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XV Dom TO, 19990711 Giovanni anno A (mono).mp3

Data: 11/07/1999

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Il fatto che ci ha portato nella celebrazione della liturgia ci ha anche ricordato l'insegnamento e la presenza del Signore domenica scorsa, quel perineaci l'umiltà del cuore, la piccoletta, come il punto fondamentale del nostro incontro con Lui. Lui misericordioso verso di noi, forse incattiviti ma in ogni caso piccoli, feriti. E Lui il grande ferito per dare confidenza alle nostre ferite, perché possiamo facilmente abbandonarci a Lui. E presi per mano, domenica scorsa, introdotti adesso, e per tre domeniche, nel grande capitolo tredicesimo del Vangelo secondo Matteo, e il suo desiderio, in questo unico grande discorso ricordato da Matteo, di delineare per noi la fisionomia profonda di questo regno nuovo che è incominciato. Ci siamo appunto riuniti intorno a Lui. Lui ci ha assegnato, vi ricordate, quel giorno soave. E adesso c'è come questo invito a cogliere in termini sempre più fondi e profondi, l'apparire, il delinearsi e l'approfondirsi in noi e tra di noi, di questo regno nuovo. Oggi nella grande immagine del seminatore, con avvertimenti importanti circa il fatto che l'impresa gli riesce bene, questa semina è buona. Ed è su questo che vorrei appoggiassimo la confessione dei nostri peccati, la possibilità di consegnare a Lui ogni nostra intervittà. Lo consegniamo in un ambito di speranza assoluta. Guarda, le cose vanno a finire bene. All'interno di questo riposa e fa riposare la tua fragilità e il tuo pianto. All'interno di questa speranza grande metti anche l'afflizione delle nazioni e il misfatto dell'odio del fratello contro i fratelli. Tutto quello che è passato anche attraverso il tuo spirito inverte la vicenda del cosmo. Ma sappi che la misericordia di Dio è più forte delle nostre ferite. Confesso a Dio omnipotente e a un uomo. Nelle cose di Dio bisogna partire dalla fine di prendere atto che alla fine si aspetta la salvezza, la pace. che tutto questo luogo nel quale viviamo è destinato ad essere trasfigurato e assoluto nella bellezza di Dio senza fine. Bisogna dunque partire da questo. Partire, cioè, dal profeta e da quei pochi versetti che abbiamo ascoltato che sono parte della grande liturgia della Pasqua sempre durante la veglia pasquale queste parole vengono proclamate riflettendo l'esperienza felice che i padri ebrei hanno del deserto. Il deserto, che come ci dicono queste parole, è sempre pronto a fiorire. non lo si penserebbe distinto invece attende la pioggia appena la pioggia scende il deserto fiorisce. Non può fiorire senza questa pioggia ma con questa pioggia non può non fiorire. così, dice Dio, è l'avventura della sua parola. Non è possibile che esca da lui e scenda sul deserto della nostra storia e delle nostre persone senza tornare a lui con tutto. Non si dà questo. E guardando il deserto fiorito il padre Abramo e i suoi figli comunicano alle nazioni la speranza per tutto il cosmo per tutto il tempo. E questo è parte essenziale della nostra cultura della nostra sapienza. Tutto quello che poi deve essere fatto o pensato o corretto è la ragione di questa anticipazione che è il dono di Dio che è il suo mangelo che ci dice com'è il cuore di Dio e quindi com'è e qual è la destinazione del nostro cuore della nostra vita e quindi qual è la bellezza segreta che è già stata assegnata a ogni realtà e che deve essere fatta emergere. se tu sei un giudice degli uomini e devi condannare un uomo non può condannarlo se non in ragione della sua speranza. In questi giorni si è sentito parlare di un po' di pena di morte non pena di morte ogni tanto se non è sempre parlare perché è secamente sbagliata è perché di fatto contrasta questo progetto assoluto di Dio per il quale c'è ogni realtà umana ma bisogna dire oggi per la forma delle parole che abbiamo sfruttato di tutta la creazione avendo un segreto positivo tutto quello che si