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V Dom.Pasqua 2014 omelia-GiovanniNicolini-20140518(20).mp3

Data: 18/05/2014

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Allora, questa domenica di Pasqua noi la celebriamo come la Pasqua di casa nostra, dove abiti, con le persone con le quali vivi, con quelli che incontri al lavoro o studiando. E' la tua Pasqua, e questo il Signore tiene moltissimo. Io penso che il vero motivo per cui ha inventato la domenica sia questo, perché noi veniamo a recuperare il senso della nostra vita e poi torniamo, ma se la festa finisse la domenica saremmo finiti. E invece c'è la meraviglia della vostra Pasqua. La meraviglia della vostra Pasqua vuol dire prima di tutto la meraviglia del vostro amore, perché la Pasqua alla fine poi è questa. È la suprema celebrazione dell'amore. Facciamo festa perché Dio ha avuto il coraggio di morire per noi. E quindi ha deciso di darci la sua vita. Questo diventa per noi, capite, un'attenzione privilegiata. Dopo nella storia della Chiesa si è fatto il precetto della messa della domenica. Vabbè, è giusto in un certo senso, perché se perdi troppi colpi, dopo è molto facile che idoli di paura, o in ogni caso idoli sedutivi, alternativi, ti prendano il cuore, la mente, la vita e quindi non ce la fai più. E quindi certo una certa disciplina anche del nutrimento ci vuole. Sei venuto questa mattina a prendere cosa? Il pane. Portati a casa il pane. Questa parola che è il pane della nostra vita, portalo a casa. Perché? Perché a casa c'è gente che aspetta. Smettila di malinconirti perché tuo figlio non va a messa. Tagliela tu la messa. Si capisce che poi preferirai che anche lui, diciamo così, no? Sia un grembo fecondo della Pasqua. Però ci sono tanti modi con i quali il Signore cerca i Suoi figli. E per un certo numero di Suoi figli ha scelto te. Se non gliela porti te la Pasqua, ce l'ha a meccano. Questo è previsto da Dio. Quindi l'informazione, per esempio, di stamattina, la prima informazione. Ragazzi, in Paradiso c'è un sacco di posti. È importantissimo. No? Cambia la mentalità. Perché? Perché si vive in una situazione per la quale non c'è mai posto. E bisogna tutto affaticarsi, correre, vincere, prendere, conquistare. Non perché aiuto, aiuto, si perde. No. C'è posto. C'è posto. E quindi lui dice adesso io vado a prepararvi un posto, poi vengo qui. Però capite la meraviglia. Sono là che fanno una gran lavorata in Paradiso per preparare un posto per tutti. C'è un posto importante per quella persona che questa mattina ti occupa la mente e il cuore. Perché sei preoccupato, angosciato. Quindi fai bello perché su preparano il posto. Però tu sei diventato parte essenziale, capisci, in questo giorno. Per cui a proposito di tutti i posti succede subito un incidente. No, avete visto? A Gerusalemme, proprio a Gerusalemme, le cose non funzionano bene. Adesso non possiamo dedicarci alle vedole ebrehe, le vedove greche. Però insomma, ci sono delle persone che non hanno un buon posto. Alla mensa dei poveri di Gerusalemme. Ci sono quelli che sono tratte bene, conoscono delle persone, insomma, tutto organizzato bene. Quelli lì sono straniere, vengono da lontano. Non capisco che non è anche l'ebraico. Quindi, insomma, è una mensolina. Ma c'è un punto? C'è una protesta. E com'è che qui? Qui non è fatto bene questa mensola. Non è fatto bene per niente. E' certo. E' bellissimo, capisci? Lui dice ci sono tanti posti e a Gerusalemme i posti vanno vicino. Che è tanto bene. Mettili a posto. Bisogna mettere a posto la Pasqua della nostra vita. E per prendere la misura siamo venuti qui. Per