Un uomo aveva due figli, così inizia il Vangelo che oggi ascolteremo per grazia del Signore, sul quale un pochino rifletteremo. Ma prima di tutto volevo presentarvi come titolo di questa domenica, quindi la paternità di Dio, il fatto che sono tutti i Suoi figli. Quindi quello che fa bene è quello che invece fa male, c'è uno che funziona bene e uno che funziona male di questi figli. Un uomo aveva due figli, saranno Israele, Leggenti, saranno i giusti, gli empi, saranno i santi, i peccatori, in ogni caso sono Suoi figli. Ecco, vorrei insieme con voi partire da qui, da questa affermazione che è decisiva poi su tutto. Per quanto uno dei due possa non andare bene, continua a restare suo figlio. Ecco, su questo noi facciamo conto, tutti noi sappiamo come siamo, come siamo messi e quindi anche in questo momento, anzi soprattutto in questo momento, abbiamo l'ardire di presentarci a Lui come siamo messi, così come siamo, però contando sul fatto che è nostro Padre. Di solito i bambini escono al momento dell'Umeria, stavolta devono entrare. Mi piace molto anche questa scena e questi… Succede ai bambini africani, loro si mettono sempre sulla parete che è colpita dal sole, in modo che così stanno più al caldo. Qualcuno di noi ha preferito questa posizione? Bene, devo prendere ragione anche di questa lettura così lunga all'inizio, è la prima lettura, il lettore mi aveva chiesto che cosa fare e io ci ho pensato un po' e poi mentre andava a leggere ho detto fai come vuoi tu, perché sembrava che gli fosse piaciuto molto tutto il capitolo 18 di Ezechiele, in effetti nel suo essere terribile, l'avete sentito, è anche molto bello, richiederebbe tutta una riflessione a sé, però vorrei dire una cosa di questo, quante volte dice chi pecca morirà? E' evidente che non si riferisce alla morte fisica, altrimenti qui saremo già tutti morti, evidentemente, non è questo che il profeta vuole dire, si riferisce a quello che quando io andavo a catechismo mi diceva la mia signorina insegnante alla morte dell'anima, quella che poi anche San Francesco ne parla quando dice la morte è seconda, cioè quella morte che vuole dire la lontananza da Dio, che ci fa morire, anche noi in qualche modo bisogna dire che facciamo esperienza di questa morte quando ci allontaniamo da Lui, tutti noi in modi diversi credo che ne abbiano fatto esperienza di queste morti parziali, da le quali fortunatamente il Signore ci risuscita. Vabbè, dette queste premesse, volevo dirvi sostanzialmente una cosa in questa conversazione che vorrei fosse ancora due voci con Giovanni, così tanto lui si prepara. Cosa nasce dal fatto che ieri sono andato insieme con un gruppetto nostro a trovare un prete un po' matto, nostro amico di un'altra diocesi qui vicino alla nostra, il quale ci ha portato un po' in giro nelle case delle sue comunità, sostanzialmente sono case di accoglienza di persone di vario genere, sono o stranieri oppure sono carcerati, ex carcerati oppure carcerati in detenzione alternativa, che sono ieri di vario genere, di varie dipendenze. Qui Gesù dice pubblicani e prostitute per intendersi, un'umanità di questo genere, di questa tipologia. e visitando queste case e incontrando queste persone che lui ha accolto e che ha anche molto valorizzato, perché ha dato a ciascuno un compito e alcuni anche compiti di responsabilità, questo guida, questo settore delle nostre attività, quest'altro sta dietro a quest'altra cosa, vedendo e incontrando queste persone ho avuto un'impressione generale, erano persone piuttosto allegre e piuttosto serene, poi qualcuno a tavola, qualcuno poi girando in macchina per le varie case raccontava un po' di sé e ci rendevamo conto di quali travagli di vita, quali sofferenze non solo del passato, ma anche del presente, questa gente vive. Però evidentemente è successo che quando hanno trovato qualcuno, mi rifaccio anche al Vangelo di domenica scorso, che li ha presi dentro nella sua vigna e ha dato loro un compito, un posto, un posto anche di dignità e loro hanno accolto questo