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20020106 - Epifania (si sente male).mp3

Data: 06/01/2002

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Il tuo figlio un ideologo, un fascinacale, qualcuno che ormai non si conosce, ma si sa che sarà importante. E quindi l'invito è a vincere di luce questa matronica della cose, della prestazione del ideologo, che è la gloria di questo rete, che ha seguito i figli, che è quello che lo fa con lo stanno, e la generale di questo rete finisce con me la sua luce. Allora, il suo figlio, il mio figlio è il mio figlio, il mio figlio è il nostro, di preparare il posto per gli altri, di questo caso. La rapporto che stiamo anche con i figli di di questo rete, dopo aver visto una piccola luce, abbiamo visto il Signore, la sua luce stessa, non ci diamo tutti i figli di modo ragione, perché questo è il tuo fatto, questo è il quattro, che parte ho di un uomo su questo, che è il mio figlio, che è il mio figlio. E credo che forse avessi ancora qui a un nuovo percorso dell'escolare. E poi aspettiamo qualcuno, e poi stiamo cercando, stiamo cercando, stiamo cercando una cosa per andare in casa. Perché ancora non lo abbiamo trovato, perché non ci siamo stati a farci tutto dire, perché la nostra è tornata del nostro cuore, perché le domande della storia ci sono fatte tutti grandi che dicono risposte nuove, che è il tuo cuore. E poi, questo nuovo incontro tra chi prepara un po' di luce e un po' di dolore, che è il mio figlio. E noi conoscevamo qualcuno e tutti la nostra piccola, po' la pezza. E anche la consumazione delle azioni, questo grande evento del parto, che parla di questo il pensimento che il pregretto che il pregretto che il pregretto che il pregretto ha la storia, che deve generare il nostro parto. Ebbene, ecco, lo passiamo con pregretto, allora fanno molta pace. Abbiamo anche un po' di settimane, anche adesso è sempre pensato la voce a vita. Questo è il fatto che si deve aver capito, si deve parlare di questo punto di luce, di guardare questo punto di luce, di guardare questo punto di luce, di queste cose, di queste cose, di queste cose, di queste cose, di queste cose, di luce. Appendiamoci luce per alcuni, di miei piedi, e per esempio l'uno dall'uno dall'altro, per l'apoggetto, per la nostra fede, appendiamoci tutti, alla tendenza di non sopare, di raccoglie e di corso e di corso l'altro. Quanto è una domanda. È un grande piacere che questi nostri amici, che sono stati un po' con noi, che sono ritornati, sono ancora a Parigi e festano le loro carte per vedere se possono continuare a stare qui. Ma noi siamo tanto contenti che siamo venuti a preparare la festa di oggi con la nuove di un po' di un bel regalo. Abbiamo sentito la sorprendenza di questo bambino, quando vi cedeva tutti questi regali strani e prestiosi, che venivano i palocciani. È bello che fare tutto questo gran viaggio. Soprattutto mi pare che in queste settimane abbiamo avuto dei regali, non so se siamo in città comunicati in tutti, ma dei regali importanti. Il punto che vorrei segnalare per la festa di oggi è quella parola che è stata letta, è stata scritta dal Vesco di Roma per questo mensaggio della pace che lui sempre pensa di inviare all'inizio della Tassolare. E poi abbiamo un discorso molto delicato, perché credo che adesso, come se noi ci siamo, noi cercheremo un pochino di assidiarlo durante quest'anno, perché è difficile, insomma. È difficile perché è così bello che non sembra vero e anche a qualcuno che mi ha anche sbagliato, perché è troppo bello. Il Suore lui ha scritto questa lettera per dire che tu vuoi fare giustizia. Molte volte vuoi fare giustizia perché ci sono delle cose un po' storiche, un po' tutte, come con noi, o tra di noi, o nella vita di qualcuno. Dice allora io vuoi fare giustizia. E lui mi ricordo molto semplice, ha detto che cosa ha fatto Gesù, e come è il segreto di questa sapienza ebraica e cristiana. E ha detto che tu vuoi fare giustizia e devi cominciare con il cattore. È una cosa molto grande questa. perché ancora si pensa e tutte le giustizie di questo mondo