I Domenicaquaresima 19960225 - Giovanni anno A.mp3
Data: 25/02/1996
🗣️ Lettura Vocale Testo:
Testo dell'Omelia
Il testo della Genesi Il racconto del peccato dei progenitori. Ma volevo proprio partire invece dal capitolo secondo, dalla meravigliosa stranezza del capitolo secondo e in modo particolare di questo versetto 7. La prima cosa che oggi il Signore ci ha detto nelle scritture, il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente. Innanzitutto la stranezza è il modo di creare, perché tutte le altre cose le ha create con la sua parola. Ho detto sia la luce e poi c'è stata la luce. Invece per questa creatura prediletta, assomigliata, è un'operazione più complessa, dove tra l'altro dice che Dio usa le sue mani e che quindi plasma. Sono grandi misteri che scioglieremo del tutto in paradiso. Quindi è una creazione, certamente, no? Nessuno di voi dubita che siamo stati creati da Dio, però con delle mediazioni, no? Perché ci ha fatto di fango, quindi aveva già fatto evidentemente l'acqua e la terra. strana, insomma, no? Polvere dal suolo. E poi questo soffio. Come possiamo trarre una prima conclusione su questa creatura stranissima che siamo noi? Ci serviamo delle parole di un uomo di pensiero di qualche secolo fa. Diremo, per esempio, miseria e nobiltà, diciamo così? Mi pare che l'intenzione della memoria biblica in questo senso sia fortissima. A dire, siamo un impasto. E siamo un impasto non solamente perché siamo di fango, ma siamo l'impasto tra questa forma di fango e il soffio. Si verrà a sapere, c'è in modo particolare un salmo della scrittura, il salmo 103, che questa marmellata, questa unione di fango e di spirito, è una unione piuttosto fragile. Diversa, per esempio, dal lievito. Quando la donna della parabola mette il lievito nell'impasto, proprio il lievito scompare nell'impasto, tutto fermenta, prova a tirar fuori, come fai? Invece quel salmo ci avverte che Dio può ritirare il suo soffio ed essi, dice, ritornano nella loro polvere. Mandi il tuo spirito e sono creati. Ritiri il tuo spirito, ritornano nella polvere. Una creatura stranissima siamo noi, fatta di terra. E quindi c'è un altro salmo, il salmo 48, che arriva a dire che tra noi una bestiolina, che differenza c'è? e inaugura tutta una linea della sapienza dei padri ebrei, che arriva fino al massimo cinismo. Il sapiente, lo stolto, il fare delle grandi imprese, il combinare dei grandi guai, alla fine, fine uguale per tutti. Tremendo, una grande sottolineatura di questa polvere. Però certo insieme, la grande avventura di questo fuoco, di questo fuoco che Dio semina, di questa straordinaria consegna di sé che Dio fa. Questo non lo si capiva nel lato creativo. Nell'atto della creazione si capiva che la sua parola era potente e quindi faceva sì che le creature esistessero per la potenza della sua parola. Tutto è stato creato nella sua parola, è vero? Ma lì invece la faccenda è più complessa. E a questa forma misera di terra, Dio indubbiamente ha consegnato sé stesso. Si è compromesso con questa terra. Per questo bisogna dire miseria e nobiltà, ma in termini altissimi. Si deve dire forse miseria quasi come morte e nobiltà per dir di Dio. E non c'è creatura umana che non porti dentro di sé, come sapete bene, questa inquietudine. E poi legato a questo, ma tutto è unito insieme profondamente, questa faccenda del comandamento, questa pianta. Anche qui fra l'altro il testo di oggi ha una confusione incredibile, uno che lo legge con appena appena un pochino d'attenzione, si perde la testa. Tutto talmente si confonde subito per opera di questo serpentello, che per esempio la cosa che è chiarissima a questo punto della narrazione dove dice che in mezzo c'è l'albero della vita e poi c'è quell'altro albero della conoscenza del bene e del male di cui lui dice, però qui non dovete mangiare, quando c'è il dialogo tra il serpente e la donna, provate a vedere, in mezzo c'è l'albero della conoscenza del bene e del male, perché dice, ma dell'albero che è nel mezzo del giardino, Dio ha detto, ma