← Torna alla ricerca

Domenica_MariaSSMadreDiDio-omelia_GiovanniNicolini-Dozza 20170101.mp3

Data: 01/01/2017

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Bene, buon anno a tutti. Questa festa che apre l'anno del tempo cronologico, diciamo, non dell'anno liturgico, però che certamente è un passaggio di grandissimo rilievo. E' da interpretare come una grande storia d'amore. E se no mi sembra difficile capire. Per cui, ad esempio, anche questo breve tratto del Libro dei Numeri che è stato proclamato, dove il Signore incarica Mosè. E attraverso di Lui Arone e tutti il corpo sacerdotale, che nei secoli è al servizio di Dio, lì incarica di benedire il suo popolo. E di benedirlo con parole belle. Chi benedica il Signore ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto. Ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto. E ti conceda pace. Che senso hanno queste parole così colte globalmente? Sono parole di un innamoramento. È successo così, insomma. Che lui, di questo piccolo popolo, si è innamorato. E questo ha portato anche delle conseguenze delicate, perché si è talmente innamorato di questo popolo, che malgrado tutto quello che questi ebrei combinavano, lui sempre li ritornava, cercava, li accoglieva, li apprezzava, perché vuole bene al suo popolo. Sapete, quando si vuole bene, si allentano le corde del controllo, e quindi anche Dio si lascia prendere da questo amore. Questo amore, nella pienezza dei tempi, si raccoglie sulla ragazza di Nazareth. E lì le nozze si celebrano. E quindi, da quel momento in poi, il rapporto con Dio è fondamentalmente un rapporto nussiale. Lo è anche con ciascuno di noi, in certo modo. Perché l'amore di Dio rende la vita di ciascuno seconda. Seconda di bene, seconda di vita, seconda di perdono. Il figlio di Dio, attraverso di voi, continua a nascere. E voi, il figlio di Dio, Gesù, lo fate nascere perché fate nascere il Vangelo nel cuore delle persone. Attraverso il perdono, attraverso l'affetto, attraverso la pazienza, attraverso un bene più forte di ogni ostacolo negativo. E per cui, tutti noi, prima di tutto, siamo stati sedotti dall'amore di Dio. Siamo stati conquistati. E in questo senso, ritengo che la figura materna, anche umanamente, sia molto importante. Perché ha un potere enorme proprio riguardo all'amore. Chi non è stato tanto fortunato nella sua vita, soprattutto rispetto alla relazione con la madre, è facilmente più affaticato. E' importantissimo l'amore femminile materno. Per cui si deve dire che non solamente fisicamente siamo stati generati, ma siamo stati generati e plasmati da tutti quelli che ci hanno voluto bene e che quindi ci hanno generati e rigenerati e sono venuti a cercarci. E a questo punto non sto parlando di una persona sola, ma certamente di questo grande mistero di amore che ci ha affolti. Se non ci fosse stato questo, voi non sareste qui, noi non saremmo qui questa sera. Se vogliamo andare a trovare fino in fondo le ragioni, non è che noi stasera siamo qui per un comandamento. E non è che siamo qui perché abbiamo una necessità urgente, quindi è per questo. Di necessità le abbiamo moltissime. Ma questo è un appuntamento sicuro. Perché è un appuntamento d'amore? Il Signore ti vuole bene. Ti vuole bene. Mi pare che anche per noi vecchi, rispetto al nostro passato, le cose hanno avuto un grande movimento di spiegazione e di illuminazione. Noi stiamo vivendo un tempo della Chiesa, della storia della Chiesa, come forse non c'è mai stato, così forte, così deciso. proprio forte e deciso in ordine all'amore di Dio. Ce lo dobbiamo quasi ripensere ogni volta che ci vediamo, no? E cioè che l'amore di Dio è molto più forte di tutto quel non bene che ci può essere in ciascuno di noi e che sicuramente c'è. E che il buon Dio ci salva non con la minaccia della punizione, ma ci salva con un più grande amore per noi. E questa cosa non l'abbiamo tanto bene imparata ancora nei rapporti fra di noi, è vero? Però mi sembra che intendiamo sempre di più che questa è la strada da percorrere. Un grande amore è sempre più grande. Stamattina, parlando con qualcuno di queste parole che adesso abbiamo celebrato, ricordavo che quel pezzettino della lettera ai Galati che abbiamo ascoltato, dice, fratelli, quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare quelli che erano sotto la legge perché ricevessimo l'adozione a figli. E pensate, è una cosa