La potenza amante di Gesù Svela tutta la sua tristezza e la sua violenza e che porta invece alla commozione dell'incontro con lui, lo sposo di Sanque. Lo sposo che per la sua sposa dà la vita. Oggi ci incontriamo con un'altra solitudine, in certo senso più drammatico e però, come vedremo, con un grande vantaggio di non avere possibilità di difendersi. E questa solitudine di chi è al buio al buio degli occhi, al buio della speranza, al buio della pace. È una povertà più incredibile da parte di Gesù perché è troppe di morte. Per questo motivo ieri sera, l'ingresso nella domenica con la celebrazione dei figli Vespri, l'abbiamo fatto presi per mano da un altro uomo cieco che abbiamo incontrato giù nella valle, alle porte di Cielico. ed era un uomo cieco che si è impresso nel nostro cuore per la forza del suo grido figlio di Davide, abiti e d'anime. E Gesù si era fermato sulla sua strada. Ecco noi oggi riportiamo in questo momento al nostro cuore questo bene. figlio di Davide, abiti e d'anime di noi. E presentiamo alla misericordia infinita del nostro dolce Signore tutte le oscurità del nostro pensiero, del nostro cuore, tutte le fatiche e le esitazioni della nostra vita, tutte le nostre fughe della notte, tutte le tenebre che avessimo provocato anche nel cuore del nostro fratello. Per tutto questo invochiamo la pietà di Dio. Oggi abbiamo ospite tutta la corte del re Davide, e quindi siamo un po' troppi. Però qui in qualche posto c'è... Volete venire a sedervi? Allora... Allora... Allora... Grazie. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. Grazie a tutti. è un fatto così grave che anche Dio non dice perché. Sta attento a notare tu una soluzione facile che facilmente è crudente. Sta attento a notare. Ma di più, oh Sabina, davanti a ogni mistero di male, osserva con attenzione e come vedrai, con ammirazione. Con ammirazione per questa sfida colossale che Gesù lancia subito all'inizio del tranno di oggi. Alla domanda, appunto, come il solito, troppo facile che gli fanno i discepoli, ma chi ha fatto il peccato qui? Lui o i suoi genitori perché è nato cedro? Quindi hanno già tirato dentro il motivo. Ha fatto un male e con molta determinazione, avete sentito, né lui né i suoi genitori hanno pensato molto importante. Tra l'altro perché avremo poi a che fare con lui che non è una personalità sublime e con i suoi genitori che sono addirittura molto problematici e il testo stesso li denuncia perché quando saranno chiamati a rendere ragione di quello che è successo, ma è vero che è nato cieco e adesso ci vede? Come mai? Il testo dice con severità che loro, per paura, per non essere buttati fuori dalla sinagoga, danno ciò. Quindi non si tratta di figure sublime, sono persone che il peccato probabilmente lo conoscono, ma Gesù dice né lui né i suoi genitori. Molto interessante. Anche perché secondo un salvo della scrittura che impressionò molto Lutero e che lo portò, forse fu l'ultima cosa che lo portò a decidersi per la riforma, un antico salvo appunto dice che non c'è nessun modo che non ha peccato. Non entrare quindi in giudizio con il tuo servo. E San Paolo incalza dicendo che tutti hanno peccato. Ma davanti al mistero delle mani Gesù dice non ha peccato. E questo serve in modo molto forte, vero, per sganciare le due cose. E allora abbiamo scoperto in questa settimana con il Vangelo dei Nonni, mercoledì sera, che bisognava cambiare il senso della frase. Loro gli chiedono ma da dove viene questa disgrazia? Ed è come se lui ci rispondesse vediamo a che cosa serve. Mentre noi andiamo a cercare le cause, lui con audazia straordinaria, però lasciandoci un carico straordinario, ci dice che dentro a questa cosa che noi chiamiamo il male e che si caratterizza per la violenza della sua chiusura, proprio si deve dire come di uno che è nato cieco, dice è così perché si manifestino le opere di Dio. Mi sembrerebbe importante andare via da messa questa