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III DomenicaQua 19960310a Giovanni, anno A.mp3

Data: 10/03/1996

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Il capito del quarto, il maggior secondo domani, moltissime parole tra Gesù e la donna di Samaria. Nel camminare verso la domenica, il giardino è sempre più risposto in ricostruzione del giardino. Quindi, con trapposizioni antiche, secondo me, un diavolo drammatico che nel giardino antico ci aveva fatto i pregiorni del peccato e della morte, sembrava di togliere delle parole che corrono la Gesù e la donna, appunto, nella costruzione del giardino. E quindi, la ridetta. Il donna. Volevo parlarvi un po' proprio di questa donna di donna. Che mi parla, non penso di. E questa donna che è un'umanità che viene identificata come sposa, come arriva e ascolterebbe da quelle parti in questa festa. Quindi, è un'umanità dispersa che viene raccolta nel mondo mondiale e materno della Chiesa. Quindi anche noi possiamo accostarci al polso di Samaria ed essere direttamente, ma ben tentativi, anche perché sapete quel passaggio che sembra difficile, che cos'è questa adorazione in spirito e in verità. Che cosa vuol dire essere adoratore in spirito e in verità. Vuol dire così, essere ormai davanti a un'unità, senza bisogno di mediazioni, di passaggi, di tempi, di luoghi, di circostanze particolari, perché nel figlio abbiamo avuto la possibilità di circostarci al padre. dove abiti, venite, vedete, dove li ha portati, quel giorno il Signore è perso nel seno di Dio, come in terra, della Santissima Verità. Per questa strada, una strada di Dio, dicendo di Gesù, siamo familiari. Adesso possiamo adorare la scritta verità, perché viviamo davanti a Lui, e Lui è intimo a noi, molto di più quello che noi siamo intimi a noi stessi. In fondo, anche il passare degli anni, sempre, mi sottolinea una certa inconsapevolezza di me stesso. Conosco poco il Signore, ma una volta mi sembra di conoscere ancora meno me stesso. invece Lui ci conosce, siamo indica, siamo la sua tenta, il suo tempio nuovo. La domanda antica, che ascoltavamo ancora questa mattina nella parchiata di Salomone, una domanda aperta, evidentemente enigmatica, per tutte le generazioni, per tutte le culture, ma meglio un uomo di dare sulla terra. con una sensazione che il Seguo abita sulla terra, certamente non è Dio, è un idolo, cosa è qualcosa di costruito, invece, come sapete, Dio abita sulla terra, dove? Nella intimità nostra, Signore dei nostri pensieri, dei nostri sentieri. E quindi noi possiamo, appunto, adorare una parola difficile, molto inconsueta, no? Anche per la cultura di oggi, e quindi persino anche nella Chiesa di San Marino, dove invece io mi trovo timidissimo stamattina, ancora una volta, davanti all'assemblea, appunto che, solo, continuamente, mi insegna che cosa sia la preghiera, ma, e mi sorveggio, nella preghiera, però, questo momento per me, assolutamente privilegiato, della bontà di Dio, perché, Dio è la mia salvezza, ma voi mi siete il grande, perché ogni giorno, prendendomi per mano, mi rettoggete, appunto, nella possibilità, di questo contatto, con lui, perché, perché, l'adorazione, è una quota aperta, è un viaggio di libertà, rispetto alla peggioria, in cui, tutti si trovano, tutti sanno peggiori, e abbiamo due, severissimi, cancellieri, un nostro, carceriere, è il peccato, l'altro, è la morte, e siamo pregionieri, di questo, davvero, tutti, tutti noi, che siamo qui, siamo pregionieri, del nostro peccato, c'è qualcuno, che si è liberato, dal suo peccato, nessuno, si è liberato, dal suo peccato, siamo pregionieri, siamo facciati, appunto, veniva da dire, anche quando, voi mamma, dite ai vostri