come? Hai detto che in mezzo c'era l'albero della vita, com'è che adesso? E ci sarebbero dei pensierini che si potrebbero fare su queste faccende, è vero, molto interessanti a rivelare com'è fatto questo grande abisso che è il nostro cuore, che cosa mettiamo al centro, le nostre interpretazioni della realtà, è vero, insomma, tutto un affare, siamo un abisso profondissimo. Però volevo richiamare l'attenzione su un dato piuttosto inattuale rispetto al mondo in cui viviamo, alla cultura di cui tutti ci impastiamo, volevo richiamare la vostra attenzione sulla bellezza del precetto. Mi piacerebbe che oggi andassimo tutti a casa contentissimi che Dio abbia avvolto la nostra vita di precetti. vi invito per simpatia anche dei confronti dei nostri fratelli e padri ebrei, appunto a rivestirvi di contentezza perché Cristo vi ha rivestiti di sé e tutta la nostra vita è avvolta dalle sue parole, e non in un modo qualsiasi, ma parole come comandamento. Perché si fanno dei discorsi troppo rigidi anche rispetto a queste faccende delle origini. Per esempio si dice che prima stava bene, era immortale, tutto bene, poi c'è stato il peccato e tutto si è rovinato, allora addosso la legge è più complessa la faccenda, è più sottile. Pensate che qui loro non hanno ancora fatto il peccato e però c'è il precetto. Com'è? Certo, perché il precetto è la cosa più bella che ci sia. Ho provato anche a scriverlo un momentino sul foglietto, ma dopo la faccenda era troppo complicata e ho lasciato un po' cadere il discorso. Il precetto non è la nostra condanna, è la nostra nobiltà. Eh, si capisce? Perché è solo il precetto che stabilisce la nostra relazione intenzionale, intelligente, amante, profonda con Dio. con le margherite Dio non ha nessuna preoccupazione di fare un precetto. C'è una legge della natura meccanica che va per suo conto e alla margherita basta quello lì. Mica la margherita è la vostra amica, il fiore sto dicendo, è il cagnolino, insomma. Le cime di lavaredo, eh? Hanno le loro brave regole, è vero che sono quelle della natura e vanno avanti, beh non è così. Invece con te c'è una cosa speciale. C'è come una parola fra noi due. È solo il precetto che ci costituisce sempre in una condizione di privilegio. Anche fra le persone i rapporti sono preziosi quando fra di loro c'è una parola, c'è una regola, c'è una liturgia, c'è uno stile, c'è un modo. Noi non siamo creature come le altre. accottate lì, messe lì con un certo ordine di cui sono inconsapevoli. Si nasce, si muore. Infatti la vita diventa così, diventa bestiale quando va via il precetto. Quando non c'è più niente. Quando tutto si abbrutisce. Ah certo. Invece il precetto è il segno della predilezione. Ma a te dico questa cosa. Quindi quella faccenda lì dell'albero della conoscenza del bene e del male per dirgli però questo qui non lo dovete mangiare. Anche lì subito gran confusione, no? Perché alla povera Eva come vede sto serpente si confondono tutte le idee in testa. Quindi subito, siccome il serpente le ha detto una cosa tremenda, no? Sbagliatissima. Perché notate bene che la prova che il precetto è così prezioso e così bello sta sul fatto che tutto il tentativo del serpente è quello di far vedere perché il precetto è una schifezza. È una gran pregatura. E avete visto come fa a affrontare il discorso? Lui che è la bestia più astuta dice ma è vero che Dio ha detto che non dovete mangiare di nessun albero del giardino cinghia. Ma cosa dice? Ha detto che si può mangiare di tutto. Però lui capite getta una luce negativa. Com'è la legge? Una fregata, un impedimento, una camicia di forza. È vero che non potete mangiare di nessun albero? Ma no! Mangiare possiamo. Lei difende la legge. Visto? Come bravo. Difende il suo Dio. Però c'è già caduta. E quindi gli dice però di quell'albero lì della conoscenza del bene e del male ci ha detto non lo dovete mangiare e non lo dovete toccare. Mai detto. Non l'ha mai detto. Chi tocca muorla? Mai detto. Chi mangia? Perché tutto si sconvolge. Ma in sé invece il precetto è