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BattesimoDelSignore-omelia-GiovanniNicolini-20140112(26).mp3

Data: 12/01/2014

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Certe volte mi paremmo voglia di chiedere come mai siete così tanti, ma poi bene, forse non tutti ci conosciamo, ma siamo tutti figli dello stesso padre, va bene così. Ma io ho un po' navigato queste parole durante la settimana, però poi mi sono lasciato sedurre, insomma, convincere da un passaggio che è nel testo del Vangelo e che solo Matteo ricorda tra gli evangelisti. E che è questa opposizione che Giovanni Battista pensa di porre al fatto che Gesù vuole farsi battezzare. Dice lui venne per farsi battezzare, Giovanni però voleva impedirglielo dicendo sono io che ho bisogno di essere batteggiato da te e tu vieni da me. Ma Gesù gli rispose lascia fare per ora perché conviene che avventiamo ogni giustizia. Allora egli lascia fare. Tra l'altro è un testo molto isolato in tutti i sensi perché non ci sono altri riferimenti nelle scritture né dell'Antico né del Nuovo Testamento che richiamino questo tema, questo problema, insomma. E questo allora mi ha sempre più convinto che una sosta bisognava che la facessimo qui stamattina, quindi su questo soprattutto mi fermerò. Perché questo ci dà la vera misura di Dio. Notavo con un senso di ironia che anche i redattori della festa che hanno scelto scritture, salmi, sfugono un po' al scandalo che viene posto da queste parole e quindi fanno tutto grandioso, insomma il salmo responsoriale, un salmo clamoroso, bellissimo, tutto bellissimo per dar gloria a Dio. Solo con un piccolo particolare, cioè che il padre è tutto contento e si dà gloria a Dio per questo passo che Gesù fa immergendosi nella piccolezza e nella povertà della condizione umana. Perché questo è il problema. Giovanni Battista ha ragione quando dice, beh, ma sono io che devo essere battezzato da te, tu vieni qui a farti battezzare, insomma, no? Dice, è una masnada di peccatori, sono tutti della povera gente. Tu, cosa ci fai qua? E allora lui gli risponde, aspetta, bisogna che per ora avventiamo ogni giustizia. Questa è la parola sfida nella scrittura di oggi. Qual è la giustizia di Dio? È vero? Ossettivamente se ci interrogassimo a botta risposta diremmo per esempio che Dio è giusto perché pulisce i colpevoli, premia i buoni, dà a tutti la possibilità di convertirsi. Ecco, noi penseremmo così, insomma. Noi istintivamente penseremmo così. È necessario fare una trasmutazione di pensiero. Nel senso che la giustizia di Dio si svolge, si compie, perché Lui è venuto a collocare tutti gli uomini e tutte le donne della terra nell'orizzonte della sua giustizia. Non che loro si siano convertiti a Lui. Prima di tutto è Lui che si converge a loro. Questo problema della conversione di Dio era presente anche nelle profezie antiche. Per esempio Isaia con molto coraggio dice, convertiti a noi e allora ci convertiremo. Cioè se tu non ti pieghi verso di noi che cosa possiamo fare? E quindi la percezione di un Dio chinato c'era. E che in qualche modo Dio qualche cosa dovesse fare. È arrivato fino al grande esito fallimentare della legge del Signore e Gesù è quello che pone la crisi della legge di Dio. Perché? Perché come dirà San Paolo, la legge è santa ma non salva nessuno. Dice che cos'è il male e il bene ma non è che risolve il problema. Anzi, arriva a dire addirittura la legge è l'orizzonte in cui risplende il peccato con tutta la sua forza. Se non ci fosse la norma, forse il peccato non verrebbe mai in mente. Siccome invece c'è la regola, no, sì, no, sì, si vede il peccato. Però non si risolve. E quindi noi siamo questa mattina in un punto nodale, in uno snodo fondamentale del mistero della storia di Dio. E dovremmo dire un punto di crisi. Siccome adesso noi diciamo che siamo in crisi. Ecco, benissimo. Questa è la crisi di Dio. È in qualche modo il naufragio di tutto un suo percorso che lui ha fatto nei confronti di questo piccolo popolo di pescatori, di pastori, anche pescatori, per portargli una parola buona. E in questo Israele si sentiva