Io sono stato molto preso da questa faccenda dei molti posti e avverto molto quanto mi pesa la coscienza, che ormai è di troppi anni e quindi ho in mente sempre molti sospetti su di me di avere, forse anche molte volte senza volerlo e senza capirlo, escluso qualcuno, messo fuori qualcuno, tenuto fuori qualcuno. Come desiderio positivo è che qui nella nostra parrocchia sia molto chiaro che c'è un posto per tutti e che non ci sono esclusioni né giudizi che vengano lontano né ostacoli che ci facciano pensare che è impossibile essere parte di questa assemblea. Il vantaggio di essere anche noi dei peccatori ci consente di essere più larghi e più cordiali. Poi certamente per la Chiesa, c'è l'impressione che il percorso nella parola di Dio in tutti gli anni della mia vita sempre di più mi abbia portato a pensare che veramente una persona come per esempio Papa Giovanni abbia fatto una svolta nella vita della Chiesa. Basta pensare per esempio che i concili ecumenici prima di lui erano sostanzialmente tutti fatti per dire che è proibito. Quindi chi dice che è giudizio? Era così, sia anatema. Chi dice che questo è? Sia anatema. E quindi erano tutte affermazioni di esclusione. Un salvataggio dell'ortodossia, diciamo, e una grande eliminazione, certo dell'errore, però, insomma, poi coinvolgeva le persone. È stato con lui, insomma, che la Chiesa è diventata ancora nuovamente, almeno insomma nella sua storia più recente, diciamo, una casa molto accogliente. Dovrebbe essere, dovrebbe essere. Appunto il segno battesimale che abbiamo prima voluto ricordare nell'atto penitenziale è molto importante ed è molto delicato, insomma, perché non è che siamo noi battezzati per dire che tutti gli altri sono figli di nessuno. è proprio per dire che tutta l'umanità è figlia di Dio e che noi siamo al mondo per cercare di comunicare con i segni del perdono, dell'affetto, dell'accoglienza, con l'umiltà, con la pace. Appunto che tutta l'umanità è figlia di Dio. Paradiso è meraviglioso. Io ho una mia amica, una vecchia amica, che si chiama Beatrice, non mi è mai capitato di trovare un altro soggetto. Lei mi continua a dire che il Paradiso è meraviglioso, me lo descrive. A me non è che mi dia una grande sugo, ma insomma lo prendo per buono, è vero. E del Paradiso in realtà la scrittura dice poco, pochissimo, perché l'interesse del Vangelo è soprattutto la terra, non è il cielo. E l'avvertimento che nella casa del Padre ci sono molti posti, è per dire come noi dobbiamo ormai interpretare la nostra vita. Come una vita dove c'è posto. La Chiesa è un posto dove c'è posto. Il tuo cuore è un posto dove c'è posto. È così, no? Mi pare che sia così. E se noi vogliamo essere testimoni e annunciatori di quello che ognuno troverà alla fine della sua strada, è sicuro perché Gesù dice che è andato lui a preparare il posto. È quello certo di una enorme larghezza. Si potrebbe obiettare che evidentemente però, se crei tutta questa larghezza, forse dopo va tutto insieme, proprio tutto insieme, tutto insieme, non c'è questo, no? Perché nel Vangelo, a questa affermazione di Gesù, segue questa mattina la bellissima domanda che riprende l'ultima frase di Gesù che aveva detto che nel luogo dove io vado, questa casa del Padre, voi conoscete la via. E lui dice, Tommaso, ma scusa, dice, come facciamo a sapere la via? Non sappiamo neanche dove è il posto. Se mi dici dove è Modena, presto a poco posso tutti la strada per andarci. Se mi dici che è a Porretta, posso dirti che devi infilarti lì nella valle, insomma, trovi anche tu la strada. Ma se non sappiamo dov'è il posto, come possiamo sapere la via? E qui Gesù dice una cosa che è una novità sconvolgente, che secondo me noi non siamo ancora riusciti ad afferrare. perché lui risponde a Tommaso, ma vedi Tommaso, io sono la via. la via non è fissata con dei cartelli, degli incroci, dei semafori. La via