Non voglio che vi impressionate troppo per questo problema dei bambini a messa. Oggi le scritture ci aiutano, è un problema molto facile quello dei bambini a messa. I bambini a messa sono graditissimi ed è giusto che fin dal principio possano fare parte viva dell'assemblea cristiana. Questo suppone una certa catechesi in casa loro, diciamo così. E quindi i bambini devono essere molto abituati alla preghiera di casa, perché se invece quella della domenica è un po' unica si trovano un po' perduti. Ma la regola fondamentale è che la comunità cristiana deve piegarsi sui più piccoli. I più piccoli nell'assemblea cristiana non sono i bambini. I più piccoli sono i poveri, sono i peccatori, sono persone che sono venute a messa questa mattina per riporre spezzate. Sono persone che pensano di non avere speranza. Sono persone che hanno combinato dei grandi guardi e non sono tanto sicuri che anche loro saranno perdonati. Tutte queste persone sono piccole dei bambini e sono in una posizione molto fragile. Allora la comunità cristiana deve prima di tutto avere grande riguardo e rispetto per loro, perché è immensa la loro fragilità. Allora, è in nome di questi più piccoli che i piccoli che non sono i più piccoli. E' vero, bisogna un po' circondarli di siete perché l'assemblea per molti alla domenica è un luogo di trepidazione, anche di molte speranze e anche di molte lacrime. E allora bisogna che siamo comprensivi verso tutti. Ma questo non è per dire che non ci devono essere i valori. Abbiamo fatto una gran nuotata nella parola di Dio, quindi voi capite bene che io non riuscirò a dirvi quasi niente proprio. Però ho fatto una piccola scelta di qualche passaggio che mi interessa. Noi ricordiamo cose antiche e però che sempre nuove e sorprendenti ritornano. E quindi anche chi già ha ascoltato ancora questa mattina si è immerso con stupore nelle parole che la bontà di Dio ci ha consegnato. Secondo me il primo punto fondamentale, quello segnalato soprattutto dal testo dell'Antico Testamento, è l'affermazione certa per la fede ebraica e cristiana che non ci sarebbe nessuna conversione dell'uomo, nessuna, se prima di tutto non ci fosse la conversione di Dio. Il fatto grande, straordinario, è che il Dio di Israele, il padre di Gesù Cristo, è il primo grande convertito. Il testo che noi abbiamo ascoltato questa mattina ne porta un'affermazione molto forte, è proprio l'ultima espressione del testo dell'Esodo, dove appunto dice il Signore abbandonò il proposito di nuocere al suo popolo. Questo nuocere era poi dare al suo popolo quello che gli veniva. E tutto il testo di per sé è una grande descrizione della gramma scalzonata che i nostri padri hanno fatto nel deserto, commettendo quello che per Dio è il peccato più irritante e fastidioso che ci sia, perché Dio è un marito geloso con una veste e quindi sopporta che i suoi figli combinino tanti guai, ma un guaio lo manda fuori dai gangeri, che è il peccato di adulterio. Quando la sposa lo tradisce salta per aria proprio. E quindi prende il disparto di Mosè, lo piglia per il colpetto e gli dice ma senti, e gli dice quello che questi qui hanno fatto, tutta sta facendo il vitello d'oro, capite? Il vitello d'oro è un problema matrimoniale. L'adulterio è sempre un problema matrimoniale perché è un problema di adorazione. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che se te hai una donna che è diventata la persona più importante della tua vita, a un certo punto se un'altra donna o un'automobile o un po' di quadrinelli diventano più importanti di lei, questo è peccato. Ed è il peccato che fa salta per aria. Perché? Perché la cosa più importante per Dio è la comunione d'amore. Ed è questa fedeltà nella comunione che lui porta avanti dei secoli con questi peccatori e che continua ad amare e a riempire di luce. E quindi certo per lui la cosa più tremenda è il tradimento iniziale. Ma mi dico uno scherzo, il tradimento iniziale, anche quando si celebra fra gli uomini. È sempre altamente drammatico. Perché? Perché proprio contraddice al cuore interno di Dio. Gli dà fastidio, insomma. Ed è stata la grande fatica nei secoli che Dio ha sopportato. Sopportare il peccato d'un ulteriore. Perché