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+VegliaPasqua2020-omelia-GiovanniNicolini-Crevalcore 20200411-15.mp3

Data: 11/04/2020

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Io voglio prolungare la vostra fatica, anche se vi piacerebbe dilattare lo splendore pure stasera. Lo dico per comunicarvi un piccolo scherzo che in questi giorni ho combinato, spero non contro nessuno, ma da tempo meditavo su questa ipotesi. Per cui le letture che abbiamo ascoltato, celebrato questa sera, nei giorni scorsi le ho capovolte. E invece di partire da Genesi, dall'inizio per arrivare a stasera, ho provato a fare il viaggio alla rovescia. E da questa sera, dalla bellezza di questa sera, ho provato a fare un piccolo cammino, con un tentativo anche di umiltà e con molta memoria dei miei peccati, che mi portasse all'inizio. Invece che dal principio alla fine, insomma, è come se avessi camminato dalla fine al principio. E perché ho fatto questo? Perché la sistemazione mirabile, magistrale, secondo la Chiesa, delle scritture, che anche questa sera abbiamo proclamato, vanno da un principio molto molto lontano. Tra l'altro quelli che se ne intendono non perdono mai l'occasione per dire che forse è inevitabilmente piuttosto vago, piuttosto lontano, piuttosto da rivedere, fino a questo oggi, che è il fatto che in questo momento ci vediamo, insomma. E siamo qui, la concretezza. Ma appunto questo era molto tempo che consideravo di provare a rovesciarlo. E cioè che per capire l'oggi bisogna risalire al principio di tutto. E quindi devo dirvi che questa sera la nostra assemblea, anche per ragioni terapeutiche, è così ridotta. Di fatto per me è stato un cammino importante, perché quello che nei giorni scorsi avevo cercato di mettere un po' nella mia modestissima preghiera, questa sera ho un po' vissuto. Per cui mi sembra poi di dovermi dire alcune piccolissime cose, molto semplicemente. e cioè che tutta questa parola, bisogna dirlo continuamente, parla a noi, a me, a te, a noi, e parla di noi. Che cosa dice questa parola? Dice chi siamo? Qual è il bene che il Signore ci vuole? Quali sono le nostre ferite? In che modo Lui ci tende la mano? In che modo anche questa sera ci porta con sé? Ci sana, ci consola, ci illumina. È il presente di Dio. Quello che sto chiedendo in questi giorni è proprio questa grazia della assoluta attualità di Dio. Dio non è un ricordo, è un presente. Dio non è una interpretazione del passato, ma è un'accoglienza di quello che sta accadendo. La bellezza della tua vita è che lo Spirito del Signore con potenza ti porta dentro alla sua stessa vicenda, alla bellezza del suo dramma e della sua storia, allo splendore della sua morte e della sua risurrezione. E tutto questo ti viene donato. Non è una cosa del passato che bisogna capire come oggi la si può capire e accogliere. è quello che sta avvenendo. Tu sei dentro a tutto il mistero del Signore nella sua interezza, nella sua intensità divina, nella sua assoluta potenza. E facendo il cammino alla rovescia, non più da Genesi ad Apocalisse, ma al rovescio, dall'Apocalisse alla Genesi, tu pian piano riscopri o scopri o con stupore o con commozione, sorridendo e piangendo, vieni a riscoprire ancora una volta questa parola parla appunto di te a te. Se hai il ministero della testimonianza e della predicazione, questo ti dice che cosa il Signore ti chiede di comunicare ai tuoi fratelli, alle tue sorelle, ai tuoi figli, alle tue figlie, che cosa è molto importante che tu possa dire loro. La realtà assoluta. Non c'è nessun avvenimento più concreto del Vangelo di Gesù. Chiediamo al Signore la grande grazia di non lasciarci deviare. Se c'è un'attualità, se c'è un'urgenza della storia, se c'è qualche cosa che anche i quotidiani più sparati non possono avere ancora avvertito, è quello che l'antica parola che si fa eternamente nuova in questa sera ti dice. E mi pare che sia questo che anche le circostanze ci suggeriscono. ci