è una persona che ci cammina davanti. Stamattina quando sono arrivato a Calamosco, ad Irmessa ho trovato la gioia di tutti i bambini del branco, e loro che strada hanno fatto per andare a Calamosco? Non hanno fatto un pezzettino di ferrarese e poi tuttavia del gomito con troppe macchine. È vero? Ma li hanno portati giù per via Romita, poi hanno attraversato ancora lo stradone, hanno fatto via Santa Maria, che sono le strade più belle di Bologna. perché lui è la via, lì è stata la chela, che è stata la loro via. Gesù è la via. Ed è straordinariamente importante, non importa se ho l'impressione di capirci ancora poco, che lui dica che è la via, la verità e la vita. Dice, vedi, io sono la via, la verità e la vita. Noi che pretendiamo di sempre averintasca la verità, la verità è questo, l'errore è questo, questo è vero, questo è sbagliato. Te sei giusto, tu sei sbagliato. Ma non si può, perché non è una roba fatta con i cartelli, è uno che ti cammina avanti, è Gesù. È Gesù che cammina davanti alla storia, è Gesù che cammina davanti alla storia di ogni persona, davanti a ogni cultura, davanti a ogni popolo, davanti a ogni vicenda. Lui cammina avanti. E per quanto? Per tutta la vita. Sicché per tutta la vita vai dietro, ho la verità e non la raggiungi mai. Non puoi mai dire, ho finito, adesso questa qui, ma tutta la verità ce l'ho io, non puoi, non puoi. Ma dici, ma con la testa, fino a che abbiamo, l'avevano detto, anche quegli antichi filosofi che penevano i piedi nell'acqua del mare mediterraneo, gente di grande genio, ma non c'è quindi la mia testa e le robe, io capisco come sono fatte. E non è così. Perché? Perché ogni cosa è molto più ricca, è molto più misteriosa, è molto più grande, è molto più bella da quello che tu puoi capire. Tant'è che anche per te le cose sono cambiate. e se pensi a dieci anni fa, o arrossisci o ti scappa da ridere, perché tutto quello che ti sembrava così sicuro dieci anni fa, oggi ti sembra molto meno. E non perché sbagliati, ma perché le cose vanno avanti. È vero, quando a poco che era incominciato il concilio, una sera, a tavola, il segretario del Papa Giovanni gli ha detto, ma dicono che è cambiato tutto, che è cambiato anche il Vangelo. E lui tranquillo ha detto, ma no, non è che cambia, è che non si capisce di più. Certo, che non si capisce di più. E il modo per capirlo di più, però, come dicevamo, parte da questo principio, del far posto. Avvisi, no, no, no, no, no, no, no, io i pensieri degli altri, no, no, no, come lì, è una dottrina sbagliata, no, no, no, no, quella lì è una religione che... Bisogna aprire la mente e il cuore. Allora, se tu apri la mente e il cuore, entrano dentro tante note, tanti canti, tanti suggerimenti, tante voci. Sono voci che talvolta sorridono, altre volte piangono. Sono memorie preziose, di carezze meravigliose, che in questa povera umanità si sono state, si è stati capaci di fare, e sono vicende terribili. bisogna, di fatto, provare ad accogliere tutto, a capire tutto, a stare attenti a tutto, ad essere cordiali, con tutti e con tutto. Perché è così che si fa, continuamente procedendo. Non so se ricordate, ma mi pare che qualche domenica fa, vi ricordavo che un grande maestro dell'ebraismo, dice, sei attento, te che sei alla ricerca di Dio. Perché il giorno che pensi di aver trovato Dio, hai sicuramente trovato un idolo. Ma vuol dire un sostituto, un sorrogato, ma non Dio. Perché Dio, Dio alla fine non si trova mai. Non si vede, non si avvicina, e non si può pretendere, da capirlo. Tante volte qualcuno mi dice, ma io questa roba qui non la capisco. E io dico, neanche io la capisco. E non la capisco, sia se è una roba della Santissima Trinità, è vero che mi ha fatto fare così fatica, gli esami, ma neanche se si tratta in fondo di una cosa brutta. Perché il mio bambino è così malato? Non capisco. E io gli dico, anch'io non