continuamente invece la sua sposa, cioè questo popolo, se ne è andata in giro con tutti gli amanti possibili. Ha tirato su tutti gli altarini possibili, ha fatto tutti i fumi possibili, l'ha continuamente traduto. È stato il grande travaglio di Dio. Però appunto in questo travaglio si inserisce una figura bellissima che nel testo di oggi del Vino dell'Esodo è Mosè. Ma voi sapete che Mosè non è altro che la preparazione di quell'altro che è Gesù. E Gesù è Dio di fronte a Dio? A dirgli no, perdonali. Non fare quello che dovresti fare. Non fare. Tirati indietro. E tutta la storia stupefacente dalla quale noi siamo avvolti è la storia di questo tirarsi indietro di Dio da quello che Dio doveva fare. Perché gli dei di questo mondo sono tutti così. Prima all'inizio della Messa vi accennavo, forse un pizzico di maligni, che infatti se non stiamo attenti, anche noi, il Dio di Gesù Cristo, lo continuiamo a ricostruire così imprecabilmente. È un Dio che pregna appunto i buoni e punifica. Ma questi sono i signori della Terra. Questi sono gli altri dei che funzionano. Quando funzionano? In ogni caso, anche se non funzionano, mascherano le cose in maniera che anche i mascazzoni passano per buoni e magari vengono, è vero, premiati e certi infelici vengono anche giudicati colpevoli e quindi vengono puniti. Ma insomma la regola è sempre quella, pregio e punizione. Tutto questo non c'è. Non fa parte dell'orizzonte della nostra fede. Questo bisogna dirlo con tutte le forze e bisogna farlo gridare al proprio spirito perché altrimenti usciamo dalla prospettiva che l'antico Cosè ha aperto coraggiosamente nel deserto per consegnarla a Cristo come profezia di quello che Dio è nella sua ultima espressione e liberazione. La perfetta, assoluta, eterna misericordia. Tutto questo nasce appunto da una decisione suprema. Voi mi potrete dire ma come fai a parlare di Dio come uno che cambia parere? Non lo so. Quando andiamo su lo capiremo. Però certo, continuamente, quando mi metto davanti a Dio, mio padre, io capisco che lui è per me. Tutto quello che io non meriterei, non aspetterei, è sorpresa. Un vecchio cristiano come me, difficile che resti ormai sorpreso dai peccati, ma dalle meraviglie di Dio si resta sempre sorpreso. Perché lui è come non ci aspetta. Perché poi c'è sempre qualche cosa o qualcuno che ti fa scattare e ti dice eh va bene però così poi non si può, adesso basta. C'è sempre un adesso basta che in un punto famoso della grande discussione mondiale risuona e quindi allora si scattina la vendetta, il cataclisma, la punizione, il castigo. L'ha infatta troppo grossa questa volta. E' questo. Si che c'è sempre un istintivo nostro limitato alla misericordia di Dio. Perché? Perché questo è il grande punto. E' la grande novità. E vedete la cosa curiosa è che è la grande contraddizione al nostro animo. Questo per me è il più gran mistero della mia vita. Perché da una parte abbiamo evidentemente, assolutamente, bisogno della misericordia di Dio e dall'altra ne siamo così incapaci. e in fondo il Dio della spietatente è più comprensibile. Dopo no, se ci pensiamo perché c'è Gesù Cristo, perché siamo qui, eccetera. Ma quante volte nella nostra vita, invece, cediamo una specie di Dio capuffato, giustiziere, presidente del tribunale, aguzzini, voglia, quante volte. e di tutto questo, vedete, la scrittura, la santa parola di Dio è così consapevole che non ce la dà per liscia, perché poteva dire così, no? Poteva dire mentre i uomini sono spietati, Dio è misericordioso. E' sbagliato anche questo. E' sbagliato. perché se voi dite così, adesso vedete che non è difficile capire queste cose. Se io dicesse Dio è misericordioso, punto, che bisogno ci sarebbe della croce di Cristo. Molti, no? Quando si avvicinano la settimana santa vengono a protestare, perché vengono a dire ma com'è sta roba della croce? Ma insomma, ma non si poteva evitare. Ma c'è bisogno, e sono persone belle, appassionate, a cui dispiace la morte di Cristo. Perché la morte di Cristo è necessaria, è inevitabile? Perché è proprio la croce di Cristo che esprime questa contraddizione di Dio al suo interno. Perché la sua morte è la mia vita. La fede, cioè, è un appellimento drammatico, capisci? E' come