Abbiamo fatto una gara però lui c'è la più bassa ancora e quindi va a finire così. In questa domenica luminosa, sorprendente, dove il Signore ci fa fare un grande passo, dove noi entriamo adesso dominati e presi per mano da questa presenza potente e prepotente del mistero dell'acqua. Anche l'icona che è qui sotto l'altare è in questa festa. Il dono battesimale che vuole la salvezza di tutti. Noi ci accostiamo a tutto questo portati da Gesù con la preziosa compagnia di Giovanni Battista, degli altri apostoli e discepoli, di tutti voi. E di chi voi portate a messa questa mattina nel vostro cuore con particolare attenzione. È la domenica degli ultimi, degli esclusi, di quelli che sembrano lontanissimi, ma voi li avete portati. Sono con noi e insieme a loro ci consegniamo alla misericordia di Dio con il ricordo dell'acqua battesimale. Beh, subito voglio dire di Domenico, che è questo mio amico e fratello nostro qui. È molto importante per la liturgia di questo giorno. Molto importante. Perché? È perché Domenico è un mascalzone. Cosa? È un mascalzone. Che per giunto vuol sempre aver ragione. Sì. Sì. Sì. E lo è perché vuole sempre a tutti i costi dare una mano ai poveretti. E però per far questo è difficile star sempre in riga proprio, no? Con quello che dicono i vescovi, i dottori, i cancellieri. Insomma, è un po' delicato. E lui è un po' troppo disinvolto. E quindi, insomma... E però è un grande regalo. Perché oggi è quella Domenica dello scambio. Avete visto, no? C'è uno scambio fra due persone. Gesù e Giovanni Battista. Ed è uno scambio splendido e necessario. Giovanni Battista è un grande santo. Ma quindi niente da dire di lui. Più santo anche di Don Domenico. E però appartiene ancora a una storia vecchia. che è stata lunghissima. E che è stata tutta guidata dal Signore Dio per preparare la venuta di suo figlio. Giovanni Battista, nella nostra tradizione, è l'ultimo dei profeti. Cioè l'ultimo di tutti quelli che sono andati a preparare. Arriva, arriva, arriva. Preparatevi che arriva. In maniera che tutti potessero accoglierlo e avere una parte con lui. Oggi, questa Domenica, è la festa di questo cambio. Ed è bellissima, no? La reazione di Giovanni Battista. Perché quando il Signore gli dice Beh, adesso tanto per cominciare sei tu che battezi me. Ma cosa dici? Ma cosa ti salta in mente? Sono io che ho bisogno di essere battezzato. Allora, ci ricordiamo brevemente l'importanza di questa parola battezzare. È vero. Perché? Perché è un dono di Dio per la nostra salvezza. Noi siamo quello che siamo, ma Lui ci dona il suo spirito. Per cui, a motivo di questo regalo, Gesù è il nostro fratello e Dio è nostro padre. E noi siamo tutti i fratelli e sorelle. Ma anche quelli che sono in piazza. Anche quelli che incontrerete al tanto a casa. Anche chi vi preoccupa e con qualche apprezzione l'ha portato a messa nel vostro cuore. Perché non funziona tanto. Però, però, oggi c'è questa cosa meravigliosa. Perché lì c'erano dei dubbi, insomma, ma si salvano tutti o qualcuno non si salva? Per salvare e per essere salvati bisogna ricardiritti o no? È stato il lungo, lunghissimo periodo in cui un gruppetto di persone, gli ebrei, per tutto il mondo hanno preparato la venuta del figlio di Dio. È impressionante questa cosa. È vero? Negli ultimi anni della mia vita mi sono molto attaccato a questa vicenda e alla vicenda di questo piccolo popolo. Anche perché nel tempo recente del secolo scorso ancora una volta hanno conosciuto questa persecuzione che non si riesce a spiegare se non pensando che è proprio un'opera diabolica. Cioè il diavolo. Perché loro sono importantissimi. Vado dicendo che adesso sto interessandomi un po' anche dei nostri fratelli musulmani. E lo faccio perché anche loro vengono da quella tradizione e da quella storia. Anche loro sono figli di Abramo. E infatti avvicinandomi un po' a loro ho scoperto tante cose meravigliose della loro fede. Poi dopo ognuno ha da aggiustare qualche cosa. No, anche noi abbiamo qualche cosa da aggiustare. Però siamo dentro in una famiglia che ormai, è chiaro, avvolge tutto la terra, tutto il mondo. Mi dicono che fra 50 anni il posto dove ci saranno più cristiani e più preti, qui non ce ne sarà più neanche uno, sarà la Cina. Immaginate voi la Cina. La nostra cultura, le nostre tradizioni spirituali appaiono lontanissime. Eppure, e dicono che c'è una fioritura immensa, fatta quasi segretamente. Perché un cinese fa fatica a capire che