capisco. Noi non siamo, è vero, una risposta aggettore. Anzi, credo che sia tutto alla rovescia. Credo che se c'è un compito importante per noi che abbiamo pessimi, gran peccatori, la gran fortuna, o la grazia, si deve dire, di essere discepoli di Gesù, è di avere molte domande. Molte, molte domande. E tutte le volte che una domanda si chiude, perché sembra che ci sia una risposta troppo sicura, e dice, aspetta un momento, vacci piano, ci rivediamo domattina, va bene? E va bene che ci vediamo domattina? Certo. Perché fino alla fine della vita io sono stato invitato ad andare dietro a questo qui che mi dice di essere lui, la verità e la via. E quindi la condizione della verità è continuare a camminare. Come continuare a camminare? ci sono tante cose nei testi di oggi. Insieme. Camminare insieme. Una volta i tempi di Dio erano fatti di pietre. oggi la chiesa è fatta di persone. No, cioè la chiesa della dozza, bene, a me piace un sacco la chiesa della dozza, mi sembra bellissima, però la chiesa siete voi, la chiesa siamo noi. E tra di noi c'è il credente e il non credente, il buono, il cattivo, il piccolo, il grande, il dotto, l'indotto. Quello che pensa di aver capito moltissimo, quello che dice, ma non si capisce niente. quello che ha l'impressione di dover molto ringraziare il buon Dio per una vita meravigliosa e per quello che è alla vigilia della bestemmia, perché Dio ha fatto niente per lui, secondo lui. Ma tutti, dice Pietro, scrivendo ai suoi fratelli, tutti sono pietre vive. La chiesa non è più fatta di mattoni e di pietre. La chiesa è fatta di persone, di esperienze, di dolori, di felicità, di feste, di paure. La chiesa è fatta da noi che siamo qui, è fatta da tutti i nostri amici che sono benvenuti alla dozza, più quelli che gli stanno dietro. C'è tanta gente che voi inseguite in questo momento con l'affetto del vostro cuore. C'è un amico mio e di Giovanni Paolo che si chiama Bruno, che ha fatto con noi lo scout, io ero il loro capoclan. Poi ha fatto anche il prete, questo Bruno. un prete un po' singolare, ma molto bravo, molto buono, molto intelligente. Poi si è ammalato e questa mattina il padre l'ha chiamato. C'è anche lui, perché la chiesa è fatta di quelli che sono qui e la chiesa è fatta di quelli che sono là, tutti insieme, tutti vicini. E però, capisci, tutti vivi e tutti alla loro maniera. Alla loro maniera. Per cui, la diversità fra me e te può essere enorme, ma io e te bisogna che in qualche modo camminiamo insieme dietro a lui, perché siamo pietre e vite e la condizione perché questa chiesa sia capace di annunciare Gesù è che io e te stiamo insieme, camminiamo insieme, cerchiamo insieme. È la condizione. Bisogna farlo a tanti costi. E quindi, da una parte, essere aperti a tutti e a tutto e dall'altra, volerci molto bene. perché questa roba che si chiama la chiesa deve essere una roba che prima di tutto vuole bene. E vuole bene lo sapete come? Con l'amore di Dio. E sapete com'è l'amore di Dio? Eh, lo si ricorda troppo poco. Bisogna dirselo ogni tanto. L'amore di Dio è questo, che Dio ti ama così come sei. O per dirci, ma guarda come sono ridotto, ma guarda cosa ne ho combinato, ma Dio ti ama così come sei. come te ami, mamma, te ami tuo figlio, così com'è. Così com'è ti fa frignare, così com'è ti fa grontolare, ma tu però te lo pigli com'è. E così com'è oggi gli prepari un pranzo e gli tieni il posto più importante nel tuo cuore. Questo è l'amore di Dio, no? Allora mi pare che così sia questa chiesa che è fatta di pietre vive. E la chiesa com'è fatta? Che hanno fissato duemila anni fa com'era e adesso bisogna tenerela a tutti i posti com'era, ma l'amica era. Perché non è vero? Perché succede che a Gerusalemme ci racconta questa mattina il Ghiatto degli Apostoli, a un certo punto scopre una litigata tra i greci e gli ebrei. in realtà sono tutti cristiani, ma alcuni sono