tutte le cose devono andare in una certa direzione, assoluta, certa, inevitabile, e invece c'è la croce di Cristo. Invece c'è quel dire da parte di lui, fermati, ci vado io. Nelle sue discussioni con Dio, Mosè arriva a dire, o ti tiri dietro tutti questi qui, o ci resto anch'io con lui. Bellissimo, no? una specie di rifiuto, di entrare nell'intività con Dio se non ci sono anche loro. Dio ha fatto così. Quindi, non è tanto facile sistemarlo nella testa, ma non dobbiamo mai dimenticarci che è così. Perché altrimenti non capiamo niente, né della nostra lontananza, né di che cosa voglia dire il perdono. Sapete quando tutto diventa grigio? Tutto uguale. Non c'è data. Non va bene questo. Non va bene. È come se uno dicesse, beh, mia mamma qualunque cosa faccia quelle va bene, ma assolutamente bene. tua madre la fa increpare e lei poi ti riprende sempre. Così è. Così è. Non facciamo diventare tutto grigio, ma cosa serve? La vita diventa miserabile e poi è impossibile perché istinti di violenza risaltano sempre fuori di vendetta, di risentimento, di stanchezza, no? E se mamma che ipoteticamente manda tutto giù, c'è il giorno in cui non manda più giù niente. E lì da l'indicazione del paese e si spezza nel suo dolore. Perché non è questione, capite, che poi tutta questa legge di Dio sia perché Dio, come tante volte cerco di dirvi, ha il gusto di farci marciare come dei soldatini. Perché ci regala tutta la sua parola? Perché vuole che viviamo bene, che la vita sia bella, che le nostre relazioni siano profonde, buone, positive. Perché vuole che nessuno ci sia solo, perché se c'è un piccolo bisogna che ci sia delle braccia che lo abbraccia. E se c'è un pezzo che treva, bisogna che ci sia qualcuno che si avvicina a lui e la carezza. E tutti abbiamo bisogno che la vita sia bella. Le parole del Signore sono date perché la vita sia bella, sia figliale, fraterna, sponsale, amicale. La vita bella, la legge di Dio non è una specie di crudeltà satica, è la regola della bellezza. Ti sembra qualche volta di dire ma io ero da questa legge perché è troppo dura e piombi in durezza terribili dopo. Per questo ha dato la sua parola e però deve anche sopportare che non ci stiamo dentro e questo è proprio bellissimo, no? Questo è proprio bellissimo. Ci ha detto com'è la vita bella ma poi bisogna che continuamente venga a lui a farcela vivere, a riportarci, a incoraggiarci, a dire dai cominciare forti. Dice ma io come sono non ho imparato niente. E tutto passa attraverso questa straordinaria vicenda dello stop di Dio perché l'altro gli dice fa diverso. Tutto questo come vi dicevo si proclama in maniera piena in questo grande fermo dato all'ira divina che è la croce di Cristo. Fermo. voi sapete che secondo il libro dell'Apocalisse nella città finale dove andiamo tutti nella Gerusalemme santa che scende dal cielo non c'è più bisogno del sole, della luna, delle lapde perché? Perché c'è un grande sole in mezzo alla città. Che cos'è questo grande sole? È un agnellino sgozzato. Chi è questo agnellino sgozzato? È Gesù. per l'eternità Gesù fa vedere al Padre le ferite della croce e ferma Dio e lo fa essere il nostro Padre non un Dio giustiziere no? Tutte quelle cose che si costruiscono. Ho sentito anche queste state delle robe agghiaccianti no? Questo Dio interturbabile che va e ovviamente anche la tua vita dopo diventa imperturbabile è come se mi dicessero se ci ragioni poi fai bene voglia ma io sono debole sono piccolo sono malato sono stanco sono pieno di passione dov'è questo mino che ragione fa bene? Io sono solo uno che ha bisogno di essere perdonato ed io si adegua al mio peccato siccome io non sono capace di adeguarmi alla sua giustizia Lui si adegua al mio peccato Lui viene Lui prende la carne del peccatore Lui piange con me alla mia messa Lui mi dà la vita per cui io propriamente non sono vivo sono tenuto in vita eh? vivo di Lui è vero? è come una persona che vivesse perché c'ha dentro dietro non so dove un polmone che lo fa è vero? Ho conosciuto una vecchia monachina amica della Marcella che nel suo monastero la gira sempre con una valigina poverina una valigina un canello non so neanche che cosa sia ma capisco che se non avesse la