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IV Dom.Quaresima-20170326-omelia_GiovanniNicolini-Dozza.mp3

Data: 26/03/2017

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Mi fa piacere che siamo qui a raccogliere nell'affetto della nostra preghiera questi piccoli, perché in fondo la loro situazione, stanno aspettando il battesimo, è un buon modo per entrare un momento nella vicenda di questo uomo del Vangelo di cui è detto che è molto cieco. Lui certamente aveva una malattia quindi, però in certo modo il miracolo che il Signore fa nella nostra vita è quello di regalarci la sua luce. E cosa vuol dire la sua luce? Vuol dire vedere le cose come le vede lui. Perché altrimenti noi non è che ci vediamo. E lui invece vede. E mi ha molto colpito che ieri Papa Francesco abbia fatto visita alla città più ricca d'Italia e si è andato a trovare praticamente solo la povera gente. E' vero, è andato a trovare proprio un quartiere che io conosco bene, perché sono stato molto tempo a Milano per studiare la filosofia, ma insomma non stavo solo a studiare la filosofia. e poi è andato a trovare la gente più povera nelle case più povere della città. E poi ha mangiato con i carcerati. E poi però ieri pomeriggio c'era un milione di persone che è andata a messa da lui. Un milione. La fede è un po' in decadenza. La messa più che mai però fa impressione, ecco. Quello che oggi il Vangelo ci propone è proprio questo. E cioè di accettare la nostra condizione di povertà, di buio, e chiediamo la luce. Non riusciamo a vedere un affetto, non riusciamo a portare una prova, non riusciamo a capire come dovremmo lì agire, parlare. Siamo poveri. Anch'io arrivo alla domenica, quasi sempre sconfitto, questa settimana, macello. Non ho trovato una casa per i poveretti. Nessuna. Quindi male come questa settimana non mi è mai andata. Allora tutti siamo qui con qualche cosa di buio e abbiamo bisogno che il Signore ci regali la luce. E pensate che San Paolo dice una cosa grossa, avete sentito, dice eravate una volta tenebre e adesso siete luce. Siete luce nel Signore. È bellissimo, no? È vero. E ci sono delle persone nella nostra vita che sono state per noi luce. Per come ci hanno fatto vedere il loro cuore, il loro amore, la loro speranza, la loro sapienza. E non con degli insegnamenti diretti, ma proprio per quello che sono. Eravate tenebre, adesso siete luce. E' la cosa che dobbiamo domandare anche per questi papà e queste mamme, che siano luce per i loro bambini. E' vero? Perché è già fatta, se si è luce per loro, via. Ma la cosa di questo miracolo del cieco nato, che mi ha più impressionato, è stata la strada che questo ometto cieco dalla nascita mendicante ha fatto. È vero? Lui non aveva chiesto niente. Era lì che faceva l'elmosina e cosa che faccia? Sono uno al buio io. La mia vita è al buio. E' stato il Signore, eh? E per rispondere a una domanda ha fatto tutta questa roba. Perché gli hanno chiesto ai suoi discepoli, ma che cosa aveva fatto di male lui o i suoi genitori, perché nascesse così? Dice no, non ha fatto niente di male. E' che questa situazione è fatta perché adesso si possano vedere le meraviglie di Dio. E' interessante questo qui. Perché? Perché mi piacerebbe che si potesse dire di ogni persona. Ma com'è che quell'io è ridotto così male? E' perché adesso bisognerà che siamo attenti a vedere che belle cose il Signore fa per lui. E quindi non ci deve essere nessuna situazione negativa della vita. Intanto che noi pensiamo che se la merita perché ha fatto degli errori, è vero? Oppure perché è una disgrazia e non c'è niente da fare. No, no, no. Un modo giusto per cominciare a vedere le cose è quello di dire ma lì come si potrà accedere una luce? Beh, ma lì come si potrà portare una carezza? Ma lì in che modo ci sarà una consolazione? E se si prova a fare questo sforzo con gli occhi del cuore, poi vengono anche delle idee. Vengono anche delle idee. E' vero? Come Paolo Francesco dice, ma dove va a mangiare? Se è Milano, una roba. E' vero? Anche la casa dove sta l'arcivescolo di Milano è una cosa da principi, insomma. E' vero? Io dice, no, ma io vado là. E' andato