pensano che prima ci sia la giustizia, poi ci sia la giustizia, poi ci sia la giustizia. Allora magari prima uno va a fare pagare e poi sarà per pagare. Perché uno deve essere così a poco. E allora? Invece questo vecchio escovo di Roma è una capovolgo. Ma ha fatto vedere quello che è proprio di Gesù. Gesù è venuto in me e da noi, e non solamente con la parola del Vangelo, ma anche quando questa parola è diventata una stella per la nostra vita, che si è chiamata in parte della strada, se voi ci pensate, è venuto prima di Gesù che si è per giusto. E poi, avendoci perdonato, e quindi avendoci fatto il suo abbraccio, e poi ci sono poi piaciuto con il cance a parte di tra le nuove di speranza e bellezza. Allora, così sicuramente vi ricordate questo che mi pare anche in questi ultimi mesi il Vangelo ci ha regalato. che rispondono ancora questa cosa, ma che forse possa dirti per creare ancora più dentro a che spazio loro dovevano vivere. Dobbiamo cercare, qui noi, senza mal troppo, con i discorsi ufficiali, uomini, dobbiamo mettere insieme, una patronale, l'atteggiamento delle regole. Alcune, dopo questa settimana, ho avuto un po' occasione di pregare e di cambiare anche, tutti i primi occhi hanno avuto tante delle regole, e dobbiamo costituire le regole con il Vangelo. E così, un pochino a quella cosa che il Papa diceva, perché? Perché le regole sono tutte, ma non ne sono niente. Le regole sono venere dove sta bene e dove sta in mare, ma non servono a far parte. Alcune volte, rapprescia e scolaggia gli uomini e le azioni di quello io non me la faccio, allora la mette di qua. Che differenza c'è tra le regole di Vangelo? Cioè la differenza che faceva quella pigenza di quello vieno, che secondo quella bella parabola che ci sono raccontato, ha fatto un sacco di legnante, e si trovava un reso morto su quella forma del pensiero del Vangelo. E sono passati prima due uomini che rappresentavano un po' le regole, e hanno visto come era questo sulla battaglia. Invece ne è arrivato un altro, il suo capo lo straniero, che, avendo visto questo uomo che ha riuscito sulla strada, si è inermato. Ecco vedete, il Vangelo è quando Gesù si è inermato sulla nostra vita. Qui avevano passato delle altre persone, che poi avevano ricordato le regole, e tutte le cose che qualcuno si è avvinto ricordato le regole, loro le guardano. Dov'è? Dov'è? E beh, non siamo dalla parte sbagliata. Qualche volta abbiamo anche fatto gli testi, abbiamo preso anche noi, le regole stamane per dire, eh, di stessa, di stessa, con le che capitano. Ma per fortuna, a questo punto, su una nostra strada, che è quella che è, con tutti i suoi limiti, le sue felice, le cose che abbiamo sbagliato, le cose che sappiamo perché il palerino lo sappiamo, che su sbagliare è che come dire, tu sei sulla torta, io no. Bene, e allora, tutto il dodiciato con il mio padre, quando qualcuno non è messo un vento, ma finita con il Fangelo. E il Fangelo è questa non ha ondra di Dio, che deve avere a prendere i suoi figli, in cui non un po' così, allora. Dio non è venuto a parlare delle regole, è venuto a salvare. Le regole sono state date prima, perché Dio ha dato le due mie stagetti, e perché attraverso le regole poi, e lo conviene a capire, dove si ne va a fare tutto, anche San Paolo dice, nessuno stante, però le regole non vengono a servire, per capire che non c'è nessun qui che è a posto, capite? E che non è che per capire che con cui meglio siamo a posto, assolutamente no. Tutte le cose che io venivo in questo posto, ma io posso sapere che io non sono a posto. E quindi direi che voi avevano delle mani nel suo anno, nel suo progetto, in uno spoglio di far capire che tutti, sia proprio quello che io, che si è arrivata del deserto, è mai morto e ha bisogno di essere in stato. Questo è perché è buona delle regole, perché si è in grado di Dio, perché si è incontrato con il suo marzo, perché ha fatto una tua vita, perché ha sbagliato, perché se invece non è possibile sbagliare, perché questa mattina, come il tuo amico o il tuo figlio, è in fatto in questo momento in una situazione