bambini, ma si è bravo, e voi sapete, che vi dite una cosa, assolutamente inutile, perché è impossibile, nessuno diventa bravo, eh, non c'è nessuno che è bravo, no, siamo tutti, mascazzoni, tutti siamo pregionieri, del peccato, e noi, più vecchi, di noi, che con subito, mettere la pietra, e mettere la pasta, uno sbagliare, contro nessuno, e abbiamo, brinno, perché c'è che tutti, e loro, l'ultimo, piano, e le tue anni, e anche, tutti, la pietra, perché, possiamo condannare noi, quindi siamo tutti, i pregionieri della morte, no, e siamo tutti, i pregionieri della morte, non c'è nessuno, che non sia morto, siamo pregionieri della morte, quindi siamo pregionieri, ci sono, le cose bellissime, che capiamo, che conquistiamo, che inventiamo, il tenore della vita, anche migliora, ma ci sono, degli, dei passaggi, fondamentali, però, non c'è, gli esperienti, come sostanzialmente, che, diciamo, che poi, la faccenda è sempre uguale, cambiano le condizioni, nelle quali, si vive, perché magari, da subito, e poi ci si scalda, o addirittura, qualcuno testa, che si ripresa, insomma, delle cose, anche quando si parli, è vero, ma, in realtà, questa prigioniera, in apertura, è stato prigionieri, quindi, siamo sostanzialmente, come ci facevano cantare, come ci viene questa mattina, sono sostanzialmente inquieti, in qualche modo, infelici, fino a, eh, fino a che ha avuto qualcuno, dice, vieni, vieni, vieni, e dice, oh, oggi è la testa, di questa storia, sorprende, dice, ma tu mi porti, c'è una volta, ma che? Si scappano, si scappano, dice, ma come i nostri, papai, le nostre mamme antichi, quando, erano prigionieri in Egitto, sono scappati, che ha aperto un barco, nel barco, si, si, di più, però, questa volta, il barco è stato aperto, nel peccato e nella morte, ma sono i nostri carcerieri, sono diventati un barco, e voi sapete, di fatto, in Gesù, tutto questo, si è morto, il carceriere, che era la morte, è diventato, una porta, una porta, un passaggio, per la vita, e anche il peccato, non si è, questo lo si dice, un po' meno, ma, stamattina si facciamo, anche il peccato, è diventato, una straordinaria, opportunità, prima, il peccato, era la nostra qualità, lo si chiama, invece adesso, il peccato, è diventato, la straordinaria, o opportunità, di Dio, per venire, a farci vedere, come bravo, nella sua misericordia, infatti, sentiti qua, per volarci, il peccato, non ci ha, operato, assolutamente, da Dio, non ha chiuso, di sua nuova, la terra, anzi, prima, di questa, esperienza fondamentale, che è essere perdonati, in fondo, sapevamo poco, anche lì, era molto imbalsamato, faceva niente, come gli aveva detto, pure stava là, con delle misure, per darmi sempre, in sempre, invece, da quando lo ha perdonato, lo conosco, ha fatto, per il Dio, per il capo, questa straordinaria, opportunità, per la salvezza, qualcuno, ogni tanto, sarà, con questo fatto, perché dice, ma, non si può, che farà meno, eh, facciamo a meno, di peccato, e così, sperimentiamo, non si può, perché, la volontà, è l'esercitordia, capisci? La volontà, è salvetta, e quindi, solo chi è stato preso, per il coltello, per il grande fondamento, Dio, Dio, ha l'esercitordia, e lo conosce, non conosceresti, l'amore, se non ti salvasse, continuamente, per il tuo cuore, dunque, la porta, è aperta, si è aperta, una porta, andiamo, andiamo, è una porta, è una persona attuale, lui viene da noi, noi andiamo da lui, siamo prigionieri, non lo siamo più, non lo siamo più, adesso si è aperta, una porta, e dire, dire, l'adorazione, è una porta, la vita, quando, il Signore, per la grazia, degli fratelli, e delle mie sorelle, di cui dicevi, gli apre, la porta, della preghiera, allora, entrano nuove