Per tutti noi è più consueta l'immagine di un pastore che, avendo perso una pecora, la va a cercare, la cerca finché non la trova, la trova e tutto contento la riporta a casa, la riporta dentro lo vive. L'immagine del Vangelo secondo Giovanni è capovolta. Il pastore entra dentro nel recinto delle pecore per chiamarle fuori e per viaggiare con loro. La ragione di questo capovolgimento è una cosa grossa, è la più grossa che è mai successa nella storia dell'umanità e anche nella storia delle culture, diciamo, di tutte le culture. È un fatto che si rivolge come provocazione a tutte le culture, a tutti i sistemi giuridici, a tutte le dimensioni istintive della persona umana. Perché qual è il senso di tutto questo? Il senso di tutto questo è che il primato dell'azione divina, l'accento supremo del suo progetto, è quello di essere un progetto di liberazione. Questo entra dentro e chiamar fuori, capite? È il segno di questa volontà di Dio di tirar fuori tutti. La cosa è così universale che addirittura sembra proprio di poter intendere che il recinto di cui parla Giovanni non è neanche una galera qualsiasi, ma è anzi ai tempi di Gesù il posto più santo della Terra. Perché i termini che usa il Vangelo indirizzano a pensare che quel recinto delle pecore sia in realtà il cortile del Tempio di Gerusalemme. Il posto più santo del mondo è il tempi del Signore. Però anche lì lui entra per portare fuori. Quindi sta succedendo con Gesù di Nazareth una cosa che mai era avvenuta, neanche nella lunga storia dell'incontro tra la santità del Dio Altissimo, del Dio del Sinai, del Dio di Mosè, del Dio della legge dei profeti. Neanche lì era avvenuto. Dunque che cosa sta avvenendo? Perché quello che avviene è il frutto della Pasqua. Questa è la ragione di quello che noi oggi ascoltiamo e celebriamo. Che cosa vuol dire questa morte di Dio? Questa croce del figlio di Dio vuol dire un amore così assolutamente potente da parte di Dio che dà a Dio stesso la possibilità di prendere per mano ogni uomo e ogni donna della terra, di tutte le generazioni, di tutte le fedi e le culture, di tutti gli ateismi e di tutte le sapienze, e ciascuno prenderla per mano e portarla a una libertà nuova. Appunto la libertà dei figli di Dio. È la potenza del perdono di Dio attraverso l'atto supremo di amore di questo figlio di Dio che per tutti noi dà la vita. Per cui capite come poi il resto ogni tanto capita che cerchiamo di ricordare. È così forte l'atto d'amore di Dio che egli acquista una specie di diritto supremo per salvare tutti. E che dunque non ci sia prigione, prigionia, galera, trappola, esilio, scomunica, disperazione che Dio non sappia visitare e dalla quale Dio non sappia liberare. Quindi è l'annuncio di una speranza assoluta e suprema. Questo è il senso della immagine del pastore. Ci sono in realtà poi nella narrazione, anche nelle parole che abbiamo ascoltato oggi moltissimi particolari, tutti molto importanti. Ma adesso noi ci teniamo insomma, ecco, su questa strada centrale, diciamo, su questo sentiero maestro per provare a comprendere dunque che cosa succeda alla Pasqua per notare che quell'ingresso che la domenica scorsa il figlio di Dio aveva fatto nel cammino e nella taverna di quei due discepoli rassegnati a tornarsene a casa di fatto riguarda questa mattina l'intera piazza di Gerusalemme sulla quale, secondo gli atti degli apostoli, Pietro sta concludendo la sua lunghissima omelia. E succede così, infatti, nel Libro degli Atti che all'inizio c'è il ricordo del miracolo di Pentecoste, c'è da parte di questa piazza gente che passa per la piazza, l'ha presa in giro, un po' scandalizzata, nei confronti di questi apostoli che hanno ricevuto lo Spirito e quindi apparlano le lingue e gli altri pensano tranquillamente e scandalosamente questi qui alle nove del mattino sono già sbronzi. Perché questo è il punto di partenza di quell'omelia. A quel punto Pietro ha cominciato il suo grande annuncio della salvezza di Gesù e lo termina con delle parole che abbiamo ascoltato particolarmente provocatorie e severe anche di una severità terribilmente ironica perché dice lui, sappia con certezza tutta la casa di Israele che Dio ha costituito, Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso. Voi l'avete crocifisso come un brigante in mezzo a due malfattori con un processo tutto illegale vendendolo ai pagani ma quello lì è di fatto il Cristo di Dio l'atteso da tutta la storia di Israele la ragione di tutta la vicenda di Israele eletti, pastori, erranti, medio orientali con una storia ricca e complessissima perché bisognava preparare l'evento e l'avvento del Messina viene e voi lo avete crocifisso ma lui è il Signore chi è entrato