singolarissima, perché è l'unico punto in tutte le sue lettere e Paolo cita la madre di Dio. Non ne cita il nome, dice solamente nato da donna, solo lì. Ma è proprio questo che deve attirare ancora di più la nostra attenzione, perché lui da questa frasettina fa nascere la vita nuova di tutto il mondo, capite? Perché la cosa grossa che cos'è è che lei ha generato il figlio di Dio, ma il figlio di Dio è il primo genito di l'umanità tutta nuova. Adesso tutte le persone che vengono al mondo a motivo di quella nascita sono tutti figli di Dio, capite? Tutti. Qualunque sia la religione, il comportamento, l'età, la cultura, sono tutti figli di Dio. E tu lo sai, ed è in questo modo che li avvicini, li cerchi, li accogli. E' vero? E' perché siamo tutti figli dello stesso padre e siamo tutti fratelli. Questa cosa va detta ed è impressionante che in questo momento la nostra Chiesa lo dica con così grande forza, mentre siamo in mezzo a tante sciagure, a tante violenze, a tante cose bruttissime, insomma, no? Dove pare che venga celebrato soprattutto l'odio, ma ancora in modo ancora più forte, lui dice che siamo tutti la stessa famiglia, che siamo tutti la stessa comunione d'amore che ci ha generati. Dice ma saranno solo i battezzati? No, no, sono tutti figli di Dio. E quei pochi che sono battezzati lo sono perché vadano a dirlo agli altri, perché lo facciano vedere agli altri, capite? Capite quindi che disastro è quando noi cristiani per primi invece, è vero? Ci abbandoniamo alla violenza, alla cupidigia, al possesso ingiusto delle persone e delle cose, all'esclusione. È terribile, è vero? È terribile. Perché in realtà il senso della nostra esistenza è proprio quello di far vedere questa infinita fecondità dell'amore di Dio. Perché appunto noi sappiamo che da Gesù in poi le cose sono tutte così. È stato un lunghissimo fidanzamento quello che lui aveva fatto con il popolo della prima alleanza, poi tutto si era accolto dalla ragazza di Nazareth e da allora, ecco, tutti sono figli di Dio. E su questo mi pare che bisogna... Ed è quello che anche i pastori hanno sentito nella notte. E allora vanno perché gli è apparso l'angelo, anche a loro, dice è nato il Salvatore, il Salvatore del mondo, tutto nuovo, tutto nuovo. Allora loro corrono a vedere questa casupolina, questa stalletta dove dentro c'è questa famigliolina, perché lì c'è l'inizio della nuova storia di tutto il mondo. E' bellissimo, no? E lì c'è un particolare molto importante, perché dice che mentre loro raccontano, parlano e dice Maria da parte sua custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. Bellissimo, no? Bellissimo, no? Perché anche lei viene a sapere chi è. E' bellissimo questo, no? Anche la Chiesa oggi viene a sapere chi è e si ascolta il Signore del Vangelo e si ascolta anche la gente comune. E siamo molto più importanti di quello che pensavamo, eh? Lo sapete questo. E' vero, molto più importante. La tua parola, il tuo silenzio, il tuo sorriso, il tuo piatto. L'umiltà del tuo lavoro, come la maniera con la quale hai portato la tua malattia. E' vero. E tu come celebri la realtà della tua vita? Questo è preziosissimo, perché tutto è diventato un annuncio di questa vita nuova. Allora non è senza significato, capite? Che ci sono aggiunti dei significati alla festa della maternità di Maria. L'inizio dell'anno nuovo e da qualche anno la pace. Eh? La pace. Certo, certo. Bisogna proprio che cominci una strada nuova, capite? E ognuno di voi, quindi, ognuno di noi, ha una fase molto importante da giocare. E' vero? Chi è giovane come chi è anziano. Un uomo e una donna. E' vero? Un prese, magari qualche volta, se sbaglio, anche lui. E' vero? E tutti e tutti siamo chiamati a questo compito importantissimo. Questo compito importantissimo, secondo San Paolo, dice una cosa che non so se tutti siamo così convinti che proprio succede. Perché lui dice che siccome noi siamo figli di Dio, lo Spirito Santo che è dentro di noi continua a gridare. E cosa dice? Dice una parola sola. Continua a gridare, padre, padre. Certe volte Paolo scrive che lo Spirito Santo, invece che gridare, geme. Padre, padre. Bellissimo, no? Perché si vive di questa relazione, no? E' bellissimo questo paragone a un figlio, e quindi continua a invocare suo padre, perché ha bisogno del suo aiuto, perché vuole il suo affetto, perché vuole la sua vicinanza. E' vero? Pensate, è questa