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Natale-giorno 2016-GiovanniNicolini-Dozza 20161225.mp3

Data: 25/12/2016

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

In questa notte, commentando il Vangelo e anche guardando questa barchetta che è dietro le mie spalle, abbiamo cercato di cogliere come l'avvenimento del Natale sia il fatto che Dio, nel suo Figlio Gesù, sia imbarcato. E' entrato decisamente e totalmente nella vicenda strana, stupenda e drammatica dell'umanità. Ed è salita su questa barca così com'è, e come l'ha trovata stanotte questa barca. Ho visto che Francesco, il Vescovo di Roma, questa notte si è molto lamentato, ha espresso un gemito profondo, soprattutto per la condizione dei bambini, dei bambini di tutto il mondo. Ne ha anche segnalato le più traumatiche sofferenze, le ferite più profonde, l'umiliazione più grande e quindi anche la compromissione della loro stessa crescita. Bambini che sono evidentemente vittime di disegni che non possono certo essere loro a mettere insieme e ne ha condurre disegni di morte e di violenza senza confini. Tutto questo nella liturgia di oggi ha un suo avanzamento. La dove abbiamo ascoltato dal testo evangelico di Giovanni, un testo evangelico ricchissimo e molto complesso, di cui però prenderemo una sola frase. Quando dice che il verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi. Il verbo è la parola di Dio, è la parola creatrice di Dio. Dio disse sia la luce e la luce fu. E nella fede già dei padri ebrei c'è la importanza assoluta del rapporto tra Dio e la sua parola, perché la sua parola crea e compie quello che Dio vuole e dice. Il verbo di Dio si è fatto carne. Questa è la fede cristiana. Nella pienezza dei tempi Dio è entrato nella nostra carne. E per questo lo stesso pianto dei bambini che il Papa citava questa notte è ormai drammaticamente il pianto stesso di Dio dentro a questi bambini. perché se nella notte potevamo dire che Dio si era imbarcato sulla barca della nostra storia, oggi in modo più diretto e più profondo bisogna dire che Dio si è imbarcato in ognuno di noi. e che quindi Dio adesso è presente perché è presente in ogni creatura umana. Usando questo termine carne, un termine quasi imbarazzante, l'Evangelista ha voluto ricordare in modo preciso qualunque condizione umana. Il termine carne esprime la natura umana nella sua dimensione più generale, più generica, più complessa, più avvolgente. E quindi ogni carne, ogni condizione umana, ogni vicenda, ogni situazione, credenti, non credenti, di ogni cultura, di ogni razza, di ogni nazione, di ogni interpretazione morale della vita, di ogni vicenda. Mi faceva impressione ascoltarlo anche nel nostro carcere. E capivo Dio presente, attendato, insieme, in mezzo, a quelle vicende di tristezza e di dolore. Dio, dunque, in ognuno di noi. Capite? In ognuno di noi. Dio che non è più il Dio delle religioni, perché è uscito dalla sua immobile altezza e si è in Cristo gettato nella storia. Giustamente, come altre volte ci siamo detti, molti dicono che noi non siamo una religione, perché le religioni sono fatte per coprire una distanza, perché Dio è in alto e io sono in basso. E quindi, per avere un rapporto con Dio, devo io volere e riuscire ad arrampicarli fino a Lui. Ma il Dio di Israele, il Padre di Cristo, segue un altro itinerario. Non aspetta che noi saliamo da Lui, perché Lui scende da Lui. Il Verbo si è fatto carne. Dio adesso abita nella intimità, nella povera intimità, nella povera tenda, nella povera barca della vita nostra e di ciascuno di noi e di noi tutti insieme. Dio, sempre. Una presenza di Dio che evidentemente stabilisce e definisce la misura infinita della sua misericordia. Questo bisogna che oggi proviamo a dircelo chiaramente. Rispetto ad alcuni anni fa, mi perdoni il Signore se sottolineo troppo, ma lo sento necessario, rispetto ad alcuni pochi anni fa, per il ministero del Vescovo di Roma, la fede cristiana ha fatto un enorme passo. Perché Dio non è presente solamente in quelli che si comportano bene e che se lo meritano e che credono in Lui e che dicono le preghiere, ma in tutti. ascoltavamo ieri sera una parola dell'Apostolo Paolo che appunto, sanotte, che appunto diceva che il Cristo è il dono di Dio, la grazia di