che mi innamoravo di Stefano Ceno, porco cane. È vero? E che malgrado quel che ero mi attirava, mi attirava. Mi veniva voglia di mettermi anche a me a camminare. È vero? Ditto, assolutamente. Tanto che quando penso alla mia vita mi viene in mente anche una cosa che è un po' banale, insomma, ma... e cioè che io non ho pensato niente a quello che se facevo sta passeggiata rinunciavo. Questo era abbastanza chiaro. Ma che... ma niente. Niente. Ho pensato praticamente niente. Ho in mente benissimo, eh, l'ho già anche accennato, alla situazione, al luogo, al punto in cui ho detto sì, sì, va bene. Voglio... E mica che... Adesso vi faccio confusione. Mica bisogna fare il prete, non è che bisogna fare il prete per regalare Vangelo. Assolutamente. Eh? E il regalo del Vangelo tu lo fai semplicemente perché? Perché la parola buona che hai ricevuto tu hai piacere a regalarla a tua donna. Eh? Sai che ho saputo una cosa bellissima? Eh? Desideri regalarla. E questa cosa qui del desiderio di comunicare è dentro al Vangelo. Cioè il Vangelo dicono, dice sempre il Vangelo, ha una caratteristica. È vero? E cioè che desidera andare, viaggiare fra la gente. Quindi il Vangelo che lui mette dentro di te è un Vangelo che di per sé desidera essere notizia da te. Da te. Segno da te. Ma guarda quello lì che vi ha, ma vè, e come la, e dice vive secondo il Vangelo. va beh, eh? Sarai pescatore di uomini. È vero? Eh? Allora stamattina noi facciamo questa festa. O per ricordare, certamente per rendere attuale di oggi il fatto di dire allora vieni tu pronto, bene, vieni, andiamo adesso su casa. Ed è bellissimo perché uno potrebbe dire è successo ancora niente? È vero? In certo modo è successo ancora niente. Se dovessero dire adesso fai tu una predica e direi ma non sono capace. Perché? Perché prima di tutto accettare una relazione con noi. Ti fa piacere venire con me? Sì, mi fa piacere andiamo. Andiamo. Ho cominciato a camminare dietro a lui con una passione crescente dell'ascoltare questa parola che lui mi diceva. Anche perché questa parola che si chiama Vangelo è prima di tutto detta a me di me. È vero? Il primo che deve ricevere il Vangelo sono io. Il primo che deve essere salvato, perdonato, voluto bene, preso per male. Sono io. Capisci? e tu trasmetterai il Vangelo proprio per quello che tu l'hai ricevuto. È vero? E siccome tu sei stato perdonato tu vorrai perdonare. E siccome questo Gesù spende tutto per te anche tu a un certo punto comincerai a aver voglia di spendere. È vero? Perché qualcun altro possa ricevere. Quindi noi siamo i primi destinatari del Vangelo e quando si comincia la passeggiata dietro a lui capite? si comincia quel bene che viene a me e che io poi desidero comunicare a te. Venite dietro a me vi farò pescatori di uomo. L'altra cosa che dice dopo andiamo avanti l'ho presa da San Paolo. Dice vi esorto fratelli per il nome del Signore nostro Gesù Cristo ad essere tutti unanimi nel parlare perché non vi siano divisioni tra voi ma siate in perfetta unione di pensiero e di sentire. È interessante questo, capite? San Paolo dice però mi raccomando bisogna andare d'accordo e dice unanimi nel parlare e dice unanimi nel parlare oddio ma come facciamo? Ma diciamo tutti proprio la stessa filastrocca bisogna imparare il catechismo a memoria ma come facciamo quello giusto no assolutamente assolutamente è che tutti dobbiamo dire la stessa parola e ognuno la dice però lui come è come è stata la sua storia fino ad oggi come è stata la sua avventura della vita come è la sua sensibilità capisci? Il bello è proprio la varietà lui chiede che ci siamo tutti uniti perché? perché la sua parola il suo Vangelo ha bisogno di un'orchestrona infinita e quindi anche il tuo piccolo violino è preziosissimo può mica mancare dell'orchestra il tuo bellissimo violino per cui tutti diciamo lo stesso Vangelo ognuno nella varietà delle nostre persone nella diversità delle nostre storie nelle nostre capacità o incapacità diverse nella nostra esperienza di peccatori diversa l'un dall'altro vero? così però è la stessa parola è bellissimo questo capisci? e la riconoscono la riconoscono è vero? è come se quello che si intende divino è vero? e ci sono tanti tipi di barolo ma loro capiscono tutte le qualità di barolo diverse questo qui questo fatto là questo qui addirittura l'anno del barolo quello lì è del 98 è la bellezza capite? della nostra vita questa allora in questi giorni leggevo anche giù in Africa un testo molto bello sul matrimonio e appunto diceva questo soggetto tipo interessante insomma dice perché capisci la stessa parola che quel bambino ha prima sentito da sua mamma e poi la sente da suo papà e poi la sente da suo fratello e poi va a giocare con dei compagni e anche loro hanno sentito e gliela dì è una cosa meravigliosa capisci? perché si vede tutta la fioritura del Vangelo il Vangelo è meraviglioso ma la meraviglia del Vangelo è la gente è certo è il principio di questo giardino meraviglioso dove ogni fiore è prezioso ogni frutto è irrinunciabile perché il Vangelo entra nella storia di ciascuno alla sua maniera i seguaci di Gesù i discepoli di Gesù i cristiani non devono essere dei soldatini che marciano tutti allo stesso passo ognuno