come una vita nuova e io ho avuto un'impressione in tutte queste persone, quindi della contentezza di questo, di essere passati in qualche modo, tornando a Ezechiele, dalla morte alla vita. Io credo che Gesù voglia dire questo ai capi religiosi del suo popolo. Vedete che questi pubblicani, questi pettatori, questi prostituti vi sono passati avanti perché è venuto Giovanni Battista e ha fatto il suo insegnamento, la sua predicazione e loro gli hanno creduto. E voi, vedendo questo, non ci pensate? Ecco, io sono tornato a casa con questa impressione bella, devo dire, ma anche molto stimolante per me. Ma guarda un po', questa gente così povera, così... che hanno avuto una vita così difficile, certo non così piena, di doni come l'ho avuta io e sono contenti. Uno, bellissimo, mentre andavamo in macchina ha cominciato a raccontare tutta la sua vita a Giovanni e eravamo un po' stanchi perché erano già le 3 e mezzo, ci eravamo alzati da poco, da un l'auto pranzo e lui era senza fissa dimora, come si suol dire, quelli che non hanno casa. e a un certo punto ho detto, ma lei, Don Giovanni, lei dove abita? E Giovanni, preso così un po' di... forse dalla stanchezza, forse anche dalla sorpresa, ha detto, ma veramente non lo so. Ma allora è uno dei nostri, gli ha detto. e quindi sono diventati proprio amici, per dire la grande carica di umanità che si sente in queste persone che di per sé sono proprio poverissime, come il Vangelo dice, e voi vedendo, non vi siete ravveduti dal vostro comportamento. Io mi sono portato a casa questo ascoltando già da ieri questo Vangelo e questo volevo trasmettervi. tra i molti bidoni che mi tira, anche questo è un bidone, perché appunto sono colto un po' di sorpresa. però sostanzialmente vivo lo stesso sentimento del nostro parroco con una conseguenza che secondo quello che le scritture di oggi ci dicono, non si muore una volta sola. Per fortuna si muore molte volte, ma succede una cosa bellissima che per chi muore una volta solo lo stesso, ma non si muore una cosa bellissima che per chi muore una volta solo con la mia vita. E invece chi molte volte muore molte volte conosce che cosa vuole dire risorgere. Quindi diventa un esperto, un esperto di morte e di resurrezione. L'esperto di morte e di resurrezione nelle scritture di oggi è quello che quando suo papà gli diceva vai a lavorare nella vigna, gli rispondeva neanche come dice la traduzione italiana non ne ho voglia, ma gli dice no, non voglio. Insisto su questo perché ci hanno insegnato al catechismo che i peccati molto grossi sono mortali, come un avvenenamento pericoloso. E però per fortuna ci raccontano anche che c'è uno che è il figlio di Dio ed è un ragazzo e poi un uomo di Nazareth che muore e risorge. Chiunque muore risorge. Io avevo un legame profondissimo con mia mamma e mio papà, come penso anche voi. E il fatto che se ne sono andati via da questa vita per me è stato una prova terribile. Ma sono ritornati. E anche in questi giorni mi hanno fatto molta compagnia perché la testa e il cuore di me hanno dovuto passare attraverso delle strette. E loro vivi accanto a me mi hanno comunicato questa loro vita. E siccome il Vangelo appunto dice che quelli quando gli hanno detto vai a lavorare ha detto di no, ma poi ci è andato. Ecco vedete, noi siamo tutte persone che conosciamo che cosa voglia dire morire e sappiamo cosa vuol dire risorgere. Sono sempre molto preso quando qualcuno piange. E sono sempre molto sorpreso, molto emozionato quando vedo che risorge. Perché tutti siamo dentro a questa vicenda. Quando il Signore è morto sulla croce è stato per farci vedere che cosa sia risorgere. Perché quello lì che aveva detto a suo papà quando gli ha detto vai a lavorare nella vigna. Non gli ha detto neanche come dice la traduzione in italiano non ne ho voglia. Perché quello lì gli potrebbe dire beh oh va lo stesso. Lui invece gli ha detto non voglio. E poi ci è andato. La risurrezione è questo. Che tu ti sei buttato dentro nel buio e nella morte ma lui ti ha strappato