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Epifania-omelia-GiovanniNicolini-Sammartini 20200106.mp3

Data: 06/01/2020

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

La nostra Assemblea questa mattina deve assumere due ruoli, due parti, che penso però sentiamo entrambi vere per ciascuno di noi. Da una parte la nostra Assemblea è figura della capanna di Betlemme e quindi di questa piccola modesta casa in un paese sperduto che è raccolta intorno a questo bambino straordinario che è il figlio di Dio, il più piccolo ma il primo genito di tutti noi. D'altra parte la nostra Assemblea è un'assemblea di camminatori, di viandanti, di viaggiatori. Forse venendo a messa anche voi avete incontrato altri passanti e viaggiatori. Le strade sono infinite per arrivare all'incontro con la nostra salvezza. E quindi raccogliamo tante persone in questo momento che pensiamo dentro a questo viaggio in modo particolarmente delicato. Stamattina si è congedato dal mondo e anche dalla nostra comunità un giovane sposo. Si chiama William. È il marito di Monica Govoni. Per una malattia spietata nella quale fra l'altro anche uno dei miei fratelli di famiglia è caduto in questo tempo. Ci ha lasciato raccolto dalla misericordia del Signore, accompagnato dall'affetto dei Suoi cari. Lo teniamo presente nella nostra celebrazione della liturgia, chiedendo che aiuti anche noi a trovare sempre le direzioni buone, luminose del unico viaggio. Noi entriamo nella liturgia dell'epifania del Signore, affidandoci alla Sua misericordia, chiedendo perdono per tutto quello che è stato spesso smarrimento del viaggio, deviazione, distrazione, opposizione a questo cammino della salvezza. Lasciamoci prendere per mano dalla bontà misericordiosa di Dio. È stato bello il Natale, ma l'epifania vuole risplendere ed essere la luce del Natale che viene a trovarci, che ci illumina, che ci ospita, che entra quindi anche nel concreto della nostra umile vita. Bisogna che sia sempre, in certo modo, Natale, e quindi la sapienza della Divina Liturgia ha per questo fissato due appuntamenti. Anche perché, nell'accenno che facevo all'inizio della celebrazione, c'è questo cammino. E questo cammino, in certo senso, inevitabile. Se non altro passano gli anni, ma poi anche molto di più, no? Con grande ricchezza, con grande mistero. È vero. Certo, dal giorno di Natale a oggi pochi giorni sono passati, però nel conto della nostra vita il cammino è stato delicato, importante, faticoso, gioioso, prigioniero di cose non vere, liberato. E oggi in questo incontro, quando questa mattina sono andato con Francesco a dire una preghiera davanti a questo fratello che è molto malato, oggi, questa mattina, ci ha lasciato, ecco, avvertivo, insomma, che la vicenda imponeva una interpretazione. William è arrivato. E noi siamo contenti della sua vita, lo raccomandiamo volentieri alla misericordia del Padre di tutti, lo ringraziamo per le cose buone e belle che ha creato nella sua esistenza. Lo ringraziamo anche per la Pasqua che ha regalato a lui. perché tutta la vita è tutta significata, riempita da questo grande viaggio che noi facciamo verso il Padre. Se fossi uno che conta nella Chiesa, è vero, ho sempre in mente che io vorrei trasformare in una linea di allegrezza anche il congedo nei confronti di una persona che ci ha lasciato. Perché? Perché di fatto noi lo presentiamo e lo portiamo verso il Padre. E quindi non si può dimenticare, con le chiacchiere che faccio con i bambini, paragono sempre la faccenda, quella partenza del transatlantico, è vero che agli inizi del Novecento dal porto di Genova partiva verso le coste americane e tutti piangevano, sia quelli che partivano, sia quelli che restavano sulla banchina. E perché piangevano? Perché era molto difficile all'inizio del Novecento pensare che se uno attraversava l'Atlantico avrebbe avuto poi occasione e facilità di tornare. la partenza era per un motivo molto positivo, con un desiderio molto grande di trovare un'esistenza migliore e però la partenza era la partenza. Quindi una piangiutina si può fare, si capisce che è anche un segno semplice e buono dell'affetto che ci lega. Però la liturgia, secondo me, dimentica un po' troppo, insomma, no? che di fatto noi presentiamo una persona che ci lascia perché sia accolta festosamente nel cielo. Abbiamo l'idea ormai piuttosto verificata che Dio se li vuol portare tutti e quindi in ogni caso non è opportuno. È vero anche fare tutta una linea anche della liturgia, è vero, a lutto, a richieste di misericordia. Tutto va bene, ma tutto deve essere soprattutto questo grande ringraziamento. Oggi Epifania è il