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- MercolediDelleCeneri-Giovanni_Nicolini-20110309.mp3

Data: 09/03/2011

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Sono parole molto forti quelle che il Signore questa sera ci regala appunto per questa partenza del grande viaggio verso la Pasqua. E la parola più forte forse è proprio quella del profeta Gioele, che dice una cosa per noi inconsueta e delicata, perché parla di conversione, di rappedimento, ma quello che è sorprendente è che di fatto non si tratta prima di tutto della nostra conversione, ma del rappedimento di Dio, della conversione di Dio. Tutto è possibile se e perché Lui si converte. Si dice che Lui è misericordioso e pietoso, lento all'ira, di grande amore, pronto a ravvedersi riguardo al male. E subito, chissà che non cambi e si ravveda e lasci dietro a sé una benedizione. La lingua ebraica per questa parola, per questo verbo del ravvedimento e del ravvedersi, usa un termine sempre molto concreto, che vuol dire ritornare, e quindi è un verbo di uso comune che vuol dire ritornare. Perché si usa il verbo ritornare? Perché si si perde per strada, si segue una qualche chimera o un qualche idoletto, e dopo si tratta di ritornare. Ma in che senso Lui invece deve convertirsi verso di noi? Perché Lui deve ravvedersi verso di noi? Perché altrimenti le nostre strade sono implacabilmente lontane, perdute. E se Lui non viene, non può partire niente. Stasera potrebbe essere così, siamo fin troppi stasera, non so perché siamo così belli. Potremmo fare tutti dei buoni propositi, dire va bene, adesso non farò più questo, però è già finito fuori sul sagrato della Chiesa, già finito. O Lui viene a prenderci, o Lui ci prende per mano, o Lui inaugura per noi un viaggio nuovo, altrimenti non c'è niente da fare. Lasciatelo dire a un vecchio, no? Uno più giovane può pensare, no ma adesso mi metto a posto, riparto, bene, bravo. Noi sappiamo che in realtà o siamo presi per mano o non sappiamo andare né dove andare, proprio nell'orientamento della vita, eh. Non parlo neanche del paradiso. No, no, no. Per vivere in modo sapiente, in modo buono, in modo pacifico, in modo cordiale, affettuoso. Come si fa? Ci perdiamo in noi stessi. Quindi il viaggio non può partire se non perché la misericordia di Dio si piega su di noi. Questa è condizione assoluta. Condizione assoluta. Questi giorni ho mosso qualche piccola pedina della mia vita perché mi sei infilato nella testa e nel cuore il desiderio di una frequentazione più diretta e più forte con persone che si considerano atee perché mi sono commosso per loro. Il commento ai salvi che abbiamo fatto nelle settimane passate mi ha fatto intensamente capire la grande profondità della condizione dell'ateo e anche certo, visto dalla mia prospettiva, la grande drammaticità e questa drammaticità sta nel fatto che lui non ha un tu cui rivolgersi da chiamare, da sgridare, da sollecitare. In questi ultimi giorni ci è venuto in mente anche nel nostro commento comune e quotidiano della parola di Dio che c'è un sintomo che può sembrare buono e a me sembra molto preoccupante del nostro tempo perché rispetto a quando io ero giovane si sente pochissimo bestemmiare una volta si sentiva moltissimo bestemmiare certo si poteva attribuirlo anche a un fatto di linguaggio, di abitudine, di loquela però insomma quello che mi preoccupa è che oggi non si bestemmia perché? perché è inevitabile il sospetto che non si bestemmia semplicemente perché non c'è e non vale la pena, il rischio, l'ineleganza forse anche la scortesia insomma, no? di bestemmiare un nome che per l'altro è importante tanto non c'è noi siamo qui questa sera invece per rivendicare non solamente questa presenza ma l'assoluta determinazione l'assoluta forza del suo intervento per fortuna abbiamo un Dio disponibile alla conversione disponibile con delle resistenze qui le cose sono un pochino più complesse da analizzare fatto sta che per un sacco di tempo ha provato a star fermo nella sua posizione a lanciare norme di comportamento per riuscire a arrivare sino a lui dandoci l'impressione che ci aspettava nel concreto della profezia ebraica non è proprio così un ebreo sente questo Dio chinato su di lui la sua festa più importante che noi abbiamo ereditato è la Pasqua perché è la sua festa più importante? perché per loro quella festa è la mano di Dio che si è introdotta nel regime violento cui erano sottoposti e di cui erano prigionieri e li ha tirati fuori quindi un certo intervento forte di Dio nella storia loro lo conoscono benissimo però certo per l'orientamento della vita insomma no? ci sono delle leggi ci sono delle regole ecco perché allora questa sera dopo aver detto che questo Dio è disponibile a cambiare è disponibile a cambiare atteggiamento a convertirsi la Chiesa ci propone il testo straordinario alcuni versetti della seconda lettera ai Corinti è la seconda volta perché alle ceneri ci sono sempre gli stessi testi e quindi è la seconda volta che nella liturgia della Chiesa in lingua italiana si legge questo testo che hanno pensato di dovere correggere rispetto a una vecchia traduzione una vecchia traduzione che era però di fatto governata da un