può e si deve fare è questa fioritura del segreto di bellezza che Dio ha collocato in ogni sua creatura. È importante quindi sapere che deve andare a fare bene perché questo guida la tua azione il tuo pensiero il tuo progetto il tuo lavoro le tue feste le tue date per gli occhi eccetera. È stato solo un ingresso fiolento e rotto delle sapienze mondali soprattutto delle sapienze del modo giudicato molto mediterranei che ha rinvento in fondo a loro troppo potere ci hanno messo subito davanti al trame dell'incertezza. È come quando papà e una mamma non sono capaci di condurre con una proporzione assoluta tra affetto e severità la vita dei loro figli e pensano che si possa condurli avanti al mistero dell'esistenza ragionandoci sopra. ma è sbagliato questo perché la ragione che funziona bene è la mamma del tempo funziona bene se è collocata nell'orizzonte giusto ma se è collocata nell'orizzonte del nostro loro corpo per cui tutto il bene e tutto il male dipende da noi e se tu hai tutto il bene fai bene tutto questo porta a una tremenda sconfitta. per cui ci sono questi timbetti tirati su male sempre incerti sempre infelici con delle mamme che ti tappetano intorno e dei papà che si sforzano di dire no ma adesso ho ragione e ti spiego invece vedi che costa ai bimbi come costa a noi si tratta per noi di impedire in modo radicale alla buona notizia di Dio la vita ormai del Cristo in posto si apre con questa notizia sconvolgente e cioè che la vita è forza della morte è una notizia sconvolgente la ragione è maldetta e non può abitare in questo può partire da questo la tua attenzione può comporre sui stimenti utilissimi a condizione della nobiltà se lavorano all'interno di questa ipotesi sai la morte è stata vita e quindi dopo ogni tuo studio o pensiero o fatica o festa appunto o lacrima è in ragione di questo progetto che deve essere fatto emergere perché in questo appunto la morte è stata vita è impossibile che questa parola scesa non torni a Dio con te allora la tua poterosità la tua impendigenza la tua passione di vita e poi vengono tutte convocate le tue porte per questa impresa straordinaria e il tuo sentimento a questa vittoria che nell'ubile Gesù io ho ricordato sulla morte sui sentimenti dell'amore sulle divisioni della morte tutto il senso del nostro vivere del nostro operare stai in questa grande celebrazione per quanto vediamo cacciati in termini di emizione o di schiavitù o problematiche o in questioni difficili qualcuno ha ancora la scienza qualcuno ha la mente dell'uomo qualcuno ha la frattumazione del suo cuore e io stesso nel limite assoluto della mia vita come avverso la mia vita ormai sempre di più come una specie di sfida la morte mi viene avanti ogni giorno nella sfida stessa del mio cuore malato della mia psiche fragilissima mi viene incontro della fatica della problema che mi porta il mio fratello e la mia sorelta e io so che di fatto il nostro compito è proprio quello di dire la fredda la via della vita in certe volte la scommette è altissima perché di fatto la risurrezione di Cristo a fare sogno o illusione o evasione e la morte è capace di un realismo assoluto soprattutto là dove si scolgono i sentimenti e i pensieri forti degli uomini e anche le loro ragioni non c'è altro da fare che la guerra qui non si può riuscire davanti a questo male non c'è niente da fare cioè il male il mistero della morte sa essere molto serio e persino giusto e persino doveroso ma è un piante e la nostra fragilità e identità naturale è gestata in questa affascinante avventura che dà anche il suo mento però per cui ognuno di noi in modo assoluto ricordo è un grande lottatore contro il signore della morte qualcuno ha il mio assoluto di cominciare alla mattina prestissimo quando il sole è ancora a letto e scioglie un caso del silenzio della morte per precedere la giornata che sarà di domande di tripolazione per dire ma di fatto la vita è più forte della morte qualche volta la voce trema il cuore vacilla qualche volta si