splendido. E allora voi mi direte beh però un precetto in negativo non mi pare tanto bello. E invece lì c'è dentro il segreto di tutto. E lì c'è proprio il segreto di tutto. Perché? Come mai lui dice che non devono mangiare di questo frutto? Tutto il resto lo possono prendere. Quello lì no. Perché? Perché quello lì lo devono ricevere. tenete bene a mente che è questo il motivo. Infatti sapete il serpente e qui la faccenda adesso sarebbe complicata quindi la acceniamo solo ma voi questa cosa la sapete benissimo dal Vangelo di Gesù. Il serpente è uno che sa tutto ma lo sa nella direzione della dissociazione della divisione dell'aggressività della frantumazione del rapporto. Il serpente è un diavolo. C'è un sapere buono e un sapere cattivo. Sai perché non si deve prendere quell'albero? perché devi sapere che tutto hai perché tutto ti è regalato. Cioè se ne dimentica cosa faceva Israele quando quarant'anni nel deserto che si campava solo se lui faceva venire giù la manna l'acqua dalla roccia però dopo entravano dentro nella terra belle città vigne piantate si dimenticava eh vi ricordate no? Cioè stiamo leggendo questo libro del Deuteronomio nei giorni inferiali che è tutta una gran preoccupazione di Dio perché ah che guaio ti dimenticherai di che cosa ti dimenticherai? Ti dimenticherai che il Signore è Lui che ti regala tutto è Lui che ti dà tutto. Ti dimenticherai quindi che le cose non sono mai importanti in sé stesse ma sono sempre importanti per la relazione d'amore che rivelano. Se tu ti dimentichi che il sole te l'ha regalato il Signore corri i due rischi o di pensare che il sole sia un Dio ed è un disastro pensare questa roba o pensi che il sole sia una roba tua ed è ugualmente un disastro e che puoi fare quel che ne hai voglia invece no è di Dio e ti è regalato la vita è di Dio e ti è regalata la persona la persona a cui vuoi bene è di Dio e ti è regalata questa giornata è di Dio e ti è regalata il senso profondo del precetto è la nobiltà della tua vita e il suo essere espresso in negativo è perché tu possa trovare quell'istante di vertigine del tuo no perché possa su questo fluire immenso il segno della bontà del tuo Signore insomma è sempre quel problema no che se tu hai bisogno di niente te gusti più niente il più grande pericolo che c'è a questo mondo è proprio questo no e cioè che se noi perdiamo è vero il senso della nostra povertà perdiamo irribediabilmente anche il senso della bontà di Dio anche in casa quando la casa diventa un luogo di diritti noi perdiamo il senso del dono della mensa della nostra famiglia il dono splendido di vite che a noi si dedicano di persone che per noi danno la vita tutto è dovuto no? tutto è dovuto tutto è scontato tutto è ovvio la vita diventa grigia e si appiattisce invece tutto abbiamo ricevuto ora sapete c'è un rapporto strettissimo tra questo precetto e avere il precetto e il soffio che Dio ci ha dato sì è la stessa cosa ormai me ne sono convinto in realtà il problema gravissimo di quello che succede nel giardino di Dio e cioè nella nostra coscienza è che noi di fatto perdendo il precetto del Signore rientriamo nella nudità della nostra sabbia e della nostra terra e noi siamo miseria e nobiltà sì è vero siamo una miseria amata da Dio siamo una miseria rivestita di Dio siamo una miseria tutta protetta dall'amore di Dio che è la sua parola che è il suo soffio che è la sua luce il precetto tutto al contrario che essere una condanna e un limite è lo splendore della vita perché segnando la relazione che Dio ha intrattenuto con noi stabilisce la nostra bellezza è vero la margherita è bella in sé noi invece siamo belli in Lui noi non abbiamo niente che sia nostro e che non venga da Lui e quindi la nostra sapienza è la sua sapienza in noi la speranza della nostra vita è la speranza che Lui mette in noi il compiacimento di questo omino ebreo della penisola del Sinai il cammino verso la terra spillante latte e miele che Dio gli ha promesso è proprio questo che Dio lo ha eletto e si è compiaciuto di Lui e lo