greci e altri sono ebrei. Di fatto sono probabilmente tutti ebrei come stirpe, perché sapete che Gerusalemme è piena di vedovi, no? Anche oggi ce ne pareti, perché un ebreo che è dovuto andare a finire in Messico, in Argentina, che è nato in Inghilterra, molti di loro quando sono vecchiotti vanno in pensione, vanno in due palanche, così dicono ma andiamo a Gerusalemme a passare la vecchiaia, perché la nostalgia e il fascino della terra li chiama e allora ci sono molte persone e siccome però i maschi crepano prima delle donne, dice gli atti degli Apostoli che c'erano molte vedove, come oggi insomma del resto, c'erano molte vedove a Gerusalemme e nasce un litigio perché è tutta povera gente e allora c'è la distribuzione della mese tutti i giorni, è vero? E forse magari dopo la liturgia, dopo il pane spezzati insieme c'è la minestra mangiata insieme per quelli che non ce l'hanno di minestra, però ci sono delle differenze, a pare che le vedove degli ebrei siano tradate meglio delle vedove dei pagani e allora protestano e vanno dagli Apostoli e dicono oh ma c'è questa roba bisogna giustarla e gli Apostoli dicono ma come facciamo a pensare anche alla minestra adesso, devono portare il Vangelo fino in Cina, è vero? devono dire tante preghiere per tanti che ne hanno bisogno, la minestra proprio non ci sta, ma non è che potremmo trovare qualcuno di bravo e pare che inventino lì il ministero del diacono e tirano fuori 6-7 persone di cui uno molto bravo a dire la parola di Dio che però il capitolo dopo cretterà perché parla troppo bene e chi dice troppo la sua alla fine gli tirano il collo è vero? e però inventano il diaconato e nasce il diaconato nella Chiesa cioè la Chiesa nasce nella potenza di questo Signore che la conduce e siccome lui la conduce dentro alla storia la Chiesa continua a essere rifatta e riflasmata dentro alla storia alle sue povertà alle sue scoperte alle sue dolcezze alle sue passioni alle sue paure la Chiesa continuamente si rinnova caperi però fare così è scomodo perché non è che puoi fissare quattro regole e quattro dogmi e puoi dire si va così perché sennò c'è il rischio che nel 1937 quando gli ebrei che erano i pronipoti di quelle vedove di Gerusalemme vengono portati ad Auschwitz e non si è pronti a dire a reagire no ma guarda che ti portano ah ma però sai una cosa che riguarda lo Stato la Chiesa forse non può interessarsene sta attento portano gli ebrei ad Auschwitz cosa dici? e dopo resta una ferita nella memoria è vero? per fortuna c'è qualcuno qualche vescovo che nel 1937 qualche cristiano eppure se ne accorce qualcuno che per salvare qualche ebreo crepa pure lui bene ci sono anche cose buone e dopo e dopo si dice beh non avevamo capito bisogna stare attenti perché? perché il Signore appunto comunica l'eterna verità del Vangelo e la fragilità del tempo la sua parola è antica dice no? e questo comandamento è antico ma è sempre nuovo per cui il comandamento della carità che è antico te ti chiedi e oggi cumela il comandamento della carità a Bologna e com'è in casa mia il comandamento della carità e com'è per quella persona che sta davanti a me non riusciamo a intenderci com'è la carità oggi in questa casa del Padre che è il tuo cuore la tua famiglia la tua casa questa città questa terra questo momento della storia com'è la carità? capite? questa è la meraviglia tremenda e la verità è questo Gesù che continua a rinnovare tutto e a far nuove tutte le cose l'importante è essere sempre nella storia mi pare è una chiacchiera che devo andare a fare all'università in questi giorni bisogna essere viandanti e mendicanti è meglio essere viandanti e mendicanti che professori o anche i vescovi o parroci è meglio viandanti e mendicanti per andare a mendicare da tutti perché tutti hanno qualche cosa da darti qualcosa di buono e da viandanti perché come dicevamo non si è ancora arrivati