a mangiare in galleria. E' però, secondo me, in quel corridoio della prigione dove ha mangiato, ai suoi commensali ieri, e si è acceso un lumino. Eh, certo. Eh, certo. Si è acceso una luce. E' vero? E tante volte nella mia vita si è acceso una luce. Perché siccome sono sempre stato voluto molto bene, eh, quasi sempre ci ho guadagnato. Quando qualcuno è venuto a trovarmi, quando abbiamo fatto della strada insieme, eh, magari quando io sono andato a trovare un altro che era malato, poi andavo via, io più illuminato lui non so, ma io certamente. Eh? Perché se si sta un po' attenti succede quello che dice la prima lettura della messa, che è quello che vi accennavo all'inizio. E la cosa importante è vedere le cose come le vede lui, il Signore. Adesso lui si affaccia lì alla balaustra della chiesa, guarda in giù, vede tutti noi, dice, e quelli lì? Ah, dice, quelli lì? Sono tutti i miei figli, vè. Eh, ma, però c'è qualcuno che è un po' lambalesco, e poi sarebbe meglio cambiarlo perché proprio non funziona bene. No, ma io gli voglio bene. Eh? L'occhio del Signore, com'è? È vero? Eh, ho sempre la mania di citare, è vero, i vici delle donne e delle madri, che guardano anche i loro figli e anche quelli poco riusciti, siccome li guardano con lo sguardo dell'amore, vedono più i pochissimi pregi che i moltissimi difetti, perché li amano. Il modo di vedere il Signore è guardare con amore. E se tu guardi con amore, tutto fiorisce e poi si aprono subito delle strade che erano impreviste. E quando nella prima lettura Dio aveva bisogno di individuare chi avrebbe potuto fare il re del suo popolo, e dice, vai via in quella casa lì di Bethlehem, che c'è un papà con dei figlioli, prova a vedere che uno di quegli otto lì, è vero, sarà il re. Allora lui va con la sua piaschetta di olio per consacrare il re, e quando entra in casa c'è subito il maggiore, il più bello, il più grosso, il più dotto, allora ci sarà sicuramente quello lì che Dio vuole. E Dio gli dice, no, no, no, no, no, no, no. Perché? Perché tu guardi all'apparenza, ma io l'ecco dentro nel cuore. Tanto sta che li passano in sette e tutte le volte Dio dice, no, no, no, quello lì. E lui dice, ma cosa si fa qui? È già l'une e mezza del pomeriggio, non abbiamo ancora puttato giù gli spaghetti, qui non si mangia neanche. Ma sono tutti qui, tuoi figli, no, ma c'è uno che è il piccolino, che è dietro le pecore, lì nel campo. E no, no, no, chiama anche quello lì, chiamano quello lì, se non possiamo mica andare a tavola oggi, eh. E quando chiamano il piccolino, che era dietro le pecore, Dio gli grida nel cuore, è questo qui, un giro, è lui, è lui, è il piccolo pastore, diventa segnato per essere il re di Israele. E ci voleva l'occhio di Dio per capire queste cose, no? Per capire questo personaggio che mi cammina dietro le spalle in questo momento. Eh, ci vogliono un po' di occhi speciali, è vero? Solo che negli anni il Signore ce li ha regalati e adesso vediamo delle cose meravigliose dentro di lui. È vero? E anche voi, che vi volete bene, eh, vedete delle robe, è vero? Ma certe volte uno che guarda dall'esterno dice, ma quella donna lì, come fa a stare come un diavolo così? Ma è che lei, siccome lo guarda con gli occhi del Signore, cioè lo guarda volendogli bene, lei è contentissima, e trova delle robe meravigliose. E io spero sempre, che ci sia sempre, che tutti siano sempre sotto lo sguardo di uno che li guarda come il Signore, perché è fatta. È fatta. Se c'è anche uno solo che ti guarda con l'affetto di Dio, sei a posto, sei salvo. Eh? E qualche volta ci viene un po' paura, perché abbiamo l'impressione che magari, giustamente, nessuno più ci voglia bene, no? È vero? Allora dopo abbiamo bisogno di essere rassicurati che ci sia qualcuno che ci guarda con amore. Beh, insomma, a quest'uomo gli succede questa roba, e avete visto la finezza del Vangelo di Giovanni. Perché? Cos'è quel fango? Che fa col fango? E poi lo sparse sugli occhi. Perché fa così? Perché vi ricordate come era stato fatto il primo uomo, Adamo, là nella Bibbia? Cosa aveva fatto Dio? una bella statuina, è vero, di terra, e poi gli aveva