sbagliata. Ebbene, la festa di oggi è la festa di questa luce del Vangelo che va a cercare una gente da dove, e che fa prendere ogni persona e ogni cuore dove, perché la gente che vuole da me non c'è niente a venire, non riesce a far capire la tua parte e certe cose è così convinta che non c'è una cosa, che i propri occhi si vince per il testare, e sta dentro. Ebbene, ma il Vangelo non ha paura di nessuna delle nostre situazioni e viene a prenderci nel nostro umido. Questo Vangelo, questa persona di cui ho parlato il resto del Roma è Dio stesso. Il Dio stesso è presente oggi, e quest'anno i nostri bambini, che hanno detto, che il tuo figlio non lo scegli, non lo scegli, non lo scegli, non lo scegli, e allora, dicamelo lì, perché è l'altezza. E l'altezza, credo che è attenta a prendere queste persone fin da lontano e le attorno a scaspe fin da lontano. Si riuscita nella nostra vita, si dovrebbe pensare come una situazione della notte, che in un momento non è stata proprio un ruolo solo morte, perché è stata una lucina, e noi abbiamo dovuto pensarsi il cammino. E soprattutto, però, tutte queste cose che si raccano nella testa e nel cuore, è dire che è diventato il mio figlio che lo devo dire. qual è la condizione di tutto questo? E la condizione di tutto questo è tu, non è? Eh, eh, la condizione di tutto questo è la sovrasta. Se sai che mi dà la notte, eh, se non hai un cattatore con una lucina, e non mi dà dire che la lucina è così, è un male piccolo, cioè c'è tutto il mercato di cento, bisogna che quanto sia nella notte. Quindi tu, se hai raggiunto nel mondo luce, se non hai capito, se non hai fatto, se non hai segno, se non sei in un'intera, se non sei sicurissimo di essere in una zona invadiata, questo allora è il tuo posto. E questa è la tua testa. E aspetta, di quelli che vedono una lontana, perché il Signore è buonissimo, è andato a vedere. E questa luce, e lei come forza, vedete il grande pancante del Vangelo, e non è che il Vangelo è il mio che è la prego, che dice, se i ganti, vai in te. E se non avessi il mio, no, il Vangelo è la vostra di Dio, ma è anche la pazienza di Dio. Perché crede, se noi potessimo vedere, a quel punto siamo, un libro che ho trovato un libro di Dio, che avevo probabilmente anche il vostro vecchio, che ne avevo fatto perché. Perché vedete che ho visto un libro di Dio, abbastanza, bene, che ero venito di Dio, e non è stato diversificato. E ognuno ha il stato vero, è lo finito del teo, e non sapete come se lo vengono. Eppure è il Vangelo per tutti, eppure è il mondo per tutti, è la speranza per tutti, è la pazza per tutti. E questo è il nostro. Il Vangelo è questo posto che vuole essere presente Dio, e tra le che, due le cose sono solo aperte per tutti, perché? Perché sono aperte per tutti io di Dio, e poi arrivati qui, servisemente perché questo domino, che li ha portati. Che cos'è la speranza? Nel suo significato di grande, è quella roba della Bibbia che è lo Spirito Santo. E che dov'è lo Spirito Santo? Lo Spirito Santo è una luce di Dio che già da dentro la storia dei uomini e dei pochi. Per cui, la storia del Dio ha sempre funzionato con due, due santi, due cuore, due, scelta. E' lo vero, e' stato sempre. Quelli che hanno tenuto attaccare al cuore il Vangelo, hanno tenuto a casa al cuore il Vangelo, hanno tenuto a casa al cuore il Vangelo, hanno tenuto a casa al cuore la storia della Lodde, hanno tenuto, hanno semagliato con tutto il premio, il canto della speranza. E allora, e' un'unità in cui, e' un'unità in cui, e' un'unità in cui, se li perdete, che hanno dovuto superforzare il pane che ti spezza, il pane che ti beve, l'audidenuzione, la balanza della pazza, la possibilità di che questa mattina, che aveva fatto il cuore il Vangelo, e' un'unità in cui, se li perdete, che non è un'unità in cui, ma poi, e' un'unità in cui non è un altro cuore, che non è diverso, lo specchio, però, e' questo Dio che abbandona, c'e' il cuore del cuore, se' ricordate il parabolo dell'abbandono? Ci sono quanti altri figli, ma si è persa un risultato, che si è tirato lì, e c'erano gli autositi del suo