Dio che opera la salvezza di tutta l'umanità. io non voglio adesso entrarne in particolare, però lo avvertivo stamattina nei miei amici del carcere e lo avverto in me stesso. E dico questo anche per permettermi un piccolo consiglio. Siccome il Verbo si è fatto calme, il Verbo di Dio e cioè il Figlio di Dio, il Cristo vive dentro di noi. Permettetemi di dire che è importante questo ricordarlo. Se tu parli, se tu cammini, se tu sorridi, se tu piangi, Dio è partecipe di tutto questo. Vecchio ormai come sono la cosa che mi fa più paura è essere solo. Non voglio. Non voglio. È venuto ad abitare anche in quella povera tenda che sono io. di Dio. Io ho detto altre volte che una volta avevo un rapporto terribile con la mia morte a motivo della mia poca fede e anche per qualche vicenda forse non luminosissima, non opportuna, forse quando ero ancora bambino. ma io adesso non ho paura della morte. Ho paura di morire da solo. Questo sì. E certo che quando penso di avere paura di morire da solo mi fa piacere pensare che in quel momento tu mi veda e ti chieni su di me. Certo. Ma questo tuo chinarti su di me sarebbe semplicemente il segno, la conferma, la celebrazione che Dio è con me. L'importante è non essere soli rispetto a Lui. Perché se tu sei con Lui tu sei con tutti. Capisci? Perché siccome Lui è con tutti capite? E questa cosa è stata una manovra straordinaria che Dio ha fatto in certo modo per costringerci all'amore o perlomeno per darci tutta la responsabilità perché quando io voglio bene a te voglio bene a te e voglio bene al Signore che è in te e voglio bene al Signore che è in me e se siamo molto diversi di pensiero di cultura di interpretazione della vita però quello che è fondamentale ci unisce perché è il Cristo che abita in te è il Cristo che abita in me ha fatto bene il Papa a protestare lamentandosi per i bambini ha fatto bene ogni persona capite è sacra possiamo bene facciamo bene a genitulettarci se passiamo davanti alla custodia del Santissimo ma è davanti a ogni creatura umana che dobbiamo giocchiarci a partire dalla creatura umana che in modo più impressionante assomiglia a colui che la abita e quindi certamente i tivi i peccatori i poveri i lontani e permettetemi di dirlo noi stessi non stiamo soli non stiamo soli capite dalla celebrazione di stanotte sapete siamo finti che bellezza che bellezza dopo dimmi pure che però io sono un peccatore che tu sei un sciagurato che con questo non andiamo d'accordo di quel che ne hai voglia ma tanto è stato detto quello che è decisivo che siamo tutti figli e che non c'è nessuno che non sia figlio di evidentemente i miei amici e i miei fratelli atei quasi per primi nella mia attenzione e volete sapere lo scopore lo scopore con il quale sempre di più proprio in queste persone che non hanno bisogna anche ammetterlo che non hanno il dono della fede vedo come Dio costruisce in loro meravigliosi presenti nelle loro parole nei loro silenzi nei loro sorrisi come per ogni creatura umana capite la scelta che Dio fa del suo presentio che roba Dio che ha la scelta in te e allora capisci però che se il presentio è questo e se questa è la barchetta tutte le parole che tu dici come tutti i silenzi tutti i pensieri tutti i movimenti della tua vita tutto è enormemente prezioso tu capisci perché appunto quindi nessuna persona può essere eliminata esclusa uccisa nessuno ma è chiaro che se la cosa è così diventa problematico il fatto che io oggi abbia da mangiare e tu no che io oggi abbia vicino chi mi consola e tu no capite come ci unisce immensamente capite come ma lo sapete meglio di me ho detto l'ultimo qui come fede disastroso è vero capite come in questo senso la vita è meravigliosa come la vita è divina il verbo venne carne e venne da vitale in noi non in mezzo a noi non è abbastanza non è ben tradotto in noi e quindi com'è la tua vita anche nei suoi particolari nei suoi tempi è importantissimo e come quindi però andando malissimo le cose perché credo che stiamo vivendo un Natale pessimo no quella mia mania della storia mi fa ogni tanto in questi mesi pensare a che storia si racconterà e si scriverà nei libri di questi anni in cui viviamo noi cosa si dirà dell'Europa cosa si dirà di quei barconi che le nostre mamme hanno voluto far per