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+Ascensione 2011-Giovanni_Nicolini-20110605.mp3

Data: 05/06/2011

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Ho pensato di andare subito al punto critico della nostra liturgia di oggi per un passaggio della parola evangelica, dove appunto dice che su questo monte dove lui ha fissato l'appuntamento per incontrarsi con loro, quando lo videro si prostrarono e si però dubitarono. E' una novità questa nella liturgia, è la versione recente corretta della lingua italiana, dove i vescovi hanno preferito appunto scegliere questa espressione, che è giusta. Il testo greco effettivamente dice così, la precedente versione diceva che si prostrarono e alcuni dubitarono, invece hanno dubitato tutti. E questo è importante, bisogna tenerne conto, perché è chiaro che messo così il dubbio viene collegato alla fede. E credo che bisogna avere il coraggio di ritenere che la fede comprende il dubbio, che il dubbio accompagna la fede. In questo senso bisogna chiedere un regalo anche ai nostri amici non credenti, diciamo, che si pensano non credenti, perché può darsi anche che un non credente non dubiti. Può darsi, è difficile, anche per un altro è molto difficile essere attio. Ma per un credente è inevitabile dubitare. Perché? Proprio per la festa di oggi. Io, trent'anni fa, avevo paura della festa dell'ascensione, perché mi sombrava tutta una roba là in cielo. E mi dice, ma poi che ce ne facciamo noi? Mi va lassù. E poi negli anni è successo che la festa è andata sempre più giù. E adesso ho quasi paura che sia troppo in basso la festa dell'ascensione. Certo è che è la festa di una consegna, di un congedo. E porta in sé anche questa parola del dubbio. Ma è vero, il dubbio c'è. Il dubbio c'è, ma questo si può dire in modi semplici. Perché abbiamo poca fede, no? È semplice dirlo. Perché in ogni caso la nostra fede si incontra sempre con una sfida della storia, con una provocazione della storia, la nostra più personale, la condizione della nostra persona. La nostra tradizione culturale, i vizi della nostra educazione, le prove che dobbiamo passare. E poi cerco anche intorno il grande quadro della storia. E quindi la fede è necessariamente un atto di tremore. Mi piace quando un bambino piccolo si rifugia, no? Tra le braccia di sua mamma. Sapete, no, perché lo fa? Lui non lo sa perché. Ma lui lo fa perché ha paura della morte. Mentre invece le braccia della sua mamma sono la sua vita. Quindi ha ragione lui, eh, quando fa capricci perché è staccato. Qui sotto abbiamo, no, questo nido, no? Dove arriva anche lo stacco le prime volte. È sacrosanto quell'urlo. Dopo dovrà fidarsi del fatto che ci sono altre mani, altre braccia. E sempre di più conoscerà bellezza angelica di persone piegate su di lui a dargli il segno della protezione, della vita, quindi. Però è un trauma. E questo non ci abbandona mai. E la nostra storia, sempre, anche ai nostri padri ebrei, in tutto il racconto biblico, no? La storia diventa una grande provocazione. Quella bellissima preghiera della fede, no? Quando a quell'uomo che aspetta la guarigione del suo bambino, Gesù gli dice, tu continua a credere. E lui gli risponde, io credo. Aiuta la mia incredulità. C'è un passaggio che adesso non possiamo esaminare nel test di oggi, che sembra dirci che in qualche modo la fede è una specie di miracolo di resurrezione, perché in quel momento il Signore ti prende per il coppetto e ti tira fuori dalla tua incredulità. E in quel momento credi. Ma la fede non è un possesso. È un dono che continua a essere dono. Non te lo puoi mettere in tasta, non lo puoi possedere. Non ci sono i credenti. Giustamente un uomo della cultura italiana oggi va dicendo che non vuole essere definito ateo e preferisce essere definito non credente, perché è un verbo, è un participio presente. Chi sa che cosa abbiamo davanti a noi. È una misura che credo vada bene, perlomeno a molti di noi, a me sicuramente. E quindi certo, c'è questo limite del dubbio, però c'è tutto un altro discorso sul dubbio che è molto interessante, secondo me va detto anche quello. Se questa è una dimensione, diciamo così, negativa o limitante del dubbio, c'è un'altra dimensione che è positiva. Perché ho visto che, dato Gesù, è meglio dubitare di tutto. Nel senso che, come le scritture ci dicono oggi, la Signoria di Gesù ha messo tutte le cose sotto. Perché il grande pericolo, sapete no? La grande paura della fede ebraica, e qual è per loro il peccato più grave e preoccupante? È l'idolatria. È di mollare il loro Signore per lasciarsi innamorare da qualche cosa che non è Dio, che non merita il titolo, che non merita l'adorazione, che non merita che ci si spenda la vita. È stato un grande problema della mia giovinezza, perché la passione