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-Dom.DellePalme2017-omelia_GiovanniNicolini-Dozza 20170409(19).mp3

Data: 09/04/2017

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Siamo in troppi oggi. Non vi posso nascondere che sto molto inseguendo con la testa e con il cuore un povero disgraziato che ieri per la seconda volta ha ammazzato ed è sperduto nelle campagne come un coniglio in fuga. Però volevo fermare un momento la vostra attenzione su quella frase che in un antico dialetto Gesù dice sulla croce. L'abbiamo ascoltato proprio pochi istanti fa. Dice, e lì e lì, le massa bactani, che significa Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato. E questa frase l'abbiamo anche cantata più volte durante il Salmo responsoriale. Perché è l'inizio di un Salmo, il Salmo 21, molto importante. Perché vi parlo di questo? Un po' sono invitato dal fatto che stiamo celebrando questa liturgia che ci porta dentro alla Pasqua, ma anche perché se qualcuno ha dato un'occhiata ai giornali o ha ascoltato qualche cosa, sapete che in questi tempi si sta molto dibattendo sul problema della fine della vita. C'è molta discussione e anche le persone di religione cattolica pensano di mettersi dentro in questa discussione. Cioè qualcuno dice che a un certo punto se si vede che una persona è troppo in là, diciamo, bisogna in qualche modo accorciare il suo cammino che diventa troppo difficile, troppo doloroso. Ma perché vi cito questa cosa? Perché ultimamente una persona mi ha fatto sperimentare questa espressione, Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? In un modo molto diverso. Quella persona è un credente, è un cristiano. E perché ricordava questo versetto? Perché fin da quando è precipitato nella sua malattia, e si è subito capito che non era una malattia che poteva andare verso una guarigione, allora lui, in modo molto forte, ha voluto offrire la vita per i suoi figli. Qualcuno di questi figli in una situazione molto difficile, e lui mi ha detto io ne approfitto. E adesso di questa vicenda voglio fare offerta al Signore. Poi però che cosa è successo? È successo una cosa che appunto adesso c'è molto, ed è il fatto che ha suscitato anche questa discussione e questa riflessione. Tra l'altro, la settimana scorsa, nella mia rubrichina sul giornale, ho citato l'intervento di una persona, che è un laico, è un non credente, si ritiene ateo, e ha fatto una dichiarazione molto importante su questo problema, notando che una volta, quando si era alla fine della vita terrena, tutto questo era molto caratterizzato da un ambito familiare, e si stringevano intorno a questa persona gli affetti importanti, le cose importanti della sua vita, e quindi era un congedio intenso, un saluto intenso. E da trent'anni le cose sono completamente cambiate, la morte è stata espropriata dalla casa e dalla famiglia, e avviene tra tubi e tubini, e in grande solitudine. E allora questa persona aveva detto, no, no, no, io voglio appunto regalare la vita. Ma poi anche lui è precipitato nei tubi e nei tubini. E quindi questa frase di Gesù, lui l'ha detta in questa situazione. E quindi, Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? Come per dirgli, ma io la vita te l'ho già offerta. E allora? Com'è che adesso andiamo avanti con i tubi e i tubini? Allora perché vi cito questa cosa? E può sembrare una cronaca, insomma, come le altre, ma la leggo anche a quello sciagurato che è nascosto e che verrà trovato, e che ha combinato questi grandi guai. Ve lo dico perché noi siamo entrati in una settimana in cui, di fatto, che cosa noi vogliamo ricordare? E il Signore che cosa vuol ricordare per noi? Che ci vuole così bene e così bene che vuole per noi regalare la sua vita. Questo è quello che il Signore vuole fare. proprio quello che quel papà voleva fare per i suoi figli. La cosa mi ha molto stupito, perché mentre si pensa di solito che Gesù dica questo perché il padre lo ha abbandonato e lo lascia morire, questo amico, questa cosa l'ha detta Dio, dicendo ma perché mi lasci arrivare? Ma io l'ho detto che l'ho offerta. Perché mi lasci ancora qui tra i tubi e i tubini? Adesso io non voglio entrare in questa discussione. Capite che sto rischiando di sembrare uno che vuole il suicidio terapeutico. Non mi importa niente di quel che si pensa. Le mie idee ce le ho. Certo, io sono qui con voi questa mattina commosso per questa bontà del Signore che vuole regalarmi la sua vita. Io ne ho bisogno. Sono un peccatore. Ho paura della morte. Continuo a fare cose sbagliate. E quindi certamente da solo non me la cavo. E non me la cavo bene. E lui mi viene