vita di figli che è tutta un grido. Tutta un grido. Bellissimo, no? Bellissimo. E' vero? E uno passa per breve tempo a questo mondo e la sua vicenda, è vero, viene fissata nella grazia e nella luce di Dio come un bellissimo grido d'amore. E' meraviglioso, no? E' meraviglioso. Si capisce che diventa un anno impegnativo. E' buon anno, ma è vero. E' una bella impresa. E' una bella impresa. E' una bella impresa, ma noi la facciamo insieme. Ci aiutiamo. E ci aiutiamo perdonandoci, accogliendoci. E' vero? Abbattendo tutti i muri di separazione che inevitabilmente sorgono nella difficoltà della vita. E' vero? Perché ormai abbiamo chiara questa cosa. Tutta l'umanità è un'unica famiglia. E' vero? Non c'è più il muro di separazione e qualunque sia la vicenda, e più la vicenda è anche ferita e sbagliata, più tu vai alla ricerca. E' vero? E' certo. E' certo. Come una madre che va sempre alla ricerca dei suoi figli. Sempre. E' vero? Perché? Perché sono suoi, perché li ha generati. Perché sono nati da lei e le sono state affidate. Quanto è importante, è vero? Questa cosa. La festa della madre di Dio. E' un'occasione bellissima per festeggiare le nostre madri. Sia quelle che ancora sono vicine a noi su questa terra, e quelle che sono nel giardino di Dio. Oggi grande festa. Della maternità. Grande festa. Grande festa. E grande festa capito di questa maternità di Dio in ciascuno di noi. In ciascuno di noi. Generare sempre per il bene. Generare il bene. Ecco, mi pare che questo sia il modo giusto per incominciare l'anno nuovo. Cerchiamo di ricordarci. E' vero? Cerchiamo di ricordarci. Stiamo facendo anche in un piccolo gruppo di persone un po' una riflessione sul mistero del femminile e quindi sull'importanza della donna nella chiesa, nella società, nella storia. E' vero? Cerchiamo di farci aiutare. E' vero? Indubbiamente bisogna dire che dal punto di vista della cultura del mondo la figura della donna è stata molto umiliata, proprio per una violenza maschile che ha dovuto subire. Una violenza anche delle culture, culture di soprafazione, di forza, di guerra, di vendetta, che hanno umiliato in qualche modo il profondo del femminile. Adesso si vorrebbe cercare di farlo rienergere. Bisogna che ci facciamo prendere per mano, vero? Bisogna che ci facciamo prendere per mano. E quindi quest'anno in modo particolare ci dedichiamo a questa attenzione. La messa di questa sera ho pensato di dedicarla tutta a questa direzione. Perché quello che cerchiamo di mettere insieme adesso, anche la prossima settimana, faremo qui qualche incontro, abbiamo invitato qualche persona, faremo un po' sapere anche questi appuntamenti. Credo che siano molto preziosi. Molto preziosi. E che accanto quindi a quello che è stato molto spesso, secolarmente, un'ingiustizia subita dalla donna, una violenza che ha dovuto in qualche modo subire, ecco, si sostituisca finalmente un riconoscimento, una preziosità. A questo siamo invitati tutti. Quindi ne approfitto per dire, mettiamoci un po' d'accordo, è vero che orientiamo l'attenzione profonda del nostro cuore a questo passaggio decisivo. È vero? È solo il femminile che può veramente generare. Allora abbiamo bisogno di chiedere che questo femminile rioccupi il posto importante nella vita della famiglia. È vero? Anche nella vita della famiglia, non so, si dice molto che il capofamiglia è un maschio. Vabbè, sarà anche. Ma lei è sicuramente il cuore. Lei è sicuramente il centro. E su questo credo che non ci siano dubbi. E quindi anche per voi, per le vostre famiglie, per i problemi che possono esserci nella vita di ciascuno di tutti noi, stiamo molto attenti a rimettere a posto questo punto fondamentale. Lo chiediamo come grazia profonda a Maria di Nagel, a tutte le donne sante della storia, alle preziose donne che accompagnano la nostra vita, anche alle persone alle quali avessimo fatto del male o non avessimo fatto del bene. E credo che sia un momento molto prezioso, molto bello, per riparare, per riprendere un altro atteggiamento. Dove si può, magari anche per chiedere scuse, insomma, può fare bene anche quello. In ogni caso per ritrovare un tesoro che adesso deve essere proprio riscoperto fino in fondo. Perché, intendiamoci bene, in questi due mila anni ha continuato a funzionare, e a funzionare anche benissimo, ma non è stato riconosciuto. Adesso noi desideriamo riconoscere il dono che abbiamo ricevuto.