nel recinto delle pecore? Dio, il figlio di Dio questo è l'avvento della storia perché altrimenti la storia va e continua ad andare con altri criteri con altri ritmi dalla mia famosa maestra di seconda che faceva mettere da una parte della lavagna scritti i cattivi e dall'altra scritti i tuoni dal fatto che noi siamo qui nella chiesa della Dozia e a 150 metri in linea d'aria ci sono i detenuti della Dozia a partire che in tutto il mondo ci sono quindi i dentro e fuori i bravi e i cattivi i premiati e i condannati l'energia nuova che si atturisce dalla pastra di Cristo è che quella linea di divisione va tolta va tolta perché tra l'altro tutti siamo cattivi tutti siamo un po' malati tutti saremmo esclusi ma la potenza dell'amore di Dio è venuta a portare salvezza a tutti questo è il grande cambiamento è roba che evidentemente fa venire le brividi alla schiena perché è chiaro che invece siamo davanti a tutta la storia a tutto il presente a una storia che tra l'altro riguarda anche noi riguarda anche la comunità cristiana insomma non c'è tutto è vero e quindi le guerre la pena di morte le distinzioni razziali le crociate il silenzio davanti allo sterminio nazista insomma via ce n'è no? ce n'è ce n'è ce n'è ce n'è anche stamattina ce n'è non vale la pena cittare poi offendiamoci ci siamo dentro tutti a chi io porto nella mia vecchiaia sulla coscienza il peso delle fatiche che posso aver provocato a tante situazioni a tante anime alle quali ho mostrato una severità di Dio che non corrisponde alla severità nuova che Dio ha svelato nel suo figlio severità eh? perché è molto severo eh? prendere dentro tutti è molto severo eh? si fa fatica allargare il cuore così eh? si fa fatica allargare la testa così per cui anche dentro di noi c'è in realtà questo giudizio questi dentro e fuori solo che per fortuna dice che quando Pietro che è il segno di Gesù che entra nel recinto finisce la sua omelia dice che tutti quelli che l'ascoltano tra l'altro tutta quella quella buona lana che gli aveva detto ma siete già sbronzi di prima mattina alla fine di tutto sentono il loro cuore trafitto ed è interessante perché quella parola lì trafitto è la stessa parola che l'evangelista Giovanni usa per dire che quando arrivano sotto la croce di Gesù e i due vicino a lui sono già morti e i due vicino a lui non sono ancora morti ma lui è morto un soldato prende una lancia e gli trafisce il costato costato dal quale escono sangue e acqua la stessa parola è usata adesso per dire che loro sentono trafitto il cuore il loro cuore perché capite è avvenuta una cosa assoluta e il pastore entrato nel recinto si tira dietro le pecore li chiama una a una e le coinvolge nel suo cammino non solamente da la salvezza a tutti i peccatori cioè a tutti ma li introduce nel nuovo volto della vita capisci adesso la vita è così adesso la sapienza nuova è fatta in questa maniera non è è vero per distinguere e per condannare non è per giudicare e per escludere è molto più severa adesso è per salvare e bisogna riuscire a tirare fuori tutti e siccome lui se ne è andato ha consegnato il suo spirito e in quella mattina in piazza loro hanno sentito quella trafissione che era in realtà in loro il dono dello spirito cioè la partecipazione alla croce di Cristo e dovevano lasciare quella piazza cambiati di testa di cuore di progetto di significato della loro vita perché siamo al mondo intanto siamo al mondo perché lui si è tirato fuori e poi eccetera è bellissimo che questi qui prima così sicuri di sé e dei loro giudizi sono adesso come bambini ma ricordate che erano come bambini anche i due di Emma che avevano perfino paura del buio e dicono no no no non andar via per carità viene la sera resta qui il giorno volge al declino e lui entra per rimanere con noi e anche questi qui sono come bambini adesso e quindi dicono a Pietro ma e ai suoi amici ma fratelli e noi che cosa dobbiamo fare e Pietro gli dice adesso dovete convertirvi cosa vuol dire convertirsi un po' qualche volta cerchiamo di sottolineare questa cosa convertirsi vuol dire voltarsi verso di lui convertirsi vuol dire convertirsi a lui convertirsi vuol dire mettersi in cammino dietro a lui non dietro ai nostri idoli di giustizia di potere di tribunale di potere di esclusione mollare tutti questi idoli e incominciare il cammino dietro a lui e poi dice e poi batteggiatevi ma che cosa vuol dire batteggiatevi e ormai l'abbiamo capito che cosa vuol dire batteggiare essere batteggiati vuol dire morire a una vecchia vita ed entrare in una vita nuova capite dunque che cosa succede no? succede che questi qui che sono chiamati fuori e liberati dal recinto in realtà sono mandati a far che? che cosa