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IV DomTO Anno A 19960128 BIS - GiovanniNicolini.mp3

Data: 28/01/1996

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Testo dell'Omelia

La mamma della Marcella La mamma della Marcella E poi desideravo salutare Renato che mentre ieri sera ci preparavamo a entrare in questa Domenica delle Beatitudini entrava nella Beatitudine del Cielo dopo la sua lunga fatica ero stato più volte a salitarlo in questi giorni e l'altro ieri avevo avuto l'impressione di non essere stato abbastanza concentrato nella preghiera abbastanza umile e allora ho cercato di dargli ancora una soluzione per tutti i suoi peccati anche se lui aveva già proprio un grande sonno ormai tutto suo e poi ho cercato molto di congedarlo e poi di chiedere agli angeli di accoglierlo perché aveva già fatto abbastanza strada e la sua passione e di chiedere questo cammino si è compiuto può darsi che venga a San Martino il suo corpo può darsi che sia sepporto qui anche nel nostro ciltero può darsi che qui di Mantevigli e quindi ce le abbiamo una messa per salutare ma ancora noi non so bene dunque e poi benvenuti a tutti voi sui quali e per i quali oggi il Signore Gesù proclama la Beatitudine la sua Beatitudine la trasferisce nella nostra vita e nel vostro cuore il mio compito questa mattina è di dirvi prima di tutto di quanto il Signore è contento della nostra vita di quanto il Signore desideri benedire ancora il nostro cammino così come lo ha fatto dal principio fino ad oggi desidera che entriamo come dicevo all'inizio della messa anche noi in quella distensione, in quello slaggio del cuore che la scorsa domenica portava appunto il nostro amico Pietro a gettare la rete non più sulla sua perizia, sulla sua esperienza, sulla sua conoscenza sulla sua lunga storia di pescatore non granché per la verità ovvero quando si parla di lui a pescare in genere non pesca niente e rinuncia quindi a tutto questo e finalmente getta la rete sulla parola di Dio ecco, allora oggi la figura di Pietro si dilatta nei vostri cuori, nella vostra vita la Beatitudine di Pietro perché ha creduto e ha gestato la rete diventa la vostra Beatitudine questa Beatitudine evangelica così fortemente sostenuta dalle parole del profeta che in qualche modo ci dà la direzione, l'interpretazione più profonda di questa Beatitudine perché la vita cristiana è beata? perché è beata la condizione dei poveri? perché? è proprio per quello che ci dice il profeta e cioè che la fede diventa la grande possibilità, la grande occasione per questa umanità solitaria, perduta, siamo miliardi di persone ma ognuno è da solo finalmente di abbandonarsi a colui che è il mortetto, che lo sa la fede è imparare a fidarsi, la fede è confidare, beato l'uomo che confida nel Signore la fede è una finestra che si spalanga sulla prigione della vita la fede è la possibilità di intraprendere un cammino nuovo finalmente nella pace, finalmente per mano questo è il grande segreto della nostra vita contro tutta l'altra interpretazione che non è secondo il profeta maledetto perché Dio intende punirla non intende punirla ma ne ha compassione e proprio perché è maledetto l'uomo che confida in se stesso e cioè che è la misura di se stesso che non ha altri cammini di confronto non ha altre proiezioni, non ha altre speranze non ha prospettive si guarda continuamente sempre in uno specchio che non fa che riflettergli la sua immagine molto esterna, molto superficiale e non gli dice qualche cosa di più, un pezzo di strada in più lo fede è maledetto maledetto l'uomo che confida nell'uomo è una maledizione, non si tratta di punirla è una vicenda ferita è la condizione ferita dell'umanità e quindi questa maledizione dell'uomo che è costretto, capite? affidarsi di se stesso perché non ha ricevuto una voce non ha avuto una presenza come un dito mai amato chiuso e impaurito fuggitivo e aggressivo per questa maledizione in cui versa la condizione dell'uomo Dio si riempie di compassione a chi può affidarsi di quel uomo che è ferito lungo la strada della sua esistenza? nessuno anche dei segni supremi degli interventi di Dio già avvenuti il sacerdote, il Levita scendono per questa strada che a Gerusalemme precipita a Gerico guardano e vanno dall'altra parte ognuno nella sua ferita nella interpretazione profonda della sua esistenza solitaria è prigioniero di sé guardano a Dio l'avvenimento come tante volte noi ci siamo ricordati è questo sguardo della compassione e questo fermarsi del figlio di Dio sulla nostra vita lo vive e ne èbbe compassione l'avvenimento della fede è essere venuti a sapere a conoscere che qualcuno in Dio ha avuto compassione di