III DomenicaQuaresima 2014-omelia-GiovanniNicolini-20140323(28).mp3
Data: 23/03/2014
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Testo dell'Omelia
Ecco, la donna di San Maria è la prima persona che ci viene incontro per portarci verso la Pasqua. Ne incontreremo altre due persone nelle prossime domeniche, il cieco nato domenica prossima e Lazaro chiamato dalla morte. E queste tre figure nella tradizione antica della Chiesa rappresentano appunto il cammino di Pasqua, per capire che cos'è la Pasqua e in che modo noi ne siamo coinvolti. E la prima figura è appunto questa figura femminile che segna che cosa? Segna quello che noi tante volte qui ci siamo detti, segna la fine della grande ricerca che Dio ha fatto della sua creatura amata e perduta. Contradicendo la grande cultura filosofica e teologica che pensa sia l'uomo che cerca e trova Dio, la fede ebraica e cristiana, quando si tiene in riga, appunto invece sa che il viaggio è rovesciato e che è Dio che viene a cercare l'umanità. E la cerca finché non la trova. E oggi Gesù celebra questo ritrovamento. Chiedevo all'inizio della liturgia che ognuno si lasciasse trovare dal Signore così com'è. Non occorrono ricchi speciali di purificazione, né tantomeno bisogna essere bravi. Dovremmo essere bravi per arrivare noi a Lui. Siccome arriva Lui a noi, non occorre. Così come siamo. E in lei, in questa donna di Samaria, questa mattina il Signore visita tutta l'umanità, tutta la storia dell'umanità. Umanità che quindi lei rappresenta in questo incontro. E come avviene questo incontro? Perché avviene? Perché Dio ci vuole molto bene. Questo è il caso serio della nostra fede. che lui ci vuole molto bene. E che quindi fin dal momento in cui ci ha persi, la vicenda del giardino, del serpente ingannatore, del frutto, eravamo proprio all'inizio della Bibbia, no? Lui subito decide che andrà a cercarla. Loro hanno perso il giardino, si sono persi, sono precipitati. Appena fuori di lì, il figlio maggiore prende il figlio piccolo, lo porta in campagna e lo ammazza. Ed allora il precipice è stato vastissimo. Ma Lui non ha desistito da questa ricerca. E quindi soprattutto attraverso i nostri padri ebrei, e quindi l'elezione che Lui ha fatto di questo piccolo gruppo di pastori erranti nella penisola del Sinai, Lui ha iniziato questa ricerca che in qualche modo oggi a Sicari, questa città della Samaria, ha un suo punto d'arrivo. E' un raggio lunghissimo. Non sorprende quindi che la notazione evangelica, l'abbiamo ascoltato adesso, sottolinei che Lui è stanco. E' molto stanco per il viaggio. E' il viaggio che ha fatto dal Padre fino alla nostra povertà. Che capite? Essendo questa scelta della donna di Samaria, è in certo senso anche inaspettata, perché sono gli ebrei che aspettano il Messia. Va da un'altra parte. E' importantissimo questo. Perché se andava da un peli che l'aspettavano, invece loro l'aspettano ma male, in mezzo a un sacco di eresie, di problemi, insomma. Tant'è che non vanno per niente d'accordo. Giudei e samaritani. Lui va proprio lì. E perché ci va appunto? Perché li vuol bene. Bisogna spingere questo voler bene di Dio fino alla perdizione. Bisogna dire che è innamorato. Quando si è innamorato non si capisce più niente. Si perde la testa. E così è di Lui. Perché voi sapete che Lui è venuto a perdersi per noi. Questo è il bene immenso che Dio ci vuole. E quindi la parola che abbiamo ascoltato vuole essere conferma assoluta di questo. chiunque tu sia. Qualunque sia la forma del tuo pensiero, la condizione del tuo cuore, l'interpretazione etica che tu dai della tua vita. Qualunque sia nel suo concreto la tua condizione di questa mattina. Non c'è neanche problema di fede, non fede, niente. Tu sei in forma profonda rappresentato da questa donna. che tra l'altro, come vedete, lei cerca molto meno Lui di quanto Lui cerchi Lui. Tant'è che la cosa nasce con un dibattito. E il dibattito però nasce da una fonte essenziale. Proviamo a sottolineare. Lui le dice dammi da bere. è stanco e le dice dammi da bere. Voi sapete che questa richiesta sarà custodita e sarà da Lui riproposta per l'attentimento delle scritture quando crocifisso. Sarà all'ultimo momento. E dirà ho sette. Ma tutta l'interpretazione della grande chiesa antica esamina questa sette. E dice ma cosa vuol dire che ha sette? E Sant'Agostino risponde ha sette di lei. questo è il segreto della