ha il sospetto di una specie di follia il signore non sarebbe meglio addormentarsi sostentativo d'oblio no anzi fregna e canta e a partire da questa freghiera della morte che spetta le tenebre del cuore c'è tutta la numerosità comune degli occhi dei cuori dei topi e c'è anche tutto il travagio della creazione che però tutto da questa istoria si capisce viene violentemente capocorra l'invito di nonno te è quello di star dentro a questa scommessa di risurdo per quanto si comincia così capite questo esige un altro mondo forte di un milcare è vero perché devi accettare qualche cosa che è più grande perché tu invece anche nel tuo controllo mentale culturale eh no tu camboli no e quindi dice si questa cosa fa bene ma questa fa male qui c'è il rischio qui bisogna impegnarsi qui bisogna altri venti e c'è questa specie di prigionia resistenza che infatti viene condotta attraverso il ricatto della morte siccome la morte si torna una continuiamo a agire in te vuole facciamo dei film non li facciamo altri studiati perché si fa non iniziamo di restringere questo detto iniziale le storie cristiane c'è morta quindi dicevo anche nel pensiero cristiano c'è stato un ingresso legittimo di incertezza permette di dirlo compagno per esempio la stessa incertezza sulla tua sorte finale ciò un pochino più sulla tua tentamentale che sulla luce vaggetto perché è come se tu dovessi fare tutto incerta no? fino alla fine tutto incerta cosa che si riferisce giù a bruciare le nariche con diavolone e tu fino all'ultimo sei lì che fai questo tentativo di arrabbicare i suoi vetri per cercare di scapparla mentre invece tu sai che la notizia di Gesù è il tuo giunale è quella di dire tra l'altro ti ho portato fuori perché in lui siamo venuti fuori dalla morte adesso troppo questo è diverso ma ci sono quanti segni di morte certo bisogna che li distruggiamo per esempio bisogna che ci riconciliai bisogna che continuiamo a vedere la bellezza della nostra donna anche nello scorrere del tempo e nello sfiorire del corpo bisogna che continuiamo a cogliere la sabienza che ci viene da nostro obbedire a nostro padre anche se la sua mente si è fatta fragele ma il suo segno è forte ci sono molti segni di morte ma noi siamo ormai anche i peregrinanti dalla morte alla vita e questa è la scommessa nelle relazioni di lavoro nello studio delle vicende familiari nel nostro stesso rapporto con la nostra concoreità che così facilmente e quasi ironicamente con puntualità ci dice no? come improvviso il nostro destino di morte dire fermo come si dice di quella eremita nel deserto ed era mandata a Alessandria a dirgli là in sconto tuo padre è morto e questo tipo risponde non restegnare mio padre è immortale però capisci questo esige sempre questa specie di salto che tu non puoi che sopplicare ma meglio quello ripartire sempre capisci è da finché allora oggi inizia con questa liturgia di questa domenica questo coraggio che Dio prende di portarci dentro al dramma dell'esistenza perché perché capite il titolo serve poi anche noi abbiamo il coraggio dell'affrontamento di questo regno che è molto complesso e pieno di turbamento in modo anche noi siamo qui in questo momento in questa stellea in serio di questa indecisionità tra la notizia felice del figlio di Dio e il turbamento dell'esistenza lo stesso dubbio che ognuno di noi toverosamente ha in questo momento circa la sua fede di portare forte di essere in realtà in una specie di incredulità mascherata quindi tutto è sempre messo molto in gioco tutto è bellissimo e tutto è basilissimo il credente è la sensazione a priori in questa condizione incerta tra la vita e la morte si cammina così sempre su un grinale secondo me nessuno più del credente è sempre esposto all'orrore del nulla e della morte e nessuno più di lui dovrebbe essere in qualche modo sempre fermato dallo sguardo affettuoso del figlio di Dio che gli dice tu solo continua a credere e tu riprendi il gioco e la sconfessa ecco detto questo allora dice adesso ti