fuori. E sei qui in questo momento. A celebrare nella risurrezione. A celebrare nella risurrezione di Gesù la tua risurrezione. Noi siamo esperti di questo. Bisogna che lo diventiamo sempre di più. La bellezza della parola che oggi riceviamo è precisamente questa. Che dalla morte si risorge. E il Signore vuole che risorgiamo. Questa risurrezione è complessa. Perché qualche volta per esempio quello che è morto dentro di noi è un sentimento. Non è un problema solo cardiaco. È la morte della speranza. È la morte dell'amore. Ma tutto può risorgere. Il Signore in questo Vangelo di oggi ci comunica la sua assoluta volontà. a che nessuno sia abbandonato nella morte. E dice però sono quelli che già sono più bravi e quindi dopo si aggiustano. No, non è vero. Se confrontate le due persone che dicono uno non ne ho voglia, non ci voglio andare e l'altro che dice sì, ma poi non ci va. No, siamo sempre dentro a questa cosa. Però più è stata drammatica la nostra dichiarazione di morte più è certo l'intervento del Signore per ridare la vita. Tutte le persone dei nostri affetti che non sono con noi in questo prato questa mattina perché dicono che sono morti in realtà sono nella risurrezione. e se c'è un pericolo tra i due perché a tutti e due i figli ha detto vai a lavorare uno gli ha detto no e l'altro gli ha detto sì ma non c'è andato ah, non c'è dubbio il pericolo più grosso lo corre proprio quello che ha detto sì i più sicuri dopo il parco mi sgriderà i più sicuri di risurrezione sono gli esperti di morte gli esperti di male gli esperti di dolore è certo e quindi quando quello lì il papà gli dice vai a lavorare e gli dice non voglio caperi dice un no tremendo ma quello sarà quello che farà un'esperienza di risurrezione ancora più grande io penso che qui nessuno sia peccatore come sono io e quindi proprio per questo motivo io mi ritengo un esperto di risurrezione perché ne ho combinate più di Bertoldo ma continuamente lui mi è venuto a cercare e mi ha preso e anche questa mattina insomma il parco mi ha fatto fare tutta un'avventura di macchina di parrocchie di arcivescovo l'avrei strozzato a un certo punto perché arrivavamo in ritardo io non avevo avuto il tempo di rileggere questo Vangelo e però sono qui e tu sei qui e tu che sei peccatore come me magari un po' meno sei qui a sperimentare la potenza della misericordia di Dio sei perdonato sei considerato figlio adesso ti nutrirai del mistero del Signore e a Dio dirai Padre nostro sei vivo perché sei perdonato e sei perdonato perché sei amato nessuno è condannato a morte la messa di oggi per me è un grande ringraziamento al Signore perché qualche volta gli ho anche detto ma porco cane ma mi hai fatto proprio male perché per delle stupidate sono morto ma sono risorto proprio come a te non c'è niente di speciale in me io sto cercando solo di ricordarti ecco e di restituirti a un'esperienza viva di questo la più grande fregatura che abbiamo nella nostra vita è infatti la paura della morte moltissimi guai nel mondo i più succedono per questa paura della morte ma noi non dobbiamo avere paura della morte perché c'è uno che è morto per tutti noi per farci vedere come si va a finire ed è il figlio di Dio che anche oggi ci ha riuniti e quindi anche tu risorgi questa è la sua volontà risorgi e quindi a quel no per cui hai detto non voglio la risposta di oggi è questo sì di Dio che ti restituisce alla vita se c'è qualche perplessità e qualche dubbio possiamo fare una passeggiata in campagna e fare delle chiacchiere ma penso che tu nel tuo stesso cuore ritroverai tu questo nessuna delle persone che non è sul prato stamattina perché è mia nonna eccetera è viva è viva e quindi a queste persone della nostra vita che sono vive in Dio che oggi possiamo affidare la nostra poca fede le nostre paure ma soprattutto la nostra speranza e il nostro ringraziamento ringraziamento e sang Qubalanceак inscrizione Tra R見 l'arrio vabra Chris Lo良 che ciao l'arrio productos che non Analytics Mina che pagal figa aspas quando脈 mo lo