sua sette. Tant'è che scopriremo subito che Lui di acqua non ha proprio bisogno. E quindi ha sette di lei. Tutto questo deve sottolineare capite la potenza assoluta la prepotenza dell'amore di Dio. Dammi da bere. E lei risponde anche in questo rappresentandoci profondamente perché perché l'umanità si è abituata in fondo a vivere senza Dio. E anche adesso in gran parte è abituata a vivere senza Dio. Io ho molti amici che vivono così. Amici per me carissimi e che non hanno questa cosa. Perlomeno non hanno il modo riflesso il modo consapevole pieno. E quindi cosa succede? Quando si è da soli ci si abitua ad arrangiarsi e lei va lì con la sua brocca a prendere la sua acqua e quello che le chiede da bere è uno straniero ghignoso. E lei quindi gli risponde con un'obiezione. Ma come mai tu che sei giudeo chiedi da me a bere da me che sono samaritana non c'è buon sangue fra di noi? Perché non c'è? Ma lui approfitta della cosa per fare un altro passo di invasione verso di lei. Dice ma se tu sapessi chi è che ti chiede questa roba? tu glielo chiederesti e lui ti darebbe acqua viva. E lei fa un primo passo. Allora dico queste cose per dire che essendo lui così innamorato bisogna tener conto che la fede non può che essere seduzione. E voi sapete che nella seduzione c'è forse anche qualche passaggio di inganno può darsi. È in qualche cosa è in qualche cosa di irresistibile. E quindi lei si sente attratta e quindi sull'acqua risponde benissimo dammela tua dammela tua qui ci sono tante interpretazioni su quest'acqua non possiamo fermarci fermiamoci a questa relazione fra di loro. Perché a quel punto lui fa un passo avanti inaspettato e le dice vai a chiamare tuo marito cosa c'entra? Vedremo come c'entra e lei gli risponde io non ho marito e lui ribate sì hai avuto cinque mariti quello che hai adesso non è tuo marito in questo hai detto il vero esplode la vicenda nuziale non ho marito è questa umanità senza lo sposo capito? è questa umanità sola con se stessa che ha imparato a vivere che ha risolto tanti problemi ma che lui aiuta a mettersi davanti a qualche cosa che manca che cosa ti manca? l'amore mi manca tante volte in questa stanza ci siamo ripetuti che l'amore è la cosa più importante della vita ma abbiamo aggiunto con una nota di maliziosità che dell'amore però la cosa più importante è essere amati perché tu puoi amare se e perché sei stato amato perché l'amore di per sé non ci appartiene l'amore è un'esperienza non è una realtà astratta è la tua stessa storia che fin dal principio è stata amata che bellezza siamo un'assemblea di povera gente ma amata se mica brava gente noi ma amata e ognuno di noi ancora una volta può ripercorso e riperorare rapidamente quasi in un istante la meraviglia della sua storia così piena di una tessitura d'amore dal primo sguardo che abbiamo ricevuto all'ultimo piccolo evento di mezz'ora fa quanto bene quando gli ebrei popolo nomade di pastori passavano in mezzo agli altri passano anche oggi passano in mezzo agli altri gli altri dicono molto mo ma grandi cose ha fatto il signore per loro e loro tutti contenti sì grandi cose ha fatto il signore per noi è un salmo della bibbia è il salmo 125 grandi cose ha fatto il signore per noi quante belle cose ha fatto il signore per te ma nessuno lo sa più profondamente di chi nella sua stessa storia ripercorre questa vicenda questo manca non ho marito è una umanità siamo in tantissimi ma è una umanità solitaria la sociologia dice che più si attesa la popolazione più cresce il livello della solitudine quando nel deserto di Giuda i monaci erano tutti in caverne ognuno stava per conto suo erano tutti eremiti ma sono diventati così tanti nel deserto di Giuda che però le preghiere le dicevano insieme perché uno si affacciava sulla sua alla sua caverna e iniziava la preghiera e un immenso coro per tutto il deserto gli rispondeva e in quegli anni quando era la notte di Pasqua il diacono usciva dalla basilica del sepolcro nel cuore della città e per annunciare il Cristo risorto gettava in alto una fiaccola che veniva intercettata dal monte degli ulivi dove era pronto un fuoco da accendere e si dice che in cinque minuti il fuoco si dilatava fino in fondo alla penisola del Sire tutti vedendo il fuoco accendevano il fuoco era un eremitismo di profonda comunione invece noi siamo un po' soli ecco è questo di cui ha sete l'umanità e lui quindi