riveste dei Suoi doni e quindi questo popolo debolissimo abbiamo visto che è forte perché Dio combatte e vince per Lui questo popolo che è duro di cuore fragile esposto agli dèi ma che Dio tiene nella sua fedeltà la nostra vita appunto di noi qui nella nostra parocchia povera gente peccatori dicevamo mercoledì sera tutti i peccatori e il prete tentava di dirvi che bellezza la chiesa di stasera piena di tutti i peccatori ma dice beh questo non è tanto bene no invece è la nostra gloria questa peccatori perdonati povera gente amata gente che ha frantumato che ha sbagliato che capisce niente ma riempita continuamente del dono e della sapienza di Dio la meraviglia di questa nostra prima solidarietà che è quella dei peccatori di cui così spesso ci dimentichiamo no facendo questa specie di grande carnevalata del far finto del essere del credere che qui nella chiesa di San Martini ci siano quelli buoni quelli bravi quelli giusti è una terribile mistificazione che diventa la nostra debolezza poi debolezza verso Dio perché è una balla differenza debolezza verso gli altri perché raccontando questa balla insomma gli altri si si dissociano non vengono volentieri in questo posto diceva San Martino non ci vengo sono dei puzzoni quelli lì tutti bravi tutti salmi tutti no no io non ci vado da quella gente lì loro fanno le opere per bene ma che ma che noi siamo della pavare gente e che peccato invece noi desideriamo in questa quaresima glorificare la parola del Signore come l'abito prezioso che ci ricopre la festa del nostro battesimo da quando appena battezzati del fondo battesimale ci hanno regalato quel vestitino e ci hanno detto ti sei rivestito di Cristo le Signore qualche volta per sbaglio vestono i cagnolini ma è un'aberrazione il cagnolino non deve essere vestito e non deve essere vestito semplicemente perché lui non è nudo solo noi siamo nudi è molto importante questa figura della nudità è la stessa cosa di quando ha detto che ci ha dato lo spirito ed è la stessa cosa di quando dice che ci ha dato il precetto senza lo spirito del Signore senza la sua parola siamo nudi siamo esposti capite siamo fragili siamo quella terra e quel fango che geme perché vuole essere rivestito è per questo che anche l'atto della creazione è stato un atto così complicato così strano plasmò con le sue mani poi soffiò perché si doveva capire che siamo capite queste nozze strane dentro di noi ci sono queste nozze strane ebbene la gloria della nostra vita è precisamente glorificare la bontà di Dio e quindi essere così consapevoli della nostra nudità perché siamo indifesi esposti davanti al dolore davanti alle prove davanti alla passione davanti alla morte abbiamo paura di tutto e praticamente sappiamo fare niente se si può osare dire una cosa abominevole guardate come fan presto a sposarsi i cavalli a primavera o che fatica sposarsi invece fra di noi che delicato che difficile è bellissimo che sappiamo far quasi niente e che poi invece siamo chiamati a tessere un tessuto divino è proprio questo lo splendore della vita umana è uno splendore difficile da accettare per cui tentiamo sempre insolito di assumere le situazioni e quindi o di assumere una contraffazione della divinità e dire ah sì è quello che vuole il serpente no? lui sa che se mangiate questo diventate come Dio ah ecco e quindi di eliminare Dio dal nostro orizzonte perché già Dio siamo diventati noi oppure di precipitare nella disperazione e dire tanto siamo irrimediabilmente terra invece no invece no bisogna accettare questo bisogna accettare che siamo tutte e due sempre non c'era nessuno la sera del mercoledì delle ceneri che poteva dire ah voi siete della gente che deve convertirsi a Gesù allora buonasera io sono già a posto non c'era nessuno nessuno perlomeno l'ha fatto tutti sono venuti lì a prendere la loro cenere convertiti credi al Vangelo bambino piccolino un vecchio persone buonissime che ci sono fra di noi sono venute lì a dire sì devo convertirmi sono una terra che deve convertirsi al Vangelo la meraviglia di