mattina con questa risposta in vista del cuore. Perché evidentemente molte volte le tenebre della storia vengono avanti. Nel cuore di una persona, nella ferita di uno spirito, in un corpo trafitto, in una vicenda familiare frantumata, in una moltitudine di gente abbandonata alla fame o al massacro. Perché? Perché? E la risposta, capite, a questo punto molto più severa, proprio perché è bella, perché si manifestano le opere di Dio. Una sfida tremenda, no? Perché ti è impedito di dare una risposta facile e cattiva. Ti è impedito di fuggire e invece vieni immerso in quella storia ferita per dire prova a vedere che bene ne deve nascere. Prova a vedere in che modo lì, in che modo lì, fiorisce l'Evangelo Divino. Prova a vedere che segreto nome nuovo questa vicenda di buio in sé contiene. Capite? Non c'è più un sepolcro, se non perché i morti soffri sono. Non c'è più condizioni di malattia perché non ci sia da essa salventi. Non c'è più divisione se non per operare perché i cuori si riconcicliano. E dunque io non so perché è da dove venga il male. E Dio non mi dice. Ma io so dove deve andare. Deve andare verso la luce. E se tu questa mattina sei venuto a messa con qualche tuo male, piccolo e grande, ma perché per ciascuno di noi il suo male è grande, certo. E io forse non potrei raccontarti la pena del mio cuore perché forse avresti una reazione imbarazzata o stupita o forse scandalizzata. E c'è quindi una specie di pudore anche della nostra ferita e del nostro dolore. Ma qualunque sia il dolore che mi sei portato qui tra le mani o nel cuore, legato a te o legato alla persona che ami, la prima grande provocazione che esce da questa domenica è subito questa volontà fermissima. Quale bene ne deve venire? Grande sfida, no? Grande bellezza. Soprattutto se provate adesso a fare un piccolo passo avanti nella vicenda di questo uomo cieco. Che appunto a differenza di quello che abbiamo incontrato ieri sera quando eravamo a Gerico e stavamo entrando nella grande salita che ci avrebbe portato fino al monte della festa, il monte della memoria della Pasqua, alla Gerusalemme della nostra liturgia di oggi, quel cieco se ricordate gridava, aveva un grande vantaggio, gridava, aveva imparato a gridare. È importantissimo, no? Poter gridare. Perché? Perché abbiamo saputo che tutte le volte che gridiamo qualcuno ci ascolta. hanno costruito. Hanno costruito una perfezionata sala della tortura e la dolorosità barbarica della tortura è accresciuta dal fatto che ti dicono grida pure, tanto nessuno dice. Grida pure. grida pure. E allora il grido diventa in te una specie di soffocazione disperata nella tua gola. Grida pure. Tanto nessuno dice. E un mondo che non avesse Dio sarebbe una grande sala dove si può gridare. Tanto. chi ti ascolta. Ciò che comanda è la forza, è la violenza, è la capacità di prevalere. Grida pure. Invece, fin da quando eravamo schiavi nell'Egitto della morte e subivamo percoste e il genito usciva dalla nostra carne ferita, fin da allora siamo venuti a sapere che Dio dalla sua dimora ha sentito. Quel giorno ha sentito. Quel giorno quando eravamo in Egitto è stato l'inizio della preghiera e la preghiera è stata cosa poverissima. perché è stato semplicemente il nostro pianto e il nostro grido, ma Dio l'ha ascoltato. E le scritture antiche commentano dicendo che in quel giorno chi si sono mosse le viscere per la compassione e si è chinato su di noi. Da allora, da quel genito ascoltato, è incominciata la grande avventura della salvezza, della liberazione, della vita nuova. La singolarità del nostro amico questa mattina è il suo silenzio. Non dice niente. Ma ricordato, l'uomo di una parabola che è seminata là nel Vangelo secondo Luca, dice di quel ricco che è incosciente, sta nella sua pienezza e di quel povero che sta alla sua porta. Quel povero che ci ha sempre un po' sottilmente irritato perché abbiamo avuto il sospetto che se avesse detto dammi