La preghiera su questo testo, su questi testi, negli anni, ci hanno fatto come maturare di pensare. La sentivo lontana perché lui è lontano, va lontano, va in alto, seduto alla destra del padre, mi sembrava di non avere posto. Ma le cose nel tempo sono cambiate e quindi la ripetuta lettura e il ripetuto ascolto di questi testi ha provocato una specie di capovolgimento. Com'è per me la festa di oggi? È che lui, seduto alla destra del padre, dice questo è il posto di tutta l'umanità. Non è aver passato un esame, non è essere i primi della classe, non è appartenere a una categoria speciale. C'è tutto l'umano alla destra del padre. Perché come ricordate anche dalla parabola del prodigo, l'unico interesse e l'unico desiderio del padre, di quel padre, che però è Dio, è i suoi figli, di portarseli tutti a casa. Questo lui vuole. Per un motivo molto semplice. Che ci vuole bene. E ci vuole bene con dei privilegi di attenzione. E quindi un bene speciale per i peccatori. Per quelli che per tanti motivi sembrano più lontani, più chiusi. Ma il padre non li abbandona. E' per questo che la festa di oggi, anche liturgicamente, è collocata bene, ma è un certo imbarazzo. Perché va su, in realtà, per quattro giorni. Bisogna che domenica torni giù. Tra l'altro c'è una promessa, no? Giovanni battezzò con acqua. Voi, invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo. Arriva Pentecoste. E che cosa è Pentecoste? Pentecoste è che la festa dell'amore è affidata a te, a te, a te, a me. Per cui, quando gli chiedono al Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il Regno di Israele? Lui risponde, non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dello Spirito Santo, del Pentecoste, che scenderà su di voi e di me sarete testimoni. A Gerusalemme, in tutta la Giudea, la Samaria, e fino ai confini della Terra, fino alla Dozza, fin qui. Vi sarete testimoni. Allora, oggi fa vedere dove il Padre vuole portare tutti e poi si prepara a darci il dono, il regalo, che ci riempie di che cosa? Di amore per tutti. Di amore per la gente. Vieni, facendo una serie di incontri sul tema del carcere e bisognava dire che cosa bisogna portare dentro. Ma io non ho avuto dubbi, insomma. Avevo avuto anche una conversazione con il Vescovo Matteo, lì c'era anche lui che ha parlato subito prima di me. Io non ho dubbi su questo. Questa gente ha bisogno di essere voluta bene. Ve l'ho detto, no? Che sempre di più in questi anni mi sono accorto che quando vado a trovarli lì, non vado a far visita a 600 mascalzoni, ma vado a trovare 600 persone che sicuramente sono state molto meno amate di me. Questo appunto mi ha aiutato a fare quella scoperta, per me è importante, e cioè che l'amore non è una facoltà della natura. Assolutamente. è in modo rigorosissimo un'esperienza della vita. Non mi stancherò mai di ricordarvelo. È un'esperienza della vita l'amore. Perché potrai amare tanto quanto sei stato amato. Uno che è stato molto amato è molto forte. e può restituirne molto. San Paolo dice che è un grande debito che abbiamo. L'amore. Lo dobbiamo perché siamo stati amati moltissimo. Voi tutti che siete qui siete stati molto amati. e lo sapete perché se poi invece nella vita, nel cammino, c'è stato qualche incidente negativo, voi sapete quanto lo si paga. Quanto abbiamo bisogno, siamo affamati, assettati di amore. E il carcere, se credete che sia, una grande sete d'amore. Nella sua verità profonda, sapete. Uno ha combinato una cosa e un altro ha preso quella pena, se tu avvii una conversazione vitale, si arriva subito a quello. E quello che è molto interessante, credente e non credente, l'amore è Dio, però dove c'è l'amore? Lui c'è. Dice, ma non c'è la fede, c'è l'amore? Questo, come sapete, è esaminato nella scrittura evangelica, è chiarissimo, no? Vi ricordate. quella scena che abbiamo tante volte evocato, la fine del mondo, a un certo punto il padre dà una strizzata d'occhio al figlio, e il figlio fa una riunione a parte, dove porta dentro tutti i senza Dio, oppure quelli che hanno creduto in altri dei, o niente, li riunisce tutti. E gli fa quel discorsino del benedetto maledetto, vi ricordate? ve ne dite benedetto del padre mio, perché ho avuto fame, mi avete dato da mangiare, ho avuto sete, mi avete dato da bere, ero nudo, mi avete vestito, ero in carcere, mi avete fatto visita. e loro diranno, ma quando mai ti abbiamo visto? Affamato, settato, in carcere, tutte le volte che l'avete fatto a uno di questi più piccoli, tra i miei fratelli, l'avete fatto a me. perché anche se avrete dato solo un bicchier d'acqua, non perderete la vostra ricompensa. E la cosa curiosa è che per molti padri della Chiesa, questi qui che sono nudi, affamati, asseccati, in carcere, sapete chi sono per questi padri della Chiesa? Sono i cristiani. Perché siccome è andato via tutto, capite? ha speso tutto. E' vero, si sono puntati dal trampolino