che le ha dato da bere lui in realtà è questa fonte ha questa fonte ma allora è lei che a questo punto avete sentito fa un altro passo ancora anche questo strano perché dice ma adorare Dio cosa cifra parlavamo di Maria adorare Dio voi dite che bisogna adorarlo a Gerusalemme noi lo adoriamo qui su questo monte ma chi è che ha ragione e lui le dice ma guarda abbiamo ragione noi abbiamo ragione noi ebrei bisogna adorarlo nel tempio però viene un tempo e già adesso in cui i veri adoratori quelli che il padre cercano non avranno bisogno di un tempio né di ritti né di gesti di adorazione perché ognuno lo potrà adorare in spirito e verità cosa vuol dire che l'adorerà nella immensità che ognuno di noi è nell'incontro con l'altro e nella immensità che l'altro è nell'incontro con noi spirito e verità è che adesso dappertutto c'è il tempio di Dio dove due o tre sono dove tu sei nella fragilità della tua vita lui è tu sei il tempio del Signore i tuoi piccoli sono il tempio della tua vita la tua donna amata è il luogo della tua adorazione perché l'adorazione non è fare salamelecchi l'adorazione è semplicemente la pienezza dell'amore è una mamma di cui si dice quella lì adora i suoi figli diceva bisogna adorare solo Dio ma certo bisogna adorare solo Dio ma lei li ama con l'amore di Dio con quell'amore potente e prepotente sai al quale adesso bisogna arrivare però perché l'amore deve essere potente e prepotente in maniera che in maniera che succeda quel che succede io lo avvolgo col mio amore e questo è l'amore di Dio e qui c'è un dibattito delicatissimo adesso c'è un po' un litigio di cardinari insomma vedremo se possiamo parlare perché perché uno dice si ti voglio bene venisse ti voglio bene però mi hai combinato questo e poi mi hai combinato questo e poi sei fatto sette amanti svedesi o buona o basta e quindi sul nostro amore è intervenuta una storia che lo limita e alla fine gli può mettere anche fine no perché il mio amore è più forte della storia e quindi qualunque cosa succeda e qualunque cosa tu combini e qualunque cosa ti succeda l'amore lo contiene eh voi lo sapete no che cosa vuol dire questo perché tutti voi conoscete l'amore come delizia l'amore come dono stupefacente l'amore sempre come sorpresa l'amore come commozione l'amore che spegne persino la parola ma l'amore lo conoscete anche come dolore al punto che non può esserci in realtà amore senza dolore perché l'amore più cresce più rende forti e indepolisce perché è bastato un tuo sguardo e io mi sono subito sentito esposto è stato sufficiente un tuo piccolo silenzio e io subito ho avuto paura e quindi tutti voi conoscete il dolore anche per prove più grandi probabilmente e però proprio per questo motivo tutti conosciamo questa capacità dell'amore di avvolgere la storia qualunque essa sia questo è il litigio dei cardinali vogliamo fare un po' di preghiera per l'argentino non so fino a che punto gli va dritta perché è delicato perché noi senza volerlo di tutto questo ci siamo dimenticati per cui in realtà il buon Dio e la chiesa che lo dovrebbe rappresentare insomma è diventato un po' un tribunale per cui sì se fai bene fai finire bene ma se fai male e il tribunale è severo è tutto col misurino proprio quindi devi aggiustare questo non va questo non è a posto che è vero eh che è vero anzi in me niente è a posto però se c'è una qualche possibilità in me che qualcosa si aggiusti da che cosa dipende dalla prepotenza dell'amore che l'altra ha per me è quello che eventualmente mi vince è quello che San Paolo dice stamattina qualche volta qualcuno dà la vita per un giusto ma lui quando siamo peccatori muore per noi capite è indiscutibile è prima è prima ve l'ho detto no? io sono convinto che Gesù Cristo glorioso che bisogna rappresentare sempre grande e grosso secondo me è un po' troppo grosso io per l'incone del pantocrato insomma ho qualche dubbio ho paura insomma invece io me lo penso seduto sullo sgabello vicino al trono dell'altissimo per cui quando io sarò portato davanti al trono dell'altissimo rosso di vergogna e diranno oh qui c'è un conto pesante e io penso che quello là seduto sullo sgabello alzerà la mano e dirà pago io pago io e tutti siamo salti perché paga lui il segno distintivo della nostra fede è questa croce d'amore più potente di ogni male capite precede questo non si può dire però dopo ha fatto eh eh no perché io stamattina