La presenza dei bambini, di questi quattro piccoletti verso il battesimo, mi pare che orienti la nostra attenzione oggi, soprattutto sulla vicenda di Davide, e sulla elezione di Dio attraverso questo profeta, Samuele, che da Gerusalemme si sposta a Betlemme e deve nella grande famiglia di molti figli di questo ricco pastore della città di Betlemme individuare chi sia quello che il Signore ha scelto. Era un fine settimana in cui tutti facevano la doccia, si lavavano i denti, si mettevano bene i capelli, perché insomma era una visita evidentemente molto importante. Solo che di questi fratelli ce n'era uno che era un tappino, un magrolino, quegli ebreuzzi con le panne, insomma, i ricciolini. Per cui quando si è arrivati al momento giusto gli ha detto ma te sicuramente non c'entri, te non sei scelto. E l'ha mandato con le pecore, te vai con le pecore. Sicché alla fine si perse un'intera mattina perché c'è stata tutta la sfilata degli altri, erano tutti con la loro silhouette, con la loro eleganza, con le loro doti, ma ok. Non era quello che sceglieva il Signore. E lì una volta Samuele aveva detto ma questo qui deve essere quello giusto, dai, non lascia perdere. E vedi, vedi alle apparecce, non hai l'occhio buono, non hai l'occhio buono, non hai l'occhio di Dio. Allora dice ma è finito, poi bisogna buttare su gli spaghetti, come facciamo, non è tardi. Ma no, ce n'è uno là nel campo, ma no, no, no, chiamatelo, chiamatelo, non si può andare avanti se non arriva anche quello lì. Allora chiamano questo piccolino e però come arriva questo piccoletto Davide, Dio grida nel cuore del vecchio profeta e lui, ungilum, scelgilo. La parola Messia è una parola che vuol dire unto, scelto, consacrato. È lui, è piccolino lì. Quello che celebriamo noi questa mattina, il segno dell'unzione prebattesimale per questi piccoletti, è la grande memoria della elezione di Dio. E quindi la loro vita incomincia con una dichiarazione di Dio, che compromette anche Dio, poi bisogna dirlo, per dire che questi quattro bambini sono quattro persone meravigliose. Speciali. Però quello che loro oggi celebrano è capitato anche a te. E anche tu, infatti, sei una persona meravigliosa. Speciale. E se c'è qualcuno qui che invece il battesimo non l'ha ricevuto, è qui per sapere anche lui, che è speciale. Infatti, come ogni tanto vogliamo ricordare, non sono figli di Dio solamente i patrezzati, non sono i figli di Dio solo quelli che si comportano bene, sono tutti figli di Dio. E anche i quattro piccoletti di questa mattina ricevano questo segno di unzione, di privilegio da Dio, perché bisogna che ce lo ricordiamo tutti. Perché tante volte noi la nostra vita l'abbiamo un po' buttata via, ci siamo un po' vissuti addosso. Non abbiamo custodito lo stupore, la meraviglia. Non ce ne siamo neanche accorti. Dio ci ha circondato di persone, di avvenimenti, di prove, di errori. Ma siamo rimasti come insensibili. Allora i bambini di questa mattina ci sono regalati per dire, tanto al fratellino più grande, poi ai papà e alle mamme, poi anche a tutti noi, e infine al vecchio prete Bacucco, che siamo persone straordinarie. Perché? Perché straordinariamente amati. Per Dio ogni vita è preziosa. E davanti ad ogni vita e ad ogni persona, la più ferita, quella apparentemente più sconfitta, Dio dice, è mio figlio. È mio. La cosa era un po' incominciata così, eh. Perché ricordate che c'erano due fratelli? Il tuo grande si chiamava Caino, e il tuo piccolo Abele, Abele era il cocco, e Caino a un certo punto si infuria, perché è invidioso, è geloso, prende su il suo fratello piccolo, lo porta in campagna, e lo uccide. E poi, sapete, entra nella disperazione, per quello che ha fatto. E dice, ma adesso, chiunque mi incontrerà, potrà ammazzarmi come un cane. E immediatamente Dio interviene, dire calma, perché anche Caino è mio. E mette un segno su Caino, per dire guai chi lo tocca. è una cosa che ho tante volte sperimentato, trovato, nell'affetto di molte mamme, soprattutto, davanti alla vita ferita di un loro figliolo, dove la parola più forte, e questo dire però, è mio. E quindi c'è in ogni caso intorno a lui un mantello di difesa e di bellezza. che io metto su di lui, perché è mio. Ecco, noi oggi celebriamo questa domenica, che è la grande festa della bontà di Dio e del suo voler bene a tutti i suoi figlioli. Avete visto come mi hanno travestito stamattina, no? È vero, sono solo due domeniche dell'anno che ti mettono ad osso sta caparella rosa, un po' anche