già del tutto gratificato. Gli altri popoli erano tutti schiavi di divinità spaventose, orrende, violentissime. Invece a loro aveva parlato Dio. E questo era quello che li aveva costituiti come popolo di Dio. A noi Dio ha parlato. E tuttavia però, nel corso del tempo, si viene a capire che bisogna che succeda qualche cosa perché così com'è non basta. Non basta che tu mi dica che questo è giusto e questo è sbagliato. Bisogna che succeda qualche cosa perché mi trovo sempre dalla parte sbagliata. E allora ecco che la festa di oggi è questo Dio che sceglie la parte sbagliata. E che entra decisamente nella parte sbagliata. Laddove ci sono tutti i poveretti, poveretti in tutti i sensi, ma permettetemi di dire, soprattutto anche in una direzione, e cioè dei poveri peccatori. Tiene per noi Dio. Tiene per noi. O voi siete delle bravi persone. Io non sono una brava persona. Io sono un peccatore. Ed è per questo che ho una certa conoscenza di Dio. Perché di Dio conosco ampiamente la misericordia. Tutta la mia vita è la storia della sua ricerca che lui incessantemente ha fatto di me, andandomi a trovare nei miei labirinti, nelle mie passie, e tutte le volte mi ha preso per il colpetto e affettuosamente e energicamente mi ha riportato a casa. E quindi di fatto per me Dio è certamente il Dio della misericordia. Se uno mi dice all'improvviso il Dio della giustizia, mi sento un po' perduto. Dico Dio mio, se questo qui fa i conti sono fritto. Allora il battesimo del Signore è la festa di questo cambiamento del mistero di Dio, che sicuramente c'è da sempre dentro di Lui, ma piano piano doveva essere manifestato, rivelato, consigliato. Siamo qui, siamo arrivati qui. Dio deve cambiare, perché se resta quello della legge siamo tutti perduti. E invece dice qui la cosa enorme, che Lui vuole la salvezza di tutti. Perché tutte le persone del mondo, come cerchiamo sempre di ricordare qui, a qualunque religione, cultura appartengono, sono tutti figli di Dio. Tutti figli di Dio. E quindi Dio, questi figlioli, se li vuol portare tutti a casa. E come fare? Ecco, l'azione suprema di Dio è Gesù. Lui nella pienezza dei tempi manda Gesù, e Gesù che cosa deve fare? Deve fare del bene a tutti. Fate attenzione stamattina, ancora una volta, alla parola che si dice nella formula della consacrazione del pane e del vino. Quando si consacra il calice, chi deve presiedere a questa liturgia, deve dire che questo sangue è versato per voi che siete qui, e per tutti. E per tutti. In remissione dei peccati. Quando noi fra poco arriveremo a quel punto della liturgia, pensate che tutta Bologna, e tutto il mondo sarà assolto. E senza condizioni. E senza condizioni. E perché tutto questo? Perché Dio ha deciso che siccome non riesce a cambiare il volto e la storia dell'umanità, per provocare questo, lui verrà con l'atto più forte che Dio può compiere. viene a regalare la sua vita. E come fa a regalarla? La offre. La offre. Gesù è Dio completamente offerto a te. E quindi non importa se tu non gli vuoi bene, perché Lui ti vuol bene. Non importa se tu non credi in Lui, perché Lui di fatto ha fiducia su di te, fa fiducia su di te. Non importa se tu di fatto non hai mai incontrato le vere vie della pace, perché Lui le ha preparate per te. O noi ritroviamo questa via della grazia assoluta e della potenza assoluta della misericordia di Dio, o altrimenti il cristianesimo è destinato a un certo naufragio. Questo bisogna dirselo. Invece non è destinato al naufragio, perché è la parola e la forza della misericordia. E quindi in realtà, malgrado la comunità cristiana, certe volte sembri così aridamente rigida, così esclusivista. È vero. Tanto che, oh, ma per andare in paradiso, ma che fadiga, ma che fadiga. È vero. Il che però contraddice in modo radicale il disegno di Dio è quello che Lui fa per noi. Perché Lui invece incessantemente riapre la porta e apre la strada. Purtroppo abbiamo perso anche la vista di tutto questo. È vero. Da qualche mese stiamo recuperando qualche cosa per i fatti che sono successi, insomma, no? E che ormai, sapete bene, non è neanche necessario