sono venuto qui con l'urgenza di rendere attuale per me la croce del Signore perché se dipende così sono bene che fritti e invece siamo venuti qui a chiedere ancora una volta la potenza di questo amore di Dio questa è la nostra fede allora la domanda di lei capite è stata importantissima perché ha chiarito che cos'è la religione la religione è la potenza divina dell'amore dice ma se succede un temporale scusa faride ma se succede e se faccio un peccato mortale eh vi richiede perché lui punta su quello punta su quello che la Signora userà per tirar su il suo bambino che a un certo punto darà anche lui da fare come danno tutti ma lei lo vincerà con il suo potere materno di amore e lui sarà vinto dall'amore della sua mamma quindi questa donna di stamattina capite è potentissima perché appunto ci dice che cos'è la Pasqua verso dove camminiamo noi camminiamo verso questa potenza assoluta della misericordia di Dio domenica scorsa quando è venuto qui a parlare Raniero Lavalle non ci stavamo nella stanza giù e siamo venuti qua e io l'ho riletto il suo discorso se lo volete l'abbiamo anche scritto e alla domanda ma Dio chi è? lui leggendo bene quel testo bellissimo del Papa che si chiama la gioia del Vangelo ha risposto semplicemente Dio è la misericordia dice aspetta però non è anche la sapienza la giustizia la verità la scatenza tutto ma è giustizia per la misericordia è verità per la misericordia capisci? sono tutte vie della misericordia di Dio per cui la più grande giustizia è la misericordia perché questa è la lotta tra i cardinali perché uno dice ma cavolo quello lì dice che misericordia allora ma allora ma non c'è la giustizia? c'è la giustizia ma la giustizia più grande che Dio può fare è quello di avere misericordia di te e di me di noi di tutti di tutti la grande responsabilità che noi abbiamo perché facciamo tre chiacchiere stamattina su sta roba anzi sono io che sto stufando con le mie chiacchiere è proprio questa però la nostra responsabilità perché dopo si esce da qui e chi si incontra e con chi si vive e con quale storia abbiamo a che fare dura dura perché siamo venuti qui a capperi perché abbiamo bisogno di nutrirci perché se no è vero siamo là con gli ebrei a dire oh abbiamo sete però abbiamo sete e sapete che i padri della chiesa antica quel gesto che Dio dice a Mosè lo interpretano in questa maniera Dio gli dice prendi il bastone quello con il quale hai aperto il mare e poi vai da quella roccia lì e batti due volte su quella roccia e la scaturisce l'acqua ma San Paolo dice che quella roccia era Cristo e che i due colpi di bastone sono i due legni della croce e per un'antica leggenda ebraica quella roccia ha accompagnato l'esodo degli ebrei fino alla terra promessa perché la roccia se stava là come facevano tutti i giorni tornare a bere impossibile no? non si andava avanti ma è la roccia che ci precede ed è la roccia percossa dal legno della croce che fa scaturire da sé la potente sorgente che ci salva per la vita eterna chiedi da bere a me che ti do questa qui non solo però gli ha detto così perché se tu bevi di quest'acqua diventi tu una sorgente di acqua zampillante fino alla vita eterna capite questo poi però è il problema storico più concreto che sei fonte della misericordia proprio perché l'hai ricevuta e la ricevi appena fuori di qui mi raccomando mi raccomando stiamo discutendo con Martino dove mettere quella fontana che si arriva prima per i battesi ho una mia idea mettiamola lì fuori ci facciamo scendere un po' d'acqua quando siamo qui vediamo però certo che questo posto sia una fonte assoluta dove tutti sono accolti e tutti sono perdonati e tutti sono nutriti e dissetati perché dopo bisogna che loro possano essere fonte per molti altri perché io a casa tua non ci arrivo e lui quindi manda te a casa tua manda te dove lavori manda te all'ospedale dove devi fare un piccolo esametto che ti preoccupa molto lui manda te fonte zampillante fino alla vita eterna la vita vale la pena proprio viverla la vita è bellissima e quella donna di Samaria scopre oggi tutta la bellezza della sua vita amata può finalmente amare e lui che l'ha amata fino alla sete di lei e fino alla croce è quello sposo che si è fatto piccolo e più piccolo di lei in maniera di poterle dire dammi da bene per poi poterla riempire di bellezza di luce di pace perché possa essere fonte buona per molti altri grazie