ridicola, insomma. Che però non vuole essere il cupo viola delle altre domeniche, è una domenica che si chiama Rallegrati, che domenica è questa, Rallegrati, perché? Perché sta venendo vicino la Pasqua, che sta vicino quel bacio d'amore che attraverso Gesù Dio ha messo su tutta l'umanità, per dire che, così com'è questa umanità, lui la ama, perché è sua. Ecco, questa è la festa dei piccolini di stamattina, questa è la nostra festa. E allora a questo punto diciamo ancora una parolina su quel lungo brano del Vangelo del cieco nato, perché è utile. Il cieco nato certo non se la sognava di essere un gran privilegiato, non ci aveva mai visto, non aveva mai visto lo sguardo di sua madre e il colore dei prati, non aveva mai visto il volto di una donna per innamorarsi e il volto del suo bambino per commuoversi. Sempre bugio. Ma siccome era nato così, è diverso dagli altri ciechi del Vangelo, perché gli altri ciechi del Vangelo non ma si gridano. Perché? Perché vogliono la luce, ne sanno qualche cosa, hanno avuto qualche esperienza della luce. e quindi la vogliono a tutti i costi. Lui è messo così male che neanche pensa che ci sia la luce e che si debba camminare al buio. Sempre. Ho molto affetto per questo uomo, perché assomiglia appunto a questi miei amici speciali che in questi anni mi sono fatto e che chiamano gli altri. Mi piace camminare con loro. mi piace camminare con loro e con il limite della loro esperienza, della loro conoscenza. Non pensano che ci sia nessuno che possa dire qualcosa di straordinario. e quindi devono prendere le misure così, con se stessi, con quello che capita. In questo senso il ciclo è bellissimo, una persona bellissima. In certo senso si potrebbe dire che è un ateo. perché avete visto in tutto il testo lui sa niente. Ma dice, ma chi era quello lì? Dov'è? Non lo so. Chi era? Boh, chissà. Ma allora cosa ha fatto di speciale? Niente. Mi ha detto, mi ha messo della perra bagnata, del fango sugli occhi, mi ha detto, va a lavarti. Ci sono andato e ci vedi. Mi salta fuori tutta una discussione. Ma dice, guarda, io non so niente. Io so una cosa sola. che ero cieco duro e ci vedi. Ma è impossibile che faccia una roba così. Figurati che te l'ha fatto di sabato. Se fossi uno di Dio, non è che fa una roba di sabato. Io so solo questo. Ero al buio e adesso c'è la luce. Dio, non Dio. Boh. Ci ho mai andato a dottrina. Non conosco nessuna dottrina. Dottrina di Dio. Non l'ho mai incontrato. Non l'ho mai visto. Questa cosa mi è capitata. Forse vi ho già citato quel maestro dispettoso, un ebreo dispettoso che dice stai attento perché Dio non lo si può trovare. E la volta che pensi di averlo trovato hai trovato un idolo. Dio non lo si trova mai. E che cosa si trova? Che cosa si trova? Si trova il bello che ti è capitato. Oh, ragazzi, chissà in quali circostanze è stata decisa sta roba. Però lasciatecelo dire. E' ben bella sta roba. Viene in mente quel vecchio salmo della Bibbia che dice grandi cose ha fatto il Signore per loro. Questi quattro affetti che ha messo al mondo anche questo bambino. E il Signore ha fatto grandi cose per loro. E' il Salmo 125. E stamattina il Salmo responsoriale dice il Signore è il mio pastore. Manco di niente. Manco di niente. E uno guarda stupito la sua vita di luce. Il grande segreto della vita è sapersi meravigliare. Il grande segreto della vita è stare attenti. Ho una roba che avevo capito niente. Improvvisamente l'ho capita. La trova di neula. Anzi, dico, la più semplice. Che vivo. Non ci avevo mai pensato. Nessuno a un certo punto ha accorto. Ho la vita. sono vivo. Ascolto, parlo, vedo, amo, sbaglio, pianto, sono vivo. Ed è tutto così la vita. Se si sta attenti a scoprire questo. Per questo cammino volentieri con i miei amici altri. Perché si scopre insieme la vita. si è come sorpresi da quello che capita. Non si ha un ordine già fissato dove infilare tutte dentro le robe nei cassetti e uno dice sempre ah, lo sapevo, ah, lo sapevo, ah, lo sapevo. Per me non ci sono persone più irritanti di quelle che hanno bisogno sempre di dire che loro l'avevano già capito. È una roba da calci nel sedere. Ma non glielo si dà per compassione perché non hanno mai la gioia di una sorpresa a portogano. Mai. Invece appunto anche a proposito di questi qui io lo ricordo un mio amico senza Dio di otto maserie e mi viene appunto quel giorno a dirmi ve l'ho già detto se me lo sai aspetto un bambino no, te no ma so che sei insieme a quella tua amica brava insomma per fare una cosa