certo timore perché è così forte l'affermazione che Paolo fa che insomma hanno esitato perché è ancora più grave di quella del profeta quella del profeta è già grossa no? perché nessuno pensa mai che Dio si può e si deve convertire si pensa sempre che dobbiamo noi convertirci ma sentite adesso che cosa dice lui invece appunto di questo momento decisivo oso dire dell'esperienza di Dio quando si accorge che le regole per andare da lui non bastano e siccome lui è disponibile a convertirsi bisogna che sia lui a venire siccome non siamo noi capaci di andare da lui bisogna che lui venga da noi tante volte qui in questo luogo in quest'aula abbiamo ricordato che mentre tutte le religioni pensano che ci si incontri con Dio arranticandoci in alto verso di lui la fede ebraica e cristiana dice che l'incontro con Dio avviene perché lui impara a scendere verso di noi ma il problema non è solo geografico e non è solo di questo grande scivolone che Dio deve fare per venire a trovare me perché io sono nel buco là in fondo come quelli in cui sono caduto qui fuori dalla canonica molto di più e quindi se mi vuole trovare bisogna che venga molto in basso perché la mia vita è molto molto in basso e quindi non essendo solo un problema di geografia sentite che cosa scrive l'Apostolo dice che colui che non aveva conosciuto peccato questo colui che non aveva conosciuto peccato era suo figlio Dio lo fece peccato in nostro favore lo fece peccato capite? lo fece peccato Gesù di lui Paolo dice che siccome lui doveva arrivare a me peccatore per venire fino a me per sedersi vicino a me per prendermi per mano Dio lo ha fatto peccato questo è l'inabissarsi di Dio nella storia e nella nostra condizione quella globale dell'umanità la mia la tua l'assurdità delle nostre idolatrie il cumulo delle nostre violenze la nostra incapacità sostanzialmente a vivere in modo nuovo e felice per promuovere questo il nostro favore dice l'Apostolo Dio lo ha fatto peccato cioè Cristo non è semplicemente l'uomo il rappresentante dell'umanità nuova ma entra e condivide l'umanità ferita fino a crepare tra i due malcatori e quindi si inabisse ora quello che è molto importante questa sera ascoltare e di cui prendere atto è che quindi si potrebbe dire che Gesù Gesù è il Dio convertito è il Dio che non è più rimasto immobile nella sua santità ha accettato di precipitare per venirci a cercare e si è convertito si è convertito a Gesù Gesù è la conversione di Dio Gesù è il volto che Dio decide di assumere è la persona che Dio decide di giocare buttandola nella storia nell'umanità voi sapete che il giorno del venerdì santo celebrando la liturgia della passione celebrando quindi la passione secondo Giovanni noi non potremo ricordare una frase che peraltro in altri giorni della settimana santa potremo ricordare negli altri racconti della passione dove la passione secondo Matteo e la passione secondo Marco ricordano l'ultima parola che è fiorita sulle labbra del Signore subito prima della sua morte subito prima della sua morte fiorisce la parola che è l'inizio del Salmo 21 che dice appunto Dio mio Dio mio perché mi hai abbandonato questa è la misura capite cioè questo vero Dio che è Gesù per noi è Dio abbandonato da Dio è Dio che ha lasciato tutto e che si è completamente immerso capite questo però è decisivo stasera perché perché altrimenti c'è qualcuno che in viaggio non si può omettere perché la combinata è troppo grossa perché è troppo lontana perché è troppo avversa ma io per lunedì prossimo ho invitato questi sei amici atei a cena e però io voglio che già questa sera loro siano qui loro non sono qui ma io li voglio prepotentemente tenere nell'affetto del mio cuore e voglio che anche per loro ci sia una partenza perché perché anche loro sono figli di Dio io non ho nessun diritto e nessuna possibilità di chiedere a loro di credere quello che io sto dicendo ma io so che è così io so che loro sono figli di Dio e che anche loro come me e te sono attesi dal padre al termine del viaggio dell'esistenza umana al termine della cuaresima della vita diremo bene allora però bisogna che non ci sia condizione umana ferita sbagliata lontana avversa bestemmiatrice che impedisca che questa sera tutti possano partire anche tu puoi partire anche tu che non ne hai voglia anche tu che sei qui e non ci credi ma tutto questo invece è per te è anche per te altrimenti si verificherebbe quella situazione che ogni tanto si verificava nella vicenda di Israele quando hanno camminato per il deserto hanno talmente rotto le scatole al buon Dio adesso vabbè insomma scusate l'espressione in ogni modo che a un certo punto Dio dice ma adesso basta prende Mosè in disparte e gli dice non se ne può più di questa gente adesso molliamoli vogliono fare la loro strada là faccio io e te ce ne andiamo e ricominciamo ma Mosè dice mi dispiace ma io resto qui io resto con loro in quel momento Mosè è profezia di Gesù che fino in fondo vuole stare sulla breccia della mia perdizione che fino in fondo vuole stare accostato alla mia incredulità perché vuole che anch'io possa partire allora è per questo che dice che Dio lo ha fatto peccato c'è questa meravigliosa relazione tra il padre e il figlio