qualcosa, l'altro forse sia pure muovendo a fatica i suoi grassi si sarebbe un po' staccato da quel lettino. forse qualcosa avrebbe fatto e l'altro invece è stato accanto a lui un dolore muto, una denuncia silenziosa. Ah, Lazzaro, ma perché non hai detto niente? E anche questo cieco di questa mattina non dice niente. Però è necessario chiedersi perché non dica niente. E non dice niente perché non credo che si possa dire così ma insomma proviamo a dirlo per capirci. Se uno è un po' cieco grida e dice sentite ci vedo meno. Se uno è totalmente cieco tutto diventa come un mormorio sulle labbra non vedo più niente. E se forse come il nostro amico è nato cieco per lui tutto è buio e non ha niente. Cosa ti ho detto? A quale nostalgia è collegato il suo cuore? A quale richiamo di luce per averne desiderio? A quale possibilità di incontro di occhi brillanti di bellezza perché il suo grido sia anche forte e forse disperato ma almeno sia grido appunto radice di preghiera invece non ha mai visto niente. cioè c'è una povertà che se è talmente povertà non appare più così. Si può essere schiavi ma così schiavi da non percepire l'umiliazione la violenza. Possiamo essere così di fatto afferrati da tenebre di inganno per esempio qualche volta o qualche volta di passione o qualche volta di paura da essere ormai l'acqua nella quale ci muoviamo come un liquido che ci contiene e non pensiamo che ci possa essere qualche cosa di diverso. forse il nostro amico è così povero che è proprio per questo che ormai non dice più di tutto. Ve lo segnalo perché ce n'è in giro. Ve lo segnalo perché forse per qualche frammento del nostro cuore e della nostra personalità anche noi siamo così collocati e gettati via da ogni ipotesi di speranza che non chiediamo più niente. Non c'è niente da fare. Veramente voi di lui qualche cosa sarà corretto, no? Perché? Perché una volta che tutto è stato fatto bene e la luce è venuta e non lo riconosceranno tanto è cambiato tanto gli occhi luminosi gli hanno cambiato il volto e la persona però lì si farà certo al fatto che era mendicato. Sapete? Più volte qui ce lo siamo detti è molto importante la struttura spirituale della mendicina. Molto importante. Bisogna imparare a mendicare. Se hai fame devi dire ho fame. E vi ricordate il grande mendicante all'ora sesta al pozzo domenica scorsa dammi da bere. E tutto è cominciato così. E' molto importante essere mendicante perché è radice di preghiera ma è anche forse principio di emozione e di commozione nel cuore dell'altro. E qui invece capite? Gesù deve muoversi tutto solo perché siamo così poveri che neanche gli chiediamo a Dio. I predici sgridano perché preghiamo poco o perché non preghiamo più bisogna pregare. E perché bisogna pregare? Forse nessuno ci ascolta forse non c'è niente da fare perché pregare? Per l'altro devoto per il precetto cascano le ragioni. Forse non si prega perché sei troppo povero. E quindi se qualcuno vi dice ma qui nessuno prega e dicevo siamo dei poveretti è vero hai ragione. Siamo talmente pochi che non preghiamo neanche più. È un grande regalo almeno medicare. E per uno che è così al buio e questo però molti di voi l'hanno conosciuto mi piacerebbe anche se qualcuno volesse raccontare la sua vicenda. Per uno che proprio ha visto solo il buio per esempio uno che mai è stato voluto bene prima. E improvvisamente l'amor di Dio lo fa nuovo come quel fanco e quella saliva e quello spalmare sugli occhi che dice tante cose insieme perché al principio dice la tradizione antica della scrittura che di fanco siamo stati fatti e poi con quel soffio che mi suggeriva Francesco la saliva dice è spirito solidificato secondo i padri e di Dio e quindi vuole chiaramente evocare una creazione capisci? Una creazione nuova per te che non hai mai visto che è il buio una creazione nuova che è la luce e non basta per farti capire quanto è prezioso quel cieco c'è anche quel modo di dire la memoria