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VI Dom.Pasqua 2011 Giovanni_Nicolini-20110529.mp3

Data: 29/05/2011

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Allora adesso chiederei ai nostri amici che fanno la prima comunione di avere pazienza solo per qualche minuto perché quello che adesso cercherò di dire io non lo dico a loro e non lo dico per loro ma lo dico per quelli che sono sul banco vicino a loro. E di tutto quello che abbiamo ascoltato adesso e che ho cercato di mettermi nel cuore e nella testa durante questi giorni c'è soprattutto una frase sola che Gesù dice e dice così se mi amate, se mi amate, osserverete i miei comandamenti. Allora io voglio dire ai papà, alle mamme, ai nonni e agli zii Noi non siamo più in un tempo in cui si può pensare di osservare i comandamenti. Noi siamo ormai in un tempo in cui si osservano un po' i comandamenti se si è pieni d'amore, se no non ci se la cava. E voi forse questo un po' l'avete anche sperimentato, insomma. La legge da sola, le regole da sole sono troppo dure. Noi non siamo capaci. E' stata la cosa più importante che Dio circa duemila anni fa ha capito, quando ha mandato in giro per il mondo questo suo figliolo e gli ha dato precisamente questo compito. Tu adesso, prima di dire le regole, vai a dirgli solo una cosa. Che questo Dio, forse un po' diverso dalle altre, vuole a tutti un grande bene. E vuole bene con quella qualità del voler bene di Dio, per cui non è che ti vuole bene perché tu sei bravo, ma ti vuole bene perché ti vuole bene. E così come sei, un peccatore prete come me, un mascalzoncello come un altro mio amico, lui ci vuole bene così come sia. E' un errore gravissimo pensare che Dio voglia bene a quelli che funzionano. E che sia incapace di voler bene a quelli che funzionano un po' meno e magari proprio per qualche vicenda della vita non funzionano. E allora vi invoglia a stare a quello che nostra mamma ci chiede quando siamo assolutamente pieni del suo amore. Perché? Perché quando nostra mamma ci chiede qualche cosa, noi scalpitiamo, ci arrabbiamo, rispondiamo male, però alla fine dobbiamo come farlo? Perché è come se il volerci bene di nostra mamma ci costringesse a fare quello che lei vuole. O si è evoluti bene o non si riesce a funzionare bene. Questo bisogna che ce lo mettiamo in testa. Io incontro tanta gente che è accusata di non fare bene e di non aver fatto bene. Ed effettivamente dei problemi ci sono. Ma quando tu vai un po' a scavare nella vita di quella persona che non fa bene, scopri che soprattutto quella persona non è stata voluta bene. Io non so se adesso voi avete voglia ancora di mandare i vostri bambini al catechismo. Quello lì ci pensate voi. Io dico semplicemente che il catechismo più grosso glielo fate voi. E se anche c'è qualcuno qui che dice ma figurati, non credo neanche nei radicchi, che è un modo per dire che non ho la fede, è lo stesso. È lo stesso. Perché mica che ti dice che devi avere la fede. Ti dice che devi volerli bene. E quello lì lo fa sia quello che crede, sia anche quello che dice, beh io la fede non ce l'ho. Va bene, ma gli vuoi bene, no? E gli devi voler bene, no? E se non hai la fede, per come conosco bene i miei amici atei, in un certo senso gli devi voler bene anche di più, beh. Perché non ti puoi appoggiare su niente, no? Perché uno potrebbe anche dire da incosciente, beh gli vorrà bene il Padre Eterno. Ma se io non credo neanche in niente non posso neanche fidarmi del Padre Eterno, no? E quindi tutto il bene che quel bambino riceverà, lo riceverà da te. Pensa bene, beh. E quindi questo che è il comandamento più importante della vita cristiana. Figuratevi che l'altro ieri bisognava fare le confessioni. Io sono a FIFA a fare le confessioni e con i bambini poi non se ne parla neanche. Per cui mi sono inventato lì una liturgia della confessione in una certa maniera. E appunto innanzitutto con loro abbiamo stabilito che c'è una cosa sola che il buon Dio ci chiede. Che è quello di volere bene. Che se poi uno vuole bene è a posto. Che c'è un vecchio padre della Chiesa che si chiamava Sant'Agostino. Che si chiama Sant'Agostino. Che è arrivato addirittura a dire, beh, ama e poi fa quel che vuoi. Oila. Eh ma era furbo, eh. Era furbo. Eh, lo sapete quella cosa che vi ho raccontato un'altra volta delle motociclette, no? Che in casa mia ci regalavano, ci regalavano le motociclette, gli automobili, ci