parole, nella mia vita, nuovi sentimenti, nuove azioni, nuovi progetti, nuovi speranze, entra la vita, apri la finestra, si muove la finestra, apri la finestra, e le mie sorelle, entra la meraviglia, del paraceno, entra, questa luce, che fa riconoscere, tutti i modi diversi, ma tu sei mia sorella, come la donna, che sta a me, che aveva, diciamo, un pozo, un estraneo, verso il cuore, del primo ospedità, e da quel pozo, che partirà, sposa, di questo, dirabile, Signore, che se vanno, stanno, con un pozo, tra me, allora, la donna, la donna, e tutto, nuovo, nel Vangelo, e tutto, lo è, con una concretenza, straordinaria, tanto che, mi fa sembrare, tutto alienante, quando la finestra, è chiusa, tutto alienato, perché, siamo tutti, estremi, l'un all'altro, la vita, la tica, di nuova sera, sulla strada, di pioce, a dire, se ci sono, perché, questa giornata, perché sempre, e mi trovo, schiavo, ancora, di sentimenti, di tristezza, o di diventia, o delle mie passioni, si può, aprire la finestra, se può, quando si apre, la finestra, veniamo liberati, quando il Signore, mette la mano, nel pozzo, della mia schiavitù, della mia paura, e mi dice, vieni, vieni, ecco, io entro, nella libertà, l'adorazione, vuol dire, fondamentalmente, questo, essere liberati, dalla paura, dalla passione, dalla solitudine, dall'estremità, da tutte le cose, che applicano, la nostra vita, fuori, questo, questo, è il grande segno, della preghiera, questo, è il grande dono, della preghiera, lui, che fa scendere, sul nostro cuore, parole, nuove, che ci rinnovano, e noi, che possiamo andare, che trovano, si vede, non vedo, dove altri, che possono, stare con lui, noi, siamo tutti, degli liberi, quello che uno dice, cioè, degli schiami liberati, da soli, abbiamo solo, un'illusione, di libertà, perché qualcuno, si fa disprezzato, molto, sempre, in tutte le generazioni, cristiane, no, anche nelle nostre, culture europee, molto disprezzato, sta facendo, della preghiera, ma che vale, sono, questa preghiera, diverse, devi a dare, anche in macchina, ti fa il segno dell'accroccio, state attento, a la vita, ti fa il segno dell'accroccio, no, fai l'esame di matematica, dice, allora, dici l'altra maniera, basta, tu sei lo studia il libro, no? E però, andando avanti, in questo passo, si è proprio arrivato, un tempo, una cosa, devi dire, ma cosa, cosa mi si studia, chi c'è, dov'è? cosa prendi, dove prendi, a chi prendi, ma basta la tua testa, no? Ce l'hai la testa? Ragiona! Si chiede, si pensò che qualche modo dobbiamo pensare, mettere da parte dietro ma intanto, ma con la tua testa ragiona, no? O con il tuo cuore dai, con il buon senso. Vecchio, o di altopia Dio, con l'intenzione di mettere sul pienestano la libertà, ci siamo trovati nel Dio Dio. E pochi anni dopo, per esempio, Napoleone, che è bellissimo, che ha avuto messo sbagliato, assurdo, no? Si, perché abbiamo una razione fatale, invece del suo schermo, che credo sia determinata dalla paura, eh? Soltantemente è determinata dalla paura. È vero che è, dieci anni fa, quando la materia, no? La nostra sorella, mi parlava di certi situazioni, così mi diceva, è giusto, ho dovuto verificare che era a giù. Per esempio, il caso delle donne, no? Donne che vivono sperlate loro, trattate male, oltraciate, sacrificate. Alla fine, esasperate, scappano. E prendono a parte della maglia. A recuperare la loro dignità, la loro bellette, la loro femminilità, oltraciare. Mi diceva la mia, di 9 su 10, intorno a 4 a 2, una attrazione irresistibile. È dentro di noi. Ci riconosciiamo alle nostre prigioni. E' un mistero enorme. Ricadiamo nelle nostre camere. Invece siamo stati fatti per la vita di tutti. L'adorazione, questa possibilità di