esempio, pensate il colpo. Entrati qui, ci siamo salutati. Abbiamo ricordato il nostro battesimo con l'aspersione dell'acqua pasquale. E quindi, ci siamo stati tutti perdonati. Io ne ho combinati più di versovolo nelle ultime 48 ore. Giri continui, passoidali. Perdonati. Perdonati. Perdonati. Perdonati. Anche tu perdonati. Eh? Perdonati. Tutti perdonati. Qualunque sia la situazione. Eh? Acqua del battesimo, eh? Quindi come ritornati alla gracia iniziale. Non farti fregare dalla memoria, dall'angoscia. Eh? Perché sei stato fatto nuovo. E poi questa parola che abbiamo ascoltato, superata la noia della predica, si va avanti e questa parola diventa pane. Tane. E questa parola ci si nutre. E questa parola cosa diventa? Quello che io voglio da dare. Quello che io ho da dare. San Pietro che era uno che stava attento a messa, quella volta che è entrato nel tempio, c'era uno che chiedeva l'oliolemosina perché era paralitico, gli dice guarda io oro e argento non ce l'ho, però quello che ho te lo do volentieri. Alciti. E gli ha detto il verbo della risurrezione. Porco cane, quella si è alzata. Tutta Gerusalemme scupefatta. Ma certo, gli angeli saranno lieti di stupirsi per le meraviglie che tu farai. Meraviglie molto a volte segrete, capolissime, che non andranno in cronaca da nessuna parte. E' prezioso. prezioso. Ci sono persone che non avrebbero conosciuto il Signore, ma l'hanno conosciuto attraverso di te. Mai fatto le prediche, mai fatto il catechismo, mai fatto il Boy Scout. Pensa che bello. E quindi l'hai fatto col tuo sguardo per come hai salutato, per come lui ha visto che tu facevi una carezza alla tua vecchia mamma. Perché poi le vie di Dio sono incredibili, eh. Se noi dovessimo raccontare le cose, gli avvenimenti che ci hanno convertiti a lui, faremmo ridere i polli, perché sono delle rocce, però per me è stato decisivo. E quella persona per me è stato l'angelo di Dio. E' successo ieri mattina. Siamo a Venezia perché c'era il funerale del vecchio patriarca di Venezia, no? Che per me è stato un padre. Lui è stato qui un po' di anni a fare il vescovo usiliare. Non solo per me, ma anche per il mio piccolo giro. Al punto che dopo lui, quando è diventato patriarca di Venezia, si facevano delle settimane in boia, perché ci si sentiva niente voluto, niente amato. Sabato mattina si partiva prestissimo, andavamo a Venezia, Bastello, San Marco. Lui ci fissava un appuntamento alla bellissima cappella di San Marco dove c'è la Madonna Nicopeia, una bellissima icona bizantina antica. Il patriarca veniva giù e ci diceva la messa. Lui ci faceva salire a casa sua e ci offriva la colazione. E noi gli raccontavamo qualche cosa. che si tornava a casa non orfano. e ieri mattina, mentre si aspettava la messa, un mio vecchio amico mi fa arrivare una fotografia dove c'è lui, il vecchio patriarca, un po' più giovane, che dice la messa. Da una parte concelebro con lui e dall'altra con celebrare Don Giuseppe che è l'altro mio padre grande. un cucchiaino mi ha messo via la fotografia dopo un po' ma mi ha mandato un biglietto. Rispedisci, ma lei è mia. Poi, spero che mi facciano accogli. Eh, anche noi siamo stati tutti salvati da questa dilatazione della Pasqua, capite? se si fosse fermata là e invece no, fino ai confini della terra, di bocca in bocca, di sguardo in sguardo. E quindi bisogna che questa Pasqua fiorisca e che tu quindi consideri la piccola realtà nella quale sei collocato a vivere, gli avvenimenti che si susseguono nella tua vita, come tutte delle offerte di celebrazione. Adesso che cosa dici? Cosa fai? Ecco, capite? E così la Pasqua entra nelle nostre