questa vita è il regalo che infatti Gesù ci dà avete visto anche lui cosa fa col diavolo perché tutte le tentazioni si raccolgono precisamente in questo come fa lui a respingere il male che si avvicina come facciamo a respingere il nemico che ci schiappeggia come facciamo a dire basta una spina che continuamente cercheremo appassionatamente le parole del Vangelo e tenteremo di rivestirne il nostro cuore la nostra mente ma dice ma questo Vangelo ma che te ne fai è impossibile non vedi che continui a sbagliare ma io lo desidero e questo è tutto e questo è tutto guai a chi pretende che le sue nozze con il Vangelo siano nozze pacifiche risolte la vita cristiana è in se stessa mirabilmente drammatica perché noi non siamo mai il Vangelo del Signore noi non possiamo essere sempre che un grido guarda ti dico una cosa bellissima che ho trovato sempre in quel racconto della Genesi dice che quando lui gli soffia dice il testo mi pare che divenne anima vivente divenne anima vivente e invece propriamente il testo con una finezza straordinaria dice divenne verso l'anima vivente dico ma come mai fa una cosa così un errore di grammatica fastidioso in italiano non si può dire invece è bellissimo è importantissimo che dica così perché infatti la nostra vita è sempre come una direzione è sempre un viaggio no? noi non siamo mai propriamente noi stessi noi siamo sempre il pianto di noi stessi siamo sempre il desiderio di noi stessi siamo sempre in qualche modo quindi un itinerario ecco perché la nostra vita si identifica necessariamente con la nostra conversione perché come vedremo anche domenica prossima solo lui in qualche modo è l'icona perfetta di quel noi che Dio ha messo nel nostro cuore come tensione come speranza come desiderio e la vita cristiana è un gemito e un canto verso quel Cristo che è la verità di noi stessi divenne verso l'anima vivente sì è vero perché poi invece continuiamo a frantumare le cose continuiamo a perdere questo abito del Vangelo e dello Spirito e poi lo recuperiamo e questo è lo splendore della vita cristiana dunque Gesù ci aiuta moltissimo nel Vangelo di oggi perché lui fa così lui come fa appunto a respingere il male si ribette di Vangelo non cerca parole sue ma le parole di suo padre e così si difende così lo manda via così gli dice no guarda è un'altra cosa e si avvolge di Vangelo e così impedisce quello che il diavolo vuole e tenete ben presente che cosa il diavolo vuole oh adesso non facciamo una discussione sul diavolo qui in campagna noi pensiamo che ci sia chiuso poi discuteremo da un'altra parte in ogni modo il diavolo che cosa vuole e dice vuole farmi far dei peccati niente vero non è assolutamente vero magari fosse così magari avesse un obiettivo così modesto farti far dei peccati tanto per quel che contiamo cosa vuoi che sia vuole una cosa molto più forte vuole staccarci staccarci dal padre questo vuole il fine il fine dell'elemento negativo della nostra vita è sempre quello di portarci via che poi noi si attua perché ci spacca il cuore in due ci porta via dai nostri affetti più preziosi ci porta via da quello che desideriamo fare ed essere no? ci porta via dalla casa di nostro padre strappa il diavolo sempre separa il suo progetto è sempre la divisione e lo fa sempre per due strade quella dell'orgoglio se sei figlio di Dio fa questo e ti invita come dice mio nipote ad essere fritz lui dice no? quando uno ha così ha come delle ebrezze sue e ci fai questo oppure oppure ci caccia nella disperazione il Vangelo non è per me invece il Vangelo è per te e più tu sei peccatore più il Vangelo è per te e più tu fai fatica a respirare con il cuore di Dio più il cuore di Dio è prossimo a te non lasciamoci ingannare non siamo assolutamente tutta luce né tutto spirito non siamo assolutamente tutta terra e non c'è nessuno che è solo fanno siamo questa meravigliosa confusione che Dio ha fatto e d'altra parte tutta la creazione non avrebbe il segno di essere amata e non avrebbe il segno di avere anche lei la creazione le cose tutta la