essere goditi davanti al nostro padre, padre nostro, sia santo dedicato il tuo nome. Ecco. Ci tira fuori alle false ricette e ci restituisce alla libertà. L'adorazione, di certe volte, mi sembra un po' pesante, perché pensate che il verbo dell'adorazione, per esempio, è proprio un verbo che dice buttarsi ai piedi. E' per questo che molte volte la nostra ragione ha avvertito la preghiera come una specie di umiliazione. E' un'altra cosa. Vi ricordo una volta, ad Assisi un frate che ha scritto il d'artico delle mie sorelle, perché mi sembra un po' prostratta, no? Ma dà, ma di a questo rumore, insomma. E' questa prostrazione, a lui, capite? E' importantissima. Questa vita di D'artico che certe volte mi possa sembrare anche nelle preghierie che ci donano la Bibbia. Tu sei l'onipotente, sei al di sopra degli cieli, sei al di sopra di tutti i re. E' decisiva, sapete? Perché? Perché altrimenti abbanno magari a noi stessi e rientriamo in quella cadera in cui stiamo. Siamo insieme. Ci sono dei testi potenti comparti di un GOT? E' la nostra and overlap.. Almeno temni di un altro di aver caffè… Bene? Overe?oryарищmondoっていう gioco.. Dopodono e fibre sulle baterie nonpakali… Ale.. A!? Signor dicevamo senore.. Pra che lo conocerebbe cambiati e di un avevo… concentratede! E' in cui io senti non irritabile mai? Il periodista te volto ho provato… eh Yyy… La nostra festa oggi è la festa di questo ingresso della libertà in cui non abbiamo più un Signore. Si abbatta la tua volontà di quella di nessun altro. E neanche la mia. Perché ho fatto qualche esperimento di essere il Signore di me stesso, da fare quella che ti mando. Non conviene. Conviene che sia l'unico, Signore. Che cosa dici, Signore? E' quel salvo che lo provoca perché se tu non mi parli, io sono come chi scende nella fosse. Se tu non mi parli, regalate il tuo Vangelo. Regalatevi, non so come fare, non so come dire, non so come tacere, non so come ammalare, non so come fare festa. Io ti voglio adorare sempre. Che vuol dire camminare sempre nella tua parola. Altrimenti dentro la galleria dei rimedi li ho cercati, no? Appunto, quali volte, uno è il vent'altro di riscatamento, l'altro da ricondizionare. Qualcuno ha proposto che, per esempio, per vivere meglio, dividessimo meglio i soldi fra di noi. Buona idea. Buona idea. Che battassimo tutti a scuola. Buona idea. Ma niente di fatto è riuscito. E invece tutto in certo modo diventa buono sempre. Entra dentro di questa adorazione che è il vivere come figli di Dio. Da figli di Dio. Libri di Dio. E' importantissimo essere libero. Non c'è nessuna cosa che valga di più che essere libero. Se non sei libero, non si può neanche amare. Lui ci ha liberato. Per me questa battaglia, questa battaglia, ha fatto il suo primo passo. Che cosa vuole dire battaglia? Voglio dire battaglia. Voglio che sia pronta. E' importante. E' anzi, prima ancora diceva, ma come la chiamate? Ma diceva, la chiamiamo Maria Teresa. E' importante per noi. Si, perché? Dice, come si chiama la bambina della Rossella di Ferri? Maria Teresa. E' importante per noi. E' importantissimo per noi. Maria Teresa. Vieni. Vieni. Vieni. Vieni. Abbiamo detto a Dio come si chiama la bambina della mia bambina. Perché lui possa chiamare. Vieni. Vieni. Ecco, dicevo, questa è la festa della nostra famiglia. E' vero. Ognuno potrebbe dire, io sono stato trovato da quello l'antica, ma da questo, ho portato lì. Poi sono uscito, ho trovato mio fratello e gli ho detto, e abbiamo trovato il Signore. E' vero. E poi abbiamo trovato quell'altro, quel nostro amico schifinoso, no? Gli abbiamo detto, abbiamo trovato Gesù di Nazareth. E lui ci ha detto, di Nazareth, ma può venire qualcosa di buono da