porto dentro ti porto dentro nel drago e oggi il drago sembra beh no io l'ho letto così in questi giorni mi sembra sia soprattutto la faccenda della parabola oggi il Signore ci parla soprattutto della parabola ci racconta anche la grande parabola del San Mito ma ci dice una cosa secondo me importante sulla parabola come altre volte ci si attende qui nella nostra vecchia chiesa la parabola non è un esempio semplice per spiegare una cosa di difficile non è questa la parabola la parabola è qualcosa di più forte di più intimo la parabola è il segreto della realtà a dire insomma ogni persona è una parabola ogni cosa che succede è una parabola e questo è detto dal mondo Dio ogni risposta in un'ottima di dire no quello che succede è perché e quella persona è perché e questo faccio è così la parabola invece è la pretezza da parte di Dio per l'intrusione del mistero di noi in realtà fila di un piccolo fila di un'entimento qui si dice tutto è parabola ma non può dire la parabola dice una realtà che si sente si vede si tocca no vedono sentono e poi c'è sotto il suo segreto che cosa vuol dire la morte di un bingo e la bellezza di una donna che cos'è la nostra riunione di questa mattina e l'angoscia di cui anneto che cosa sono queste cose la parabola la parabola è il mistero che è contenuto in noi in realtà e quindi in qualche modo si può dire che il mancello è la sigla che non è una parabola con una certa serosia che è stata del buon Dio che vuol dire che qui non è questione di testa di noi di molti libri né di copria né di conquista né di acquisto solo regalo tutta la vicenda è questa il suo desiderio di venire a spiegare la parabola allora dici sempre qualche cosa vuol dire sempre se no vuol dire la bellezza che tu non puoi vedere e che c'è appunto quella vittoria in ogni caso sulla morte che sembra appoggiare tutto il corpo che c'è ma io non ho detto vederla questa vittoria e io te la mostro dici la parola che capite in certo senso contrasta contro tutte le pretese della ragione umana di una capacità di togliere tutti gli occhi del pubblico e del sole il potere si viscerà uno da solo mettendosi insieme con molta testa eccetera eccetera e invece no implacabilmente per quanto tu muovi è la realtà può dire sempre in superficie quel segreto che sta dentro e sotto e che però è l'ultima sostanza quello solo io che lo puoi raccontare vorrei soprattutto indicare la parabola in un testo che non parla di parabole e cioè il breve tratto minimamente detto della lettera dell'apostolo di un'apostolo anche perché io non dice per un altro di dorato dice allora andiamo a vedere le parabole eh cominciamo a vedere come si fa e accetta la sfida che tutto sia parabola di una realtà nascosta e così dica e allora cominciamo a parlare di parabole e dice cominciamo a parlare dei guai eh cominciamo a parlare dello stampante perché i guai dai sono televisivi di anche spegni il bottone i guai sono a cuore invece la passione il dolore è il guai che viene dentro è il guai che è così dentro che certe volte neanche esprimisce insomma poi siamo tutti un po' a spegne dunque partiamo da questa parola il dolore e la diamo interno quella passione cominciamo a parlare tra i venti secondo me e comincia con quella cosa che di fatto non pensare che il tuo dolore si abbia se stesso e stabilisce immediatamente una tensione e relazione tra il dolore e la storia comincia con dire cominciano a dirci cioè che il dolore e la mia passione questa mattina non è che da un uomo semplicemente non ce lo cacciano dentro al passo che qualcuno si affaccia alla bocca del dolore guarda non può fare niente come non poteva fare niente il sacerdote come la illa che passava dalla strada per genio accanto all'uomo vento non è così il tuo dolore è una relazione una relazione alla gloria quasi a distanza no? quello che ti aspetta domani tu che avresti così anche bisogno di identificarlo e che invece sei come messo in sospensione da questa parola strada non c'è dolore che non sia