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V Dom TO, anno A - Messa per Enrico 19960204 Giovanninicolini.mp3

Data: 04/02/1996

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Grazie a tutti. Così mi dicono le parole del profeta. Spezza il tuo pane con l'affamato. Introduci in casa i miseri senza tetto. Vesti chi è nudo. Con Enrico Gesù ha fatto così. Gesù ha aspettato il suo pane con Enrico. E lo ha portato nella sua casa. E ha vestito sempre la sua nudità. E quindi il breve cammino di Enrico è una grande gloria per il Signore. Oggi ho visto il Signore più bello, più splendente. Perché al grande manto della sua misericordia e al grande firmamento della sua potenza d'amore si aggiunge una luminosa stella. Perché ognuno di voi creato in Cristo è un capolavoro che Cristo, con le mani affettuose e abidi del suo spirito, plasma e porta a piena belletta. E più voi portate a lui i segni della vostra natura ferita, più lui si compiace di adornarvi della sua beatitudine. Ognuno è un grande capolavoro. E di fatto quando è terminato il suo cammino, è terminato perché il Cristo ha terminato. ha portato a piena bellissima. Ha portato a piena. E cioè ha portato alla loro sublimità le note della nostra povertà e lo splendore della sua grazia. Ed è per questo che ho sentito un eco del linguaggio di tutta la vita di questo mio fratello. per molti motivi carissimo. Ma forse prezioso più di ogni altro, proprio per questo suo continuo confessare la grande fragilità della sua vita. con estrema sapienza. E sentivo sue le parole dell'Apostolo. non mi presentai ad annunziarvi la testimonianza di Dio con sublimità di parole o di sapienza. Silenzioso, no? pochi hanno udito la sua voce. E non solamente le parole pronunciate dalle sue labbra, ma una specie di parlare sommesso di tutta la sua vita. e prosegue io ritenni infatti di non sapere altro altro io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo e questi crocifisso. io veni in mezzo a voi in debolezza e con molto timore e trepidazione così con molta trepidazione una singolare paura della notte per esempio delle tempere una singolare una singolare premonitrice paura di essere portato via all'improvviso un'ansia chissà se è chiuso il gas perché aveva chiesto un cammino invece lento perché diceva da aver molto molto da riconsegnare i termini della sua confessata fragilità della sua lontananza delle beatitudini evangeliche la sua paura i suoi sogni la stessa meravigliosa sua continua confessione di inadeguatezza davanti al compito arduo e sublime di comunicare ai suoi figli la sua stessa speranza cristiana tutto si è accentuato e insieme si è accentuato tutto un cammino di attenzione tutto un cammino di apertura al mistero e al dono tanto che ieri sera eravamo vicini al nostro piccolo catechismo per motivi del tutto occasionali anticipato dalla domenica al sabato e si concludeva ieri sera il nostro piccolo corso di catechismo su una parola presente nella nota che l'arcivescovo ha comunicato alla sua chiesa in preparazione del congresso eucaristico si parlava di oggi appunto perché il titolo di quella nota dice che lui Gesù è il salvatore di tutti è il salvatore del mondo ieri oggi e sempre e quindi ci intrattenevamo ieri su questo oggi di Dio questo era il tema del catechismo di ieri sera un catechismo prima del quale c'eravamo stranamente come rubati il posto per cui eravamo accostati e per il mio bisogno sempre di parlare con qualcuno anche quando devo parlare con tanti un'ora, un'ora e mezza passata tenendo istintivamente la la sua giacca in mano e guardandolo e in questo catechismo di ieri sera dicevamo appunto commentando il salmo 94 e il testo relativo della lettera agli ebrei di questa misericordia di Dio che rinnova per ciascuno di noi un oggi perché noi possiamo reintraprendere il cammino ma poi il commento della lettera al salmo prosegue e ci dice che questa ripresa del cammino per la misericordia di questo oggi che Dio ci concede e allora insieme ci stupivamo e allora insieme ci stupivamo di aver potuto anche ieri celebrare