incontro e fin dal principio del Vangelo si presenta così. Contrariamente a quello che dice un catechismo sbagliato che ci hanno fatto studiare, Dio non è un giudice che sta a vedere se ho fatto bene o ho fatto male e se ho fatto bene mi premia e se ho fatto male mi frega. Invece lui è uno che mi vuole bene. E siccome io non vado bene lui viene a regalarmi la sua vita. Perché il nome di Dio è amore. Come si chiama Dio? Amore. Amore si chiama. E quindi siccome quello è il suo nome è la sua sostanza e a tutte le cose che succedono lui reagisce con l'amore. È all'amore di Dio che io sto affidando quello sciagurato, impazzito e fuggitivo. E insieme a lui affido me, affido te, affido te. Perché tutti abbiamo bisogno di essere amati. Soprattutto quelli che come me non se lo meritano figura di te. Hanno un bisogno enorme di essere ingiustamente amati. Capite? Ingiustamente amati. L'ingiusto amore di Dio è la croce di Gesù. E noi in questa settimana camminiamo verso questa cosa. Non camminiamo verso la morte di Dio ma camminiamo verso l'amore di Dio che dona la vita. Per cui questo è il nome nuovo dell'amore. Scusate, è il nome nuovo della morte. Da Gesù in poi non si muore, si dà la vita. Certo, purtroppo, ancora si uccide e certo, ancora, purtroppo, si muore nella violenza della storia, nelle ingiustizie terribili che ci sono, nel fatto che c'è chi mangia troppo e chi muore di fame o di sede. molti stanno morendo di sé. E in ogni caso siamo dentro a un mondo violento dove la morte non è stata ancora riscattata, cioè con un volto nuovo, capisci? Tu invece ce l'hai già questo volto nuovo. Perché io so che tu sei una persona che per i suoi figli, per le persone care, vuole regalare la vita. E che tu interpreti la tua vita come un sacrificio d'amore per cui la cosa che ti preoccupa ogni mattina quando ti infini le calze e le scarpe è quello di dire e oggi come la spendo la vita? E oggi come la spendo? E per quel figliolo che non ragiona che cosa posso fare oggi? È vero. E tu sei un alleato di Dio che non vuole condannare nessuno a morte e vuole salvare tutti dalla vita. Noi stamattina abbiamo cominciato questo straordinario periodo di alcuni giorni in cui noi celebriamo, ricordiamo e festeggiamo per noi questa cosa. E sapete che cosa succede? Che siccome l'amore è contagioso l'amore di Dio ci contagia è vero? È una malattia pericolosa l'amore perché è una malattia che si muore morire d'amore vero? Morire d'amore. E poi c'è un'altra caratteristica però che è molto bella e cioè che essere una malattia pericolosa perché si muore d'amore pensate è anche contagiosa. Certo, quindi stamattina io ho in mente tante persone che un po' la malattia me l'hanno attaccata. Dopo lo faccio male scappo via al momento buono ho paura chiudo il mio cuore so benissimo però la malattia me l'ha attaccata. Per cui sì fratisco il mistero dell'amore di Dio e poi però lui impetuosamente mi ci riconduce perché questa è la vita nuova non morire più e dare la vita non morire più e dare la vita questa è la meraviglia capite per la quale siamo stati generati battesiamo dei bambini a Pasqua certo li battesiamo a questa vita nuova perché loro siano non degli uccisori non dei suicidi ma dei datori di vita è vero perché perché altrimenti non va bene la vita la vita per ammazzare o la vita anche che si espone inutilmente gravemente alla morte no? è vero? sono sempre a correre dietro a delle persone che vanno dietro a robe suicide ma perché prendi sta roba? ma perché sei dentro questo guaio? ma sei matto? no non è matto però c'è un inganno che può dominare molto capite? invece noi apriamo questa settimana quest'anno proprio con questa idea e quindi quel Dio Dio Dio mio Dio mio perché mi hai abbandonato? è perché io ho bisogno dell'amore del Signore perché poi alla fine mi piacerebbe fare come Lui alla fine mi piacerebbe finire come Lui oddio crocifisco non so ma certamente o dì la offerta e sì è perché se no per cosa sono nato e per cosa sono campato e adesso vecchio ancora via dove fare il prete ma che roba è? è vero? e certe volte mi potrebbe sembrare tutto inutile invece no perché anche da un vecchiaccio peccatore Lui accoglie che la vita possa essere offerta ecco mi pare che sia questo l'indirizzo che quest'anno possiamo dare alla Pasqua è vero? non una celebrazione dicevola nel prato non una commedia non una tragedia da rappresentare non dei gesti da fare che le parole da dire che poi uno direbbe ma non so neanche cosa vogliono dire ma più profondamente tenti cara questa cosa questa è la settimana che è la festa della vita perché dare la vita è fecondo e