staccati esiliati l'uno dall'altro qui il discorso sarebbe lungo ma lo lasciamo perdere diciamo che è il principio della bellezza di tutto beh ci accontentiamo di questo più semplicemente diciamo e quindi per questo è venuto a prenderci detto questo da tre strade per il viaggio no? nel brano dell'Evangelo avete sentito da tre strade la prima è l'amore la prima strada è l'amore la chiama elemosina vuol dire compassione vuol dire sapersi chinare su vuol dire che nessuna mamma lascia a casa il suo bambino nessun uomo lascia a casa la sua donna nessun fratello abbandona nel deserto il suo fratello la prima qualità di questo viaggio il primo elemento necessario è l'amore il volersi bene non si può viaggiare se non in certo modo continuamente rassicurandosi che di fatto si sta viaggiando insieme che non ci sono come dice il salmo i ribelli che rimangono nel deserto che non ci sono quelli che rimangono a gridare straziati nelle loro prigionie il secondo elemento è la preghiera il terzo è la povertà ma non ci spieghi niente su questo no perché la predica diventa troppo lunga ma perché soprattutto queste tre parole amore preghiera e povertà sono consegnate a noi questa sera con molta severità non sperare di cavartela con due rosari non sperare di cavartela perché vai al centro San Petronio a prendere un turno della mensa non cercare di cavartela perché oggi va bene non so non hai mangiato il secondo te ne so io tanto sono vecchio posso non farlo il digiuno non è così perché c'è tutta quella faccenda del segreto questa cosa del segreto è importantissima per capirla bisogna ritornare un momento indietro per dire che Dio sia tutto nascosto nella nostra carne di peccato nella nostra umanità così com'è bene allora però anche queste tre cose qua non bisogna che siano cose di chiesa non bisogna che siano liturgie vistose non bisogna che siano atti speciali separati dalla tessitura comune della vita devono essere nascoste dentro nella nostra vita così com'è quindi l'amore la preghiera e la povertà devono far parte di noi del nostro modo di camminare non si può camminare senza questo prova a dire perché perché se voi non mi volete bene casco domani mattina quindi venitemi a cercare domani mattina perché se no non posso continuare il viaggio vigiliamo l'uno sull'altro con l'amore con l'amore la seconda cosa è la preghiera e la preghiera sapete che cos'è? dammi una mano perché non ce la faccio più fammi compagnia perché sono stufo portami al cinema perché ho voglia di andare fuori stasera la preghiera è di fatto l'insufficienza e la speranza intrecciate insieme della nostra vita vi ricordate quella bella parabolina che dice che di notte arriva uno e arriva a casa mia apro il frigo non ho niente da dargli ma per fortuna ho un amico vicino di casa questo amico vicino di casa è Dio la parabola dice in modo un po' ridicolo che questo vicino di casa che è Dio è a letto che dorme con i suoi bambini e io suono il campanello continuamente dicendogli ne è arrivato uno ma non ho niente da dargli aiutami e lui purché io non lo stufi tutta la notte si alza apre il frigo mi dà qualche cosa è buona la preghiera cioè non è una devozione spirituale è un modo d'essere è un modo d'essere saper mendicare saper ringraziare questa è la preghiera e la povertà beh la povertà è facile perché non è la povertà allora così quelli lì sono poveri io faccio qualche cosa per loro no tutte ste storie che abbiamo in questa settimana storie abbastanza divertenti per i nostri ospiti qui davanti ma come non si può non è infinitoso non è giusto ma andiamo benissimo in ogni modo non è questo che questi qui sono problemi di povertà da niente perché il problema grosso della povertà è la nostra povertà è per quello che lui la chiama digiuno capisci perché gli ebrei digiunavano nella loro fede nella loro esperienza spirituale perché così andavano magri davanti al buon Dio gli dicevano ma vedi come sono ridotto la povertà non era una il digiuno non era una spiritualizzazione era per dire ma porco cane lo vedi come sono messo male non riesco neanche a tirare il fiato mi darai bene una è il vivere in confidenza la nostra povertà che è molto difficile è vero? perché la nostra povertà la censuriamo la mascheriamo la tiriamo fuori preferiamo una vita alienata che faccia finta che sa tutto che ha tutto che ha capito tutto che è bravissima che ha bisogno di niente di nessuno invece ci sono dei poveretti sono tre condizioni del viaggio l'amore la preghiera e la povertà che però il Signore dice che devono essere nel segreto e quindi come Dio si è nascosto nel segreto di quel ometto che si chiama Gesù così le grandi strade per poter arrivare alla fine del viaggio sono nascoste nella nostra pensitura umana semplice con l'età che hai così come sei col pessimo carattere che ti ritrovi con quella moglie insopportabile con quel marito che è meglio non parlare con quella suosa e però anche con tante belle altre cose così come sei lì dentro bisogna nascondere il segreto del viaggio allora questo è per buon viaggio e adesso il segno delle ceneri è proprio per dire guarda guarda come siamo poco e come siamo amati e come siamo aspettati grazie a tutti grazie a tutti