insieme alla paura mi aveva sempre troppo interessato delle vicende della Seconda Guerra Mondiale, fin da ragazzino, bambino quasi, e in particolare di tutto il dramma della Shoah, insomma, dello sterminio ebraico. E quindi avevo visto troppe immagini, chiesto troppe cose, e questa cosa mi era rimasta troppo dentro, forse. Fatto sta che, mi sembrava proprio chiaro, che era stata come una grande religione, il nazismo. È un grande idolo satanico. Aveva messo tutte le persone in fila, tutte in piedi, tutte dentro allo stesso idolo di sterminio. È una cosa tremenda. Il secolo scorso è stato preda non di uno solo, di questi grandi idoli negativi. E quindi è importantissimo dubitare. Bisogna dubitare anche della teologia. Bisogna dubitare anche della teologia. Mi ricordo Capperino all'università, un libraccio, un libraccio, dei Trinità, della Trinità. All'ultima pagina avevi capito com'era Dio. E ti saluto. È pericolosa, pericolosa la teologia. Ed è pericolosa, sono pericolose tutte le cose, anche quelle che sembrano buone. Io oggi ho molto in mente una mia cugina, penso che sia ancora al mondo, diventata una signora inglese, perché ha sposato un inglese. È una donna bellissima. E questo qui, sì, insomma, l'è chiesto da molto. Quindi si è presa da italiana, e però per giunta la famiglia, ovviamente, molto ferrea nella fede, ma questo qua però, funziona mica quegli inglesi lì, oltre la manica funziona mica, quelle religioni di Enrico VIII, quei pasticci lì, no, no, no, no, no. Lui era batteggiato anglicano, o l'hanno batteggiato? Quando io ero un ragazzo, un anglicano che voleva sposare una bella ragazza italiana, lo battezzavano. E anche oggi, eh, ci sono dei problemi, perché quando noi andiamo alla liturgia dei nostri fratelli dell'Oriente, noi siamo proprio del tutto convinti che loro veramente consacrano il pane, che veramente il pane diventa il corpo di Cristo. se stessi in noi, noi faremo la comunione da loro, ma loro ci dicono, no, no, no, ereticos, che vuol dire eretico, e non ce la dà un picco. Però, vedrete che si saliva. Perché? Perché la fede è un grande viaggio. Perché la vita della fede è un grande cammino, che continua a procedere. E come tante volte ci diciamo qui, attento, non fermarlo. Certo, non fermarlo con degli orrori, no? Con delle seduzioni, eh, con degli idoli sbagliati. Certo, non fermarlo. Ma non fermarlo neanche con delle illusioni, con degli inganni. Per cui, con il dietro delle robe, ma blocchi la fede. Dio è così. Ah, aspetta, aspetta. Riapri il Vangelo alla bellezza assetata del tuo cuore. Riapri il Vangelo alla domanda incessante della tua vita. Di più, permetti che il Vangelo continui a riaprire delle domande a delle risposte troppo corte che ci siamo dati. La fede è questo incessante viaggio. Per forza bisogna dubitare. Capisci? Perché? È perché è sempre così nuovo che ti sembra proprio la vita nuova. E quindi, se la vita è nuova, aspetta che bisogna che la riprenda la cosa. Che è la sistemazione dei pensieri, ma anche degli affetti. Che è la sistemazione delle discipline, ma forse anche delle permissimità. Che è in qualche modo una continua, continua reimmersione nel tono di Dio. Nelle domeniche di Pasqua ci permettiamo questo lusso, no? del segno dell'acqua battesimale come atto penitenziato. Eh, ma è così. Tutte le volte che si va a messa, entrando nella grande festa della Pasqua del nostro dolce Signore, entriamo nella festa della perenne novità della tua vita. Non fermare il mistero meraviglioso della tua vita. Sapete, no? Quando ci si vuole bene e non si è mai finito di interrogarsi e di conoscersi. Non si è mai finito di essere stupiti di quello che la persona amata ti dona sorpresa e non l'aspettavi e sai benissimo di non meritarvelo e tremi perché hai paura che le parecchi troppo rigide della tua mente e del tuo cuore umilgino il tono che ti fa. Bisogna dubitare. La fede è necessariamente anche dubbio perché è un regalo troppo grande. e quindi per forza dice se la fa è bene non farcela. Ricordate sempre quello che ricordavamo di quel maestro dell'ebraismo, no? Che dice quando sei convinto di aver trovato Dio sei sicuro che hai trovato un idolo perché non si trova mai è lui che trova me e quindi nel momento in cui mi trova certo i nostri sguardi si incrociano per un momento certo e allora in quel momento certo c'è un sinuziale sì certo ci sto e vedete oggi però è questo giorno è il giorno in cui ci assumiamo il dono della fede è quel giorno nel quale appunto si celebra che però come diceva no? quell'antica preghiera medievale il Signore adesso non ha occhi che i tuoi non ha altro che le tue mani è vicino a quel suo figliolo per lui per lui ci sei tu e questa è la fede e oggi molto opportunamente nel grande racconto degli atti il Signore dice