Nazareth. Vieni di me. Una scommessa altissima. Tutta l'uncela. Su tutto questo, il mio dovere è quello che si siede che ho bisogno di preghiamo di più. Non dobbiamo preghiamo di più. Ci sono segni evidenti di una certa fragilità della nostra preghia che ci riconsegna a paure, a passione, a divisione e a sospetto. Dobbiamo pregare per non avere paura di nessuno, perché non ci sono nemici, ci sono tutti fratelli. Dobbiamo pregare per non avere paura dell'unico grande nemico che è il Signore del mare, quello che si fa a venire i pensieri cattivi e i giudizi di uno contro l'altro. Dobbiamo pregare per non avere paura di morire. Dobbiamo pregare per non essere mai da solo. Dobbiamo pregare per riaccogliere la preghiera che abbiamo buttato fuori con la violenza dei nostri gesti, delle nostre parole. Dobbiamo pregare di più. Anzi, credo che procedere nella vita voglia dire pregare sempre di più. Pregare sempre di più. C'è il vantaggio che adesso non bisogna più andare nel tecchio di Gerusalemme né sulle sue montagne. Ma dove sei? Perché vai in un bici, perché vai a pregare, cosa stai facendo? O se ti ho posto un po' la casa, sto scrivendo un articolo per i giornalini. Vedi, prendi, puoi pregare. E' necessario quasi non perdere proprio la preghiera neanche dalle d'alti. Questo è necessario perché finalmente questa cosa, mi pare, si serve chiarita. non perdere la vita, no? Ma dice, ma non sono i monaci quelli che devono pregare. Si, devono pregare loro in modo speciale per un motivo, che devono suonare la campanella. Ossia anche noi che siamo a letto diciamo, oh, è loro della preghiera. Insomma, stiamo messi davanti una certa provocazione. Mi alzo anch'io. Perché in realtà vogliamo pregare. Ne abbiamo un enorme bisogno. E non solamente per noi, capite? Anche quando ci riempiamo per strada. Dico, ma, ragazzi, ma bisogna che la teniamo più aperta, questa porta. Com'è che siamo così nelle ducine, con il nostro domenico? Perché invece di costreggere gli altri a pregare, dobbiamo costreggere noi stessi a pregare in maniera che la porta resti aperta per l'altro. E' la cosa comunque più grande e più bella che possiamo fare. Per questo oggi vincolo la scrittura attraverso le labbra di San Pietro e anche questa mattina ci siamo accostati, ruba l'altro affettuosamente, tu bevami quando l'altro. E lo Spirito del Signore ci ha portato tutto nello stesso posto, nello stesso cuore, un animamento e tutti così preziosi. Ci mancava proprio una pietruzza che era di carta Maria Teresa. E la costruzione tiene. Stamattino un padre della chiesa ci diceva ma se vediamo che c'è una roba tutta scornessa con delle crepe, non ci vediamo mica volentieri. invece in questo video, come fa a stare insieme? Come fa a stare insieme per la tua pietra che c'ha una gola, la mia che c'ha un po' come si fa a stare insieme? Perché ci vogliamo bene. Ci vogliamo bene. Il nostro volentieri è il compiacimento della varietà che lo Spirito ha stabilito tra di noi. Senza questo non chiediamo su niente perché non si colmentono le pietre l'una ad l'altra. Invece stiamo bellissimo insieme perché ci vogliamo bene. E quindi riescono tutti bene gli incastri dell'incontro, della generazione, delle parole, dei silenzi, delle lacrime. Tutto ci è gratificato. E tutto diventa un'occasione per rilanciare la speranza. E' stato così bravo nel creare nuove tutte le cose attraverso questa porta aperta che persino quando qui in questa campagna succede qualche cosa di non del tutto piacevole, la grazia di Dio e lo Spirito Santo ci aiutano a comporre una poesia di pace e di speranza. Ma voi cercate di raccolare questo il più grande prodigio che esiste. Tanto che in più ci vogliamo bene.