ricordarli. Però non c'è dubbio. Si respira da un po' di tempo una attenzione nuova al mistero stesso di Dio e al fatto che noi non possiamo fare niente per Lui e niente neanche per noi, ma è Lui che fa tutto per noi. Allora, capite, il gesto di questa mattina è fondamentale. Ed è fondamentale anche per la definizione di questa assemblea. Mi chiedevo ancora, come vi dicevo, o chissà perché siamo così tanti? E forse perché c'erano molti peccatori che avevano bisogno di radunarsi. Perché noi, essendo la Chiesa, noi siamo una comunità di peccatori. Questo deve essere chiaro. Se questo non è chiaro, si genera, in mezzo alle culture, ai popoli, una confusione tremenda, pericolosa, che potrebbe essere grande responsabilità nostra. Se qualcuno pensasse che noi siamo una comunità di giusti, che noi sì che ce lo meritiamo, che noi sì che siamo bravi, e questo sarebbe in qualche modo il naufragio della fede cristiana. La fede cristiana, invece, è la gloria del peccatore ed è la gloria dei poveri. E quindi la comunità cristiana non può essere che una comunità di poveri. Uno lo sarà in un modo, uno in un altro. Ma noi siamo gli esperti della misericordia di Dio. E qualunque cosa, quindi, gli chiediamo, lui ce la dà. E questo ha anche delle conferme, molto belle, molto importanti. Per esempio, Pietro, nella sua predichina degli Atti degli Apostoli, in verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone. È una parola difficile da tradurre dal testo originale greco. e sostanzialmente è una parola che vuol dire non solo e non tanto che non fa preferenze di persone, ma è uno che non si lascia né incantare né commuovere dalle grandezze. E quindi fa decisamente un'altra scelta. Ed è un'altra scelta di potere. Notate bene. È una scelta di potere. Non è una rinuncia al potere. È il vero potere. Quello che noi abbiamo sperimentato e continuamente sperimentiamo. È vero anche in casa nostra. Noi una persona la possiamo anche sgridare, punire. Ma quando in realtà la conquisteremo? Se non quando realizzeremo la speranza di una parola, di un dialogo, di un'intesa, della possibilità di ripresa di un cammino, no? Altrimenti può darsi che teniamo un ordine esterno, è vero, tipo prigioni della doccia, ma non risolviamo certo il problema del cuore umano. Mentre invece quello che ci ha convinto è quello che le nostre madri, i nostri padri hanno fatto per noi. Tutti quelli che si sono chinati su di noi nel nome di questo Dio della misericordia e dell'amore sono stati potentissimi con noi. Ci hanno del tutto conquistato, ci hanno vinto. Io sono un cattivo prete, però mi sono giocato la vita questo affare. Perché? Perché mi ha sedotto la potenza di questa sua misericordia. mi ha affascinato. A me è sempre piaciuta molto la filosofia, mi è sempre piaciuta molto la politica. E però questo è la strada che mi ha metto così, alla ricerca in caccia, di dire ma c'è una soluzione? C'è una soluzione al problema? C'è questa soluzione. C'è. E l'ho trovata appunto in questo mistero del Signore che dice al suo amico Giovanni Battista lascia fare. Perché dobbiamo andare fino in fondo nella giustizia di Dio. Perché la giustizia di Dio, cari fratelli e care sorelle, è l'amore. L'unica vera giustizia è volere bene. Perché altrimenti si tratta sempre di giustizie molto magre, molto scheletriche e molto vendicative, sapete, del tipo chi rompe paga, insomma, no? che però non cambiano il cuore delle persone, se non con dei tentativi di meccanismi, di terrore, di vendetta, di ricatto, ma la forza più grande che ci ha invaso. È stata sempre la forza di chi ci ha accolto ad ogni condizione, di chi ci ha sempre perdonato, di chi ci ha fatto capire che non potevamo che comunicare da noi tutto quello che avevamo ricevuto. E qui allora, accanto a questo primato della misericordia e quindi della nostra povertà visitata dall'amore di Dio, nasce l'altra categoria di pensiero fondamentalissimo che è il dono. Il dono. Nei termini tecnici la chiamano la grazia. La grazia. Vuol dire una cosa gratis, vuol dire una cosa che tu hai solo ricevuto, è una cosa che non si