è cinese o non lo è. Per noi un cinese è sempre cinese. E quindi anche l'essere cristiano viene tenuto con una certa riservatezza. Ma stanno moltissimo aumentando i cristiani in Cina. Quelli che credono che Gesù è il figlio di Dio e il salvatore del mondo. Ecco, sta succedendo questa cosa meravigliosa. E la domenica di oggi è appunto il momento in cui termina il grande cammino di preparazione dei nostri padri e fratelli ebrei. E finalmente il figlio di Dio è in modo esplicito, evidente, chiaro, il Signore dell'universo, il salvatore di tutti gli uomini e di tutte le donne della Terra. Sono un po' più di duemila anni che la cosa è cominciata quando un po', mi ricordo che da giovane, protestavo un po' contro certi aspetti delle chiese, dei cristiani. Mio papà, che era un cristiano molto più profondo di me, mi diceva però, tieni conto che siamo alla preistoria. Duemila anni è roba da ridere, insomma, lasciali un po' il tempo. Perché in ogni caso, questa mattina, le sante scritture ci dicono che appunto è successa una cosa fondamentale. E cos'è successo? È successo che Gesù ha preso il posto di ingresso nella pienezza del Regno di Dio. E quindi tante regole, tante norme, tante condizioni che prima erano assolute e importantissime. Capite? E anche quindi per la fede dei nostri padri ebrei le cose erano delicate e anche severe. C'era quel fatto bellissimo, no? Che vi ho sicuramente già ripetuto, che è il nome di questo Salvatore che si chiama Gesù. Il figlio di Dio si chiama Gesù. E Gesù è una parola della lingua ebraica che vuol dire salvezza di Dio. Dio salva. Allora, quando gli chiedevano, come ti chiami tu? Salvezza di Dio. Lui, salvezza di Dio, capite? È un nome importantissimo. Lo porta dentro di sé questa determinazione assoluta della salvezza di tutti. Allora c'è quella solita faccenda dell'inferno. È vero che in ogni caso, ci sia o non ci sia, è un posto dove non bisogna andare. Eh, assolutamente. E siccome non bisogna andare, ci si è messo di mezzo lui. Lui, da duemila anni, sarà, avrà ragione mio papà a dire che siamo alla preistoria del cristianesimo, però di cose grandi ne sono successe in questi duemila anni. E in ogni caso è cambiato il regime. Per esempio il catechismo dei bambini, noto che è un po' indietro. Stateci attenti poi. Perché ancora tirano fuori tutte queste storie dell'inferno, del purgatorio, in un modo non sempre opportuno. Non buono. Non buono. Perché? Perché adesso ogni persona che passa di là, da questa vita, alla vita intima di Dio, invece di trovare Giovanni Battista, che rappresentava ancora le regole e la legge, trova lui, Gesù, che si chiama salvezza di Dio. E quindi non si può pensare che ci sia adesso una selezione per cui qualcuno ci arriva e qualcuno non ci arriva. Perché metteremmo in dubbio la potenza stessa del figlio di Dio. Ho saputo che corrono un po' il rischio quelli che fossero troppo sicuri. E allora gli dirà, beh, intanto a me va bene, io sono bravo, faccio il mio dovere, quindi sono a posto. E soprattutto quindi quelli che a motivo di questa stupidata che hanno nella testa e nel cuore, pensano di essere meglio degli altri. E allora è per questo che, come sapete, tutte le pagine del Vangelo sono tutte popolate da questa determinazione di Gesù di mettersi dalla loro parte. E in maniera che se uno cerca Dio, trova lui. E se uno cerca sua mamma, trova lui ancora. E lui si fa trovare al posto di tutti e a nome di tutti e di tutto, perché tutto ha preso il suo nome. Le cose sono proprio cambiate. Ed è bellissimo quel dialogo che è una sottile discussione tra Gesù e Giovanni Battista, perché Giovanni Battista gli dice, ma cosa ti salta in mente? Ma sono io che ho bisogno di essere battezzato. Allora mi sono fatto preparare, Francesco mi ha mandato due paginone scritte in inglese, perché mi sono un po' dovuto chiedere, ma perché per un ebreo è vero? Cos'era tutta questa faccenda del battesimo? E ho visto, è una cosa molto importante, perché il battesimo, questo battesimo per la tradizione degli ebrei, oggi praticata non molto, però per la loro tradizione era una forma di purificazione, di lavaggio, diciamo, di ritrovamento della strada giusta. E quindi era importantissimo. Ma adesso però non c'è più il problema della strada giusta. Almeno io lo sostengo quando mi confronto con il mio parroco, che è un santuomo e io sono un mascalzone, allora mi faccio consolare da domenico, è vero? Per dire ci andiamo anche