fa il suo balletto e per fortuna che c'è è vero tant'è che non bisogna neanche bisogna spegnere perché qualche volta si corre il rischio di spegnere un modo di essere Vangelo che sembra troppo strano diciamo è impossibile che sia Vangelo quella roba lì aspetta un momento prima di fare un giudizio perché a certe volte dei balletti che sembravano stranissimi si sono rivelati meravigliosi è vero e quindi è e quindi lascia tu alla fantasia di Dio di operare come è tanto che nel linguaggio evangelico propriamente la parola carattere non c'è è fatto così no intanto non è fatto così per niente perché è continuamente fatto e rifatto fatto e rifatto fatto e rifatto e te rispetto a vent'anni fa sei irconoscibile perché? è perché il Vangelo ha lavorato dentro di te capisci? e quindi tu sei andato avanti la bellezza evangelica che viene fuori dalla tua vita oggi è anche una novità assoluta il Vangelo non cessa di stupirci ma sai cosa mi ha detto? ma sai che cosa fa? eh certo il Vangelo è meraviglia è stupore è sorpresa non è un andare in ordine tutti nella stessa fila mi raccomando questo mi raccomando è il desiderio di fare insieme ma non di andare tutti allo stesso passo assolutamente e semmai appunto di quello di accogliere con stupore e con gratitudine ma guarda quel lì che passo va beh buon che roba metti insieme la mazzurca col tango eh vedi che fantasia che ha Dio eh e anche quando tu pensassi un dannato giorno in cui sei giudicato che tu però in ogni caso non fai nessun suono sbagli sbagli vivi e non preoccuparti perché perché questo suono del Vangelo non è una roba che uno deve imparare a memoria e poi andare a dire perché è la tua vita che dice è il tuo sorriso che dice è il tuo pianto che dice è la tua tenerezza che dice è questo allora c'è questa bellissima notazione no? mi è piaciuta moltissimo in questi giorni di pensare va bene adesso sono qui un po' lontano nell'Africa centro-meridionale viaggi che non finiscono mai due giorni due giorni interi di viaggio due giorni che non si va a letto perché si viaggia continuamente no? e però dice ecco però dopo ci troviamo là vero? io ho aspettato il nostro incontro di questa mattina e chiedo al Signore la grazia di aspettare sempre con una certa umiltà e un certo desiderio il regalo che tu sei per la parola che tu vinci con il linguaggio del tuo Vangelo con un'ultima notazione poi andiamo e cioè sapete che in tutto questo c'è un privilegio il privilegio è quello dei poveri perché c'è il privilegio dei poveri? perché loro di loro non hanno niente e quindi quel poco o tanto che hanno è di Dio eh? è bellissimo no? questo è bellissimo perché uno che è molto dotato molto esperto molto sapiente è un pierino eh? si capisce che ha delle robe da dire ah bravo bravo gli dedicheremo anche una strada non so è vero invece un povero tutto quello che dice Alfa non è solo è tutto ricevuto per questo la povertà diventa un aggettivo sublime della Chiesa noi chi siamo? niente ma abbiamo tutto ricevuto ma non sbagliate mai tutto ma ci perdona sempre è questa la meraviglia è questa la meraviglia e non è quello che tu sei fai sai ma è quello che ricevi nella povertà della tua esistenza e quelli che noi chiamiamo i santi sono delle persone che nei confronti di Dio sanno dargli spazio eh? si tirano indietro in maniera che lui venga avanti e lui ci viene volentieri avanti eh? gli piace gli piace allora si tirano indietro in maniera che non occupano nessun posto sono semplicemente una storia che attende il suo svolgimento che diventa un canto il canto del Vangelo in una vita che dal niente è diventata una meravigliosa sinfonia è il progetto di quest'anno che nella liturgia di oggi noi celebriamo e che poi appunto vedremo un po' come anche perché in questi giorni ero ero via la inatrica con il nostro vescovo e lui avrebbe piacere che quelli della dozza tutti però si impegnassero eh? per esempio tu sapresti dove devi dire il Vangelo tu sapresti dove devi dire il Vangelo eh in maniera che siamo sicuri come dicevo l'altra domenica che non ci sono posti non visitati capisci? perché perché tu ti impegni a dire il Vangelo là dove io non ci sono non ci arriverei e quindi importantissimo questo impegno di annuncio del Vangelo mi hanno detto che forse abbiamo fatto scrivere un foglietto non so se poi l'avete fatto ecco un altro foglietto che dovremmo scrivere sarà questo foglietto qua io il Vangelo penso di poterlo dire a questo qua in tanti modi eh? uno lo dice cantando l'altro lo dice parlando l'altro lo dice parlando l'altro lo dice facendo compagnia l'altro lo dice giocando bene allora in tanti modi però l'arcivesco mi diceva che gli piacerette che non ci fosse qualcuno che va del Vangelo ma che tutti eh? tutti occupassero un posticino per dire il Vangelo là dove sono eh? allora faremo anche un po' questo giorno oggi ringraziamo il Signore che non solamente mi ha portato a casa ma anche che eh? abbiamo ricevuto questo appuntamento prezioso sulle rive del lago Gerusalemme è ancora lontana il Vangelo di Gesù è il grande viaggio che Gesù fa dal suo Natale alla sua Pasqua queste domeniche che celebreremo insieme sono la memoria e la presenta preziosissima del suo Vangelo in mezzo a Roma