noi che qualcuno ha compassione di noi questa è la nostra beatitudine sì che poi le beatitudini non sono più per qualcuno è vero beati voi poveri si può dire questo a voi si può dirlo a questa chiesa si può dirlo a ciascuno di voi certamente certamente voi siete tutti i poveri beati voi poveri perché il vostro è il re del cielo laddove la vostra povertà è diventata non da noi stessi è chiarissima al cuore di vostro padre quando avete imparato a pregare e imparare a pregare non imparare negli atti del voto prendere la domenica prendere i rosari in macchina è tutto questo ma sotto che cosa c'è questo? è sotto c'è quella specie di recupero misterioso della infanzia del nostro cuore quando piccoli e fragili non potevamo fare a meno dello sguardo e del bacio di nostra madre allora lì piccolissimi impauriti di tutto eravamo nello stesso tempo fortissimi perché eravamo avvolti dallo sguardo e dalla carenza di chi ci amava la fede è appunto venire a scoprire insieme dunque la propria libertà questo dono di gettare il nostro affanno nel cuore di Dio per la certezza di essere da lui amati e prodotti questa è la verdura e questa è la verdura di voi poveri sicché non è questa povertà intesa del Vangelo una qualunque condizione ferita non è povertà né la povertà drammatica del luogo che confide di se stesso e magari è ricco ma dice il Vangelo un gran guaio quella sua ricchezza è un gran guaio non c'è nessun guaio più grande che l'essere rizzo perché la ricchezza isola la ricchezza da dimissioni dell'autosufficienza la ricchezza non fa aver bisogno non insegna a stare attenti sicché è ridile dice il profeta quando viene il bene non lo avete quanto ci ha spaventato vi ricordate la parabola del ricco e pulone perché il suo bene era quel poveretto che stava alla sua porta e i cari li eccavano le ferite e di lui come sapete la parabola non dice che l'ha fatto male l'ha gettato via se voi state da un ricco diceva tu vuoi male i porchi ma vuoi male assolutamente nessuno solo che non si accorge capito quindi quando passano di là nel seno di Abramo eccetera questo povero ricco è sbalorditissimo perché dice ma che cosa è successo il dramma di quella parabola è che non si è accorto di l'altro del povero altro il ricco non si accorge ha questa terribile caratteristica ha questa terribile scontenna dice un terribile versetto del sangue della scrittura l'uomo nella prosperità non comprende è come gli animali che prezzano capisci di rotta solo lo spettore della povertà fa tempo perché sa bisogno di tutti di tutto e si sa guardare tutto con un aspetto di intelligente con un'apertura del cuore certo è una povertà riscattata si è attissima è vero? perché appunto povertà non è neanche semplicemente la miseria la disperazione anche quella rischia di essere chiusa in sé stessa anche di quella povertà non si può che avere compassione quella povertà che è disperazione grida la sua attesa del margineo non è quella allora non è la povertà del giurito e non è la povertà di chi è abbandonato nelle sue distrazioni la povertà beata è la povertà visitata dal Vangelo del Signore nella tua casa sono entrati gli angeli e non si sa se tu prima hai ricevuto l'annuncio dell'angelo o prima hai voluto fare incontri con la tua povertà vedo che talmondi accade tutto insieme perché sempre l'ingresso del Vangelo nella nostra vita è anche una tremenda scoperta della nostra povertà di come siamo poveri di speranza di come siamo poveri di sapienza di come siamo poveri di fantasia spirituale di come siamo poveri di largenza no? tutto ci si è angustico il palino eh? però andiamo avanti così con quattro ragionamenti poi arriva lo splendore del Vangelo tutto il giardino di Dio irrompe nel nostro cuore lo spazio in un certo senso lo scopriamo quanto poveretti siamo i nostri pensieri dei nostri sentimenti quanto vizio si scopre sempre la propria povertà quando il Vangelo entra nella vita ma si scopre insieme perché c'è questa speranza nuova questa strada aperta sicché tutta la vita diventa come dice l'Apostolo una grande conoscenza della risurrezione dei morti la risurrezione dei morti non è quello che succede alla fine quella non è altro che la pienezza di quello che continua a succedere nella nostra vita noi continuamente sperimentiamo conosciamo vediamo questa vista di Dio questa mano buona del Signore che ci fa fuori capite? una volta da paura una volta dall'amaretta di una passione una volta da un orgoglio che ci ha portati alla disperazione ecco la mano buona la pazienza del Signore ci visita e ci porta fuori sapete come quando per esempio c'è stata divisione e poi si fa pace come quando abbiamo partito con angoscia la nostra