esempio cosa si dirà del nostro non capire che è mio fratello e la sua stessa povertà è quel cielo che lui mi dà per ricordarvi che abbiamo lo stesso padre vita straordinariamente importante che mi spinge oggi anche a dirti una cosa cioè in fondo anche davanti a colui che non crede non preoccuparti troppo e siccome abbiamo avuto questo grande cosa per la quale Dio è sceso nell'umano e si manifesta nell'umano dai importanza al tuo sguardo e valorizza lo sguardo che l'altro ha dai importanza all'opera umile delle tue mani e stai attento alla bellezza di come opera con le sue mani in qualunque modo vadano le cose capite prezioso è quello che stiamo vivendo dunque buonissimo Natale buonissimo Natale con una piccola raccomandazione può capitare di piangere certo anche il piatto è diviso anche il Cristo ha piatto come tutto l'umano l'ha attraversato tutto però stai attento non arrivare mai a dare un giudizio negativo della tua vita non farlo male ma come si fa mi permetto di suggerirti una cosa che io non sono capace di fare così non hai dei dubbi però ho visto con certezza e per questo ve lo dico che ogni prova della vita è una provocazione alla carità è una provocazione all'amore è una provocazione alla comunione profonda con tutti quelli che in ogni modo stanno peggio di te e tu oggi per il peso che devi portare puoi sentirti venire alla loro mezzo e anche questa messa capite che noi stiamo in questo momento celebrando ha una possibilità di accoglienza infinita infinita vi ho fatto più volte cedere ultimamente anche alla stessa comunione sacramentale cioè al corpo sangue di Cristo è impossibile ci sia qualcuno che ne è escluso può darsi che ci sia qualcuno che il Signore non ha ancora accompagnato ma non ha accompagnato lui ma io non posso dirti tu no ma io non ricordo in Africa un prete distribuiva la comunione è arrivata una persona una donna giovane lui mi ha guardato e ha detto tu no puoi io mi sono sentito crepare e la cosa sapete cosa mi è servita per dopo perché non sempre tutte quelle le persone che vengono a fare la comunione sono dentro proprio alle regole in corso e qualche volta io lo so ma se lui o lei vengono io non me la sento di dirlo tu non puoi perché mi sembra di capire che c'è una presenza dentro quella persona che al di là dei suoi pensieri sentimenti intenzioni c'è e sento l'amabilità e insieme la severità di quello sguardo ma chi è per te se Dio ha osato abitare in ciascuno di noi ma chi sono io per giudicare te bellissimo no pochi giorni l'elezione a Vescovo di Roma quel giornalista che gli fa una domanda un po' provocatoria su una situazione morale complessa e il Papa che gli risponde ma che cosa vuole che le dica sono un peccatore io certo certo la bellezza di questo aver scelto lui noi il peccatore come ha fatto Pedro intanto per noi e poi proprio per manifestare quello che questa notte ci stupiva perché ci siamo ricordati che la parola presepe è il termine che vuol dire la parola mangiatoia dove è venuto a nascere perché per loro non c'era posto oh mica scherzo eh c'è una condizione umana dove Dio non può abitare non credo c'è una storia umana nella quale Dio non vuole entrare non credo non credo posso non capire come faccia a sopportarmi questo non faccio fatica però ce la fa e forse anche tu puoi dirmi che ce la fa anche con te e benino vero? sì benino con classe perché tutte le volte che combina un guaio lui risponde con una carezza di misericordia qualche volta avrei anche voglia che funzionasse meglio la regola dei pregi fulgatorio anni e su e giù e pericolo ma non è così tutte le volte che combina un guaio lui dilata la sua misericordia è l'esperienza che abbiamo qualche volta la cosa è stata un pochino fraintesa un po' confusa non dovete avercela con chi vi ha servito male abbiamo secoli di cattive abitazioni però adesso adesso con umiltà ma con una certa fortezza bisogna accettare di entrare nella braccia di lui che è una braccia di amore che non conosce né distinzioni idee eliminazioni per cui anche lui e anche io che bellezza oggi gli siamo graditi e te che dici mamma mia che disastro non trovo dentro nessuna roba abbossa lui gradisce di abitare in te e con te di abitare di abitare di abitare di abitare di abitare diciamo di abitare