dobbiamo fare? è che ragazzi miei vi permetto di dire anche quelli della mia età qualunque sia la nostra povera condizione di poveri peccatori di gente da niente eccetera il progetto che questa mattina Gesù ci riaffida è che di fatto bisogna essere la sua voce la sua tenerezza la sua carezza perché ognuno di voi ha in mente della roba in galera che bisogna tirar fuori quel tuo figlio che si è incavolato e si è cacciato dentro a una galera di tristezza tutto ha fatto lui ha combinato tutto lui porco cane bisogna tirarlo fuori capisci? perché tutti devono essere liberati allora voi capite no? che vita meravigliosa Dio ci dà che impegno altissimo Dio ci dà ne approfitto per dire che mi sta capitando una cosa che per me è molto importante quindi per la vita e cioè che molto per merito devo dire di amici che vi faccio dentro all'ospedale però non sono lì mi capita di essere chiamato a vendere i miei ombrelli in situazioni e davanti a persone che in gran parte non ritengono di avere la fede ho passato due giorni con delle signore ammalate di cancro al seno appunto poi sono andato due giorni al carcere minorile a fare una specie di spettacolo con i ragazzi per i liceali qui di Bologna a leggere dei dialoghi sul silenzio e poi mi sono incontrato con dei malati di diabete e poi con un nugolo di infermiere di totalità che faceva un suo convegno non lontano da qui e insomma per me questa è una gran roba perché loro non non pensano di essere credenti in gran parte diciamo non pensano e non sanno di essere figli di Dio non sanno di questo amore di Dio che è la croce di Gesù il mio amico ebreo quando parliamo della croce perché ci siamo conosciuti così discutendo sulla croce lui della croce ha una fifa sacrosanta perché per lui è il simbolo di una soffrazione subita è tremenda questa e non lo riesco a scucchiaiare fuori da sta roba puoi dire quel che vuoi ma la croce mi ricorda quello magari un po' uncinata ma poi insomma in tanti modi e questo per me è una cosa grandissima ma a questo voi sarete esperti perché anche voi poi nel lavoro nella vostra stessa casa no? Quanta grazia avete anche voi incontro con persone che oggi molta gente sta lasciando la chiesa non vi sembra? Forse vedo io male ma insomma un po' questa impressione ce l'ho ma però bisogna anche dire che c'è un sacco di gente che nella galera della sua vita sapendolo più o meno aspetta una mano eh aspetta una parola aspetta una carezza dico mica che noi siamo capaci di darla ma forse qualche volta possiamo esserne un umile segno ed è per quello provate a rileggerlo qualcuno un po' di tempo e abbiamo anche quel bellissimo testo della prima lettera di Pietro dove dice esplicitamente che quel che Gesù ha fatto per Pasqua è esempio per noi è esempio per noi capito? perché perché questa vita battesinale perché questa vita cristiana sarebbe la possibilità che anche noi possiamo celebrare il nostro desiderio di regalare la nostra vita perché i nostri fratelli i nostri amici i nostri figlioli abbiano la vita e poi ce lo diciamo sempre e che cosa c'è di più vero di più materno di più profondo è questo desiderio di dare la vita come non esserci assolutamente chiaro che non si può più andare avanti a dare la morte magari capite a dare la morte in nome di Dio e questo non si può più quando qualcuno mi dice ma ci denti ragazzi ma in sto vecchio testamento tutti questi morti che ci sono va bene io lascio parlare poi non so dare le spiegazioni da professore e però gli dico sempre una roba e si capisce è per quello che è venuto Gesù perché non si poteva più pensare a tutte queste uccisioni e quindi è venuto lui una volta per tutti a morire per tutti perché noi non possiamo uccidere nessuno perché è già morto lui e quindi non c'è nessuna giustificazione nessuna possibilità di giustificare in qualunque modo ma non l'uccisione in ogni caso il giudizio la violenza l'esclusione perché perché lui ha percorso tutto questo per cancellarlo e per iniziare la vita nuova capito questa è una scommessa formidabile di alla nostra intelligenza alla nostra vita comune alle nostre latra è vero perché bisogna tutto ripensare dato che c'è stata Pasqua adesso è così la messa di questa mattina e questa domenica è così è per questo bene chiuso adesso spero di controllare le mie reazioni imbacucchite abbiamo qui questa mattina il papà e la mamma di Andrea Andrea è un amico che l'altra sera è stato all'improvviso rapito dalla vita è il paradiso insomma ma nella notte all'improvviso io l'avevo incontrato lui aveva preso l'iniziativa di rimanirmi a salutare perché lavorava in un ufficio qui vicino dove io sono andato a portare la benedizione di Pasqua e loro sono qui non ma è è è è è è