soffiato sopra ed era diventato. E quindi quell'omino cieco lì, capite? Il Signore lo vuole rifare, eh? Lo vuole rifare. Facciamo una nuova creazione? Facciamo una nuova creazione? Lo rifacciamo? Eh? Anche a questi bambini qui gli toccherà un po' d'acqua, eh? È vero? Nei segni del battesimo. E il Signore, loro che sono figli del papà e della mamma, li fa anche figli suoi. Sono figli miei, eh? Eh? Perché loro vogliono il battesimo? Se non c'è il papà e la mamma, gli importo un altro papà e l'altra mamma. Poi sono un po' un'invasione. No, no, dice le mei, le mei. Perché dopo vengono tanti di quei problemi. È vero? È meglio che facciamo in società quel buon Dio. È vero? Per tenere questo qui. È vero? Ecco. E lui diventa figlio di Dio. E il bello è che questo qui, per il miracolo che gli avviene, lui quella roba lì è la roba che gusta. Ragazzi, prima ero al buio, porco cane, ci vedo adesso. Ma chi è stato? È stato quello lì, quell'uometto lì che si chiama Gesù, lo spalmato del pangolo, eh? Ci vedo. E dov'è adesso? Non lo so mica. E lui, all'inizio, sa niente. Però una cosa la sa. Era ceco e adesso ci vede. Eh? Provate a vedere se vi è possibile fare questo primo passo. Eh? Ti è successo una roba e adesso vedi delle robe che prima non vedevi. Oppure le stesse cose e le stesse persone le vedi in una maniera che prima non c'era. Ti è capitato qualche cosa? Ecco. È bellissimo perché lui, partendo da lì, che praticamente sa niente, però sa solo questa roba, per lui essenziale, pian piano capisce tutto. È vero? Avete visto? E quindi anche il suo rapporto con il Signore aumenta sempre. Siccome gli altri sono arrabbiati, i farisei, dicono ma che giorno era quando ha fatto questa roba del fango? Era assato. Non si può. Allora quello lì è sicuramente sbagliato. Aspetta però, ma te dici che è uno che non va bene, che è un pecatore, ma guarda che non ci vedevo niente, ci vedo. A me pare impossibile che uno possa fare una roba così se non è è vero nel favore e nella carezza di Dio. E lui va avanti e sempre di più conosce il Signore attraverso quello che il Signore ha fatto per lui. oggi sarebbe una domenica da passare un po' così, capite? Fare un po' il riassunto della tua vita. Ti ricordi te? Qual è stata la prima roba più lontana che ti ricordo? Se hai un primo ricordo, da lì prova a ricostruire tutta la tua vita proprio per vedere come il Signore ti abbia fatto passare attraverso tante cose in una situazione sempre più profonda, sempre più importante, sempre più ricca. E fammi capire com'è questa situazione. Ah, ma è semplicissimo. È l'amore. È l'amore. Cioè, io sempre di più ho capito che io rimanevo sempre mascalzone, ma che lui mi voleva sempre più bene. Eh? E' vero? E questa è qui la roba che si capisce nella vita. Questa è la cosa più importante della nostra fede. E' vero? E non è vero che se uno è un mascalzone sicuramente è fuori gioco. Non è detto. Perché essere mascalzone ma viene a conoscenza e esperienza di quello sguardo e accetta quello che è e dice mi dispiace potevo essere meglio, e invece sono fatto così, eh? Però tu mi vuoi bere, sì, ti voglio bere. E Dio ci tiene moltissimo a dirlo. Per cui, sapete, ho fatto l'esperienza che più uno è inaugurato, più Dio lo va a cercare e più uno ha il cuore chiuso e impaurito, più Dio vuole aprire quel cuore per fargli capire che gli vuole bene. Noi preti diciamo, eh no, se fai male non funzioni mica tanto bene, Dio ti vuole meno bene, ma non è vero, non è vero. Se funzioni male Dio ti vuole ancora più bene. Dopo mi diranno, ma bella roba quelli che vengono a messa la dozza, vengono a messa la domenica e a lunedì cominciano a fare i furfanti sempre di più e io ti dirò, eh beh, li devi capire perché siccome vogliono capire che Dio li ama, è vero, eh, sono mascalzoni così capiscono, ecco, non è un buon sistema, è vero, se siamo molto voluti bene, ringraziamo, per esempio, facciamo una festa, dice perché? Mi vuoi offrire un gelato? Perché ho scoperto oggi pomeriggio che Dio mi volve, Dio, ma ti dice, volevo arrivare a 77 anni per scoprire che sei amato da Dio. Eh, ma forse l'ho scoperto in altre volte, ma così