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V Dom.Quaresima 20110410-Giovanni_Nicolini.mp3

Data: 10/04/2011

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Sono stato molto aiutato dal messaggio rapido che le sorelle inviano a Gesù. Signore, ecco, colui che Tu ami è malato. Signore, mi sembrava molto bello che anche noi oggi potessimo mandare questo messaggio rapido al Signore per dirgli di noi queste due cose. Magari capovolgendo un po' la frase, siamo tutti malati e sappiamo di essere da Lui amati. Qualcuno è malato per gli acciacchi del corpo e del tempo, qualcuno porta qualche ferita nella sua psiche o nella sua memoria. Qualcuno è costretto a vivere in una coscienza rattristata o ha perso il grande amore della sua vita. In un modo o nell'altro, eccoci qua, tutti malati, ma amati. Malati e amati. Contro tutte le tradizioni e contro tutte le apparenze. Quindi con quella prima cosa tranquilla che si può dire, che si deve dire, e cioè che così come sei, così come siete, così come siamo, ci ama. Non ci ama perché abbiamo qualche titolo d'onore o di merito. Siamo malati, ma ci ama. Questo è indiscutibile ed è assolutamente per tutti. Tra l'altro l'espressione colui che tu ami è malato, in quel verbo amore, porta nella lingua della scrittura del Nuovo Testamento l'annotazione del bacio. Quando si potrebbe quasi dire colui che tu baci è malato. È così importante l'amicizia, questo amore di amicizia, questo amore del bacio, ma bisogna dire che a motivo di Gesù tutti siamo fratelli, ma tra di noi ci sono anche poi relazioni preziose. Quindi l'amicizia nel linguaggio del Vangelo è quasi di più, in certo senso, della fraternità. Perché il fratello è anche la persona che non conosci, è anche la persona che conosci, ma con la quale intratieni un rapporto molto complesso, addirittura non c'è nessun rapporto visibile, possibile, ma è tuo fratello. L'amicizia, invece, è qualche cosa di più interno, più profondo. Ebbene, questo è l'amore di Dio per ciascuno di noi. Questo amore intenso, diretto, che entra nella storia, nella ferita, nella piega, nella speranza, nella delusione, nella vita di ognuno di noi, è malato e tu gli vuoi bene. E quindi si capisce immediatamente che la vicenda di Lazaro assume delle dimensioni assolutamente universali e tutti, ogni persona al mondo, del presente del passato, assolutamente senza distinzione, lui gli vuole bene, così. Anzi, come spesso amiamo ricordare qui, in questa sala, siccome lui è più ferito, siccome la sua vita è più colpita, siccome la sua esistenza è più sbagliata, più pressante, più intimo, più appassionato, è l'amore di Dio per lui. Si sorprende sempre la disperdosità di Gesù, no? E sempre sceglie come suoi eletti proprio quelli che non vanno. Va a Gerico, va a casa del capo di Tangentopoli, ma si fa così. Così dirà l'azione cattolica, cosa dirà la congregazione mariana, cosa dirà Cielo? Insomma, proprio da quello là, certo. Come proprio il suo affetto speciale verso quella ragazza di strada che si intrufola nella casa del fariseo che l'ha invitato a cena, va addirittura sotto la tavola, insomma, una cosa quasi imbarazzata. E lì gli bagna i piedi con le lacrime e gli asciuga con i capelli. Ovviamente il suo padrone di casa dice ma che profeta è questo qui? Se fosse un profeta saprebbe che donna è questa qui. Certo, lo sa. È proprio per quello. È proprio per quello che gli è intimamente cara. Così è la relazione che Dio stringe con noi. Per cui questa vicenda di Lazaro, morto, risorto, mi sembra che non la si possa intendere se non a partire da questo, per renderci conto, per esempio, che Lazaro sarà ben protagonista di sto Vangelo. però non c'è mai, è sempre sotto terra, viene fuori all'ultimo momento, non dice neanche la parola. Però quello che è importantissimo è quello che è tutto intorno a lui. E che cosa c'è intorno a lui? Un grande voler bene. Perché dal voler bene di Gesù si passa al voler bene delle sorelle e via che vanno da Gesù ancora fuori paese. se tu fossi stato qui non sarebbe morto, ma adesso tutto quello che... E poi ci sono gli altri che sono venuti a piangere con le sorelle, è vero che gli stanno dietro. Un palcoscenico di straordinaria affettuosità. Questo è bellissimo ed è importantissimo. La prima inimicizia nei confronti della morte, il primo rifiuto nei confronti della morte è il voler bene. E questo voler bene che non può che crescere, spingersi in avanti e alla fine appunto diventare pianto. Pianto. E qui c'è una cosa delicata del pianto. Perché piangono in parecchi, no? Piangono le sorelle, piangono anche tutti quelli che sono andati a piangere con loro. Ed è interessante che dite che lo fanno per consolarle, no? È molto bello. Perché in quel momento possono esprimere il voler bene a Lazaro e alle sue sorelle piangendo anche loro. Molte volte mi capita. Per fortuna in vecchio ha la