relazione a una gloria il che vuol dire capite da parte di Dio che un attacco formidabile a quello che invece è sbagliato una espressione lunga e profonda della passione quando è nel nostro cuore che è la sua assurbità perché il dolore è un bicchiere forte come il dolore e che in fondo di una cosa si può portare tutte le spiegazioni forse non riesce a chiamare la dolore ma è che è la dolore o passione quando diventa una specie di morire con gli occhi aperti con il cuore che batte con te che camigli di strada di prendere l'auto però sei trattato significativamente il dolore è un consenso con tutto questo genotico è una strada come una strada è una strada e passa alla seconda parola per dire infatti dice ma non d'accorgi che tutto quello che c'è tutto intorno nei fiori e nei cuori delle persone nel baltradeo come a San Martino tutto è una grande colossale attesa no no si tutto è una attesa e che cosa attendo attendo a qualche cosa che deve essere sperato ma di testare come un piccolo esempio si bene vedete un'oveglia di un uomino alto così in cenno che dietro un muro in un tormento di notte guarda verso la madre non crede più niente perché è in cenno quello uomino si chiama Francesco e pochi mesi prima di morire compone il canto e dice del sole della luna della terra di quelli che perdonano e dice persino della morte e lui c'è come è tutto perché non riuscendo più a vedere la parola perché quella la si vede con gli occhi di carne senza gli occhi della carne ma con quelli che Gesù gli ha regalato legge la spiegazione della parola il sole è tutto contento perché non viene spiegato la parola perché il sole è un dio il sole ah no il sole è un rorore delle esedizioni che gli uomini ne danno ma quanto quell'omino c'è con pochi mesi prima di morire dice chi è il sole il sole è il completo perché la sua parola è serata e si capisce quindi che vedete tutta la creazione il tuo fratello che ha dato a te la giornata di oggi la vicenda delle chiese slavie tutto al pente dice l'alberazione della gloria dei figli di Dio poi un figlio di Dio fa esprimere l'asso esprimere tutta questa gloria che è la vittoria dell'uomo di Gesù sul mare e sulla morte poi il piccolo Francesco fa trasparire Cristo da sé allora in qualche modo le creazioni sono tutte contente perché in quel momento avete un tempo dalla tua attesa perché tutto continua ad essere una parola luta che si fa comunque avere Maris Maris perché qui Santa O ci dà un'informazione enorme purtroppo o per fortuna il cuore del cuore la sua vicenda è così potente che nella sua vicenda viene coinvolta e tramvolta tutta la creazione il tempo il sole il mare lo spazio la qualità delle cose il loro significato tutto viene tramvolto è vero no? è vero dice sei davanti alle tre cime di la mare che bello ma siccome non sono in pace con mia moglie mi danno una noia queste cime di la mare come quando ci diciamo che è meglio con il vino non volendoci bene che tortellini con odio certo non travolgiamo continuamente tutta la realtà con il vino di la mare è vero? San Martini è il più bel posto che ci sia il moto o il più brutto? cosa si dice? dipende dal cuore dipende dal cuore permesso che il luogo delle elezioni di lì non c'è posto più bello di questo e mi fa qualcosa detto parlare di un'omare sempre nella speranza di qualcuno di la notte no? è bello e quando qualcuno nella barbarità sottoculturale dice ma come ma i fratelli sempre conoscenze voi ne avete scelto uno brutto e si e come abbiamo avuto una grande fortuna che non l'abbiamo scelto così possiamo pensare che la scelte il buon Dio e ne ha subito rivelatte una bellissima proprio come la persona del tuo amore che necessariamente e doverosamente è la più bezza non preoccupare che giustificava dicendo no che non è tanto bella ma è molto cara no ma è la più bezza è la più bezza è il tuo compito svelare la bellezza racchiosa della parola e San Paolo ci dice che allora tutti venissero aspettando questa roba così per chiarito per lo scogli la