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IV Dom.Pasqua 2017 omelia_GiovanniNicolini-Dozza-nozze_FrancescoLaura 20170507(14).mp3

Data: 07/05/2017

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Cerco di farvi vedere che la parola che abbiamo ascoltato e in modo sottolineato la parabola del pastore è di fatto una grande parola nuziale. Le nozze sono al cuore della storia perché per la fede di Gesù tutta la storia è avvolta, è creata ed è raccolta da questo amore nuziale che nell'antichità ha portato Dio verso il piccolo popolo di pastori erranti nella penisola del Sinai, i nostri padri ebrei e che nella pienezza dei tempi, nella persona di Gesù, porta Dio a celebrare un grande patto nuziale con tutta l'umanità. Quello che noi abbiamo ascoltato e di cui possiamo solo fare qualche cenno è in realtà la descrizione di queste nozze. Vi propongo innanzitutto la figura di questo pastore di cui si dice che entra per la porta. Altri sono entrati nel tempo con atteggiamenti di conquista, di violenza, di seduzione, di inganno. Lui entra per la porta. Questa porta ha due significati. Il primo, evidentemente svalorditivo, è che per entrare in comunione nuziale con noi, nella pienezza dei tempi, Dio diventa uno di noi. Entra nella nostra carne. Nasce bambino a Natale e nella memoria liturgica, a Pasqua, muore sulla croce. Condivide in tutto la vita nuziale. Dio è Dio, ma è un uomo. È finita l'antica religione della lontananza di Dio e quindi del problema, complesso peraltro, di riuscire ad arrampicarsi per arrivare a Dio. Le cose si sono capovolte. La fede ebraica e cristiana è una religione alla rovescia, dove non si deve salire per conquistare Dio, ma è Dio che scende in mezzo a noi per consegnarsi a noi, per regalarsi a noi. Le ragioni di questo innamoramento di Dio non ci sono. E già quando Israele antico chiedeva al suo Signore, ma perché in mezzo a tutti i popoli così grandi, così grossi, così intelligenti, così potenti, hai scelto me che sono il più piccolo? Ma la risposta è la tipica risposta dell'amore. Ti ho scelto perché ti amo. Ti ho scelto perché ti amo. Non c'è un'altra ragione delle nozze se non appunto l'amore. E quindi Dio varca questa soglia stretta e passa per questa porta stretta e si fa uno di noi. Storicamente nella particolarità è un ebreo, nasce ebreo. Gesù è un ebreo. E quindi entra in quella che è anche la grande storia che ha portato questo piccolo popolo di pastori ad essere il grembo che ha generato Dio nella carne. E quindi il guardiano, capite, il guardiano è proprio questa fede dei padri ebrei. lo controlla e lo fa passare. Perché non è venuto a infrangere l'antica legge che Dio ha regalato ai padri. È venuto per illuminarla e portarla a pienezza, non per superarla. Per illuminarla pienamente. Ecco, questi sono i due atti che significano questo ingresso per la porta. E chi trova? Trova un piccolo popolo di peccatori, gli ebrei, che lui appunto ama perché lo ama, ma che proprio per questo ingresso, che non lo fa semplicemente ebreo, ma lo fa persona umana, le nozze si dilatano con tutta l'umanità. E quindi dentro a quella tana, dentro a quello bile buio, c'è in qualche modo tutta l'umanità, fino a noi, fino a noi questa mattina. E Dio varca la soglia anche per noi questa mattina e viene in mezzo a noi, si accomoda nella nostra storia. Perché è venuto? È venuto perché se il pastore delle parabole degli altri Vangeli, ricordate, il pastore era buono perché una pecora si era perduta e lui mollava le 99 del deserto per andare a cercare quella perduta. Poi la trova e quindi la riporta all'ovile, tutto contento. questo argentino che ha piombato a Roma a fare il Papa da un po' di tempo, ha poi raccontato una coda eretica della parabola, cioè che non è scritta nel libro del Vangelo, lui se l'ha inventata ma sa inventarle bene, questo Papa, e quindi ha fatto con un mezzo sorriso anche un'osservazione. dice, sapete poi c'è un problema, perché dall'ovile se ne sono andati il 99 e ha aggiunto, non potete continuare a pentinare l'unica pecora che è rimasta, ma bisogna, eh? E ci ha fatto un grande infudito a uscire, a cercarci, a trovarci, a prenderci per mano, a camminare insieme. Nessuno è arrivato, però tutti un po' fuori dalla tana e dalla prigionia, e in cammino. E avete visto infatti che lui, il pastore, che è entrato nel recinto, non le tiene nel recinto, inaugura un viaggio. Inaugura un viaggio. Che viaggio è? È il viaggio con il quale porta tutta l'umanità, non alla morte, ma alla pienezza della vita, al Padre, nel magnifico giardino di Dio. Nessuno di noi sta camminando verso il cimitero, la morte è rimasta alle nostre spalle, e noi camminiamo verso la vita. Ogni tanto c'è qualche episodio di morte che viene davanti e ci ostacola, lo buttiamo indietro rapidamente, perché dobbiamo proseguire nel cammino della vita. È quello che questi due giovanotti qui, la ragazza e il giovanotto coi baffi, stanno celebrando qui con noi. Queste grandi nozze. Queste grandi nozze, però, hanno una regola, una regola molto importante. E cioè che, con queste nozze di Dio e dell'umanità, lui ha fatto una pensata, lui Dio, ottima come il solito, perché sa pensare bene, e quindi ha