genera vita e noi non saremmo qui se questo qua è vero un qualche secolo fa non avesse detto dalla croce perché mi hai abbandonato e allora il Padre lo ha preso e prendendo lui ha preso anche te e prendendo lui ha preso anche la tua vita e anche tu il giorno del tuo battesimo sei stato immerso nella sua morte per risorgere alla sua vita capisci? che è una vita diversa che non è semplicemente campare che tantomeno è far del male agli altri che tantomeno è farsi del male ma è nella modestia della nostra esistenza celebrare il mistero di Dio chi o me ma anche un impiegato delle poste può fare una vita così? no? certo anche un impiegato delle poste anche un prete di periferia anche una mamma che è qui perché sta un male cane per quel suo figliolo anche per chi è qui è vero stupito della bellezza della sua vita e si chiede da dove viene? eh da dove viene? viene dall'amore di Dio viene dall'amore di Dio anche la messa anche la messa più semplice che cos'è? eh? è il ricordo il piccolo della meraviglia che ha cambiato la storia del mondo a noi a me non pare tanto giusto che noi stiamo lì a dire ah ma non non si può fare eh che uno va via artificiosamente prima eh ma se sta molto male eh sì ma che notizia è vero? eh il suicidio non è assolutamente vero che è condannato le grandi religioni non l'hanno condannato dal Giappone eh e quindi dalle spiritualità dell'Oriente vero? alla alla fede islamica eh in alcune sue manifestazioni uno non è che fa un peccato contro Dio perché si toglie la vita quindi non noi siamo disadatti bisogna che accettiamo la nostra diversità e bisogna che la annunciamo capisci? e se non l'annunciamo con la carità e con le carezze ma pensiamo che sia il tribunale che deve condannare queste robe andiamo fuori fuori luogo per convincere uno e non bisogna suicidarsi lo devi portare sulla riva dove sei stato portato tu che adesso hai il gusto il piacere il supremo onore di offrire la tua vita diciamo ma cosa vuoi che vai alla mia vita? molto molto perché è offerta molto perché tu la puoi trasformare in un respiro d'amore fino alla fine quanto è bella la tua vita quanto vale la tua vita perché l'amore sapete fin da un'antica poesia ebraica che è dentro alla Bibbia l'amore è più forte della morte e quindi va a diventare anche la morte un immenso infinito divino abbraccio di vita allora entriamo con questi pensieri nella liturgia della Pasqua stamattina l'ingresso del Signore a Gerusalemme ce l'abbiamo qui facciamo questa cena nella quale lui ci ha già detto un po' il programma è vero proclamando insieme la passione del Signore è vero perché siamo qui siamo qui per questo perché è la settimana della sua immolazione d'amore dopo fate un po' attenzione alla liturgia del giovedì a quella del venerdì uno ragazzo è una solfa non me la sento è troppo lunga e va bene se non te la senti fai bene a non venire di per sé devi pensare che però è un'unica messa capite che incomincia giovedì sera e finisce nella notte di Pasqua tra il sabato e la domenica tant'è che per esempio questa mattina il diacono dirà la messa è finita andate in pace invece nelle prossime liturgie né il giovedì né il venerdì lo dice il diacono perché non finisce capite stiamo camminando e quindi giovedì per ricordare l'ultima cena venerdì la croce la notte per ricordare che la luce della risurrezione è più forte del buio della morte ed è un'unica celebrazione allora si capisce che uno non deve poi troppo stufarsi le mei che faccia un giretto piuttosto che stufarsi se volete correre il rischio della cosa ecco volevo dirvi capite siamo dentro per questa vicenda questa mattina incomincia con questa scommessa Gesù è vero come quel amico che vi citavo prima è come impaziente di dare la vita e dice ma perché mi hai abbandonato come la è vero bisogna portarla alla fine la cosa cosa che un vecchione come me viene un po' in mente di dire dai muo muo bene allora viviamo in questo modo la settimana non facciamo una vera liturgia penitenziale però tutto il venerdì pomeriggio e tutto il sabato è vero volentieri per chi desidera il sacramento della riconciliazione però come vi dicevo sabato anche per chi la riconciliazione non ce l'ha come sacramento della confessione però desidera semplicemente avere un segno di perdono una piccola benedizione un dire ma il signore ti vuol bene lo stesso non so se è del tutto ortodossa questa cosa però mi pare che corrisponda un po' al pensiero dell'argentino che ho vato a Roma a fare il papa quindi proviamo a fare così anche noi chi ha bisogno anche semplicemente di un segno dell'affetto del signore venga pure a prenderlo grazie