case. Dice, tanto, sapete dove si deve andare? E Tommaso gli dice, ma cosa dici? Non sappiamo neanche dove vai? Non sappiamo neanche la via come sappiamo dire dove vai? E lui dice, ma io sono la via. Io sono la via. Che è una roba meravigliosa questa qui, no? Perché? Perché la via è la sua persona viva che accompagna ogni persona. Bisogna piantarla di dire per essere salvati bisogna essere così, così, fare così, così, non fare. Ma non è così invece. Perché? Perché Gesù è uno che ci fa pellegrino della tua vita e quindi ti prende per mano come sei, al passo che tu stai facendo, cominciando dalla situazione in cui ti trovi, no? Adesso stiamo cercando un ragazzo che non si fa vivo da troppo tempo, ci stiamo chiedendo. Bisogna che dove andiamo a prenderlo? E dove sarà? L'andremo a prendere. E quello che lui sta facendo, un momento, bisogna che ne prendiamo atto, lo condividiamo, ci cominciamo a dirgli tu prima di tutto vieni via. Ebbene che è finita. È bellissimo che lui sia la via, che la via non sia una via uguale per tutti, no? Il Papa ha lanciato un'allarme perché il Dio dice oddio, ma se arrivano i marziani, è proprio il passito. Bisogna dargli il battesimo anche a loro, un battesimo marziano, eh? Lui l'ha proprio detto, come disegnano i bambini, sapete, i marziani, con quel naso lungo lungo, con quelle orecchie lunghe lunghe, che se vengono glielo diamo il battesimo. E bisogna dargli il battesimo. E sai che roba. Però, capite, bisogna farsi come l'altro. Lui ha fatto così per venire a prendere mete. Si è fatto come me, poi come te, poi come te. È entrato nel respiro della nostra vita. Si è seduto accanto alle ferite della nostra vita. Questi sono stati gli angeli della nostra vita. Non certo quelli che ci hanno semplicemente ripetuto il precede. Non certamente quelli che dicendo, beh, ma se sei così allora sei tutto sbagliato, sei fuori. No, no. Sono quelli che ci hanno amati come eravamo. è quella meravigliosa qualità di Dio che non ci stancheremo mai di ripetere. Perché non è vero che ama solo quelli giusti. Ama tutti, ciascuno, com'è. Se non c'è questo, è finito. E però, capisci, questi sono gli elementi della tua Pasqua. Perché? Perché la tua gente te la devi cuccare com'è. ma non solamente cuccare, la devi amare com'è. E se con loro non speci il pane della parola, del silenzio, del sorriso, delle lacrime, non gli puoi comunicare niente. Non si tratta di predica, si tratta di vita. E quindi Gesù è per questo che dice io sono la via, la verità e la vita. Eh, certo. Certo. Lui è capace di far vedere che è la tua vita vera qualunque sia la vicenda che stai passando. Perché Lui assume la tua vita. E intanto ti dona la sua. E la stessa verità non è quella roba eh, quattro robe di catechismo. Perché la verità è una strada infinita. Crederai mica che siamo arrivati alla verità. Siamo al principio. a Cairi Serni prima sono andato al funerale. Poi sono andato a Ferrara a fare delle chiacchiere. Poi sono andato all'inaugurazione di un ristorante bar della cooperativa di un mio amico a Ferrara. Poi sono andato a San Martini dove c'era un'orchestrina della Brianza che festeggiava i 60 anni di Romeo. Insomma, un casino del diavolo. e io ancora non avevo fatto i miei messaggini al sindacato Parroci per dirgli ma che cavolo dici tu domani? E gli dice cosa faccio? E gli dice l'ho fatto a nottefone Giovanni è l'ora di telefonare. E cosa faccio allora? Allora non dico la messa, va bene. se mi dai una mano come faccio? E' bellissimo questo, no? Che anche la verità non è una cosa posseduta ma è una cosa nella quale continuamente si cammina. E siccome