regalavano le automobili, ma noi figli non potevamo andare in motocicletta. Risultato. Tutte le serie io e mio fratello quando gli altri riposavano uscivamo, prendevamo a Nolo quelle motociclettone guzzi che avevano come quella ruota del salumiere, no? In mezzo e via che si andava. È vero, con quegli occhiali che usavano una volta con la gomma, che ti facevano tutta nera la faccia. Poi si ritornava dentro, tutto a posto, restituivamo al noleggio. Nostra mamma la mattina ci trovava, anche con gli occhi così, non ci diceva niente. Oh, va a sapere. Una sera che torniamo, mentre viviamo in casa, mio fratello mi dice, qui c'è qualcosa che non funziona. Secondo me la vecchia, che era un modo di chiamarla mamma, non va a dormire finché non torniamo. No, va, ma cosa dice? Siguaro, ho visto che chiudeva l'imposta. Oh, per colpa di quell'imposta non siamo più riusciti ad andare in motocicletta. Lei non ci ha mai detto niente, noi l'idea che lei non andasse a lezzo, è vero, se non tornavamo, borsa a nulla mamma, ma non ci siamo più andati. Perché quello che ci ha costretto era la sua preoccupazione d'amore, capite? E quindi bisogna volergli un bene immesso. E fargli capire che tutto è così sempre il frutto dell'amore, che persino quella maestra di quarta, che è una maestra da mandare a picco, però è la maestra che ci è capitata, anche lei, poveretta, con tutti i suoi limiti, fa un atto d'amore perché prima non sapevamo niente di geografia e adesso qualcosina sappiamo. Perché anche imparare qualche cosa è un grande regalo. E quindi, vedete, nella nostra vita noi abbiamo ricevuto sempre regali, regali, regali. Da Dio perché, oh, per esempio siamo al mondo. Secondo me con tutte le grane che ci sono, insomma, è meglio esserci. Io perlomeno, per ora, sono abbastanza contento di essere al mondo. È vero. E poi a partire da lì tutti, tutti i regali, regali. Uno ci ha insegnato a leser, uno a scrivere, uno ci ha fatto vedere una città, un altro è venuto a cercarci una sera e stavamo un male da maledetti. Insomma, un sacco di angeli che Dio ha mandato continuamente per volerci bene. E il bello della nostra vita è come in qualche modo la somma di tutto il bene che abbiamo ricevuto. Allora, ieri, sono andato a vendere degli ombrelli nel Veneto, per fare le mie solite chiacchiere inutili, e uno a un certo punto mi ha detto, ma se tutto è bene, se tutto riceviamo, ma allora che responsabilità abbiamo noi? Perché riceviamo tutto. E mi sembrava che si dovesse dire certo. Alla fine, se proprio sei convinto che è così, e cioè che tutto hai ricevuto dall'amore, hai una sola responsabilità. Voler te. Perché l'unica cosa che io posso fare per tutto quello che ho ricevuto, che cos'è? È quello di restituire qualche cosa dell'amore immesso che ho ricevuto. Oggi non si scherza, la scommessa è questa. La scommessa è questa. Ecco, è per questo che voi siete i primi veri catechisti dei vostri bambini. Perché siete catechisti anche quando gli date la minestra, no? E siete catechisti anche quando discutete sul fatto che a questo punto della scuola è meglio un po' mettersi a posto, insomma. È quasi la fine, dai. E in tutto, in tutto, in tutto, voi li volete bene. In questo modo fondate la vostra vita sull'unica pietra solida che c'è. Perché le leggi non sono delle pietre solide. Le leggi sono buone e fanno bene se ce le dice l'amore. Ma se ce le dice il vigile, dimotevi. È vero. Io ho passato la mia vita di autista a segnalare sempre alle macchine che stavano incontrando la polizia, no? È vero. Finché invece mi parla la mamma di Martino, una roba così. Loro vedevano continuamente delle macchine che gli facevano fric, fric, fric, fric. E allora dice, ma cosa abbiamo? Forse stiamo sbagliando qualche cosa, due povere signore, innocenti. Ah, dice, per fortuna c'è la polizia. Si fermano e dicono al poliziotto, scusi signor poliziotto, ma abbiamo forse qualcosa di sbagliato? Perché tutti ci fanno il segnale. Poliziotto, poveretto, mezzo svenuto. No, dice che segnalano la legge che non ha l'amore. Bene, ma voi invece segnalate solo le regole dell'amore. Mi pare che loro, anche questa mattina, sono qui festeggiati dall'amore di Dio. È vero, e l'amore di Dio non potranno assolutamente capirlo, se non attraverso di voi il vostro sguardo, le vostre mani, le vostre parole, il vostro silenzio. Qualche volta forse un po' di pianto nascosto e la carezza della vostra vita. Grazie.