insieme a Gesù Cristo, e al fine sono un po' ridotti di male, ma grande è la vostra ricompensa nel cielo. E allora tutti gli ateioli del mondo si sentiranno dire, venite benedetti, dai, dai, vieni anche tu, ma non, vieni, no, ma, gli hai dato da bere, gli hai dato da bere. Quando Francesco faceva il servizio, servizio militare, aveva, tra i suoi commilitoni, i suoi compagni, un raccoglitore di arance della piana di Catania. Lassù nel Veneto a fare un inutile servizio militare. allora il colonnello aveva chiamato Francesco e gli ha detto, quando c'è la libera uscita, insegnagli un po', perché ho capito che non sa leggere e scrivere. E allora Francesco, nella libera uscita, ha insegnato al raccoglitore delle arance a scrivere e a leggere. questo qua, tutto contento, così, e come faceva per compensare il maestro? Quando andava alla messa, prendeva la mela, poi non la mangiava, e la dava a Francesco. Francesco odia le mele, e con avidità la mangiava, perché era compenso. Perché, vedete, continuiamo a vivere l'emozione di Dio e della sua presenza anche nei passi brevi della vita, anche in uno sguardo solo. Lui subito è lì ed è celebrato. E c'è un problema nel testo del Vangelo, abbiamo litigato una benzina d'ana, un po' ci è andato ragione. Perché? Dice così. E lui risorto, questa mattina, fisso un appuntamento ai discepoli, sul Monte Alto in Galilea. E' identificato con il Tabor, dove c'è stata anche la trasfigurazione. E loro lì, gli undici, vanno, vanno su in Galilea, vanno sul monte, quando lo videro, si prostrarono, essi però dubitarono. la vecchia traduzione, che voleva salvarmi qualcuno, diceva che si prostrarono, alcuni però dubitarono. E noi abbiamo cominciato a scrivere agli uffici di Roma, per dire, no, guarda che non c'è scritto così. Nella lingua in cui il Vangelo è stato scritto, c'è scritto che loro dubitarono, adorarono e dubitarono. Ma come si fa a metterli insieme, e anche questa settimana il sindacato Prezi, per preparare l'omelia, ha avuto dei frenici, insomma, un po', per dire, ma che cavolo dice? Allora, finalmente, Roma, ci ha dato te, ascolto, e ha tradotto diverso, e dice che quando lo videro si prostrarono e si però dubitarono. E io non sono a fine corsa, quindi non arriverò all'ultima correzione. Voi che siete giovani, stateci attenti, bisogna correggere quel però. Adorarono e dubitarono. E dubitarono. E sapete cosa salta fuori? Che il dubbio non è che voglia dire quella brutta roba che subito si ha in mente. Ne vuol dire un'altra. E cioè che il dubitare, capite, per un cristiano, a partire da Gesù Cristo, è quello di accettare sempre, di vivere in mezzo a un bivio, a un bivio di fuoco. Quello fondamentale, morte e resurrezione. Quello fondamentale, perdono e peccato. Quello fondamentale, malattia e guarigione. Quello fondamentale, povertà, fame e pane spezzato. Il Cristo, il cristiano, vive sempre lì in mezzo. Il verbo non vuol dire proprio dubitare. Vuol dire essere come davanti sempre a un bivio. Dove, fra l'altro, una delle strade sembra inevitabile. Cosa mi parli di resurrezione? cosa mi parli di paradiso? Cosa mi parli di amore? E violentemente sembra che l'altra ipotesi di cammino sia quella unica. Ma non è vero. Lo sai? i morti risolvono. Non dirlo troppe volte perché se no scappo via. Ho un cattivo rapporto con la morte perché ho poca fede. però c'è stato quell'aggiustamento sulla morte. È vero che un po' ci ha cambiato mi sembra in questi mesi. Lo dico per gli stranieri che sono ammesso stamattina. In questa paroglia qui è proibito morire. Quando abbiamo cominciato a sostenere questa tesi c'è stato un po' di imbarazzo perché qualcuno veniva dal parco a dire ma cioè come facciamo? Io lo sapevo per i miei districi con mio papà a 13 anni litigavamo in modo furibondo perché a me seccava moltissimo che si dovesse morire. Lui si la cavava con la tesi malthusiana e siccome avevamo un quadro del trisnonno in una stanza della casa lui diceva se non ci dessimo il cambio avremmo qui il trisnonno Angelo però capivo che c'erano dei problemi di sovrappopolamento anche di però non mi accontentava per niente questa roba fino al punto che si è capito una cosa importante no? che non devi pensare di morire il progetto di oggi è quello di dare la vita perché sei al mondo oggi? per dare la vita per fortuna che ci sei è vero? prima volevano mandarmi fuori per fortuna ho capito che parlavano di questa signora giovanile qui in prima fila che gli davano dei soldi dicendo guarda che regalo ti ho fatto vanno a ringraziare e io ho capito che era lei siccome so che ha questo vizio ho detto ma neanche fritto che ci vanno a ringraziare e sì in tanti modi ho tante circostanze diverse non si muore più si dà la vita però per dare la vita hai capito? devi accettare di vivere nel mezzo quando vai dentro nel carcere ti butti dentro nella reclusione no? che è anche psicologica è anche