grande ringraziamento, è vero, sul quale possiamo forse fissare alcune cose. Innanzitutto avete notato che Betlemme stamattina ha rubato a Gerusalemme. Tutta la prima lettura di Versè pensava di parlare benissimo della meraviglia di Gerusalemme, ma siccome oggi la festa è a Betlemme, tutta quella meraviglia, il testo del profeta, l'oggi la riversa su Betlemme. Cioè su casa tua, sulla tua vita, è meravigliosa la tua capanna, la tua Betlemme è splendida e oggi risplende di tutta la sua bellezza. È bellissimo che quindi, prima di tutto, la festa di oggi sia un ringraziamento, è vero? Natale ci ha regalato Betlemme, questo Betlemme si illumina di meraviglie, è vero? Siamo estasiati dalla luce che riempie la nostra vita, la tua vita. È bellissima. Non te ne sei dimenticato, vero? Non ti sei lasciato travolgere e ingannare da qualche prova, perché persino le prove sono in realtà doni di luce che il Signore vuole dare. Allora prendi atto questa mattina innanzitutto della bellezza misteriosa e grande della tua vita. È bella la tua Betlemme. Il secondo passo è la stranezza di questi cammelli. Insomma, arrivano i cammelli, ma è incredibile a San Martino i cammelli. Non era meno strano anche a Betlemme. Dopo, nei secoli, a forza di fare dei presepi, si sono abituati, ma si capisce che era un passaggio un po' stranetto. Ma da dove vengono questi qui? Vengono da lontano. È bellissimo che la festa di oggi sia la festa anche di quelli che vengono da lontano. Ce ne sono, è vero? Ce ne sono. Questo stesso William non ho l'impressione che fosse un devoto assoluto, però certamente è stato riempito dall'amore, dalla luce di Dio, dall'affetto dei suoi familiari, dal dolore delicato di questo figlioletto che rimane lì, insomma, da solo con la mamma e quindi tutto è delicato. Però, quanta luce ha ricevuto. La tua capanna, quanto è stata illuminata, vero? È proprio bella. E quindi la festa di oggi è la festa della bellezza del Natale. Guarda che ti è andata benissimo. Non te la potevi aspettare una festa di luce così grande. Tanto che c'è addirittura della gente che sta viaggiando verso di me. Allora per un momento lascia te stesso e pensa un momento a questa gente e a tutti quelli che sono in viaggio. Tutti lo siamo intanto. È vero? Tutti lo siamo. Alcuni in modo particolare sono proprio dei viaggiatori che vengono da lontano. Il nostro tempo è visitato da una vicenda molto, molto importante. Persone che vengono perché hanno visto la luce della nostra capanna. hanno l'impressione che sia meglio questa luce piuttosto del deserto dalla fatica, dalla difficoltà da cui provengono. È molto importante che visti i cammelli li accogliamo molto bene, vero? Oggi in qualche modo non è possibile ignorare questo delicatissimo problema che sta attraversando la nostra terra e la nostra cultura e questa opportunità meravigliosa. È vero di ricevere bene il regalo di questi venuti da lontano. La vita è visitata. La tua vita non è una vita qualsiasi. La tua vita è preziosa, è importante e hai in mente delle persone e delle situazioni di cui hai la responsabilità. Ma quale responsabilità? Di buona notizia. Di buona notizia. Vangelo vuol dire buona notizia. E buona notizia è la parola buona che tu vuoi rivolgere come la carezza che tu gli puoi dare, come la messa che puoi allargare oggi anche per lui. è vero. Essere quindi da una parte provenienti da lontano e dall'altra impegnati a offrire una festa della vita mi pare che sia un dono molto prezioso, molto grande. Ecco, allora quest'oggi ridedichiamo la nostra vita a tutte queste vicende vicinissime a noi che ci interpellano e che ci costringono insomma in qualche modo a pensare e quindi a fare un altro pensiero che non solamente tu sei cittadino di Bethlehem ospite della casa bellissima della capanna dove è il piccolo Gesù ma anche tu sei viaggiatore. Questo qualche volta ci se lo dimentica è vero invece anche tu sei viaggiatore è condizione della vita bellissima che il Signore ci ha regalato da una parte essere a Bethlehem anche vicino all'asino al buio insomma quel che vuoi è vero ma dall'altra viaggiatore è vero viaggiatore come è stato quest'anno dall'epifania di un anno fa a questa mattina che viaggio è stato interessante importante delicato è vero è certamente anche segnato da da mancanze da inefficienze da fughe da chiusura del cuore è vero e bisogna riprendere il viaggio è vero l'invito è ai confini della terra è vero e l'invito è verso quella persona che ti sei portato a messa però sai che tornando a casa bisognerà che tu lo cerchi perché forse non ha avuto buona impressione da te non ha avuto segno di misericordia e di