come oggi pomeriggio, mai, eh, scoprire l'amore, eh, scoprire, questo omino scopre sempre di più il bene che Dio gli ha voluto e quindi scoprendo questo scopre sempre di più come questo Gesù sia importante per lui, capite? E quindi va alla fine, dice ma dov'è sto Gesù? Perché io credo in lui e lui gli dice ma l'hai visto e non l'aveva riconosciuto, capite? L'hai visto? Sono io che ti parlo, è bellissimo, è bellissimo, quando scopriamo le persone che ci vogliono bene e scopriamo il bene che le persone ci vogliono, vuol dire che il Signore ci ha regalato vista, eh, ci ha regalato vista, molto facilmente senza un miracolo di luce ci sentiamo soli, facilmente sentiamo situazioni quasi tutte ostili e in ogni caso abbiamo sempre bisogno di fare un gran discernimento, una grande divisione questo sì, questo no, ma più ci immergiamo nell'amore di Dio più scopriamo quanto ci vogliono bene. A me sembra che la vita sia molto bella. qui adesso proibito autodenunciarsi, ma c'è una persona qui con noi stamattina che ha avuto una notizia molto grave sulla sua salute e quando me l'ha detto ho detto domani vieni ugualmente e dice ma altro che se vengo? dice avevo letto il ciponato con tutto il bisogno che ho di essere aiutato gli metto in fila anch'io allora anche a nome vostro adesso dico a questo mio amico ma certo ma certo visto che sei voluto venire qua e io piuttosto sarei scappato chissà dove è vero te invece che c'è più fede di me e sei venuto qua ma è sicuro che il signore ti aiuta è sicuro che adesso questa cosa che ti preoccupa e mi preoccupa e ci preoccupa perché non è da poco sarà il principio di grandi cose buone che il signore metterà nella tua vita allora quello che dico adesso a lui è vero mi sembra per il mestiere che faccio di doverlo dire a tutti voi e voi ditelo a me perché ne ho bisogno anch'io diciamoci l'un l'altro l'amore di Dio diciamocelo l'amore di Dio e come facciamo a dirci l'amore di Dio volendoci bene eh perché le persone che ci vogliono bene ci insegnano moltissimo com'è l'amore di Dio è vero bene allora diciamoci l'amore di Dio in maniera di aprire questa strada del grande bene che il signore vuole mettere ha cominciato con quel cieco nato adesso passa attraverso di noi è vero non dobbiamo avere né paura né orrore per le cose che non vanno bene e anche per come noi non andiamo bene perché il signore è venuto a dirci questa mattina che tutto il nostro male è tutto nel suo amore tutto nel suo amore è vero e quando c'è qualcuno che mi dice io Giovanni non sono mica capace di andarmi a confessare ho vergogna non so cosa dire ho paura della predica del prete io avrei la tentazione di dire vieni da me che non ti sgritti ma però ferisco di dire fanne a meno fanne a meno è vero quando sarai tranquillo magari lo farai adesso vai tranquillo perché so che Dio ti vuol bene come fai a sapere me l'ha detto ed è vero che me l'ha detto perché stamattina me l'ha detto in questo cieco nato c'è l'amore di Dio per ciascuno di noi ma sai che io sono nel buio e c'è tanti modi per essere nel buio guarda che sono proprio nel buio bene ma io ti voglio bene lo stesso ancora una volta che scoperta facciamo che qualunque sia la nostra situazione c'è un ma di Dio che continua a rinnovare la sua affermazione d'amore nei nostri confronti il nostro tema principale è di dirti che il Signore ti vuole bene molto più che dirti sbagli prima di dirgli sbagli è un errore è un errore prima di tutto bisogna dire che il Signore ti vuole bene perché se no a forza di darlo scontato vedo che ci sono dei ragazzi dei giovani che non lo sa che non lo sa bisogna un po' correre ai ripari qualcuno pensa che non esiste ma la maggioranza crede che ci sia Dio ma che non compie niente e quindi di Dio non è che agli tempi uno era comunista non so faceva l'ateo ma adesso non è più così solo che non importa niente invece importa invece importa e quindi per buttare luce nella vita dei nostri cari facciamo oggi un solenne impegno di comunicare continuamente che il Signore ti vuole bene e che ci ha incaricato di volermi bene anche a nome suo grazie a tutti grazie a tutti grazie a tutti