creazione geme dice l'Apostolo non ci sarebbe che direzione della storia se noi non verificassimo in noi stessi che siamo amati da Dio noi siamo il segno dell'amore di Dio noi siamo il segno dell'amore di Dio e si dice oh ma che belle le cime di Lavaredo quando vedo le cime di Lavaredo penso a Dio invece io necessariamente duramente penso a Dio tutte le volte che guardo dentro di me e dico Dio mio che abisso però anche stamattina la preghiera suggeriva il Salmo 129 dal profondo a te grido Signore e un nostro vecchio padre ci diceva ma guardate se voi guardate quella parola di quel Salmo profondo ma dovete immaginare un buco un disastro un guagno poi andate più sotto ancora e a quel punto lì dite ma dal profondo io grido a te e questo grido fatto dal profondo ascoltato dal cielo che promuove un incontro e un bacio che promuove continuamente questo impossibile perché poi appena avviene l'incontro per esempio facciamo comunione al corpo e al sangue di Cristo poi immediatamente tutto si rilacera si sbrindella tutto tutto diventa molto più problematico subito e subito si ricomincia l'amore è così bene noi siamo la prova dell'amore di Dio noi siamo la prova dell'esistenza di Dio altro che le cime di Lavaredo l'abisso del nostro cuore visitato dalla potente bontà del Signore la nostra storia è fatta di niente esposti al caso sempre a camminare sull'orlo no? il credente è uno che cammina sempre sull'orlo lo sapete no? sull'orlo dell'abisso tra il tutto e il niente tra la vita e la morte sempre così sempre perduti e salvati questa è la bellezza della vita cristiana questa è la nostra perenne conversione allora tutto questo oggi porta avanti moltissimo la nostra festa del Vangelo che si ci appariva mercoledì sera in termini sia pure certo essenzialissimi già importantissimi aver fame della parola regalarsi la parola del Vangelo ma cosa c'è di più bello? adesso però caccialo dentro di più nel tuo dramma caccialo nel tuo dolore in certo modo vorrei dire sfida con il tuo dolore con il tuo dramma con la tua fatica con le tue passioni la dolce potenza del Vangelo di Gesù è questa la nostra vita e quindi dicevo all'inizio glorifica oggi il precetto tanto quanto sei consapevole della tua nudità gioisci per come il Signore ti riveste del Vangelo e se puoi ai tuoi amici ai tuoi figli di questa cosa peribilmente inattuale fuori moda prova a dirgliela sai non c'è nessuna cosa più bella del precetto del Signore ma cosa dici? non è meglio essere liberi no non è meglio essere soli con i propri guai con le proprie domande senza risposta con le valli di morte che ci troviamo improvvisamente davanti no no non è meglio è meglio essere avvolti dal Vangelo è meglio che il Signore tutte le volte mi dica che cosa sta succedendo che cosa bisogna fare è meglio è meglio anche se io non sono capace è meglio se anche io mi sento prigioniero è meglio anche se qualche volta il precetto del Signore mi stufa è meglio avere il precetto del Signore è meglio la mano della propria madre sì ci sarà forse un'adolescenza della vita e forse anche un'adolescenza dell'umanità quando vengono dei baffetti qui così uno dice ma preferisco da solo ma la vera maturità la vera grandezza è la nostra piccolezza in Dio il progetto del Signore è che il nostro cuore sia come un bimbo in braccio a sua madre non aspiro a cose grandi dice certo ma sono interamente tra le braccia di mia madre Gesù nel deserto avete visto è quieto perché è tra le braccia di chi lo ama è dentro alla parola qualunque sia la tua situazione pura fatica ti supplico cerca l'abito splendente del Vangelo di Gesù mettiti lì dentro dice mi metto lì dentro a capire niente e a piangere sì mettiti lì dentro a capire niente e a piangere molte volte le carezze della nostra mamma non sono le spiegazioni razionali delle cose ma sono la carezza al nostro dolore molte volte il Vangelo è così molte volte bisogna accettare cioè che sia contemporaneamente tutto perduto e tutto salvato sono i momenti in cui più forte sperimentiamo l'amore del Signore