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V Dom.Quaresima 20170402-omelia_GiovanniNicolini-Dozza incompleta.mp3

Data: 02/04/2017

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Sono stato anche in carcere a celebrare stamattina e questo mi ha molto aiutato a proporvi un'attenzione a questo miracolo di Gesù in termini più ampi, a dire insomma che sono molte le morti dalle quali abbiamo bisogno di risorgere. Qualcuno ha perso il grande amore della sua vita, qualcuno è prigioniero di una dipendenza nella quale non riesce a liberarsi, qualcuno è prigioniero del dolore, una persona prigioniera di una malattia gravissima è ammessa con noi stamattina. E credo quindi che il suggerimento insomma che viene anche per l'appoggio molto forte che ci danno sia la parola del profeta Ezechiele sia la parola di Paolo nella lettera ai Romani, tutti possiamo collocarci in questa situazione. Soprattutto uno come me che tra tante prigioniere ha una che è più antipatica che è quella di essere un peccatore. Dato il mio mestiere, dato anche una certa intimità, è vero con il mio Signore, è chiaro che essere prigionieri del peccato non è tanto semplice. Molte volte può nascere proprio la tentazione di dire che non si può andare avanti, oppure che la vita è tutta sbagliata. E quindi essere un po' gettati nella disperazione. Io vado un po' soggetto ai problemi dell'angoscia, soprattutto al pomeriggio, devo stare sempre un po' con il fucile schianato perché mi salta addosso all'improvviso, la trovo come dentro a una curva e non riesco più a allontanarla. E quindi mi pare molto bello che è l'espressione della lettera che dice io sono morto per il mio peccato e però davanti a me lì c'è lo spirito del Signore che è vita. Per cui oggi, vedete, non penso che dobbiamo considerare solamente questo miracolo diretto, ma intanto più ampliato. E poi soprattutto, anche perché ormai il cammino verso Pasqua si è fatto breve, vi facevo notare che il Signore già stamattina arriva a Gerusalemme, la piccola casa che noi abbiamo in affitto sul Monte degli Ulivi e qui è proprio dove è la casa di Lazaro e delle sue sorelle, dove adesso abita Martino, insieme a Lorenzo. Tra l'altro la violenza della storia in questi anni ha creato quel muro altissimo di separazione, è vero, è che ha tagliato il giardino della casa, quindi se vai alla finestra non vedi più davanti la valle, poi il deserto e poi anche quando è limpido addirittura un fondo, il mar morto, ma c'è questo muro che ti ferma, chiude. Purtroppo ci sono questi muri di separazione, vero? Ho visto che costano anche un po' carucci, quindi si continua in quel tentativo di far pagare il muro a quello contro il quale si fa il muro, insomma, che storia strana, no? A cui siamo disposti. Allora mi piace in questo momento solidariettare con anche la vicenda di Lazaro e dire che tutti abbiamo bisogno di questa visita preziosa del Signore. A partire appunto da quell'espressione che vi segnalavo, eh? Quella persona a cui tu vuoi bene, quel tuo amico, sta male. È bello, è vero, pregare il Signore in questo modo anche di uno per l'altro, eh? Signore ma tu li vuoi bene, eh? Vieni, vieni. E quindi c'è in qualche modo questo ampliamento enorme di orizzonte e quindi tutti possiamo trovarci come nella situazione di Lazaro per qualche dimensione della nostra vita. Più gravemente se il male, il negativo, la morte, ha un orizzonte incombente e pesante. Quindi è dedicato a tutti noi questa domenica. È per prepararci a vivere quello che il Signore vuole a tutti i costi regalarci. Però non solo, perché questa vittoria sulla morte contiene una prospettiva, una prospettiva positiva. È vero? Perché lui come fa a liberarci dalla morte? Come fa? Ci regala la vita. Di più. Ci regala la sua vita. Siccome noi siamo amati da lui, qualunque sia la nostra condizione, qualunque sia la nostra situazione, la nostra storia passata, l'incompensa presente, la nostra sconfitta davanti a un male che ci dovina, qualunque sia, lui ci ama. E siccome ci ama, ci regala la