spirituale e ti sembra di respirare per la prima volta che cos'è la libertà il divio capisci? lui è venuto lì il Cristo è stato mandato lì dove inaspettatamente si è aperta una strada ma lo sai che siamo tornati a volerci bene? ma lo sai che quel mio figliolo è guarito? che sono le buone notizie del Vangelo vivere nel bivio l'adorazione la si fa lì l'adorazione non è un paradiso incantato dove sei fuori da tutti i guai sei sempre al principio di un viaggio sei qualcuno che deve salire oggi io sì non ho il biglietto però non ho le carte giuste vieni vieni anche tu vieni anche tu è come quando la etile è salita in quel treno che la portava verso il campo della sua morte e ha buttato una bottiglia fuori preziosissima con tutte le luci che aveva ricevuto in regalo come è ricca la vita vero? come è bello dare la vita come è bello avere questo senso nuovo della vita uno mi diceva ma però c'è tutta questa preoccupazione per tutta questa gente che arriva dappertutto si è sempre più stretti come faremo soliti discorsi insomma no noi non abbiamo il lavoro perché ce lo portano via loro voi date 35 euro al giorno per questi qui e intanto noi eccetera è difficoltà no no ci è posto per tutti se c'è meno pane è vero l'abbiamo imparato bisogna imparare a spezzarlo però come è più ricca la nostra tavola vero? è essermi da soli ingrugniti con un pane solo siamo in una quindicina con un pane spezzato come è dolce quel pane come ci nutriamo degli sguardi dell'uno e dell'altro ed è questo qui il consiglio che mi veniva da scrivere nella risposta a questa domanda è prova a voler bene a un piccolo se provi a voler bene a un povero la vita ti cambia davvero davvero perché perché entri in quel video lì e scopri che c'è una via di consolazione di pace da sorriso per lui e quando Massimino mi sorride io mi sento non so come il re di Inghilterra ma guarda bene che privilegi mi sorride capite che regalo immenso e questa mi pare che sia la confidenza che nasce dalla festa di oggi sono andato su dal padre è bellissimo voi là vi aspetta tutti mi raccomando vi aspetta tutti è vero e si aspetta anche il suo fonismo alla portinaia che la strozzeresti tutte le volte che passa di lì e vuole anche lei è la Pisa tu per favore è la Pisa tu avete visto la gaffa finale vero poi andiamo avanti nella messa che alla fine siccome lui è salito in alto tutti stanno là con gli occhi su e arrivano due uomini ebrei il posto che si va a visitare a Gerusalemme si chiama ancora così in latino oggi Viri Galilei due uomini della Galilea che dicono ma com'è che state col naso in su ma cosa vi salta in mente bisogna che guardiate in basso perché quello che è salito in alto scenderà scenderà subito e quindi e quindi prova a cominciare a guardarti intorno vero chi inviti a cena questa sera a chi fai quella telefonatina perché l'ultima volta non è stata proprio una frase detta bene possiamo darci un saluto possiamo fermarci un momento puoi venire a cena da noi stasera mi inviti a mangiare una pizza questa sera quanto bene riceviamo e e che bene possiamo rendere perché non dirlo si può rendere bene anche con poche cose anche con un sorriso è lo Spirito Santo eh lì c'è lo Spirito Santo capisci allora è per quello che oggi è la festa è il punto d'arrivo e poi avete visto che non è un caso eh è l'inizio del libro degli atti è finito per Luca il Vangelo dove ha raccontato tutto per bene fino alla fine adesso comincia il libro per te gli atti degli apostoli che cosa dobbiamo fare? e vediamo eh intanto aspettiamo quel cuoco è vero arriva il capitolo 2 quindi entro domenica ce l'abbiamo c'è un sacco da fare sono capaci di fare niente no l'abbiamo già detto cosa bisogna fare com'è che l'hai già dimenticato bisogna voler bene beh c'è bisogno di avere le gambe buone per voler bene bisogna aver fatto il liceo per voler bene bisogna avere i muscoli per voler bene voler bene che roba che roba la roba più grossa che c'è perché è di Dio ha fatto in maniera che lo possano fare tutti capisci che roba è super no? è super questo tuo perché insomma per fare qualche cosa devi imparare eh invece no questa roba qui no puoi farlo sempre vuoi andare a trovare quelli nei carceri ma soprattutto devi tornare a casa tua dove ti aspettano dove non ti aspettano e in qualunque modo tu vai a volerli bene si avvicina Pentecoste bene bisogna prepararsi bene prima di tutto a ricevere ancora una volta il dono di Dio e poi a mettere tutto su un banchettino per dire ora ragazzi ne ho un sacco eh ne volete ne volete ne volete bene pensate la potenza che in questo momento si sta preparando nella parrocchia della dozza roba da massa non sapranno come fare è vero in cattedrale andranno sott'acqua per tutto il fiume che gli manderemo da qui saranno loro a mandarci bene incontriamoci in questo grande volerci bene è il segreto di questo giorno e del tempo che ci aspetta ko若 Grazie.