può né comprare, né conquistare, né rubare. No, o l'hai in regalo o non ce l'hai. Ebbene, questa grazia di Dio ha avvolto tutta la nostra vita. Proviamo a ripercorrere tutta la nostra vita a partire da coloro che ci hanno regalato la vita perché ci hanno generato nelle vie della natura, della fisiologia e di tutti quelli che insieme a loro sono stati distributori straordinari del dono di Dio. Perché ognuno di noi, credetemi, in quello che c'è di buono, di positivo, in quello che possiamo dire di speranza e di positività della nostra vita, non è altro che il frutto di tutto il bene che abbiamo ricevuto, di tutto il grande dono che è stata la nostra vita. Tanto che ci sono figure anche del nostro passato che continuano a governare la nostra esistenza e il nostro cammino. Perché? Perché di loro non tanto ricordiamo la sapienza o la cultura, ma certamente come hanno fatto di tutto quello che erano dono a noi. Quella persona è stata un grande regalo e questo, vedete, è il compito precipuo della comunità cristiana. Lo stesso annuncio del Vangelo. È impossibile darlo. È impossibile. Ogni tanto, in questi ultimi trent'anni, saltava fuori che dicevano bisogna fare una nuova evangelizzazione. Ma dicevano ma è interessante questo qui. stiamo a ascoltare. Dopodiché cominciava la nuova evangelizzazione e dicevano non si può grattare la schiena alle ragazze. Ma che Vangelo è? Non è una gran bella notizia. Quella lì, semmai, è una rinuncia e può essere anche piuttosto pesantina, no? Ma è perché si diceva nuova evangelizzazione ma si continuava a ribadire la legge. Ma la legge non è il Vangelo. Il Vangelo è la infinita carità di Dio. Questo è il Vangelo. Questo è il Vangelo. Il Vangelo è quella potenza del suo dono che fa di te appunto desideroso di trasmettere il dono che hai ricevuto. e però anche nei confronti dei nostri figli abbiamo qualche problema di coscienza perché c'è un piccolo dubbio annidato in un angolo riposto dalla nostra coscienza ma gli ho dato la bellezza del Vangelo o gli ho dato le regole? È eterno dibattito che continua a esserci. Inevitabile non riesco a togliermelo del cuore. Perché? Perché solo nella misura di un tono immenso di amore gli potrai dire quali sono alcune regole principalissime dell'amore perché questo è il bello che succede che facendo lui prevalere semplicemente l'amore che ne è delle vecchie regole? Eh, lo sapete, no? Sono diventate semplicemente regole dell'amore. Perché non si deve rubare? Perché non bisogna portare via la donna di un altro? Perché non si deve impreccare? Perché si deve amare. E quindi se tu ami eh? come diceva il vecchio Sant'Agostino ama e fai quel che vuoi. Eh, si rendeva sicuro lui su questa sponda. Perché? Però è sicuro che se tu ami non uccidi se tu ami non rubi se tu ami perdoni se tu ami apri il cuore della tua vita e della tua casa se tu ami c'è già dentro tutto, no? È vero? Ed è per questo che Paolo dice che tutte le cose finiranno ma abbiamo già invece la cosa ultima si potrebbe osare di dire che abbiamo Dio perché hai l'amore non c'è una cosa più grande che il Signore poteva regalarti sai l'amore è quella cosa grande vero? Dice dammi una prova di che cosa sia l'amore ebbene devo dirti molte volte ho desiderato dare la vita per i miei figli poi dopo sono un canchero vizzoso pazzoide però se mi guardo fino in fondo e questa qui non è roba mia sai è roba che mi è stata regalata e quando vedo la gente intorno a me di chiesa non di chiesa cattolica non cattolica come amorevolmente e appassionatamente stende la sua vita io in quel momento intendo che Dio abita dentro di loro dice non credono neanche nei radicchi l'ultima volta che sono andati a messa è stata 48 anni fa in occasione della prima comunione e ha sette amanti tedesi sì però c'ha l'amore ha l'amore perché questa è la presenza fondamentale nella nostra vita allora vedete il battesimo di Gesù è il suo deciso lasciarsi irrappire dalla potenza dell'amore anche qui c'erano dei precedenti molto interessanti forse ricordate la vicenda del deserto di quando il popolo di Israele faceva danare continuamente prontolavano l'abbiamo già ricordato qualche volta e un giorno Dio prende Mosè e gli dice ma senti siamo stufi non se ne può più questi qui continuano a romperle scatola lasciamoli qui noi ce ne andiamo rifacciamo la partita è buona ma Mosè gli dice io però non ci vengo come non ci vieni no io sto con loro è una cosa grossa perché l'offerta era di andare con Dio ma lui con Dio non ha voluto andarci e la cosa è stata così forte che ha convinto Dio che anche lui doveva portare pazienza perché Dio in realtà è il Dio della pazienza appunto perché è il Dio dell'amore e anche quindi nel deserto della vita il più grosso il più grave e dice ma qui mi mollerà perché più di così non poteva combinare ma lui non abbandona non abbandona mai questa è la potenza nuova che è stata liberata allora vedete anche una robina come la nostra parocchietta di periferia che senso ha non lo so finiranno anche le parrocchie perché noi preti stiamo tutti crepando non le fanno di nuovi e quindi non so comincerà a dire la messa qualcun altro insomma però le cose certamente rimpiccioliscono rimpiccioliscono ma allora dico più in piccolo ma nella palazzone dove abiti tu sei lì per essere il segno della gentile potente misericordia di Dio perché quella gente di quel palazzone questo te lo dico confidenzialmente è tua è tua il rapporto che loro possono avere con te non è equiparabile al rapporto che tu hai con loro perché lui te li ha affidati come figli suoi amati come suoi fratelli e in quel palazzone dove tu abiti ci sei tu allora che segni puoi dare che parole che silenzi puoi celebrare che sguardo puoi mostrare è la nostra responsabilità altro che continuare a dire se uno è così è fuori se uno è cos'ha non può fare la comunione se uno è così allora niente non si può più andare avanti è così dalla festa del battesimo del 1914 bisogna aprire una pagina nuova da adesso a Pasqua sorvegliatemi perché la mia intenzione sarebbe di fare esperienza insieme con voi e tutto quello che il Signore nelle prossime domeniche farà e dirà per noi non è altro che questa fioritura potente del suo volerci bene perché anche noi usciti da qua riteniamo che questo sia veramente il compito grande e grave della nostra vita dice ma non è fare giustizia sì ma come dicevamo però come dicevamo cioè fare in maniera questa è la giustezza di Dio e nessuno resti fuori dalla possibilità di avere una mano in cui mettere la sua mano non ci sia mai nessuno che viene abbandonato alla tristezza o alla violenza del suo cuore non basta non giudicarlo l'ultimo giudizio dobbiamo arrivare all'ultima giustizia qual è? è un mio fratello quello è un mio fratello la festa del battesimo è anche la festa del nostro battesimo la festa del nostro battesimo è la festa di questa malattia contagiosa ammalato d'amore la donna del cantico dei canti ci dice malata d'amore io sono questa malattia d'amore ci si è felicemente comunicata è una malattia molto pericolosa perché è fortemente rapidamente prendibile è vero e uno non si accorge neanche l'ha già presa si è caduto dentro e poi bisogna dire che di per sé sarebbe preoccupante perché ha un implacabile indirizzo letale si muore d'amore però appunto voi ricordate quello che noi abbiamo stabilito per la nostra parrocchia e cioè che in questa parrocchia lo dico anche per gli ospiti di una giornata se c'è qualcuno che è passato qui solo per caso è vero nella nostra parrocchia come loro sanno è proibito a morire qui nella zona doccia non si può perché qui tutti bisogna che regalino la vita non bisogna lasciarsi prendere dalla morte bisogna regalare la vita in maniera che se la morte questa sera suonasse il campanello di casa e dicessi ma c'è che c'è quel prestaccio questa qui ma vieni pure sarebbe bello che dovesse trovare niente perché il prestaccio e ognuno di noi e ognuno di voi si è già dato via tutto e quindi la morte non trova niente da insercare ma cosa hai trovato morte? niente ho trovato era già tutta spesa la faccenda è l'augurio migliore che possiamo darci all'inizio della nostra trottata ormai verso la Pasqua grazie a tutti grazie a tutti