noi, vero? Sì, ci andiamo anche noi, ci vanno tutti. Dov'è tua mamma? Tua mamma dov'è? Che tu rimpiangi, no? Lei segui nella memoria del tuo affetto. È con il Signore. È con il Signore. Adesso c'è Lui, il nostro Salvatore. Immaginate lo scherzo, l'impressione, l'imbarazzo di quella fila che poi si sarà formata, perché quando loro battezzavano c'era una fila per aspettare. E invece di trovare Giovanni Battista, che lo conoscevano bene, era uno di loro, trovano il figlio di Dio. E allora Giovanni Battista capisce, capite, che bisogna che lui accetti la proposta che gli fa questo suo cugino, perché adesso le cose sono cambiate. Adesso quando uno passa di là, trova il Signore. Trova il Signore. Non trova neanche una regola giusta. Trova il Signore. Questo è abbastanza importante, no? Perché? Perché Dio è misericordia. Quando tu vai di là, trovi la misericordia. E trovi il popolo raccolto dalla misericordia infinita di Dio. Il passaggio di oggi, capisci, è necessario. Il Signore gli dice, dai, accetta questo scampio, perché ormai le cose sono arrivate alla loro luminosità e alla loro pienezza. Allora è per questo che noi cristiani avremmo il compito di annunciare a tutti la buona notizia della salvezza. In tanti modi. Non sempre lo facciamo. Non sempre lo abbiamo fatto. Abbiamo anche delle pagine oscure della nostra storia. Nel nome di Dio abbiamo fatto delle guerre, delle crociate. Abbiamo fatto del male a della gente. Non abbiamo accettato che anche loro potessero. Allora però, vedete, c'è questo grande risveglio. E questo vecchione argentino anche, che è venuto a fare il Papa a Roma, ci soffia dentro a questo fuoco dell'amore di Dio. E quindi, malgrado tante difficoltà e tante fatiche, viene avanti. Dice, ma però c'è ancora tanto male. E' proprio per quello che abbiamo bisogno di tanto bene. E' vero. E se tu questa mattina, qui a messa, hai un grande groppo nel tuo cuore per un tuo figlio, per una persona che ti è cara e che è sbandata, è fuori gioco, la domenica giusta è questa. La domenica giusta per tornare a casa nella certezza che in ogni caso Dio lo ama. Perché Dio ama tutti e va alla ricerca più appassionata, fino alla sua passione, di quelli che non funzionano. E' evidente. Questo lo preoccupa, lo impegna perlomeno ancora di più. Allora ringraziamo moltissimo questa mattina Giovanni Battista, che accetta la proposta di Gesù e che fa un passo indietro, in maniera che adesso per te, per noi, per ogni persona che hai portato a messa nel tuo cuore, ci sia solo questo Gesù che si chiama salvezza di Dio e che quindi è capace davvero di salvare tutti. Di questo abbiamo grande e urgente bisogno, sia per questioni piccole, il rapporto con una persona che è diventato per te troppo difficile, troppo arduo, avresti quasi la tentazione di dirgli scostati, che mi fai far fatica. E invece no, mi sta facendo far fatica questo qua, con questo suo modo di fare, che sembra Gesù Cristo sempre. Perché adesso la porta è aperta. E la domenica giusta, se c'è una situazione di difficoltà con una persona, riuscire a dargli un colpino col telefonino, se non hai il coraggio di vedervi in faccia per dirgli senti, le cose sono delicate, però ti devo dire una cosa, che ti voglio bene. Perché nel Vangelo, quando si dice che si vuole bene, si apre la porta del Paradiso. perché l'amore è più forte di tutto il buio che si potesse accumulare. Tu spezza questo buio, spaccalo, riempiendolo di luce, semplicemente dicendo ti voglio bene. Se a questo punto tu mi dici, ma è difficilissimo però volere bene, io mi permetto di dirti, guarda, è più facile che voler male. Voler male ti porta via la testa e il cuore, ti fa rovinare la digestione, ti fa guardare male a tutti e a tutto. Voler bene è una grande liberazione. E noi siamo stati, nel nostro battesimo, anche noi, il nostro battesimo, anche Don Domenico, liberati da ogni ostacolo nei confronti dell'amore. Adesso puoi proprio voler bene a tutti e anche ritenere che qualunque sia la vicenda, anche la più negativa, non c'è potenza più grande che Dio ti abbia dato, perché te l'ha dato. che è appunto il voler di bene. Apri la finestra, la porta, lasciala entrare, perché quella persona, quella situazione, ha proprio bisogno di essere voluta bene da te. e sarai sorpreso e ammirato come Giovanni Battista che oggi si tira indietro e dice a Gesù, benissimo, adesso sii tu ad accogliere tutti e tutto nella pace e dell'amore del Signore. grazie a tutti.