sua vita. La festa di Pasqua è questa. E quindi il segreto meraviglioso che sta sotto la festa di Pasqua è in questo volto, in questo nome nuovo della morte. È vero? E noi abbiamo sperimentato per tutte le persone che nel nome del Signore, con la sua stessa forza, ci hanno regalato la vita. Noi non saremmo qui se non avessimo avuto molti regali di vita. Persone che si sono avventurate nella vicenda della nostra vita col desiderio di regalarci. Molte, molte, molte. Noi siamo tutti il frutto di una storia straordinaria d'amore. Questa storia è molto importante ricostruirla. Anche perché invece la paura, l'angoscia, l'angoscia e tanti anche i nostri difetti costruiscono una figura della vittima che è vittimismo, ma che non funziona. Anzi può suscitare sentimenti di recriminazione, di tristezza cattiva, qualche volta addirittura di vendetta, di impassimento. Invece bisogna dedicare i prossimi giorni. È vero, siccome lui poi entrerà in città in modo definitivo per fare il suo cammino verso la sua croce d'amore, è vero, è importante che noi lo riceviamo con una certa possibilità di capirci. Allora, come fai a preparare la Pasqua? Fai memoria della preziosità della tua vita. Se sei malinconico, se sei addirittura arrabbiato, chiedi che il Signore ti dia una mano, in maniera che tu possa nei giorni prossimi riscrivere nella memoria del tuo cuore la verità. Perché tu, io posso dirlo, insomma, credo tranquillamente a tutti, anche alle persone che non ho il piacere di una conoscenza diretta e profonda, che se sono qui, è perché dietro c'è questa storia. Su questo non c'è dubbio. Quelli che non hanno una storia d'amore, non possono mica permettersi i lusi che ci permettiamo noi. Che non voglio dire di effettizzare la domenica o la liturgia domenicale, ma anche la tua semplice disponibilità a essere qui in questo momento. Non saresti qui. È vero? Sei qui perché nella tua infermità, nella tua fragilità, nella tua debolezza, continuamente hai conosciuto l'amore di Dio. E c'è appare su Dio? Mai. E spero che non mi appaia neanche, perché provo il mese e lo scambierei con un altro, avrei paura. Ma invece, moltissime volte, sono stato visitato dall'amore di Dio. E voi, in qualche modo, in questo momento siete i miei angeli. No? Se non ci foste voi, perderei il senso della mia vita. È vero? E invece voi siete quelli che mi regalate continuamente, regalando la vostra fede, il vostro affetto, anche il travaglio della vostra esistenza, voi mi regalate il senso della vita. E quindi la nostra vita va recuperata in questa dimensione. La Pasqua noi la conosciamo benissimo, in termini concretissimi. Ma dicono che c'è troppo dare la morte, e purtroppo c'è dare la morte. Però credetemi, è superiore. L'altra cosa è superiore. Mi ricordo quando Carlo Maria Martini, il gesuita, l'ha fatto al cittadino di Milano, e io ero a Milano. Lui è entrato in città, e dovevano portarlo in macchina fino a Piazza del Duomo, praticamente, al castello che è lì vicino. E invece quando sono stati a Sesto San Giovanni, che ha un sacco di chilometri, lui ha fatto fermare la macchina ed è sceso. E per quattro ore ha camminato per arrivare al fin d'uomo. Ha attraversato mezza città, proprio. E continuamente guardando le persone. Non c'era un corteo preordinato, quindi è stata una cosa improvvisata. Certo che quando è arrivato lì nella zona centrale c'era già una folle in mese, perché la gente si era passata voce. Ma è stato impressionante. Io ho avuto questa gran fortuna, anche ero lì quasi un po' per caso, e quindi ho fatto una bella passeggiata, anch'io. E quando, un po' di mesi dopo, a Milano è scoppiata tutta la violenza delle brigate, delle uccisioni, delle uccisioni per strada, no? Quel periodo folle, insomma. Lui usciva da un convegno di giornalisti e l'hanno subito circondato per dire ma dove l'hanno mandata? Lei che cosa pensa di questa città dove si parla di questo e di questo? E dice ma io però conosco veramente di più la città. Questa è una città righissima d'amore. Di quanto qua ti… Gチ爸爸