Volevo provare a ricordare con voi tutte le persone che quel giorno Gesù ha incontrato a Gerusalemme. Quando mi dimentico qualcuno, uno mi aiuta. Bene? Allora mi sembra... Perché vanno via? Ecco me. Ma possono anche star qui, eh? Lasciamoli anche qui. Lasciamoli anche qui. Ma perché se non mi aiutano loro, no, voi non vi ricordate niente. Allora mi sembra che i primi che incontra sono i discepoli, i suoi amici proprio, che organizzano la cena di Pasqua. In modo particolare sono ricordati i quattro dei discepoli di Gesù. Giacomo e Giovanni, ma sono ricordati solo così, per andargli a far compagnia mentre prega. Più ricordati sono altri due. Uno è Giuda e l'altro è Pietro. Giuda è quello che lo bacia e lo tradisce. Pietro è quello che lo tradisce e piange. Poi dice che addirittura, là nell'Orto degli Ulivi, Giuda ci va con una grande folla, tutti coi bastoni. Una grande folla. Dica un gruppetto, no? Una grande folla contro di lui. Poi c'è questa vicenda del bacio. E poi c'è il gruppo forse più difficile, che è quello dei sacerdoti. lo portano a casa del più importante di loro. E lì gli fanno un interrogatorio, un processo. E per come lui risponde e come lui dice, dicono che deve essere ucciso. Però siccome gli ebrei sono una colonia romana e lì comanda l'imperatore, comanda il rappresentante dell'imperatore, che in quel momento è Pozio Pilato, che ha la carica di governatore della città. Allora lo portano da lui perché la legge stabilita dai romani impedisce che gli ebrei possano eseguire delle condanne a morte. Quindi per farlo fuori bisogna fare in maniera che a farlo fuori siano i romani. E quindi viene portato nel grande tribunale pagano dei romani. I romani sono noti in tutto il mondo a quel tempo per avere il codice di diritto, le regole di giustizia le più perfezionate di tutto il mondo. Un grande diritto romano. È così importante il diritto romano che persino oggi gli studenti dell'università, se fanno la facoltà di legge, possono fare anche l'esame di diritto romano. Un diritto che però sulla bocca di Pilato non vale una città. Pilato dovrebbe governare secondo la regola, ma deve fare i conti con la gente e quindi a un certo punto decide con chiarezza che deve abbandonare questo qui, che è scomodo perché la gente lo vuol proprio ammazzare. E questa grande folla di gente dice continuamente, avete sentito, l'abbiamo ripetuto insieme a loro, crocifigilo, crocifigilo. A un certo punto c'è una variante che è molto interessante secondo me, perché questo governatore ha un'abitudine, ha fatto una specie di sua regola, per cui tutti gli anni quando gli ebrei festeggiano la Pasqua, lui fa grazia a un condannato. E c'è un condannato in galera che ne ha combinate parecchie e che dovrebbe essere ammazzato con la pena di morte. Allora, per tentare forse di salvare Gesù, il governatore dice, ma allora, sentite, ve ne do uno, libero come faccio sempre. Cosa volete? Gesù o Barappa? Ma sotto sotto ci sono i sacerdoti che convincono la gente a chiedere che sia ucciso Gesù. E quindi succede questa cosa, capite che però non è da poco, perché quello che era proprio il malfattore pubblico, Barappa, viene liberato. E Gesù muore al posto di lui. Muore Gesù e quindi è liberato Barappa. Lui muore e l'altro viene liberato. Bisogna un po' di questo a tener conto. Poi in mezzo a tutti questi romani, pagani, in modo particolare, avete visto, il racconto si accorge di che cosa? Del drappello dell'esecuzione. Siccome viene condannato a morte, c'è un ufficiale e ci sono dei soldati e questi devono eseguire la condanna a morte. E quindi Gesù viene crocifisso. Questo gruppetto di soldati secondo me questa mattina è il più importante. Perché che cosa succede? E lo vediamo fra un po'. Lasciamo ancora per un momento l'ultima parola a Gesù. L'ultima parola che Gesù dice è una preghiera, è l'inizio di una preghiera degli ebrei, è l'inizio di un salmo, c'è il libro che si chiama Salterio, il libro dei salmi, e c'è un salmo che porta il numero 22 che incomincia con queste parole Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? E Gesù quelle parole lì le dice lui. Però capite? È una roba grossa, eh? Perché le dice a chi? Dicendo Dio mio, a chi le dice? Le dice a suo papà, le dice a suo padre. Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? questa qui è una cosa molto, molto grossa. Perché? Vuol dire il viaggio tremendo che in obbedienza a suo papà Gesù ha fatto. Che viaggio ha fatto Gesù? È quello che in pochino si vede anche in questa faccenda di Gerusalemme. Gesù è andato a mettersi dentro a tutte le condizioni della vita umana. Gli ebrei e i non ebrei, i discepoli e i sacerdoti, i buoni e i cattivi. È andato dentro a tutto. È andato così lontano che in quel momento lì, per dire con una preghiera fin dove è arrivato, dice Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato. Perché vuol dire che Gesù è andato fin dentro a quelle situazioni dove la gente sembra abbandonata da Dio. Forse avete qualche volta sentito qualcuno o forse non avete ancora sentito qualcuno che sta così male, è ridotto così in fondo al corridoio della vita, è così dentro nel buco della sua angoscia e della sua tristezza che dice ma sono stato abbandonato da tutti. C'è un modo di dire della lingua italiana che dice abbandonato da Dio e dagli uomini. Là dove sembra che neanche Dio possa andare in uno schifo così neanche Dio può andarci. Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato. È il segno del viaggio, capite? Capperini si è stato obbediente, si è stato obbediente e insomma lo crucifiguano. Per cui, capite, il viaggio lo porta fin dentro la morte perché quelli che sono morti sono anche loro persone, anche loro hanno giocato la scommessa della vita, anche loro sono nati, hanno vissuto e poi anche la loro vita è finita e però lui pensa di dover viaggiare fin da loro ed è per questo che deve morire. Ma ci sono quelli che muoiono bene, tutti i devoti, tutti i buoni e ci sono anche quelli che muoiono male, ma sciagurato. Per cui non semplicemente muore, ma muore come sciagurato in mezzo agli sciagurati, talmente sciagurato che passano i sacerdoti sotto la croce e lo sfottano. Se è vero che sei quel che dici, venimo giù dalla croce, allora ti crediamo, vediamo se è vero che ti vuole così bene, vieni giù e quindi muore deriso fra i mascalzoni, perché ci siamo anche noi mascalzoni, se morisse solo per quelli che funzionano, noi saremmo belle che fritti. E invece lui decide quindi di venire anche dentro a quelli che sono morti come mascalzoni. Però appunto, a quel punto lì salta fuori una robina che forse non ci abbiamo badato tanto, ma secondo me è importantissimo. Cosa succede nel drappello che ha eseguito la condanna a morte? Lì succede un fatto, un fatto grosso, perché dice il Vangelo secondo Matteo che tutti quelli che l'hanno crocifisso, tutti restano colpiti da come questo qui è morto, forse dal semplice fatto che è morto, ma loro sapendo niente sono pagani addirittura, intuiscono che è una roba diversa a quella che è successo e dicono questa frase davvero questo era figlio di Dio? Davvero questo era figlio di Dio? Oh, sono i primi a dire la roba della fede, perché uno dice ma chi è uno che ci crede? Chi è uno cristiano? E si comincia col dire è uno che crede in Dio. Pensate bene, c'erano gli ebrei, c'erano i sacerdoti, c'erano i discepoli, ma i primi a dire questo qui era figlio di Dio sono loro. Vabbè, non dico altro se non per dire il senso della festa di questa mattina è che non c'è nessuna condizione tua, tua, che lui non voglia visitare. Non c'è nessuna condizione tua accanto alla quale lui non sappia sedersi e fare alleanza. Non c'è nessuna