valigina noi viviamo perché la misericordia del Signore ci fa vivere continuamente continuamente ci riconsegna a noi stessi a Lui a noi questa mattina secondo punto che volevo un momento sviluppare è la faccenda di San Paolo e di questo pezzettino della lettera che lui scrive ha detto cosa mirabile perché perché gli dice e sai chi sono io? il peccatore lui che è l'apostolo lui che è il predicatore della parola lui che esorda lui che viaggia lui che dà la pelle per dare il Vangelo chi sei tu? il peccatore chi sei tu? il persecutore bellissimo no? dice allora adesso bisogna scegliere scegliere quello che è un po' e lanci il collano è vero attacchi il canto del Vangelo chi scegliamo? scegliamo Paolo e per chi scegliamo proprio lui? sapete che quando era caduto da quella caduta là dal cavallo e poi se l'hanno portato a Damasco come lo vedevano tutti te lavano via perché quelli li andava a prendere era il persecutore tant'è che quando lui si è fatto vedere là nel cielo su quella strada gli ha detto ma te oh ma perché mi perseguiti? chi sei signor? sono Gesù da Tareno gli ha detto perseguiti il persecutore ma dice come? ma non scegliete quello più buono più bravo più apposto che ha fatto una vita buona regolare pericoloso pericolosissimo sceglierlo solo Cristo può permettersi questa roba ma noi noi no noi abbiamo bisogno di essere ricchi di questa esperienza della misericordia solo chi è stato ampiamente perdonato impara a perdonare solo chi sa che cosa voglia dire essere lontano da casa sa accogliere chi ritorna solo chi ha avuto fame di ritorno di intimità di pace di una mano appoggiata sulla testa sa che cosa voglia dire aver voglia di preparare una festa prepariamo una festa perché anch'io ne ho avuto bisogno di un'altra si capisce che il lettore attento di questo testo a Timoteo potrebbe fare un'obiezione perché San Paolo dice a un certo punto ma io ho peccato e poi dice perché non sapevo allora si potrebbe dire beh oh certo li perseguitavano non aveva ancora conosciuto Gesù quindi è un caso speciale però mi sono convinto che non è tanto vero questo perché ma perché in fondo non so se mi sembra un'ipicaglia troppo tenera ma a me sembra che quando uno combina una sinata non sarà non sarà quando uno sa lontana dalla luce dell'angelo non sarà non sa nebbene che lasci nel malegra questo mi sembra sempre di vederlo nello sguardo di chi si determina e a un certo punto dice va bene prendo la mia parte e va dice ma tu non gliel'hai intendo tu non hai cercato di fermarlo tu non si ma fate lì tutte ma non sa e sapete perché non sa anche questo è un po' strano però io ve lo devo dire perché c'è qui su non sa perché quando poi lo va a cercare e lo trova e lo porta a casa come ha fatto con la pecora e come capita a quel ragazzo che ritorna a casa gli fa una festa tale che è festa della paternità e della sua figliolanza e del loro affetto quindi fondi di tutte queste belle cose non le sapeva prova certo quel povero figlio maggiore no? che viveva in casa di suo papà ma da sera per capire che cosa voglia dire essere figli bisogna venire da lontano per capire che la bellezza della vita cristiana bisogna venirci dal peccato dal peccatore a voi la vita cristiana piace? gli piace i fratelli di Gesù? eh pezzi di fratelli ma fratelli fratelli si fratelli pezzi di pezzi ma fratelli si fratelli perché gli piace? perché conoscete l'esilio allora sapete cosa voglia dire e quindi è vero che in certo senso nessuno sta capite? nessuno sta soprattutto rispetto a quello che gli viene donato quando ritornando a casa viene preparata la festa per il suo perdono le due paraboline evangeliche soprattutto quella che sembra un pochino più inutile che è quella della dramma della moneta per cui è più celebre insomma quella della peccola no? va bene invece c'è anche quella della dramma che è importante perché in maniera un pochino più forte un pochino più insistita mette in luce ancora un angolino dell'animo di Dio che sento anche su questo il dovere di dirvi e cioè quando lui quando lei facciamo così organizza il te con le amiche e dice bisogna che siete contentissime perché? perché quella dramma dice il testo che lei l'aveva perduta della peccola potreste