evangelica per dire che lo ha spalmato usa lo stesso verbo che nel libro di Samuele si dice di quel profeta quando finalmente entra dentro il ragazzo magrolino e rosso e con le panne è bello Davide? Cosa dicono quelli di Casate? Che bello? non lo facciamo vedere lo lasciamo a pascolare nel campo e però voi sapete che questo è proprio bene così perché può darsi anche che voi non lo chiamiate chiamate Davide no ma lasciamo a pascolare nel campo certo può darsi che agli occhi nostri non sia una gran bellezza ma agli occhi di Dio è bello tanto che quando il ragazzino compare chiamato dalle sue pecore il profeta sente la voce di Dio che chi scoppia del pezzo è lui ungido è l'elenetto per cui il bacio che i due testi della scrittura si danno questa mattina il testo di Samuele in quello del Vangelo provoca una conseguenza inaspettata no? e cioè che quel povero mendicante cieco in realtà è l'elenetto di Dio d'altra parte questo non deve stupire perché ognuno di noi è l'elenetto di Dio certo il prediletto certamente il prediletto ognuno di noi certamente infatti hai sentito come inizia oggi a parlarci da posto scrivendo ai suoi fratelli e a noi voi eravate penebre penebre adesso siete luce ma non basta vai avanti ancora un momento siete luce nel Signore che vuol dire che siete voluti bene nella predilezione del figlio amato che vuol dire che tutto quello che di buono di bello di nuovo Dio scioglie nella tua vita e nel tuo cuore è di fatto il suo vincolo di affetto infinito per il suo figlio ricelebrato dentro di te capisci? tu sei l'eletto di tu che sei che provieni dalle tue tenebre che per tanti aspetti ti senti tenebra tu per questo gesto potente che è la misericordia di Dio per la quale questa mattina viene riconfermata la bellezza divina della tua vita tu vieni riproclamato eletto del Signore non semplicemente uno che non ci vedeva e adesso ci vede tu sperimenti questo ma tale invece è la densità del gesto e come sempre capita nelle cose di Dio di Lui di Dio sai pochissimo meglio non fare domande di capillismo vero? meglio non fare sai pochissimo e infatti secondo questa domenica non è poi così importante che tu sappia molto di Dio sarebbe interessante vedere se potessimo fare un certo capovolgimento anche nella catechesi della comunità cristiana attraverso il testo di oggi per cui passi l'esame di catechismo non se sai tutto di Dio e del suo figlio ma se sai che cosa ti è capitato perché questo omino per tutti i 41 versetti del capitolo 9 lui di fatto una cosa certamente la sa quello che è capitato e a te cosa è capitato? ebbene la domenica è per fare memoria la domenica è perché tu ti fai la domenica è perché tu volta dietro la testa nella tua storia vicino e lontano e ancora una volta raccolga tutto come si fece con i frammenti del pane perché nulla andasse perduto e ti rifai ancora una volta questa bella cesta della tua vita che è la meraviglia della tua storia che cosa ti è capitato? è quello che tu sai di Dio è quello che è capitato a te non è secondo formulazioni teologiche non è nell'impegno di pensieri che devono dimostrare chi sa che niente devono dimostrare ci sono delle dimostrazioni che convincono la testa non sono quelle importanti la dimostrazione importante secondo l'apostolo è la dimostrazione dello spirito sai che cos'è la dimostrazione dello spirito? è che è quando il Signore ti fa vedere che il Vangelo si può non è una storia non è un'illusione non è un ideale il Vangelo si può dove? dentro di te sai quando alla fine di quella chiacchierata sul Samaritano ti diceva va bene adesso alzati e fa lo stesso va fa lo stesso se io non so che fare prova prova fai lo stesso qualche cosa che è capitato la concretezza di un fatto non la certezza di una nozione convincere il fatto ma la dimostrazione dello spirito te la porti dentro fa la memoria e se qualcuno ti chiede ragione ma te sei cristiano sei cattolico che sappia più chi siamo mettiti