condizione che lui voglia lasciare perdere. si fa baciare dal traditore perché? Perché il padre l'ha mandato per dirgli mettimili tutti insieme. Chi più chi meno sono tutti un po' dei disgraziati ma sono tutti miei. Radunali tutti. E quindi noi abbiamo festeggiato il Signore perché è venuto a condividere la vita di tutti. Adesso qui devo dire per un momento la verità, no? Cioè dica solo di voi che siete tutti della brava gente, dei pierini, vedo della gente proprio da nove più qua, no? Ma intanto viene anche per me che sono un disgraziato e poi viene per tutti i nostri amici sciagurati, per tutti quelli che non sono qui, per tutti quelli che non sono cristiani, per tutti quelli che non credono neanche nei radicchi, per tutti quelli che sono nel carcere della doccia, per tutti quelli che sono negli ospedali, per due figlioli qui vicino che non sanno neanche una preghiera, però erano lì perché la loro mamma moriva qui in un appartamentino qui vicino e loro piangevano per la morte della loro mamma e io capivo che in quel momento erano le lacrime di Dio che loro piangevano per la morte della loro mamma e che erano anche loro dentro nel gioco affettuoso di Dio tutto tutto tutto e tutti tutto e tutti capite? perché gli abbiamo fatto festa? perché è venuto a salvare tutti allora fa benissimo Matteo a ricordarsi ed accorgersi che i primi erano quelli che a lei che gli avevano fatto la pelle e via loro per primi questo qui era figlio di Dio capite? quello che abbiamo letto che può sembrare tremendo è il canto della speranza per tutta l'umanità anche per me anche per me io sono dietro a una regola cristiana con i miei fratelli le mie sorelle della nostra famigliola che dice però tutte le settimane date un'occhiata a stevangelo della passione è una furbata questa qua perché tutte le settimane io mi siedo lì vicino a Giuda poi mi siedo vicino a Pietro poi vado anch'io con quelli là che hanno il martello e i fiodi con un po' più di fatica vado insieme ai sacerdoti perché mi sembrano proprio dei figli di buona donna però anche loro è vero sono dentro nella contraddizione sto per fine attenta alla moglie di Pilato povretta anche lei aveva dei presentimenti no? hai capito? li ha presi tutti capisci? li ha presi tutti questo porta una cosa importante per noi questa mattina e cioè che tra qui e l'inizio del triduo che sarà alle ore 18.30 di giovedì pomeriggio bisogna radunare tutti nel cuore e nell'affetto fare una telefonatina a chi abbiamo trattato male e abbiamo giudicato perché siamo responsabili in questo momento di sta roba capite? chi inviti al triduo di Pasqua che è l'apertura delle porte di una vita tutta nuova tutti devono invitare ma ci sono dei prediletti e si capisce quelli che sarebbero più fuori no? quelli che sarebbero più esclusi vero? o magari capisci quelli che non so se sarebbero esclusi però sciagurato l'ho escluso io perché l'ho giudicato perché mi ho reso la strada difficile perché gli ho detto che in paradiso ci vanno solo quelli che se lo meritano e l'ho fregato così capisci? bisogna che entro giovedì lo vada a trovare o gli faccia una telefonatina perché bisogna che anche lui sappia che è dentro a questa partita dove tutti siamo davanti a una porta chiusa e per tutti lui mette lì la sua vita con affetto con delicatezza in grande progressivo silenzio avete sentito il diacono che dava la voce a Gesù? è vero? pian piano pian piano si è tirato indietro ha detto sempre meno e alla fine ha detto solo l'offerta del suo corpo ecco a questa festa della salvezza di tutti in questi giorni prima del privo andiamo a invitare i nostri amici i nostri nemici i nostri vicini di casa quelli che abbiamo un pochino messo ai macchi proprio tutti perché è impossibile far festa se non ci siamo tutti sotto il mistero di questa cena di questa croce e di questi angeli� e la il