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Natale-notte-2013-omelia_Giovanni-Nicolini-20131225(24).mp3

Data: 25/12/2013

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Testo dell'Omelia

Gesù è la grande pazzia di Dio, è un adempimento delle profezie pazzi. Il profeta diceva che il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce, si aspettavano una grande luce e quando deve spiegare cos'è questa grande luce dice perché un bambino è nato per noi. Ecco, lo splendore e il travaglio del Natale è provare a mettere insieme queste due cose. La grande luce è in realtà una vicenda piccolissima di una persona piccolissima, appunto di questo bambino. E tutta la nostra fede è appoggiata a questo. Quando addirittura dice che è venuto per fare giustizia, per spezzare il gioco, per spezzare la sbarra sulle sue spalle, bisogna pensare proprio in questa direzione. che è quello che spezzerà ogni gioco e ogni violenza, ogni potere oppressivo, è la piccolezza di Dio. Il dato fondamentale della fede del Natale è quindi Dio povero, Dio piccolo. non bisogna aspettarsi ancora un nuovo grande capo. Non è la via giusta, non è la via della salvezza. Ci sono stati uomini grandi che hanno fatto grandi cose, ma non hanno sciolto l'enigma e il dramma della storia. E anche noi cristiani sono solo i primi duemila anni della nostra fede, quindi noi siamo ancora all'archeologia, però non siamo riusciti. E quindi fatalmente ci siamo lasciati attrarre e sedurre da una inevitabile competizione con le potenze del mondo, per sembrare noi magari più potenti, in ogni caso più belli, poi più giusti, poi più buoni. Insomma, per essere anche noi nella gara di chi è il primo. ma questa gara non conduce alla salvezza e alla pace. In questa gara del mondo ci sono un sacco di esclusi. Tutti quelli che non riescono a fare la corsa, che non hanno fatto le scuole, che non hanno un patrimonio, che non sono molto intelligenti. E sono fuori gioco però anche quelli che non sono abbastanza virtuosi, abbastanza casti, per esempio. Tutti fuori. Invece, vedete? lui ha fatto questa manovra capovolta. È diventato il più piccolo. In maniera che se c'era uno che diceva, no, io non ho posto, non c'è posto per me. Dice, guarda che sono io però. Quella luce sono io. Ho fatto in modo, cioè, di essere il più piccolo e il più povero. In maniera che non ci sia né povertà né peccato che escluda dalla potenza della salvezza di Dio. Se bisogna essere bravi, siamo fuori quasi tutti. Invece, bisogna semplicemente questa sera accettare la nostra povertà e accettare la povertà l'uno dell'altro. Perché la grande severità del giudizio di Dio sta precisamente in questo. E cioè che presso di Lui e intorno a Lui c'è posto per ciascuno e per tutti. e quindi non una storia selettiva, non una competizione di potenza o di virtù, ma non importa. Anche quello più bravo tra di noi è sempre quello che vince. Invece, capovolgendo la storia, Lui è riuscito a stabilire che tutta l'umanità ha un posto assoluto nel cuore di Dio. In questo senza limiti ogni credente e ogni non credente ogni virtuoso e ogni peccatore di qualunque fede religiosa di qualunque ateismo. In quanto uomo e donna di questo mondo amato da Lui che prende la nostra carne e si mette all'ultimo posto, capite? Questo è decisivo. In maniera che per entrare nel regno adesso è necessario essere piccoli. Ah, dici, per me è facilissimo. Ma combinato niente di tutta la mia vita. Ah, io, non è anche la fede. Oggi sono stato due ore vicino a una persona difficile che che non ce la fa. Ma sono certo che c'è un posto prezioso anche per Lui che ci sta andando. tutti voi che siete qui questa sera io per primo tutti noi abbiamo un posto nel cuore del Padre e siccome la misura non è la grandezza ma la piccolezza più uno è piccolo più precede. Tutta la sua vita sarà così. Tutta la sua vita. dei dubbi fortissimi messi nel buon costume farisaico un'accoglienza affettuosa per la donna peccatrice un gradimento nella casa del pecatore Zaccheo fino all'ultimo sacrificio della vita in mezzo a due malfattori posto per tutti senza condizione senza condizione per cui quello che potrebbe essere fino a questa sera il fallimento della mia vita la mia inevitabile minorità quello che di fatto non mi fa degno di essere parte di questa assemblea si capovolge io sono qui per quello sono qui per quello sono qui perché evidentemente in altre prospettive in altre misure io non ho posto e accanto al dio della grande filosofia o della grande teologia io sono un perduto ma in questo dio che si fa bambino ecco c'è un posto per me questo mi pare che sia l'elemento fondamentale di tutta la nostra fede dio si è fatto povero il più povero di tutti e quindi ogni povertà di qualunque genere essa sia è aspettata e accolta non ci sono tessere di ingresso né esami semmai rovesciati