solitudine e siamo stati visitati peati voi poveri voi siete esperti di povertà e quindi esperti di risurrezione voi siete capaci di annunciare la risurrezione di Cristo perché? perché i papi di Cristo continuano a strapparvi dalla morte e a restituirvi alla vita tutta la vostra vita è così e tutta la vostra vigilanza la vostra attenzione è quella di non cadere mai nel guaio qual è il guaio? è la ricchezza no? guai a voi ricchi ah lì mi chiede la contessa quale? ricchezza qualunque per esempio quella della tua giustizia oh non entra mai nel guaio della tua giustizia ma è come? tutte le volte che ci diamo ragione tutte le volte che ci sentiamo a posto tutte le volte che diciamo eh no le cose sono proprio così io ho proprio diritto di questo però è un guaio un guaio un guaio a volte è un grande guaio tutte le volte che in qualche modo quindi mistifichiamo la nostra povertà capite? che non è solo quella di non aver quattrini oddio certo che anche non aver quattrini è un guaio ed è un guaio non tanto perché non ci sono i quattrini ma perché non sappiamo chiedere a me quanto vi dispiace questo poi poi diciamo ma se quelli vivono fatica a tirare la fine del messo ok mi viene una rabbia perché mi viene una rabbia perché mi viene una rabbia un po' contro loro il fattore di lavoro perché mi è dato anche da vita un po' magari con l'orse e hanno fatto qualche impudente moltissimo con loro per dire ma che stupidi perché non sono venuti perché non sono venuti e invece disimpariamo anche noi vogliamo rigorosamente non vogliamo essere vendicanti invece il povero è vendicato è vendicato si va a vendicare un bacio si va a vendicare un pane si va a vendicare il perdono bisogna se siete vendicati o è il nostro se non vendicare la preghiera ci insegna che la vendicità è divina il divino venditante è Gesù Cristo è venuto a dirci che ha niente nessuno niente si è tenuto libero dalle arrore di Adamo e quindi continua a essere poverissimo perché questa era la tesi di Dio capite all'inizio lui voleva proprio poterlo dire a tutta l'umanità e a due i poveri allora come doveva essere secondo Dio che poi non gli è riuscito negli appunti le cose riescono perché a lui gli è dato male però dice Sant'Agostino che poi gli è stato meglio ancora perché la pezza che c'ha adesso era super è molto meglio la pezza di come era stato fatto a noi cioè come vorrebbe lui in ogni caso come vuole adesso lui vuole che tutti siamo poveri perché lui possa riversare in noi e su di noi tutto e voi così pensate anche tra noi vedrete che roba è stata scritta duemila anni fa provate ad andare in seguito ai versetti del Vangelo di oggi vi troverete dentro al Vangelo di domenica prossima e mentre il Vangelo di oggi considera così l'atto nativo della fede finalmente per la possibilità per per di dire di chi prende libera vedrete poi come diventa bella la vita è ricca è potente è interessante ed efficace è importante tra di loro l'uno per l'altro sì perché la comunità cristiana qualche volta bisogna essere così intelligente qualche volta così simpatico perché pochissimo perché riusciamo perché quando riusciamo a entrare nella vertigine dei poveri noi liberiamo la potenza divina immensa invece capite si verisce che questa mattina sono venuti qui ognuno col suo patrimonietto e col suo genito tutti i tanti un giorno buonasera e ognuno uomo questa è la società dell'occurrenza questa è la civiltà dell'enica sbagliata è una finta e poi anche se non è una finta perché dice quello lì guarda quanti miliardi che denuncia è la sua poverità non capisce niente di tutto il bene che gli passa vicino di cui avrebbe un bisogno tremendo non si rende conto di quanto non capisce di quanto non sa non si rende conto di quanto è brutta la sua vita non si rende conto di quanto è corto il suo pensiero che viene a dire ascoltato di mani ma che deve aspettare bisogna ascoltare solo uno senza di me allora quanto la comunità cristiana riesce a entrare invece nella beatitudine della povertà entra nella sua vita io capisco bene che oggi in moltissime chiese si dirà dati una mano ai poveri eccetera vabbè benissimo però bisogna farlo da poveri facciatelo da poveri mettiamo insieme quello che abbiamo facciamo sempre in maniera che non ci sia uno che la mette l'altro che gli dice grazie uno che l'altro no come ha detto lui amare di l'uno l'altro perché? perché ognuno è forte ognuno ricchissimo ognuno è poverissimo di tutto quello che tu sei e tu vai sono poverissimo come mi fa piacere che tu ci si vieni e tutto quello che tu non sei mai ovviamente sono lupissimi ognuno è forte e serenità ecco allora oggi fatto questo se vuoi venire domandare alla volontà