diciamo queste due piccole cose tutte da rivedere, fra l'altro, dal vostro consenso e soprattutto dalla realtà profonda della vostra fede. Sono destinate a tette persone. Vedete quanti posti ci sono. non so se poi sempre i posti delle nostre chiese si riempiranno, ma voi, probabilmente molto più di me, con molta più intensità, profondità, partecipazione, voi siete pieni di gente. Siete pieni di trami e di speranze, di richieste e di paure, di cose inevitabilmente troppo grandi per noi, davanti alle quali ci sentiamo sempre, sempre più sproveduti, sempre più vicoli. Ma, ecco, il cammino che questa sera vi permetto di consigliarvi, di intraprendere, è questo cammino rovesciato, diciamo così. Partiamo da questa sera, da quello che occupa il tuo pensiero, il tuo cuore, la tua preoccupazione, la tua coscienza, dalle persone che si arrampicano sulla tua vita per avere una risposta che altrimenti nessuno può dare a loro. Ebbene, se sei messo così, la cosa importante, capisci, è fare con loro questa strada che li porti alla spiegazione di tutto. non da Genesi ad Apocalisse, ma dall'Apocalisse di oggi, con le sue misteriosità, i suoi drammi, le sue fatiche, alla luce sempre più semplice e serena della prima pagina della Sacra Scrittura e soprattutto dalla prima nota della tua preghiera. preghiera, com'è, è importante la tua preghiera, perché è la tua preghiera che riporta tutto alla realtà più semplice e più profonda della storia che è il Vangelo di Gesù. È questo che il Signore aspetta, è questo che il Signore vuole da ciascuno di noi per tutti. Essere oggi testimoni del Vangelo è la scommessa suprema. Quello che le generazioni future, i nostri figli, i nostri bambini, ma accanto a noi anche i nostri poveri, le persone anziane, tutti aspettano i malati dell'ospedale. Che cosa hanno bisogno di ricevere da te la tua semplice e assoluta testimonianza del Cristo? E non è che su questo bisogna avere fatto dei grandi studi, mi sembra. Bisogna che semplicemente ci sia un grande amore e una grande povertà dello Spirito. Nella preghiera di domani mattina chiederò come faccio tutte le mattine al Signore e oggi che cosa posso dire, come devo dire. E chiedo a Lui che dall'Apocalisse a Genesi mi porti a tutto quello che posso tradurre nell'umiltà della storia di oggi e nella mia grande inadeguatezza a tentare ancora una volta di dare testimonianza al Signore del Vangelo e al Vangelo del Signore. In fondo è molto bello permettetemi di dire anche questo che stasera come da un po' di tempo succede la Chiesa sia proprio vuota certamente anche in forma un po' artificiosa e vuota per delle ragioni che non riguardano il Vangelo però proviamo a raccoglierla anche come un simbolo di tutto questo. è un segno della grande povertà in cui vive la gente al di là delle illusioni degli inganni delle finte la gente è molto povera noi abbiamo un dovere immenso nei loro confronti proprio per il dono enorme che abbiamo ricevuto allora questa sera mi sembra di potervi semplicemente comunicare questa mia preoccupazione e questa mia speranza questa grande amicizia nei vostri confronti che mi rende quieto e acquietato su una vostra buona volontà certamente superiore alla mia però credetemi vale la spesa vale la pena oggi decidere di riportare tutto il dono che abbiamo ricevuto da questo altare alla piazza che è davanti al mondo che ci aspetta per dirgli che noi nella nostra miseria e malgrado la nostra condizione di peccatori abbiamo trovato il tesoro della verità e della pace quello che vi permetto di augurare a voi io ne ho molto più bisogno di voi è proprio quello che ascoltando la tua voce la tua parola guardando il tuo gesto custodendo nella memoria leggo della tua preghiera con loro e per loro possano questi nostri fratelli e sorelle figli e figlie di un oggi in fondo così incerto tribolato eppure secondo me pieno di speranza da te aspettano l'augurio affettuoso e che tu sia la voce di questa parola del Vangelo