spiaggina facile. È vero, e quindi quando arriva una mamma che piace perché lì c'è il suo tesoro che però, oh, come si fa? Non è facile portare a morte. La sua vita è troppo ferita, è troppo fragile. E quindi e lei piange e io piango con lei. Non so dirle niente. Quello che magari mi verrebbe in mente di dirle mi sembra ridicolo, assurdo, sproporzionato al suo pianto. Capisco che non c'è niente di più grande del suo pianto in quel momento. L'unica cosa decente che posso fare è piangere con lei. però c'è una differenza e il testo con una certa finezza anche letteraria fa sì che tutti piangono. Allora lui dice dove l'avete messo? La porta? E lui piange ma con un altro verbo. perché fa questa differenza? Di lui dice poi una cosa strana che lacrima, eh? Che lacrima. Proprio quindi un pianto come più fisicistico, più clamoroso, più evidente. Lacrima. Perché vuol far vedere che c'è una differenza tra i due pianti. il primo pianto è evidentemente esposto alla disperazione perché è morto. È morto già dal tempo. È irreversibile, è un cammino irreversibile. È morto, è morto. Piangere. Ed è, notate bene, positivo anche questo perché è il suggerimento che lui stesso Gesù riceve. Siccome tutti piangono piangere anche lui. ma il suo pianto è diverso. Perché il nostro pianto, il loro pianto, non so come chiamarlo, è a motivo della morte e invece con stupore veniamo a scoprire che lui piange in direzione della vita. Supplicando la vita, chiedendo la vita, volendo la vita. E qui allora si può fare subito questa piccola piccola conclusione prima, no? Che grande connessione tra l'amore e la vita. Come mi piace vedere quante volte voi che siete più difede di me date la vita volendo te. Mi piace questo, mi incoraggia, mi aiuta. e quando c'è una qualche vicenda che per qualche affetto mi sfiora e io dico ma porco cane, ma qua cosa si fa? Mi viene in mente te e il tuo dolore è potente perché so che tu perché sei sua madre, sei suo padre, sei vicino, tu non desisti e la compagni forse anche con il tuo pianto, non lo lasci e allora il pianto prende una direzione nuova verso la vita. Io sono molto contento che il Signore non ci sia venuto a dire non piangere, ma ci sia venuto a dire che si può cambiare la direzione del pianto. Rimarrà una domanda eh? O davanti a quel sepolcro vuoto quando quella donna piange bisognerà fargliela la domanda donna perché piangi? Perché anche lei possa riscoprire nel suo pianto d'amore il pianto per la vita non di fronte alla morte. Morte buttata indietro. e allora proprio perché lo ama fino al pianto lo ama fino alla fine allora per quello può dire Lazaro vieni fuori e poi ancora scioglietelo lasciatelo andare e oggi noi ascoltiamo questo Vangelo perché questo Vangelo parla di noi e per comprendere bene che parla di noi voi ricordate quello che ogni tanto cerchiamo di ricordare e cioè che tutte le persone che ci sono care e non sono più qui a camminare con noi sono con noi sono vive con noi sono vive accanto a noi sapete si suona la campana no? qui adesso dicono che bisogna restaurare il campanile soldi non ne abbiamo quelli che abbiamo non li possiamo spendere per il campanile perché abbiamo troppa gente intorno che non ha da mangiare però la volta che potessimo restaurare il campanile io dirò il campanile lo restauriamo se ci mettiamo le campane ma fare un campanile con sopra un microfono basta se vogliono le campane quelli di Calamosco si danno un sacco di aria perché loro suonano le campane benissimo e leggevo del mulino del Po e quando c'è l'assedio di Bologna fatto da quelli di Ferrara assedi ridicoli allora a Bologna si mettono a suonare tutte le campane e Riccardo Bacchelli dice i campanari di Bologna sono i migliori del mondo sono importanti le campane alla dozza servono un poco non ci sono vediamo quando le vediamo perché alla dozza succede così che chi fa 40 km per venire a messa arriva 20 minuti prima chi invece abita 40 metri arriva 20 minuti dopo c'è un po' di confusione sulle campane le campane servono per dire oh cominciamo però sapete servono soprattutto per il paradiso sapete che le campane si suonano per avvertire gli angeli oh ci siete? loro sono sempre pronti ci siete? perché quando si celebra la liturgia qui la si celebra con loro con loro ti sei dato appuntamento con la mamma stamattina ti sei dato appuntamento con quel tuo amico che se ne è andato troppo alla svelta ti sei dato appuntamento con quel tuo bambino che ha fatto così breve il tratto della sua strada e che non cessa di proteggerti in ogni ora della tua vita ed è la più intima tua compagnia vivo perché siccome avete ricevuto lo spirito di Cristo il Cristo abita in voi e se anche il vostro corpo muore è motivo delle vicende della vita e anche dei nostri peccati che ne so voi siete vivi Lazaro per ricordarci questa mattina la strada meravigliosa che stiamo facendo verso la