messo fine a quelle regime della legge e delle regole che caratterizzava la vita dei nostri padri ebrei. Perché? Perché se sta lì con le leggi, tutto si ferma, è vero? Perché nessuno di noi è mai come dovrebbe essere. Ognuno è come è. Se dovessimo tutti essere come dovremmo essere, non troverebbe nessuno. Perché siamo tutti della povera gente, siamo tutti dei peccatori, è vero? Allora lui cosa ha fatto? Ha cambiato il regime, ha tolto la legge e ci ha messo dentro un'altra roba, una energia diversa, nuova, un modo nuovo per intraprendere questa camminata verso la pienezza della luce. E ha inaugurato il regime dell'amore. La legge è stata sostituita dall'amore. Dio me, in questi due primi due mila anni, che sono ancora la preistoria, la comunità ecclesiale ha fatto un po' fatica. E quindi, pian piano delle regole le ha rimesse su, insomma. Tanto che, insomma, o qualche volta c'era da dire, ma allora, per stare con Dio bisogna stare alle regole. Per fortuna no. Per fortuna no. Qui noi, in questa nostra parrocchia della periferia, ogni tanto ci diamo un saluto finale alla Messa, dove io do a tutti una rivederci in paradiso. perché ci rivedremo tutti in paradiso, anche te, eh? E te pensi di essere un mascalzone? Anche te. E sai perché ci troveremo tutti in paradiso? Non perché ce lo meritiamo, ma perché ci vogliamo bene. E perché lui ci vuole bene. Questa è la ragione fondamentale. Per cui non se ne lascia scappare nessuno. Eh? Qui dentro ci sono tanti mascalzoni, e il più perfido è sicuramente il prete, e però lui non ci molla. Perché ci vuole bene. Ora, siccome un po' bisogna dire una parola anche a loro, adesso diciamo una parola a loro. Che loro oggi, che scherzo fanno, ma anche subiscono in un certo modo, mettono via il criterio della legge e delle regole. E assumono la regola dell'amore. Capite? Per cui ognuno dei due, è commosso, ma tranquillo. Perché? Perché sa che l'altro non l'aspetta mica con le regole. Hai fatto questo, qui non hai fatto bene, è vero, qui hai spaziato, no, non si fa così. Ma l'aspetta con l'amore. E con questa caratteristica dell'amore di Dio, che più uno ne combina, più Dio lo va a cercare. Lo cerca senza stanchezza, con ansia, con passione, con apertura di cuore. E più combini guai, più sei amato. Capite? Quindi qui, oggi, voi siete venuti a decorre e a mettere via il criterio delle regole e della legge. Ha fatto così, perché sono tutte e due un po' mascalzoni, allora non c'era che un rimedio. Che sì, volessero bene. Non abbiamo tempo per guardare niente delle altre letture che sono state proclamate, ma se avete paziente le riprendete, vi viene un giorno un po' di influenza, avete tempo, provate a guardare la parola che abbiamo ascoltato, perché dice che adesso quell'amore che lui ha avuto per noi, bisogna che noi ce l'abbiamo tra di noi, capite? bisogna che ci vogliamo bene e come lui ci ha amato, bisogna che noi ci amiamo con un amore più forte di ogni regola e di ogni trasgressione della regola, in maniera che lui possa essere tranquillo, che poi oggi pomeriggio a casa ci sei tu, è vero? se no, chi c'è a casa? E ci sei tu, e tu perché sei lì a casa? E per questa roba importantissima, che è l'amore che vince ogni distanza, ogni male, ogni notte, ogni errore, ogni violenza, l'amore più forte, il senso e la verità della Chiesa è questo, dopo abbiamo messo su appunto un sacco di regole piuttosto dannose, parecchie anche piuttosto sbagliate per la verità e un po' adesso si cerca poi di correggerle, ma la via più semplice è quella di prendere una regola nuova, volersi bene. Adesso noi proviamo a fare il matrimonio, vediamo se ci riusciamo, ma lo scopo di parole e gesti e segni che noi ci diamo adesso è semplicemente questo, è semplicemente questo, perché da quello vile lui li vuole portare fuori tutti e li vuole portare tutti verso il padre e vuole portare verso la via della vita tutti noi e noi oggi ci facciamo prendere per mano da questi nostri due carissimi fratelli, perché? Perché siano per noi il segno dell'amore che Dio ha per ciascuno di noi e quindi noi vediamo dalla celebrazione del sacramento del loro matrimonio ancora una volta confermati e rassicurati che malgrado ci siano molte oscurità e negatività nel nostro cammino, più forte di tutto c'è l'amore di Dio. Loro sanno che la cosa è così vera che anche se uno non ha la fede, no? Magari uno oggi non sarebbe amessa, eh, insomma, e invece c'è perché? c'è perché se uno vuol bene l'amore è ancora più importante persino della fede e uno anche che non avrà mai visto il Signore si sentirà dire in quell'ultimo giorno venimo qui, venimo qui perché avevo fame e mi hai dato da mangiare, avevo sedi e mi hai dato da bere, ero nudo e mi hai vestito, ero in galera e sei venuto a trovarmi e gli risponderanno ma cosa dici? Ma quando mai avevamo fame sei venuto, avevamo sete, ci hai dato da bere, ma quando mai? E lui dirà tutte le volte che l'avete fatto a uno di questi più piccoli dei miei fratelli l'avete fatto a me per dire che se uno ha la carità ha già il respiro di Dio e se uno desidera voler bene ha già la mano di Dio, capite? E la fecondità di Dio. Noi siamo qui oggi per questa festa, adesso proviamo a portarla avanti.