che può succedere se almeno non sono un gran esperto ma però sì ma ti capisci? Capisci? Perché capiva che non capivo niente. Aspetto un bambino. Beh? Ma è così sapete? È così. La bellezza della vita è accorgersi della vita. E accorgersi di tutta la meraviglia in cui si vive. Anche spaventosa ma grande sempre. Grande. Ed è quello che succede nel Vangelo. È quello che succede nel Vangelo. Sto a fare qui del circonato eccetera così. Non so quasi a memoria. Credo di saperlo quasi a memoria anche in greco perché mi piace molto questo testo quindi lo rileggo sovente. tutte le volte mi frega con una domanda con una roba che non capisco una massa ma che cos'è e poi pian piano mi dà una carezza alla parola di Dio e mi fa un regalo. E io sono stupito come un bambino. E allora faccio una telefonata ti rompo. Ma mi pare di capire che vuol dire anche questo. E di là un altro mi dice sì sì è così. Ma non lo sapevo non avevo capito niente. Ma che roba ma che roba. Adesso ho fatto questo fiaccetto in Bulgaria l'avevo attocchiato eh. Devo dire che gli avevo teso un piccolo agguato ma di omaggio è uno progetto dell'Europa le piccole comunità cristiane una roba incredibile di tutte le confessioni della confusione del diavolo si direbbe. Però io la Bulgaria l'avevo scelta perché avevo un'idea che lì avrei scoperto una roba grossa che adesso non vi racconto che non interessa niente è una roba su Papa Giovanni ma insomma e che però sapevo che forse c'era l'ho scoperto porto a casa sono tornato andato qui nel diazio meraviglioso meraviglioso Bulgaria è una malinconica da morire poveretto però per me è stato meraviglioso ecco e quindi la vita e questa è sempre la sorpresa che si passa dal buio alla luce e te non lo prevedevi non lo sapevi niente che ne importava neanche niente invece improvvisamente succede un qualche cosa che magari per il tuo amico è scontata ma per te non c'è è per questo che è importantissimo il cammino dell'ateo perché per lui non c'è la dottrina di Dio e tutto viene da lì e per forza c'è la fecondità no? domani sera facciamo qui una riunione ho invitato dei medicastri del Sant'Orsola perché c'è questo problema dell'inizio della vita della fine della vita e allora no dice è semplicissimo c'è una dottrina sì prova prova prova a battezzare un bambino di 12 centimetri prova prova a star vicino a una donna che piange da due mesi vicino al suo sposo che che dorme prova ma noi per fortuna non siamo una dottrina noi siamo un'esperienza per cui Dio noi lo conosciamo dentro la nostra storia la sua problematicità il suo non avere risposte il suo improvvisamente esserci una risposta una persona che si conosce un fatto di cui non ci si era resi conto Dio è impilato nella storia e quindi capite non può mai cessare il passare dalle tenebre alla luce è continua questa cosa per cui purtroppo qual è il vero guaio c'è un vero guaio ma certo che c'è il guaio è comunque quello di chi ha già capito tutto e sa tutto e dice aspetta dimmi che io schiaccio il bottone l'infilo dentro sa nel casello ma porto cari ma per te quindi non c'è niente di nuovo eh no è chiaro perché c'è il guaio ecco questa è la fregata ed è l'ultima battuta tremenda dei farisei dice ma allora te vuoi dire che siamo orvi anche noi? oh no e dice ah eh è questione che se foste orvi andreste ben ove il guaio è che dite ci vediamo insomma capite con Dio non si può mai finirla perché non si può mai finire con la vita cosa ti prepara la vita per domani e tutto quello che la vita ha fatto veste in me meraviglia appunto dico anch'io con gli ebrei ma grandi cose ha fatto per te ma dice no non me ne rendevo conto beh è meglio che te ne accorgi e quindi la vita è questo continuo aprire gli occhi sulla luce della vita la fede vabbè la fede è poi scoprire quello che senza nessun mio merito certo poi mi ha fatto scoprire potrebbe esserci uno marello in mezzo a tutti gli altri un tipetto vissuto duemila anni fa in una sperduta colonia dell'impero si chiamava Gesù ha accampato poco aveva la mania di dire sempre quel che pensava alla fine si sono stufati e l'ha tolto di mezzo ho simpatia per quel lì non cessa mai di sorprendermi e quindi beh lo vado a trovare ogni giorno a far che lo ascolto e lui ogni giorno mi stupisce però capito in questo senso il cammino del mio amico ateo è insieme al mio anch'io nelle tenebre anch'io contento della luce di questa mattina della luce di questi bimbi e di chi ce li ha portati che ci si altre cammino che com State N ho he