pienezza della vita questa è solo una piccola conclusione allora se le faccende vanno così se la morte è buttata indietro se davanti abbiamo solo la vita quella roba che si chiama morte e che c'è si vede si fanno ancora i funerali che cos'è la morte? è l'ultima porta è l'ultima porta e perché si piange? perché dispiace perché dispiace quando mio padre apre quella porta lì mi importava molto meno che lui andasse a star bene in paradiso e mi importava molto di più e io stavo male perché lui non era più vicino a me si capisce mia mamma piangeva lunedì mattina quando andavamo all'università voi tutti contenti di tornare finalmente all'università un po' si faceva un po' i somarotti anche è vero e lei che piangeva ma come siete appena arrivati partite già beh ma scherzi mi all'inizio alle 10 ma noi andiamo e via che si scappava e lei piangeva certo che si piange perché va via però va via bene va via bene va via per la vita ma resta un'altra cosa della morte e si che resta un'altra cosa della morte super bella quella perché perché lui come ha fatto a dare la vita a Lazaro come ha fatto a dare la vita a Lazaro e quella mamma come ha fatto a dare la vita al suo bambino come ha fatto gli ha dato la vita gli ha dato la vita noi siamo vivi perché lui ci ha dato la vita il significato della vita è il significato nuovo della morte è dare la vita cos'è la morte adesso? è dare la vita quel volersi tene che dicevamo prima fino al pianto che cos'è adesso? il fatto che la tua vita è altamente significativa perché è diventata dono perché non te la sei tenuta per te perché l'hai regalata la vita è diventata una grande sublime celebrazione dell'amore l'amore è il respiro della vita e la vita è il segreto dell'amore la tua meravigliosa vita questa vita data donata offerta questa tua vita meravigliosamente fecola che cos'è la morte adesso? è dare la vita dice io crepo tutti i giorni ah talvecola suocere che ti ritrovi beh ci sono anche spese molto più gravi ma tutte sono occasioni per dare la vita capisci? per volere bene sempre un po' per fare autobiografia quella lontananza dello spagale quel non vedere i tuoi figli quel essere in altre mani in altre cure sono certo che è stato un grande bene per i figli un'occasione per settargli e la da lontano la vita è bello scriversi delle cartoline la carezza è come una cartolina d'amore l'arte della vita è l'amore quello che bisogna insegnare alla generazione che segue è l'amore come si fa a voler bene tutti i comandamenti del Vangelo sono dei modi di amare perché questo è l'unico senso della vita capite allora perché Lazaro è tornato indietro capite perché Gesù gli ha detto scusa in disturbo stamattina facciamo una piccola scena per far vedere cosa succede oggi ancora passa il Signore davanti ai nostri sepolcri sepolcri di paura sepolcri di ira sepolcri di divisione sepolcri d'orgoglio c'è lì prigionieri e ti dice Lazaro Luigi Marta Ero Camillo vieni fuori vieni fuori vieni fuori e ci tira fuori dai nostri sepolcri Francesco Razzisi dice nel cantico dei cantici che solo di una morte bisogna avere paura è la morte seconda come lui la chiama la prima morte è per passare di là l'importante è che non ci sia una morte seconda ma per te non c'è vedo i tuoi amici vedo i tuoi figli vedo certamente le vostre madri i vostri padri vedo tutti quelli che incontrerete la prossima settimana che si faranno intorno a ciascuno di noi per dire mi ha dato vita e mi ha dato vita e quindi della morte seconda dice Francesco anche tu non avrai paura perché non ci sarà per te perché la tua vita è stata feconda e nel dare la vita continuamente sei rinato è quello che ci prepariamo a celebrare la prossima settimana la messa anticipa di mezz'ora perché ci sono le palme quest'anno Martino corre il rischio e non abbiamo comprato gli ulivi della curia e ci arrangiamo con i nostri quindi avremo dei ramettini magari ma del nostro prato e da quella entrata di Gesù a Gerusalemme poi per la santità di quella settimana e per la santità di quei tre giorni faremo la strada con lui a tutto Tommaso detto d'intimo avete sentito diceva stamattina andiamo a morire con lui così così andiamo a morire con lui e diceva il cardinale Martini diceva ma qualche volta io ho chiesto a Gesù ma sei già morto tu perché devo morire anch'io e poi ho capito che proprio perché è morto lui voglio provare anch'io però non più da solo con lui andiamo anche noi a morire con lui vedete il Signore apre una strada che è tutta di luce avevo portato a messa delle prove anche serie c'è una barca dentro al Mediterraneo che è il segno di tante altre barche e tante bambini anche là sotto ma lui ha messo la mano sotto e se li è presi tutti accanto perché non può permettere che coloro che lui ama fino alla croce non siano riportati alla vita con lui senza fine nella gioia grazie a tutti grazie a tutti vi MOS encontrar