fra l'altro hai il difetto di essere bellissima come una donna bellissima se te ne innamori quella lì non la fai più invecchiare, no? La continui a seguire, a seguire, a seguire. Oddio ma c'è tante righe, sì ma per me è ancora bellissimo. Perché quando la bellezza la si ama la bellezza non invecchia più e diventa sempre più bella. Ma capite? Questa è la strada che lui indica questa mattina. Che è complessa ma in fondo è facile perché lui non ti chiede altro che di essere te stesso, capisci? Di essere te stesso. Solo che sei che è stesso ma per l'altro. Per l'altro. Perché c'è il solito paragone, no? Cioè che in fondo il figlio che tu insegui di più col tuo affetto è quello che è più lontano. È quello che è più fuori gioco. Quello lì è più carnalmente tuo, dentro, nella tua ciccia. è perché quello lì lo devi tenere con tutte le tue forze perché non è come te, non fa come te, non fa come si deve, non pensa niente di quel che è giusto. È. Solo che invece, vedi, quel tipo lì è mio e quindi, così com'è, me lo tengo. E questa è la forza. Allora oggi è questa forza. Dice, voi vi siete avvicinati, no, a questa roccia lucente che è lui, adesso anche te ti entra viva, vai dove abiti e via, e via. E continua la meraviglia di questa comunicazione, comunione. Il Vangelo di oggi e il messaggio di oggi alla fine è proprio questo. Non sia turbato il vostro cuore, la festa non è finita. Non sia turbato il vostro cuore. C'è ancora una strada di speranza immensa. Se vogliamo essere uomini e donne della speranza è questo che bisogna fare. Allora, siccome in quella occasione lì si erano accorti delle mese e delle vedove che non andavano tanto bene, gli apostoli hanno detto allora bisogna che facciamo così. Noi continuiamo a stare dentro al Vangelo e continuiamo a dare via Vangelo e intanto ci prendiamo 6, 7, 8, 10 aiutanti che cominciano a far meglio le minestre, vero? E quindi questa mattina è la mattina del reincarico, eh? D'accordo così? Bisogna tenere il Vangelo e però farsi anche aiutare e ampliare, ampliare. Adesso fra un po' di anni noi preti siamo finiti, cosa succederà? Eh, bisogna vedere. Vedete? Le succederanno delle belle. Perché? Perché vedrai che vengono avanti degli altri e via. Eh, si capisce. Questa è la grande fecondità dell'amore di Dio. Non aver paura. Non aver paura. Perché voi siete, non mi che me l'invento io, voi siete una nazione santa, un popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di Lui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa. Chiediamo dicendo che quindi ci vuole proporzione tra le lodi di Dio, l'annuncio di buone notizie e le sgridate. Una a novanta. se fate novanta buone notizie, una un po' severina gliela puoi dare al fringuello, se no non puoi. E non che siccome ti ho sgridato adesso ti consolo. Eh, no, non è quello il ritmo giusto. Il ritmo di Dio è un altro. Lo scapellotto te lo do dopo mille baci. In maniera che tu sei sicuro che quello scapellotto è come il bacio mille e uno. Non devi dubitare. E quindi solo amando molto possiamo anche ammonire qualche volta e allora l'ammunizione diventa amore. Come è andato con la mamma? Oh, madonna sgridare ha fatto bene però. Ecco, vuol dire che la vecchia aveva lavorato. questa è la festa che noi stiamo celebrando perché tra due settimane è l'ascensione e poi la pettecoste. Stiamo andando alla pienezza del dono di Dio. Chiediamo che questa pienezza sia anche per noi perché anche noi possiamo esprimere la gioia che abbiamo ricevuto e la grande carezza dell'amore di Dio possiamo restituirla a qualcuno. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie.