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Epifania-omelia-GiovanniNicolini-Dozza 20170106.mp3

Data: 06/01/2017

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

E come vedete, il Vangelo non è una dottrina, è un avvenimento. E non è un avvenimento fissato in modo definitivo in una certa storia. Il Vangelo è l'avvenimento che continuamente si propone. La sua attualità è versicinosa. E solo con la luce e la potenza dello Spirito Santo si riesce in qualche modo a cogliere qualche scintilla, qualche suggerimento. Sempre con la consapevolezza che tutto quello che noi possiamo trarre dal Vangelo è pochissimo. Rispetto alla ricchezza infinita, a questa fonte di Dio perenne. Bisogna che ci pensiamo molto a questo tema problema della parola di Dio. Bisogna a tutti i costi recuperarla, riportarla, anche in chiesa. Ma magari anche a noi, sul nostro comodino si dice, ecco bene, per dire che insomma c'è anche proprio un contatto diretto. E qualche volta intorno alla mensa di casa nostra, e per strada, e nelle vicende della nostra vita, non c'è niente di più bello e di più sublime del Vangelo di Gesù. Chiediamo oggi con particolare intensità che questo sia riscoperto dalla comunità cristiana, anche per l'enorme responsabilità che abbiamo. Ho vissuto un po' così tutte le festività del Natale. Voi a celebrare la meraviglia della salvezza in una situazione mondiale segnata da divisioni, da sprezze, da ingiustizie, da violenze. Uno spavento, ma soprattutto, io dico, una grande responsabilità. Ma possiamo sottrarci a questo. E la parola evangelica che abbiamo ascoltato ci dice, no, in termini molto semplici, è vero questa responsabilità. Questa gente che viene da lontano. I magi del brano evangelico, sono tre, sapete, non si sa quanti erano. Gli smette sempre in tre perché si ricordano i tre doni che hanno portato, ma il loro numero non è specificato dal Vangelo. E quindi rappresentano molto di più. Rappresentano questo cammino dei popoli, è vero che misteriosamente intendono la via che porta alla salvezza e alla pace. E che cos'è questa stella che ha condotto i magi? Oh, sono state date tantissime interpretazioni. L'interpretazione mi sembra più diretta, più semplice, più matura, è quella che noi abbiamo trasferito in quella preghiera, vi ricordate, del lume celeste, che abbiamo per un anno intero, fatto come preghiera di congedo nella nostra liturgia, che oggi compare, invece nel messale, come preghiera conclusiva della messa dell'Epifania. E quindi questo lume celeste che conduce i popoli è lo Spirito Santo, è lo Spirito di Dio, che è venuto a fare da tutta la mondanità, da tutta l'umanità, un'unica famiglia. E' quello che Paolo, avete sentito, con parole bellissime, annuncia scrivendo ai cristiani della chiesa di Efeso, il grande mistero che non era stato rivelato prima, e che in Gesù, come all'improvviso, ha balenato e ha illuminato la storia. E questa è la volontà di Dio. E le genti, cioè tutti i popoli, tutti i popoli della terra, le genti sono chiamate in Cristo Gesù a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo, a essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo. In altro luogo, Paolo descrive questo avvenimento ricordando che prima c'era un muro di separazione che metteva il popolo della prima alleanza, i padri ebrei da una parte e tutti gli altri dall'altra parte. Ma scrive Paolo ancora che Gesù, che è la nostra pace, è venuto e ha abbattuto il muro di separazione per fare dei due, ebrei e tutto il resto, un unico popolo. Ecco questa pace che abbatte il muro, capite? Che chiama, che richiama. E dicevano in un discorso ieri del Presidente degli Stati Uniti, è vero che dice che adesso il muro, è vero, lo si costruisce proprio, lo pagheranno quelli che sono tenuti fuori dal muro, insomma. E si capisce che non va una cosa così, non può funzionare una cosa così. E in questi stessi giorni abbiamo saputo che una roba che noi qui a Bologna avevamo cambiato, avevamo trasformato, viene rimessa alla moda, è vero, dal nuovo governo, con delle giustificazioni, delle attenuazioni, ma è quel posto dove chi non è a posto viene messo dentro per essere poi rispedito indietro. Ed è curiosa, tra l'altro, la distinzione, no? Tra chi può e chi non può. Perché dicono che possono venire qui quelli che fugono, eh, per motivi anche gravi, politici, di persecuzione, ed è più che comprensibile. Ma quelli che sono qui solo per fame, quelli bisogna rimandarli indietro, perché non hanno diritto di essere accolti. Ma io non commento, insomma. Le cose mi pare che si commentino da sole. Allora, mi pare che oggi si veda, insomma, che anche Bologna, come Gerusalemme, è illuminata da questa grande stella dell'Epifania di Dio che vuole donarsi a tutti i popoli della Terra. Ed è la grande responsabilità di Gerusalemme è quella di essere il luogo dove si colloca questa luce. Perché dopo si parla male del comune, magari anch'io parlo un po' male del governo, però non è, non sono queste le realtà sul quale Dio ha puntato. È Gerusalemme, è la città santa, è la parrocchia della dozza, è la parrocchia della dozza. Non possiamo andare a protestare in quartiere perché il quartiere non accolte. Dobbiamo chiedersi, io per primo, devo chiedermi, che accoglienza riceve qualcuno che suona alla porta di casa. E io per primo devo confessare e qualche volta mi sento come un postale insomma del campanello e quindi anch'io non so, ecco, non so tanto neanche come fare. Devo continuare ad andarmi a confessare perché sono completamente privo dell'amore di Dio. E lo rispondo continuamente, la durezza del mio cuore. E quindi non è che io festeggi oggi la festa dell'epifemia dalla parte giusta, assolutamente no. Ringrazio Dio per questa festa che viene, è vero, e per quello che è delicatissimo di importante, dice. Ma tanto queste qui che arrivano da lontano, sono andati dietro a questa stella che non si sa bene cosa sia, in ogni modo sono arrivati. E adesso però ci fa una domanda, noi siamo venuti qui perché dicono che è nato uno che è il capo di tutti, quello che ci metterà tutti insieme. Sapete dov'è? Chi li ascolta? Da una parte è Erode e dall'altra, quelli che Erode andano subito a interrogare che sono il mondo religioso di Gerusalemme. I scrivi, i sacerdoti, è vero? Ma cosa c'è scritto? Ah, dice, dicono che nasce a Betlemme, e Betlemme è una cittadina che ai tempi del Signore era a qualche chilometro da Gerusalemme. Adesso non perché ci sono stati degli spostamenti di terra, ma perché la città è cresciuta, praticamente è quasi ormai in città, Gerusalemme è vicinissima. È lì, è lì che è nato. E loro, seguendo queste istruzioni, ci vanno. Ma però prima subiscono un interrogatorio, no? Di questo re Erode che dice, ma sentite, questo bambino che dite dov'è, perché voglio andare anch'io ad oroarlo. È vero? E sicché già fin da adesso, pensate, lui è appena nato, si vedono insieme quei due mondi che gli faranno la pelle e lo metteranno sulla croce. Da una parte il mondo politico, diciamo così, e dall'altra il mondo religioso e si troveranno alleati alla fine per metterlo in croce. Quella croce sarà poi, peraltro, la fonte della salvezza in modo pieno. È vero? E però già da adesso, vedete, c'è questa congiura. Questa congiura che non è semplicemente contro i poveri. È una congiura contro Dio. È una congiura contro questo figlio di Dio e da Dio è stato mandato per dire che appunto siamo un popolo solo. Il piccolo popolo degli ebrei per secoli ha preparato questo avvenimento e questa venuta. Gesù è un ebreo, umanamente è un ebreo, è vero? Ma è il figlio di Dio. È figlio dell'uomo e figlio di Dio. Ed è venuto per dire che tutta l'umanità, tutta la creazione, tutta la storia, sono chiamate a confluire e ad essere accolte o raccolte. Mi permetto di dire allora oggi, cerchiamo anche ciascuno di noi celebrare e celebrare la sua epifania. Eh? Chi è che tu devi accogliere? Chi io devo accogliere? A chi devo chiedere scusa? A chi devo aprire la porta del mio cuore. È vero? Credo che sia importante mettersi in questa condizione. Ma possiamo più procedere in questo modo. I problemi ci sono? Sì, sì, ci sono. E sono grandi? Sì, sì, sono grandi. Sono grandi. Eh, certamente. Però appunto bisogna che ci rassegniamo perché Dio si è messo insieme a questi poveri che arrivano. e quindi diventa una festa universale dove noi oggi accogliamo nella nostra piccola assemblea tutti quelli che non sono con noi, tutti quelli che non hanno la nostra fede, tutti quelli che non hanno il colore della nostra pelle, tutti quelli che hanno altri pensieri, altre interpretazioni della vita. L'epifania è una festa che vuole essere una festa non di tutti ma certamente per tutti. Per tutti. E questo mi pare la cosa grandiosa, no? Per cui anche la nostra piccola parrocchia di periferia questo compito ce l'ha. capite? Noi non siamo con il Signore se non siamo anche per tutti i nostri fratelli e tutte le nostre sorelle. Dobbiamo aiutarci, la impresa è affascinante e anche complessa e ci aiuteremo ma dobbiamo provare a trovare questo, abbattere i muri di separazione e costruire una mensa comune sempre più forte, sempre più riluppo. Anche la nostra città aveva una certa tua tradizione di attenzione per le situazioni più ferite, più povere, più marginate, più escluse. È vero? E non lo so, oggi ho fatto una telefonata un po' di dispetto insomma a un grande della politica per dirgli ma cosa succede? È vero? Però poi ti ho detto che non sono preoccupato di sgridare lui, oggi sono preoccupato di sgridare me e di avvertire me. È vero? E non mi pare sbagliato ricevere la festa di oggi a partire anche da relazioni che non si pongono immediatamente sui livelli delle grandi ingiustizie sociali, delle grandi differenze ma sapete di quei conflitti che dentro nel nostro cuore con la persona più vicina ci creano un problema. Quel muro che c'è bisogna abbatterlo oggi perché siamo tutti figli dello stesso padre e in questo il mistero cristiano è molto severo. Si capisce che anche nella Gerusalemme di oggi ci sono delle resistenze e ci sono delle proteste è vero? Ti sembra? Si dice che anche chi governa la Chiesa è vero? Peglia su il brusco e il brusco e quindi ma è tutto bene? Si viene? C'è posto anche per te? Eh ma certo! Eh ma certo! è vero? Perché sapete che l'esigenza della misericordia di Dio è che certamente noi tra di noi abbiamo qui la grazia anche in questo momento di accoglierci e chiederci scusa se c'è stato qualche incidente di spezzare lo stesso pane di nutrirci dello stesso corpo e sangue del Signore di essere visitati dello stesso spirito quindi certo però però l'impresa va al di là dei muri della Chiesa il rischio interno anche alla Chiesa vero? Non dico niente di offensivo perché può attraversare la stessa fatica del nostro pensiero della nostra tradizione della nostra abitudine il dire ma insomma questi qui che cosa c'entrano? Eh sono figli di Dio ma come? Ma allora anche quelli che prima della Chiesa dicevamo no no te non puoi te non puoi è vero una letteraccia ho ricevuto è vero contro il Papa poveretto va bene non gliel'ho rispedita però me la sono tenuta indirizzata a me è vero tutto arrabbiato un Signore perché dice adesso è vero anche i prezzi possono dare la soluzione a una donna che ha praticato l'aborto ma dove si va a finire? Beh ma io posso dire che se c'è una cosa che in questi ormai troppi anni del mio essere prete mi ha sempre messo in un certo imbarazzo era proprio questo fatto che se c'è il peccato d'aborto il prete quello della dozza per dire non può dare la soluzione è vero dove dire a questa Signora Signora ci rivediamo fra una settimana se non le dispiace poi deve cercare il Vescovo e dire c'è quella Signora lì che è l'altra cosa vuoi che si dica questo Vescovo invece di farla brava di farla un bambino di farla dei buoni consigli insomma io non ho mai avuto il coraggio di dire non ho non posso darti la soluzione prima devo telefonare al Vescovo insomma mi fareò una cosa vergognosa davanti a un evento così drammatico dove ho sempre raccolto delle esistenze così segnate anche dal dolore dall'angoscia è vero la fatica più grande che ho trovato nel mio ministero rispetto a questo problema e a questo dramma è la fatica di quelle persone di quelle donne a ritrovare consolazione a ritrovare pace e quindi proprio addirittura con sederità qualche volta ho dovuto dire ma insomma basta la misericordia di Dio è così è vero Dio si è già dimenticato del tuo problema e quindi devi lasciarlo cadere grandissima fatica a fare ritrovare la pace ma ha fatto benone il Papa a far risparmiare i tuoi soldi di telefono e io lo farò addirittura a tu perché se altrimenti cosa si deveva fare ma cosa pensare che non si dovevano perdonare ma c'è qualche peccato che non si può perdonare ma allora che chiesa sarebbe ma c'è qualche peccato che deve segnare per sempre la vita di una persona ma allora che potenza ha il Vangelo di Gesù perché è venuto a salvare salvare è sempre orientato a una situazione che in sé è impossibile ma che lui rende possibile ora Dio può a lui è possibile ed è la sua volontà perdonare assolutamente tutti tutti io mi permetto di insistere oggi su questa cosa perché molte volte può essere che una certa difficoltà in questa sapienza del perdono nasca anche da noi perché l'abbiamo fatta troppo grossa la cosa e quindi nei confronti di quella persona che si è sbagliata ma Caterini gli abbiamo fatto noi una solta ragazzi è vero gli abbiamo qualche volta detto che però la misericordia del Signore tiene per lui tiene per lei quindi abbiamo un problema sapete di partecipazione attiva arrivano i magi da lontano siete contenti siamo contenti è vero solo di un'altra cultura di un'altra tradizione un'altra fede siete contenti siamo contenti a partire dall'accoglienza che si riserva a quel figliolo che è rimasto ferito nella sua stessa storia per arrivare a persone che hanno un'altra storia questo è il cuore cristiano c'è protesta a Gerusalemme c'è un po' di protesta anche a Bologna però senza far del male a nessuno non bisogna badarci troppo bisogna andare avanti e in questo senso mi sembra di avervi già detto che io stesso ho avuto buon esempio buon esempio da molte famiglie buon esempio soprattutto da molte mamme da molte madri è vero che hanno saputo sempre preparare una tavola per tutta la loro figliolanza la più varia e anche la più stranetta più larga della mia qui in parrocchia e quante volte mi hanno insegnato queste mamme e la tavola affidata a me al mio ministero questa bisognava che si allargasse doveva essere più larga era assurdo pensare che il capotavolo fosse un buon Dio e che poi per quella persona e quell'altra cosa non ci fosse posta e quindi quello che sta avvenendo da Roma a Bologna alla Cina spero è vero anche per l'attuale ministero papale è semplicemente un recupero dell'antico è inutile dire ma cosa sono queste novità ma è esattamente il rovescio vuol dire ritornare alla purezza del Vangelo vuol dire ritornare alla potenza di Gesù il Cristo del Signore è questo che oggi bisogna fare non abbiamo bisogno di inventare delle teorie moderne abbiamo bisogno di recuperare le fonti della nostra vita del nostro pensiero e ognuno ha la sua maniera capite? perché in ogni caso tutto quello che avessimo condannato tutti quelli che avessimo fanno tutti recuperati in ogni modo è vero facendo quella famosa distinzione è vero solo quelli di voi che sono vecchissimi possano ricordarla perché la tirò fuori a Passovanni 300 anni fa è vero e cioè quella distinzione che bisogna sempre fare tra il peccato e il pecatore sempre fare questa distinzione se tu vuoi distruggere il peccato tu devi voler bene al pecatore se tu non ami il pecatore tu consoliti purtroppo la negatività e la potenza cattiva del peccato e invece è l'amore del pecatore capisci è la strada che si apre questa è la meraviglia e dice ma allora quando uno si è pentito gli apriamo la strada e no caro è il rovescio è vero la strada gliela apriamo perché lui si penta perché possa pentirsi se ti aspetti che si apriamo allora cosa serve la strada aperta era inutile neanche a perla se doveva uscirne da solo ma se deve venire fuori da quello che lo chiude lo imprigiona lo isola lo fa sbagliare pensa quel che vuoi prima di tutto gli devi regalare tutto il perdono tutto il perdono è vero eh sapete se no c'è tutta quella roba lì però mi raccomando che sia proprio proprio pentino eh cosa vuoi che ti dico se mi chiede di essere perdonato io lo perdono non posso correre il rischio di mettere il termometro per vedere a che punto è la temperatura del suo pentimento non me la sento e se lui mi dice voglio il perdono io glielo devo dare tra l'altro mi ha fatto molto piacere che anche quest'anno persone molte anche gruppi familiari sono venuti a trovarmi non per confessarsi quelli che possono confessarsi che ne hanno voglia buono eh io sono contento io mi confesso io parecchio perché continuo a combinarle di disastroso ma invece sono venute persone a chiedere un segno di misericordia una volta abbiamo fatto una cantatina una volta detto il Padre Nostro una volta inventato delle parole io sul momento gli ho detto siete perdonati siete perdonati siete perdonati eh lo dico questo che è un po' inopportuno eh è un po' da prese ormai in pensione fatelo anche voi però a casa vostra nel posto dove lavorate siate persone di riconciliazione perché a Gerusalemme è arrivata la luce di Dio è vero sulla chiesina della dozza è venuta la luce del mestio ma di più in casa tua risplende quella luce meravigliosa che fa sì che anche quel tuo figlio è un po' lontano di testa di cuore però sa di avere sempre pronto lì a casa tua un piatto di minestra e forse anche un sorriso e magari una carezza e bisogna su questo non c'è dubbio è vero fare dei passi molto importanti è vero perché? perché questa luce che è universale no? quindi tutti si va bene però quella tua sorella o quella tua cognata la conosci tu e quindi sei tu che devi accendere la luce eh? capisci? anche se no certe assoluzioni di tipo generale sono troppo generiche vero? eh? e quindi la festa dell'epifania è l'affidamento della stella a ciascuno di noi perché tu possa essere la stella in quella vicenda in quella situazione in quel lavoro la stella eh? e questo mi pare il fascino no? eh? grandissimo che attribuisce un'importanza straordinaria ad ogni esistenza perché se lì non ci fossi tu eh? lì non c'è luce invece per fortuna ci sei tu per fortuna ci sei tu penso in questo momento a chi sta portando avanti anche con molto dolore eh? con molte lacrime nelle situazioni difficili eh? è vero dove l'innocente oltre che essere innocente paga lui eh? eh? insomma penso anche spesso con come questo sia importante perché abbiamo tutti delle responsabilità no? e quando io sono lì con i miei fratelli e le mie sorelle sono vecchio quindi posso dire anche un po' i miei figli e le mie figlie e io penso sempre se li sto tradendo proprio perché magari a loro insaputa in una certa situazione io non apro la porta e la sapienza della misericordia e in questo momento lo sto ingannando che fratello maggiore sono che padre sono se io per primo tengo chiuso una porta allora vedete abbiamo tutti una felice enorme responsabilità riprendiamola riprendiamola adesso con gratitudine il compito della nostra vita è molto più vasto profondo e importante di come prevedevamo è vero vedo voi tutti così luminosi così importanti è vero adesso bisogna che finiamo la messa perché avete molta fretta perché a casa ci sono molte situazioni che vi stanno aspettando e che hanno bisogno della soluzione per il vostro sorriso천 prestovi att Infinity