ma tutte le volte che questo bambino crescendo si misurerà con le folle sarà inevitabilmente attratto e sedotto dalla povertà della gente ricorderete quella volta che i suoi vanno per la prima volta a cercare di dire qualche cosa di questo Gesù tornano tutti stanchi contenti lui dice beh andiamo un po' riposare prendono una barca per andare in un posto segreto ma la gente come noi capisce dove loro vanno e quindi li precede per dei sentieri e delle scorciatoie e quando la barca arriva il posto doveva essere un tranquillo riparo e riposo è pieno di gente che l'aspetta e lui davanti a questo weekend fallito guarda questa gente e ha compassione di loro e dice il Vangelo perché sono come pecore senza pastore e allora scende in mezzo a loro la nostra povertà è irresistibile per noi le nostre presunte virtù le nostre presunte grandezze vanno esaminate con un certo sospetto invece ciò con cui possiamo avere confidenza è la ferita della nostra vita confiente perché la chiesa è fondamentalmente un popolo di poveri e voi comprendete che io sto cercando di ampliare il significato e la portata di questa povertà perché possa arrivare anche alla tua e possa arrivare anche alla mia per cui qualunque obiezione tu sentissi per quello che riguarda l'accesso a questa ipotesi abbattila subito perché quello che tu hai e pensi giustamente come difficoltà diventa però per lui il motivo della sua nascita questa sera e fino alla fine del suo sacrificio d'amore a conferma di tutto questo sentite la bellezza di questa parola che Paolo scrive a un suo amico a un suo figliolo e gli dice figlio mio è apparsa la grazia di Dio questo Gesù che è apparso nella storia lui lo chiama la grazia di Dio la grazia di Dio vuol dire il regalo di Dio il regalo che Dio ha fatto all'umanità è questo Gesù che dice è apparsa la grazia di Dio che porta salvezza a tutti gli uomini è scritto qua non è che c'è un esame non c'è un processo non c'è un rendiconto non c'è la salvezza è per tutti e tutte le volte che tu limiti questa apertura di Dio tu aggredisci il Vangelo e se qualcuno ti ha in qualche modo emarginato giudicandoti ha aggredito il Vangelo e ha negato la potenza di Dio perché è detto fra noi ma che potenza è premiare chi se lo merita e condannare chi si è comportato male questo avviene dappertutto noi poi siamo la parola del carcere siamo una tipologia assoluta di questa faccenda ma non è così è così per le misure delle sapienze mondane ma questa sapienza nuova capite che si è insinuata nella storia e che io chiedo al Signore questa sera che possa entrare veramente nel nostro pensiero e nel nostro cuore perché bisogna stare molto attenti sapete perché poi basta un niente che il tuo fratello l'hai già giudicato basta un niente è così istintivo questo spirito di ribalsa di vittoria che scappa continuamente fuori non perdiamo questo consideriamolo il peccato più grave dimenticarci della potenza di questa misericordia e vedete dopo magari se avete un momento di tempo ancora andate a vedere il nostro bellissimo presepio è bellissimo innanzitutto per il suo autore che è una persona che si pensa e si dichiara non cristiana tant'è che avete visto è un presepio un po' imbarazzante perché chi presiede la liturgia normalmente la notte di Natale da là in fondo può venire avanti portando questo bambino lui ha detto no ma io non ci credo mica questa roba e quindi lui non ha fatto neanche il bambino pensando che sia Dio dice io faccio una maternità e quindi ha fatto mamma e bambino è una mamma con il suo bambino dopo che chi ha fatto il presepio preoccupato che un po' si vedesse gli ha messo addosso un velo azzurro insomma per dire la torniamola un po' perché si capisca che è una roba speciale però questo che ha dovuto pensare il nostro amico dato le sue strutture di pensiero la sua interpretazione della vita rende tutto ancora più bello perché perché di fatto quel bambino tra le braccia della sua mamma è una simbologia assoluta di un Dio che si è consegnato alla nostra umanità fino a nascere dalla nostra carne e quindi Dio non si può più pensare se non insieme non puoi stagare il bambino dalla mamma non puoi devi lasciarlo altrimenti tradisci il bambino gli fai una violenza spaventosa e la mamma la privi del suo tesoro mamma e bambino insieme capite? vuol dire noi e lui perché noi abbiamo generato questo bambino che è Dio e quindi certi insieme certamente non si può più pensare Dio diversamente non si può più pensare Dio se non nella carne di questo piccolo e nell'esistenza umana di tutta questa persona per tutto l'arco breve della sua vita così si deve pensare necessariamente per cui in realtà ormai si deve e si vuole pensare alle cose di Dio bisogna pensare alle cose nostre a perdono alla pace alla condivisione alla possibilità di spezzare il pane insieme con gioia alla possibilità di