la messa o che più semplicemente fosse venuta la luce di un altro giorno quindi di questo oggi della misericordia di Dio proseguendo il testo dice che poi tutto questo è per poter entrare nel riposo di Dio e sia l'oggi di Dio che il riposo di Dio ci sembrava di dover dire a spiegazione del testo che di fatto è Gesù Gesù è l'oggi di Dio Gesù è questa ineffabile riproposizione di tutto il mistero e di tutto l'abbraccio amante del Padre perché ognuno di noi anche oggi anche in questo momento possa ricominciare questo giorno è per te è perché tu possa con risolutezza riascoltare la voce del tuo Signore e possa seguirlo dove? verso il riposo per entrare nel suo riposo ma anche il riposo appunto è Gesù perché in Lui riposano le nostre ansie le nostre ferite i nostri timori le nostre sconfitte in Lui riposo e così appunto da buon cristiano ma quasi verrebbe da dire quasi da bimbo Enrico ieri sera è andato al Catechismo per rinnovare in sé la memoria dell'oggi di Dio e poi rapidamente per entrare nel suo riposo per noi che cos'è tutto questo? per noi tutto questo è ancora come dicono le scritture di questa domenica una luce accesa perché in fondo l'elenco delle beatitudini della scorsa domenica potrebbe lasciare aperta un'ipotesi e cioè che questi poveri in spirito che avranno il regno dei cieli questi puri di cuore che vedranno Dio stabilire potrebbero stabilire forse l'idea di un rapporto tra te e il Signore perché poi il Signore lo meriterai o perché già adesso nella tua stessa povertà in spirito come tentavamo di dire domenica il Signore si renda presente e quindi il sospetto potrebbe essere quello così no? di un rapporto diretto profondo tra te e il Signore in una circolarità in fondo però chiusa e invece quasi con violenza alle beatitudini di domenica scorsa fa seguito immediatamente nel primo versetto del Vangelo di oggi che voi siete il sale della terra che voi siete la città sul monte che non si accende una luce per metterla sotto il moggio ma perché faccia luce a tutti quelli che sono di casa e dunque per voi per noi che cos'è tutto questo? una luce accesa cioè la povertà di Enrico la sua ammittezza il suo pianto non sono semplicemente la sua beatitudine in un rapporto che riguarda lui e il Signore no ma come dice il Vangelo di oggi è una provocazione un annuncio per noi una luce accesa una città sul monte una lucerna che risplende ancora una volta il mistero di una celebrazione del mistero di Cristo davanti a noi tra le nostre mani nella nostra chiesa se qualcuno fatica a ricordarlo si fa presto a ricordarlo per dire come tutto è sempre terribilmente vicino il primo lettore di domenica scorsa lui e adesso una luce accesa trepidante dice l'Apostolo sono venuti in mezzo a voi trepidante così proprio tanto che Enrico per Mariella non è stato solamente lo sposo è stato ed è un figlio anche un figlio che lei ha ampiamente consolato ammolito ammolito incoraggiato il figlio che come sapete e come in questa chiesa abbiamo imparato bene dalle sante scritture è dimensione non accessoria ma essenziale di ogni vera nuzialità a motivo di quella croce dalla quale il figlio di Dio ha detto ha detto donna ecco il tuo figlio e al discepolo ha detto ecco la tua madre ogni sposo è anche un po' figlio della sua sposa una vicenda molto bella come ci dispiace che sia finita come mi dispiace che il Signore se lo sia preso come mi sento più povero perché Lui non c'è per le sue capacità di mestiere era venuto in tutte le nostre case ad accendere molte luci se avete presente come mi manca la sua luce forse la messa del funerale la celebriamo qui ma per sincerità io questo al Signore oggi lo devo dire io sento di doverlo provocare la mia accettazione della volontà di Dio in queste occasioni non è mai pacifica è dialettica è dialettica io lo ringrazio ma gli chiedo perché che poi per me è guardata senza retorica guardando anche questi figlioli vuol dire poi sempre solo una cosa ve la assicuro perché non io credo in un solo Dio padre onnipotente creatore del cielo e della terra tipo lui grazie è che sono