secondo cuore, la mia. Allora, quando dico al cuore, non può andare a scintolare, capite il parco, il carico, il pino del mangelo, allora che ci ha fatto? Ci dà con una stella, ci dà con una stella. E quindi questa stella che è il mio senso, cambia capito il nome, il modo, ma tutto che cerca con il conto a te l'altro, eh? E voi non potrebbe raccontare la storia che l'ho portato qui, una stella diversissima, non lo per l'altro. Quindi gli avanti si lezza di dire che si siede che non era perfetto, che non lo vuole, che non è quello che tu stai cercando, e lui dice, ma io non sto cercando io, vedi, non stai cercando, stai cercando, e si mette dentro la tua ricerca e ti prende fermato. Uno cerca la pace, uno si sente socia, cerca un po' di compagnia, uno è accensato, cerca un po' di testa, uno ha molto spandato e ha bisogno di essere preso così come a te. Ognuno si sente sollevano le cose. Vedete, vedete, suoni, capendo piccolo luogo, dove possiamo spezzare i panni e cantare le note di Dio, che è il grande e il grande di Dio, che non ha mai avuto i nostri passetti, tutti i nostri male, perché tutti devono poter tornare a casa. Non lo penso tanto tutto quando ho detto che i nostri due amici apparecciano in mano, perché? Perché si sa che loro si unicava. Però come dicevo al inizio della recerca, vedete, ognuno di noi, appunto, come sapete, mi è calocato. Ognuno di noi, qui, questa mattina, è dentro, si prendono il terreno di andare al colpire. Mi piace, perché mi spiega quando la terra è ancora vuota e sembra una terra che si prepara, una sbona che si adorna, il cammino dove si accende il bel fuoco, per dire, con i primi, possono prendere un suo amicazzo. Il semiderio è il signore, qui dica la pace e tutte le persone che entrano. E se da me è un posto dove si esano, una tristezza e un'imente con una speranza di pace. E allora ci prepara, vedete? E di fatto in tutta casa, la tua parte, la tua parte, la tua parte, la tua parte, la tua parte, la tua parte, la tua parte, la tua capacità di parte, il tuo studio, il tuo lavoro. E quindi tutto viene preparato, preparato, poi veramente si arriva a tutti i giorni, bene, adesso è tutto pronto, apri la porta. E' vero? Perché ci può, al tempo di andare a trovare aperto, a quel tempo di andare a trovare aperto, a quel tempo di andare a trovare aperto. E poi, però, come dicevo, io sono anche quello che viene da un'altra volta. Sono quello che, piano piano, una certa settimana, il figlio è che si spera, e allora, dentro la disposizione dei pensieri, che vengono invenne, e che si sente un moragamento, e i figli riappeggono e mi porta verso la santa cerveza. Ebbene, ecco l'infania è questa festa di questo grande rincorso. Quindi viene di tutti e tutti. Noi qui preghiamo sempre per la pace e preghiamo sempre per tutti i popoli. Noi siamo convinti che questo non è rincorso e non lo rinfermiamo qualcuno, ma che è in segnale di un grande rincontro, rivolgo a tutti. Dici, però non ci sono, tante persone sono fuori. Sì, ma tu vuoi finire, tanto vuoi, abituto. Dalla tua tenta, dalla tua cultura, persone si interessano, si assumono i fluidi che succedono nel mondo, si assumono le vite che vanno nel corpo. Gli amici spesso, in certi tempi di chiusura, di funzione, di distinzione, ci si butta un po' fuori. Perché in questo invece è il ruolo dove ci si ascolge. Si capisce che c'è strano di dire che non proprio contruiti, ma che è tutto, che è proprio sicuro, sicuro, che il matrimonio è così. Eh, probabilmente. Allora, mi potete pensare, per esempio, che il matrimonio cristiano, il profus Deo, la peste di roma, c'è da via nessuno. Eh, è una cosa verissima, per far venire a voi. Eh, però ci sono tante strade, però ci sono tante donne in carrile, per far venire a far venire. Sarai capace tu di togliere quella mente in fila del matrimonio, anche in quel aspetto che non è proprio arrivato a essere secondo tutte, perché riuscirai. a far venire. E lo stesso tempo di Dio, che riuscirai a trovare quello che semplicemente magari sta cominciando a imparare a camminare. Ma mi ha avuto ricorda, mi ha avuto