cercare punti di pace verso tutte le culture le fedi le raste e questo questo adesso è il mistero di Dio non si va a proiettarlo fuori dalla terra ogni tanto qualcuno grida al miracolo ma noi siamo il miracolo noi siamo dentro a questo miracolo perché tutto adesso è riempito da lui è fatto nuovo adesso la vita anche nelle sue prove più delicate e difficili è chiamata a diventare bella l'esperienza che ognuno di noi sta facendo è che in realtà non c'è più che questa possibilità di una separazione del male e del bene metta con una linea dei buoni e dei cattivi no non è così ognuno di noi ha dentro qualche cosa di buono ha dentro anche qualche cosa di cattivo e Dio si è contaminato nella povertà della nostra carne perché ogni esistenza e ogni vicenda fosse illuminata dalla speranza è una scommessa interessante non ci sono tenebre così tenebre che non ci sia nascosta in quella tenebra una gemma preziosa una scintilla meravigliosa di luce noi siamo chiamati ad essere così come possiamo gli uomini e le donne della speranza e quindi quelli che non accettano quella divisione netta perché noi che abbiamo tante complessità tortuosità oscurità dentro di noi abbiamo ormai conosciuto questa luce che non ci ha condannato ma che ci ha accarezzato e visitato e quindi noi non possiamo più entrare in quelle vecchie interpretazioni non possiamo più giustificare la guerra non possiamo più giustificare la pena di morte non possiamo più accettare la drammatica differenza tra le tavole imbantite dell'emisfero settentrionale e la troppa fame dell'emisfero meridionale non possiamo più accettare i blocchi non possiamo più accettare che la pace venga salvata perché tutti ci armiamo l'uno con l'altro fino ai denti e quindi per la paura della guerra forse non spareremo per prima non si può più andare avanti così non si può più e tutto questo si riproduce anche nelle pieghe più quotidiane più immediate della nostra vita nella nostra casa nei nostri ambiti familiari nel rapporto tra l'uomo e la donna nella condizione dei piccoli nella vicenda di noi anziani dappertutto dappertutto e quindi il Natale inaugura questa sera per ciascuno di noi questa grande scommessa e questa grande avventura tu sei importantissimo nel posto dove vivi dove lavori sei importantissimo per fortuna ci sei perché lì l'annunziatore della pace sei tu e non sei l'annunziatore della pace invitando ad andare a dottrina ma semplicemente nell'umile liturgia della vita di tutti i giorni nei gesti più comuni dell'esistenza lì adesso c'è la scommessa della speranza questo è il motivo per cui noi questa sera celebriamo questa grande luce prima di tutto certo perché anch'io vorrei avere un posto nel cuore di Dio e poi perché di questo posto noi possiamo essere gli umili annunciatori diciamo ma come faccio a annunciare il Vangelo dai un posto al tuo fratello nel tuo pensiero e nel tuo cuore lascialo parlare prima di dargli addosso non spaventarti della sua razza abbia il coraggio di aprire una mensa di casa tua e così via evidentemente come il nostro presente qui quest'anno vuole rappresentare vedete qui c'è tutto tutto parte da quell'angelo che annuncia alla fanciulla di Nazareth è vero e da lì comincia quella storia che fa di lei la madre di Dio e poi c'è tutta la sua vicenda fino al farsi piccolo piccolo piccolissimo e c'è la croce là dietro per dire quale sarà l'ultima piccolezza di Dio la croce la croce come pienezza dell'amore come rivelazione piena del perché questo bambino nasce questa sera qui tra quel bambino e la croce il ponte la linea il richiamo è assoluto perché è nato perché ha la vita per darla per dare la vita e in mezzo c'è questa mensa dove ancora una volta noi trarremo nutrimento della nostra piccola e povera vita l'interesse urgente adesso è che questo non resti nei muri della nostra chiesa venga a casa tua venga a casa tua e anche se tu mi dici ma io non ho la fede no bene non hai la fede però sei una persona buona ricca che ha avuto un'esperienza interessante nella sua vita fanne una tavola imbandita prova a guardare perché forse non avevi ancora capito che le persone che sono intorno a te sono tuoi fratelli e le tue sorelle prova a ripensarci un momento anche se tu vieni a dirmi che non hai la fede mettiti dentro a questo gioco se ti interessa dunque è una sera speciale e quindi tutti sono invitati ognuno di voi è invitato questa sera non si tiri indietro e quindi per eccezione e nella piena responsabilità del parruco della dozza non so se lo conoscete chiunque questa sera vuole vivere in pienezza il mistero del Signore fino al nutrirsi dell'eucaristia lo faccia perché almeno una volta all'anno bisognerebbe celebrare che dal dono di Dio nessuno è escluso tutti sono attesi e ognuno e tutti fortemente desiderati dalla mano e dal cuore del nostro tenerissimo Signore di Dio di Dio