in corner e racconta la cosa giusta con me che cosa ti è capitato e racconta di questo tuo transito dalle nenebre alla luce e racconta anche la modestia del fatto come si compiace anche lui ti raccontava no quell'uomo chiamato Gesù è vero mi ha spalmato della terra con della saliva sugli occhi poi mi ha detto va a Silo e alla piscina a lavarti ci sono andato mi sono lavato e ci vedo e se voi osserverete nel racconto evangelico più gliela raccontano più gliela chiedono più gliela raccontano porta perché coglie sempre di più allora l'ultima volta che lo interano dice oh io sono una cosa sola e non ci vedevo e adesso ci vedevo ecco raccontami com'è successo che non ci vedevo e ci vedevo per esempio appunto che eri nel buio della tua solitudine adesso no eri nel buio della tua disperazione adesso no eri nelle tenebre di una non discernere più i volti e la preziosità dei luoghi e ti sono stati aperti gli occhi del cuore raccontami scrivi la tua storia ed è bello pensare appunto che quindi ognuno di noi che è qui e evidentemente infiniti altri fuori di qui sono bei racconti di Dio belle storie del Signore belle reiscrizioni evangeliche capisci è stata una regione di economia non ti ricordi no? secondo l'evangelista Giovanni quando chiude il suo evangelio dice queste cose qui che ho scritte 21 capitoli sono state scritte perché crediamo e noi ritornando a quella memoria evangelica crediamo cioè che cosa vuol dire che ci accorgiamo che anche a noi sta capitando così perché questo è credere è capire che mi sta capitando qualche cosa o che mi è capitato ed è la grazia di questo libricino scritto che ti fa scoprire chi sei e che cosa ti è capitato infatti avete visto no? che quando lui è tornato dalla piscina e gli altri è cominciato a discutere ma questo che chi è? questo qui non è non è più lui non ci assomiglia e lui dice quella sono io quando è che hai cominciato a poter dire sono io perché finalmente sei stato riscattato perché finalmente non eri più schiato non eri mentuto non eri terrorizzato non eri ingannato non eri seduto ti ricordi quel giorno che hai potuto dire sono io eh? uno a cui ha aperto gli occhi ebbene l'evangelista Giovanni dice che queste qui poche cose sono scritte e lui ha fatto il vangelo ma chi quell'altro il figlio di Dio ne dice e ne fa è vero a San Martiglia a Cento al Casate Novo qualcosa fa anche a Bologna poveretti se no come fa la Bologna se no fa niente perché là è vero per tutti fa e dice ma però se si dovessero scrivere tutti i libri che occorrerebbero per registrare tutto quello che dice che fa e poi è un po' esagerato Giovanni dice il mondo intero non basterebbe per contenere i libri e allora hanno trovato questo sistema dei dischetti che siamo noi per il prestito di scherzo io non so neanche a via la magna ma se uno me la vede tutti i preziosi di scherzo di Vangelo riscritto nella tua carne nel tuo tempo nel luogo dove vivi nella tua infermità nella tua speranza nel tuo dolore nella tua festa un bel Vangelo ecco quindi credo che questo vederci sia vedere scoprire il Vangelo del Signore in te dimostrazione dello spirito è questo e più di fatto intorno ci sono delle voci ovvie che dicono ma chi vuoi essere ma sei una persona qualsiasi ma ma vuoi che un autista dialogo cosa gli succede bisognerà avere almeno delle gabbane delle aree scoprire dei profumi è vero perché succede qualcosa di eccezionale ma cosa vuoi che succeda nella linea San Martini di Casello non succede niente e invece succede succede solo io ero cieco e ci vedo e di Dio e della Santissima Trinità che sei solo Cristo e più tutto si stringe intorno e più sembra che lui sia stretto solo nella sua piccola vicenda più lui dice delle cose importanti ma da che mondo e mondo non si è mai visto un cieco nato che recuperava la vista voi dite che è un pecatore questo Gesù ma se un pecatore come fa pienta Dio e siccome loro continuano a fargli delle obiezioni