un po' pensare di più che ha delle gambe e quindi ha voluto anche scappare via però anche di lei dice che il pastore l'ha perduta ma sulla dramma della moneta non c'è dubbio dato che c'era un'amica carogna che le diceva una frutta stupida se la mettevi via bene non la perdevi oddio ma stia parlando di Dio chiuso è interessante no? questo per me è molto importante che lui abbia in un angolo della sua coscienza ma sapete un angolo della coscienza di Dio è infinitamente più grande dell'universo l'idea che l'ha perduta lui e che quindi bisogna proprio questa vita cercarla è bellino che accenda una lampada voi capite che la lampada è Gesù ancora è la luce serena di Cristo è il Vangelo di Gesù con il quale bisogna illuminare tutta la storia tutte le pieghe le strade di campagna quelle di montagna i cuori è vero e il padre ve lo vedete voi con questa lampada che è Gesù Cristo che va a ricercare la moneta che ha perduta questa bellissima ricerca di Dio e noi i grandi ricercati è vero senza taglia perché senza taglia perché è già stata pagata senza taglia perché è ormai pienamente il suo diritto perché la lampada della Pasqua di Cristo è stata accesa siamo stati pagati a caro prezzo con il sangue come Daniello e con questa luce che è Gesù il Padre tutto contento e ansioso va a ricercarsi tutte le sue monetite smarritte la grande festa della misericordia di Dio chiudiamo dicendo ma allora non ce n'è anche gusto no? fa tutto lui ci pia ci pia ci pia ci trova insomma è vero guarda mi capita sempre di più di farmi una domanda e di fare questa domanda perché secondo me alla fine è l'unica roba di tutta questa faccenda e evidentemente di come questa faccenda non è rimasta sul libro ma nel dono di Dio è diventata la tua stessa storia perché te sei la peccola te sei la moneta te sei il figlio te sei il popolo idolato che tira su il vitello d'oro sei te te sei il persecutore e lui poi ti riprende io dico tu di questa faccenda sei contento? è l'unica domanda alleluia ma perché? dice ma vuoi che ci sia qualcuno che non è contento? eh certo il figlio della parabola quello grande è quello che è contento addirittura dica si riempitira perché Dio ha fatto così sì bisogna dirselo fraternamente questa roba qui è presente in noi è la roba più tremenda quella che sempre vi dico quando vi dico che non bisogna avere paura dei peccati ma delle giustizie se i palle più grandi ma scazzonate private e pubbliche ditemi come sono ammantate di giustizia sovra ragazzi perché chieda perdono ai democratici al popolo bisogna proprio quindi abbiamo fatto le foto una stufata no? di questi di pubblici privati sempre ammantati di giustizia e poi queste sono stupidate scenezze ma anche cose gravissime sono tutte rigorosamente giustificate sempre ammantate di giustizia uno si strappa dalla sua fedeltà e dai suoi affetti ma te credi sarebbe facilissimo se potesse venirti a dire due volte alla settimana sono disgraziato ma parte non ce la faccio adesso ma così ecco sarebbe un avvistamento della pecora un fischio al padre eterno voi siamo qui ma andrebbe in fondo benone il dramma è che non ci lasciamo né cercare né inseguire perché lo fermiamo sulla fortice e dice fermati fermati sono a posto grazie sono a posto sei a posto sei a posto il gran guai è quello le ideologie i regimi le ingiustizie delle case le stupidate con noi stessi che cosa sono? sono mica i peccati sono i regimi di giustizia che ci costruiamo sopra perché? perché non ci piace essere salta di Dio perché non ci piace essere dei poveretti che hanno bisogno che qualcuno riguardi con compassione non ci piace allora siamo giusti scusa ma ci starà cosa c'è di male? no mi sembra che questa cosa qua non favorisca insomma francamente la pace beh ma che male c'è un certo sai benissimo che non c'è niente di normale tutto normale speriamo che d'altro si dice anche persone tutto normale tutto normale niente di nuovo niente di nuovo contro questo Dio protesta perché c'è sempre qualcuno sotto che deve tacere e piangere e questo Dio non va bene si è fratelli allora se vi schiacciate vedete il Dio di Scezio per oggi mi fa piacere però appunto fermarmi a quella domanda sei un peccatore perdonato sei contento?