e voi mi sarete testimoni e chi è il testimone? preso fino in fondo è preso così in fondo che la parola testimone in greco vuol dire martire ma che cosa vuol dire essere testimone? vuol dire in qualche modo la tua vita per l'altro la tua vita per l'altro quando mi telecomo mia sorella mi sembra sentire la voce della nostra mamma e lei l'altro ieri ha distribuito a tutti i fratelli questi sistemi dei messaggini appunto per dire che il papà e la mamma era il giorno del loro matrimonio erano vivi accanto a noi in mezzo a noi la testimonianza è questa proiezione della tua vita nella vita di un altro al quale tu vuoi così bene che poi sei talmente proiettato che quando parli sembra che parli l'altro e tutta la tua vita lo ricordi uno dei problemi della storiografia di San Francesco qual è? è che di solito giustamente giustamente la stereografia di Francesco dice che lui è stato l'icona più bella di Gesù e allora però ci si dimentica anche altre cose che cosa? la sua storia concreta ma lui era dentro così e il testimone chi è? è un innamorato che senza fare le citazioni senza dire Matteo 4.4 ma quando parla si sente è l'ecco di Gesù e quando lui arriva e sta in mezzo a noi anche se siamo messi male e un po' malatici tutto va bene perché c'è lui e che ti fa? nulla e però c'è lui e chi è lui? è un testimone la fede è questa testimonianza stiamo attenti a non ridurla la fede a un sistema di regole a un sistema di leggi in questi giorni tante di quelle stupidate vengono dette mi sembra penso per il vizio della politica e chi è il cattolico e chi non è il cattolico ma per carità ma per carità andiamoci calci anche tra l'altro lo diciamo tutti a nome anche di tanti nostri amici non credenti che improvvisamente nel tavolo vicino al nostro in ufficio improvvisamente celebrano Gesù non sa neanche di celebrarlo Gesù ma in quel momento lo spirito attraverso di loro celebra la carità di Dio quella di Gesù e quindi fatta la pesca il cattolico e chi sono i cattolici e chi sono i non cattolici c'è Gesù e tra una settimana c'è la festa dello spirito ed è quella che conviene aspettare questa settimanella è bellissima questa settimanella bisogna vivere la sua spesa e continuando a dirgli oh sta per tezzo che il carico che mi hai dato è nottevo non credo mica di farci e guarda che il regalo che mi hai fatto è troppo grosso non sono sicuro di saperlo custodire e quindi in questa settimanella dall'ascensione a Pentecoste tenetelo sotto corda perché bisogna che ce lo regali questo spirito e che cos'è lo spirito è lui dentro a te è lui che finalmente non è più una regola ma il tuo Vangelo è lui che non è più una cosa che devi fare ma che vuoi fare è lui che diventa dentro di te il desiderio il canto la danza del Vangelo nella tua vita e allora anche la tua piccola vita anche la mia miserrima vita diventano così preziose no? perché? e beh perché Gesù lo testimonia il bambino ma lo testimonia quel mio amico malato e abbiamo la testimonianza di quella nostra mamma e ognuno nel suo pezzetto è una gemma irrinunciabile è una voce assolutamente necessaria senza di te la festa di Dio è meno bella è per quello che quando uno muore noi piangiamo e piangiamo diceva vai in paradiso non sei contento eh sì sono contento per lui ma per me neanche un po' perché? eh ma perché io ero attaccato alla sua presenza i suoi occhi eh le sue labbra la sua vita è certo è il testimone capite? allora bisogna che lo Spirito Santo faccia la svelta a venire è vero è perché noi viviamo di questo e noi non abbiamo mai visto Dio ma siccome ci vogliamo bene questo è il punto Dio è qui perché in fondo questo no? ce lo dicevamo mi pare l'altra volta l'unica vera responsabilità che abbiamo è l'amore e l'amore che cos'è? è il comunicare quello che abbiamo ricevuto no? è il non tenerlo per sé eh? è il porgiarlo prendete mangiate questo è il mio corpo prendete vedete questo è il mio sangue è quello che hai ricevuto che diventa dono è questa vita che è solo dono che diventa tutto dono verso il mio vicino la meraviglia della vita cristiana bene questo è il passaggio di oggi il Signore che se ne va voi sentite l'assurdo ultima parola del brano evangelico ed è io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo sì ma è vero è vero perché ci sei tu è vero perché ci sei tu allora il Signore è veramente con me fino alla fine del mondo non perché tu sei Gesù e neanch'io lo so ma perché io e te poveri peccatori siamo di Gesù e malgrado quella poca fede che si diceva anche noi siamo un lumino di Dio che un po' contribuisce a illuminare la notte la nostra notte è illuminata da questo lume che sei tu che siete voi che ognuno di noi è per l'altro è quel lume che casa vostra sta aspettando perché a casa stanno meglio quando voi ci siete grazie a tutti