dice ma perché volete che ve la racconti volete diventare discepoli anche voi ma fa sì che alla fine della faccenda si scopre che non ci sono al mondo le persone che ci vedono e poi alcune che non ci vedono e tra di loro alcune che sono nati addirittura c'è ma al mondo sono tutti c'è questa è la conclusione del concetto dice ma perché sono celti perché perché Dio vuole che abbiano la sorpresa della luce anche nella cucina dei monaci alla domenica sera c'è sempre un compleanno da festeggiare perché siamo in tanti quindi insomma è raro che ci sia una domenica senza compleanno e quindi c'è un ritmo la cavia è vero spegni le luci spegni le luci spegni le luci no? e uno da quando ha 17 anni fino a quando ne ha 87 è vero più è vecchio più c'è luce è vero e nel buio entrano solenni le candeline sulla torta e poi lì il festeggiato deve soffiare quindi si mangia sempre una torta un po' spettacchiata dopo è vero tutti contenti di questo miracolo della luce tutte le volte che nella cucina delle sorelle facciamo la festa del compleanno io vedo che facciamo questa festa della luce chi è festeggiato stasera? cosa festeggi? che ho visto la luce che ho visto la luce tu perché sei qui questa mattina per fare festa? perché? perché il Signore ti ha fatto vedere la luce non hai avuto delle apparizioni non hai visto i soli rossi sulla collina niente però hai imparato a leggere gli occhi di tuo figlio e hai imparato a guardare alla luce la tua piccola storia e il tuo dolore e tutto è stato nuovo la tua vita è tutto un miracolo della luce ne sarebbero esclusi secondo Gesù sono alcuni poveretti che qui non ci sono quindi andiamo bene chi sono questi poveretti? questi poveretti esclusi sarebbero quelli di dire ma io ci vedo ah ma io non mi capisco oh io ho capito tutto e poi ho capito che questo qui è un po' scattone lei mi c'è tra qui ho già visto tutto ecco quindi poveretti purtroppo ci vedono per contorno ci vedono nella solitudine del loro cuore ci vedono nella loro paura della morte ci vedono nella sprezza dei loro sentimenti e quindi non ci vedono infatti sono proprio cegli come quando si dice uno che volendo troppo male all'altro è acceccato dall'odio per esempio o acceccato dall'orgoglio capisci o acceccato dalla verità poveretto poveretto e che fortuna noi poveretti che invece ci vediamo solo per un miracolo dice però adesso che l'ha fatto il miracolo allora ci vediamo siamo a posto no no no no no no no è una maniera specialissima di vederci eh maniera specialissima perché perché io continuo a rimanere cieco e lui continuamente mi regala luce per vedere io non sono uno che era cieco e adesso ci vedo eh no sono un cieco che ci vede che è impossibile infatti è vero è impossibile che io ci veda ma lui ci vede e io vedo attraverso di lui una storia di Monteveglio no che è cieca e lì dice sempre io ci veda perché tutti qui mi vogliono bene e io allora ci veda capito questa è la pasta e c'è lì il profeta no che deve ungere il ragazzo giusto per farlo re ed è bellissimo perché gli viene avanti uno e lui dice al Signore questo qui è quello giusto no mi è inesca questo qui no non va bene certo perché io non so mai che cosa sta capitando e chi sei anzi non so molte volte neanche chi sei e lui continuamente mi fa vedere nel senso che questo vederci nel Signore eravate tenebre e ora siete luce nel Signore è la continuità del suo regalo prova a spiegarlo in un altro modo ma certo è abbastanza facile vuol dire che per vederci non si può essere da soli non si può essere da soli da soli si vede male e moltissime volte devo andare a cercare qualcuno d'urgenza e a dirgli senti fammi vedere perché mi sento talmente cattivo o talmente triste sono preoccupato di quello che vede da soli non si può dire da soli la festa di oggi è ancora una volta una festa di comunione è ancora una volta una festa di notte ci vediamo perché lui che è la nostra amici riempie i nostri cuori di