dolcezza forse c'è qualche cosa che è mancato bisogna aggiustare la vicenda e la situazione viaggiatore lui ma viaggiatore anche te cammina e mettiti in cammino perché poi il bello di questo viaggio come sapete è che è un cammino dello spirito non è che bisogna poi prendere il treno o magari qualche volta bisogna anche prenderlo ma soprattutto ogni giorno c'è questo viaggio prezioso nel Vangelo sempre verso la luce del Signore che è misericordia che è pace che è tenerezza che è accoglienza e perdono e quindi l'epifania diventa una occasione molto importante per riguardare un po' come le cose stanno andando perché certo non possiamo pensare di essere adeguati al dono di Dio è troppo o no e sì e oggi questo bisogna proprio dirlo è troppo grande il dono e quindi certo ci coglie sempre troppo inconsapevoli troppo insensibili troppo assenti ma il dono è grandissimo se tu pensi al tempo e la strada di un anno dall'epifania dell'anno scorso all'epifania di oggi è vero ci vorrebbe molto tempo perché tu potessi raccontare tutte le meraviglie che il Signore ha riversato nella tua vita questa vita meravigliosa è vero la vita è proprio bellissima e se per caso abbiamo avuto una lamentela nel rapporto con il tempo con i luoghi con le persone oggi è necessario aggiustare la cosa e quindi se da una parte tu sei la capanna di Betlebe dall'altra sei il viaggiatore e dall'altra ancora sei lì adorante la bellezza del bambino che è la presenza di Dio nella nostra vita la presenza di Dio nella nostra vita è bello il presepio che hai fatto quest'anno beh insomma ormai hai fatto oggi lo si dispara però bisogna pensarci meglio è vero mancava qualcuno nel presepio io domando sempre se nel presepio hai messo la cognata perché qualche volta ste cognata rompe le scatole non se ne ha voglia dice che faccia la sua vita no il presepio deve essere completo ci vuole anche la cognata allora quella statuina che non hai messo nel presepio di quest'anno va là a recuperare vale la pena farlo in fondo sei la persona più adatta per andare a prendere la cognata e metterla al suo posto se no proprio c'è poi il rischio che nessuno la metterà è vero e quindi ci sono dei recuperi interessantissimi da fare in che cosa saremo aiutati proprio in questa ricerca e in questa accoglienza la vita è sempre un viaggio di grande ricerca e di grande accoglienza quello che ascolterai dalla parola evangelica quello che ti sarà dato dalla testimonianza di carità della persona con cui vivi o delle persone che conosci di quelle che incontri nel pellegrinaggio quotidiano l'avventura meravigliosa della tua vita oggi prende una luce nuova è per quello che si festeggia in due feste la stessa roba perché allora abbiamo fatto quella festa oggi è vero ci siamo ritornati perché desideriamo non solamente custodirla ma farla risplendere in modo ancora più luminoso chiediamo che quella sposa che è rimasta sola col suo ragazzino e vero sia consolata dall'affetto di chi le è vicino e trovi in sé le ragioni nello splendore della sua strada è diventata più difficile più complessa ma certamente credo più ricca perché tutte le volte che il Signore ci dà una prova non è che abbia pronto un premio ma ha pronto la scoperta del suo amore perché è questa la cosa che lui fa è vero la vita è sempre più complessa ma proprio per questo è sempre più accompagnata dall'amore di Dio ne teniamo presente che il Signore ci vuole molto bene è importante tenerlo presente intanto scambiamoci qualche piccolo regalino qualche piccolo saluto e soprattutto questo arrivederci intorno alla parola e al pane che è l'umile via che il Signore ci ha dato semplice povera fatta apposta per i peccatori quindi tutti hanno un posto preziosissimo è vero chiediamo al Signore di proseguire con pace il viaggio che è nuovamente iniziato con la nascita di Gesù e con la nostra adorazione a Lui questo qui che cammina davanti è la mia guida ho piacere di presentarvelo è vero per Lui è Lui è per me il riferimento più forte di che cosa bisognerebbe che io diventassi finalmente un mite umile figlio di Dio da Lui amato e da Lui nutrito è la cosa che chiediamo quest'oggi anche l'uno per l'altro soprattutto se abbiamo in mente qualcuno che dalla luce della capanna è ancora un po' lontano e dobbiamo prepararci per accoglierlo benissimo non facciamogliela pagare è un errore accogliamolo benissimo in maniera che si è stupito e ti dice ma sei diventato matto sì siamo diventati matti e quindi più uno è vero è piccolo e povero più misteriosamente ci seduce e ci chiama adesso non ci chiama il tre non ci siamo adesso no non ci siamo nessuno augura vitamin chiama papa