ragione, se ci non è una vita, certo, però è una piccola scelta di Dio. Molte volte la stella è piccolina. Si può rinchiare di dire, siccome non c'è solo, non c'è niente, e invece si può prima dire, vedi, c'è una piccola stella, vieni in amanti. E quindi ognuno di noi può pensare la tua vita, essere la stella. Ognuno di noi può essere, in qualche modo, il sentimento della vostra Vangelo. Ognuno di noi può essere con tutti i tuoi lini, con la mano di te e i famigli. E per quello che il Signore, che questa mattina, vi ha dei figli abboganti, di affetti di ventore, di ricordi, di rivolsi, di speranze, di ottaglie, e allora ci sono tutti i piedi, tutte queste cose. Perché voi sapete che tutto questo, il Vangelo del Signore. Perché voi sapete che tutte queste persone, tutta il nostro paura di Dio, sentiamo il vostri a essere con la piccola stessa, e loro ci si arrendano nelle nostre interviste, per andare a prendere con il suo cosiddetto di carri e portando verso la pace. Ognuno di noi ha proprio il tuo guido intero della stella, ce lo dice così me, San Paolo, avevo un po' un personaggio saltato, un regionario che contò nel quale, ma mi dice, io non ricordare come era Cristo mio, era una roba di Gesù Cristo. Dice il mistero. No. Di come penso io, il mistero di Gesù Cristo. E lui dice, aspettano che lui pareggia un Cristo. E pensano di dire, che a fare il padre Gesù Cristo, che tutti, tutti, anche questi signori da nittime, che arrivano a non credere, che non hanno mai avuto la letta, che appartengono ad altri tempi, che non hanno la sua letta, che in questo momento non li hanno letta anche loro. Capete? Ho capito questo il mio Gesù Cristo. E poi mi sentirei la roba. Che sono i reni con loro. Siamo dentro allo stesso corpo. Abbiamo la stessa sorte, la stessa partecipazione allo stesso Gesù. E questo è la loro cliente. Ma non lo capisce? Ma non lo capisce? Ma non capisce? Ma non capisce? Sì, la verità assoluta è quella del coraggio della stessa via di Piazza. Che appunto non vede le distanze di prezzo, ma va a glisse, il glisse è questo. E' un'altra cosa molto importante. Perché? E' perché dice, no, quando lo voglio, lo voglio, lo voglio, lo voglio, lo voglio. E comincia a parlarci, a tutti i nostri amici, ma non è il glisse, ma non è il glisse, ma non è il glisse, Cristo è, no, un glisse che non ha il glisse, un glisse che non ha il glisse. Con loro lo sanno bene, con lo sposo, una cosa che fa una mazzinica con la lentezza, a prima lo vogliamo per avanti al cuore. Con loro lo sanno, il glisse, con il papà e il glisse che proprio i nostri amici, che proprio i nostri amici, che la cava un suo a capirsi. Lo sanno quelli che i limitati, che mi dicono che di non stare i matri, lo sanno i pensieri, i progetti che sembrano fuori. Ebbene, il glisse è l'istre, cari matri. Per me il mistero di Dio è questo grande noi della pace. Ecco perché i nostri amici, tutti che pensano su ogni paese e su ogni attore, prima di tutto bisogna mettere il perdono e poi lo sanno di cominciare a fare la sua ventiera. E' un bel modo di immaginare il cammino da questa conclusione della palizia che è portata dalla festa del Piazza e che ci porterà domenica prossima, con i partiti di Gesù. Ma direi, adesso però, mi deve cominciare. Ho detto una lettera che ho dicevuto un po' che devo fare questa notte, che mi dice però tutte queste cose che anche capriamo, diciamo, ce le diciamo per due, sono giuste, però poi dopo ce le diciamo per due, le macchine. E mi fa una domanda difficile, su dire ma come abbandoniamo tutto, siamo libertati di una piccola antocratia, un po' che prende i domani. No, no, no, non do. Se anche di me, per aspettare il fatto in cambiare, provi a fare le cose. Non è che vogliamo fare un edificio di pensiero, vogliamo proprio essere in giro con tutti, per tutti i suoi. Se vuoi andare bene, ci si costruisce le cose, che vuoi le altre idee. Perché è che si mania sia più potente e la scelta della nostra cosa di attraverso. Sapetevi dire qualche cosa? Lo aspettiamo e lo raccontiamo contro voi da chiedere. Grazie. Grazie. Grazie. Grazie.