di Dio di non appartenere a una sapienza del riso non lo diamo poi dopo se sei erico se sei povero se hai fatto le scuole se non le è fatte importa meno proviamo a fidarci di quella ipotesi di lavoro importa meno quello che conta è lo slaggio del tuo cuore per aver bisogno allora sapete di fatto quella di attitudini non hanno potete scrivere la vostra messa di oggi siete venuti qui per questo tipo se eravate a fare per più ricchi non ci vedrete se siete venuti così ricchi da venire a messa per pagare a Dio il suo compenso così ci lascia tranquilli avete sbagliato qui qui siete venuti invece perché siete dei poveri perché avete delle grandi delle cose che non sapete oppure avete ricevuto durante la settimana dei super pregati che non ve l'aspetto avanti dice ti posso ringraziare ah vado a riguardo in ogni caso siete venuti perché siete correnti siete venuti perché avete fame se qualcuno è venuto qui e fa la comunione per fare un atto devoto e per iscriversi in questo modo nella lista dei giusti ha sbagliato questo siete venuti qui perché avete fame perché qui sull'altare di Dio viene dato un parco che non potete procurarti non potete comprare non potete nuvarli non c'è non c'è si può solo ricevere avendo fame altrimenti dice l'apostolo sta attento perché non capisci cosa vai a fare se non vieni a fare la comunione con il parco hai visto come fanno con Massiletto fanno così con Massiletto fanno un gioco di frutta e frammentare praticamente quando riescono a non dargli la colazione gli fanno venire fame lui viene a fare la comunione e fa la comunione poi mi guarda e dice oh ma così poco eh non so se hai sbagliato ho detto che mi sono accorto che in Africa quando c'è la messa la domenica in quest'ora sarebbe voglia di dire ma questo pane è anche non fermentato ma diamole un bel tocchetto e dopo non andavo a pranzo aspetta del catechismo aspetta della benedizione ragazzi dopo tre ore di messa in ogni tigre sognavo la testa asciutta della sua orche o a prenda ma insomma e loro mangiava lì lì va tolto tra le inglesie e la fame è molto forte e voi siete venuti qui perché piangete e se invece siete riusciti a tapparvi così bene gli occhi e gli occhi del cuore da non piangere viaggiano avete sbagliato questo ma voi siete venuti qui perché piangete perché il vostro cuore batte col cuore di Dio e battendo col ritmo del cuore di vostro padre voi piangete però di ferito però di non ferito però di benfatti però di timore voi siete partecipi di questa grande passione che gene attendendo la risurrezione di Cristo voi piangete come è bello che voi siate gente capace di piangere è solo una sapienza della stortezza che pensa che la forza sia essere capaci di non piangere è stortezza suprema rappresenta l'ipotesi drammatica di una specie di pietrificazione del cuore della sensibilità dell'intelligenza dell'attenzione è terribile non essere capace di piangere la bellezza della nostra vita è che siete persone che qualche volta sa pregare e più volte ancora sa piangere e il pianto è in altissima preghiera ma dice ma io non so pregare questo è così ma si pregare così ma si pregare così la pensione del tuo cuore del tuo spirito è preghiera beati voi ti piangere come è bello essere cristiani come è bello che Dio ci abbia fatto dono della sua benitudine come è insopportabile pensare che anche uno solo sia privato della meraviglia del dono che noi abbiamo ricevuto come è bello allora pensare che avendo rinnovato il Dio oggi i nostri cuori desideriamo comunicare a tutti la beatitudine della nostra povertà e cioè dalla nostra povertà la beatitudine di Dio e di noi un Dio di cui non conosco il nome non so dov'è so che c'è e so che arriva presto sono contentissimo che Lui avvieni perché sarà la delizia e la beatitudine della casa che lo riceve desidero insieme con voi ringraziare per tutti i regali che abbiamo ricevuto ancora desidero in particolare ringraziare per i nostri bambini è una delle più grandi povertà del nostro mondo non ne abbiamo più ieri sera ieri mi hanno detto che il nostro comune per fare che sia un top nazionale e quindi forse mondiale un vines di povertà più poveretti di noi qui non ce ne è allora chiediamo molto al Signore di dare misericordia di noi e di restituirci la beatitudine dei bambini e insieme a loro ogni beatitudine di pace di perdono di comunione di speranza diciamo insieme ascoltaci Signore a suo cuore e a suo cuore a suo cuore e a suo cuore per la sua cuore per la sua cuore e per la sua cuore e per la sua cuore che il Padre ha donato per essere il segno della vostra ricordia e della previsione del Signore grazie a tutti grazie a tutti grazie a tutti grazie a tutti