Repubblica e guarda e tutto sta a te tutto sta a te anche il clipe ovviamente per salvarse la parte per rappresentarsi a uno che non la stella perché ha tuttora in realtà ho capito anche a quel punto lei è un maschinoышo senzaКакivine sonoé un maschino non? dal momento non capisco tutto perché non capisco per良 deliberately noi altri altri, noi altri, noi altri, noi altri. Come si fa? Mantiamo la nostra vocazione crisi di attività. Mantiamo. Mantiamo se di fatto abbiamo una concezione della verità esclusiva e escludente. Mantiamo. Il segreto della nostra sapienza è precisamente questa capacità di togliere a livello cosiddetto universale l'attesa della gloria del Fiume. E quindi, e quindi il genito di questo patto, con quarta affettuosità, con quarta affettuosità, ogni mattina affacciandoci alla finestra della propria vita, noi ci vediamo ad ascoltare il genito della storia. Quando passo vicino al carcere della donna, quando sfioro il grande ospedale, quando passo anche nelle vie anonime della vita e dell'amore della gente, come vi è importante ascoltare il genito. Un genito che capisce è il riscatto radicale del dolore. Anche questo, che ricordi ce lo siamo detto, questo non esserci più un dolore, a motivo della croce di Cristo, che non sia il dolore del fatto. E quindi per la vita. fa parte in te. Perché almeno quando non è inutile c'è, quando sofferenza, sangia c'è, quando è nell'ultima di vita del destino e... più questo. Ogni dolore è del fatto. Gemme nella attesa di questa che conti d'acqua. È la parola. Vi ho fatto perdere dopo te. Quindi della parola lo diciamo. Se non ho una parola, se avrete tempo di andarla a vedere, è una parola importantissima, importantissima, che in italiano non si trova altro modo di tradurre che comprendere. Comprendere. Quelli che funzionano bene, in terreno buono, sono quelli che ascoltano e comprendono. È una parola straordinaria. Da amare molto. Io l'avamo molto soprattutto per l'inizio del Salmo 41, quando dice che è beato chi ha l'intelligenza del povero. che cosa vuol dire questo comprendere? In certo senso può dire un po' la roba di quello che in italiano vuol dire. Si potrebbe ironicamente dire che comprendere è precisamente la roba che succede a chi ha in cuore con una strada asfaltata, scendono, è vero i sedi, arrivano i passerini, vengono tutto perché non entra dentro niente. Ed è un po' anche di chi, sì, c'ha sopra un costrante dell'inno di terra, ma sotto c'ha dei quei sassi, per cui subito più origini, ma poi non c'è più niente sotto. Perché questa parola comprendere invece vuol dire come raccogliere insieme e stare insieme. non si può, adesso permettetemi di spiegarvi in qualche modo, non si può capire se non state insieme. non si può attraverso se non spettando e approfondendosi nella comunione. la più grande sorprende è pensare che il mio rapporto con Cristo sia un adeguamento con lui. mentre invece il mio tentativo quotidiano è di tenermi a lui e di tenerlo a me. il tentativo di dire sì, ho capito adesso faccio. è orgoglio da naufraghi. e invece la bellezza del primo salvo che dice, ma no, io ci sto dentro. faccio come quella tamerice nel deserto che ha avuto una gran fortuna. gli è venuta vicino una piccola sorgente e la tamerice tutte le sue radici le tiene sempre lì e sta lì. il giusto della radia e della nuova alleanza è colui che è stacco. non è un profilo della strada praticare, è un respiro da respirare. probabilmente non si può che respirare anche un po' di acento perché è un'aria troppo alta, insomma, per la modestia dei nostri colponi. è una luce troppo forte, forse, per i nostri occhi. ma il comando è quello di stare. il terreno buono è quello che ascolta la parola e poi si attiene e ci sta dentro e ne gode e sorride e piange, e fa festa e la racconta e ne avverte la sconforzione e insieme ne avverte la serena grandezza. comprende. l'augurio di questa settimana è che ognuno di noi possa stare al Signore del Vangelo e tenere al Vangelo del Signore.