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. ImmacolataConcezioneBVM-omelia-GiovanniNicolini 20181208-Sammartini(23).mp3

Data: 08/12/2018

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

In queste ultime ore ho sentito crescere un imperativo nel mio animo di orientare e dedicare la liturgia di oggi, questo giorno di festa, soprattutto alle madri. Questa prima viene ricordata in modo diretto e molto forte Eva come la madre dei figli di Adamo e poi nella pienezza dei tempi oggi Maria, la madre dei figli di Dio. Questa maternità ci invita a dilatare l'attenzione della nostra mente e del nostro cuore a tutto il mondo, a tutta la creazione, a tutta la storia. Perché questa identificazione materna raccoglie tutta l'umanità. Tutti siamo figli di Adamo e ma tutti siamo figli di Dio. Ci affidiamo alla protezione della figlia di Sion che porta a pienezza la grande profezia del popolo di Israele e apre la grande vicenda universale della paternità di Dio e dunque dell'essere tutta l'umanità una sola famiglia. Questo ci porta a identificare il nostro atto di penitenza oggi, il nostro confiteo, soprattutto in due direzioni. Prima di tutto quella dei nostri affetti, della nostra familiarità, di come il Signore ci chieda di essere sempre e sempre più figli, proprio perché ognuno possa poi celebrare la volontà del Signore dove il Signore ci ha collocati. E quindi confessiamo i nostri peccati anche davanti ai nostri cari, per tutto quello che a loro non abbiamo fatto avere e per tutto quello che di non buono, di negativo, abbiamo buttato su di loro, ma poi su tutta l'umanità. Passando per i figli del Signore, i più feriti, i più piccoli, i più poveri, dei quali non possiamo non essere responsabili, di tutti quelli che in questo momento sono accampati in campi di sterminio e di morte, per tutti quelli che non possono prevedere il pasto che ci aspetta dopo la Mesa Santa, per tutti quelli che sono fuggitivi, disperati, prigionieri, tutti figli di Dio. Affidiamo tutti alla maternità di Maria, chiedendo che lei interceda per noi, per il perdono della nostra vita. Preferisco dire subito che questa grande festa della Chiesa non mi trova completamente pacificato, perché la santità è sempre un dono e tutto quello che nella nostra vita è bello, è buono, ci commuove, è talmente prezioso che diamo la vita per le cose belle della nostra vita. Tutto questo però, come saggiamente, ha pensato chi ha preparato la parola che noi adesso abbiamo proclamato e ascoltato, è sempre inevitabilmente un passaggio dalla solitudine alla comunione, dal peccato alla grazia, dalla morte alla vita, dalla tristezza alla gioia e alla pace. E questa è la meraviglia della condizione umana. è la nostra Pasqua, quella che è incominciata fin dal giorno del nostro battesimo, quando siamo risorti a vita nuova. Sì, per cui, siccome invece la proclamazione della festa, l'orazione della messa, ammirano semplicemente la perfezione di Maria, dal punto di vista della parola del Signore, anche di quella magari che si sa a memoria, le cose sono meno semplici. Invece la festa di oggi ci prende proprio per mano, per farci vedere la meraviglia della misericordia di Dio per noi. una misericordia che noi conosciamo solo perché eravamo nelle tenebre e Lui è venuto a cercarci. eravamo prigionieri del nostro peccato e Lui è venuto a liberarci. Eravamo afflitti dalla nostra solitudine e Lui ci ha regalato l'amore. è l'opera di Dio in ciascuno di noi. Per cui la presenza duplice oggi di Eva e di Maria nelle scritture che sono state proclamate fa parte essenziale della nostra vita. Per un ebreo, vedete, la fede è sempre l'avvenimento della salvezza. Non è una roba in cui credo, sono sicuro, tutto va bene, è vero. E anche la confessione dei peccati deve ridiventare di più semplicemente la storia della nostra vita. Deve diventare un episodio importantissimo di esperienza della risurrezione per ognuno di noi. E' per questo che allora il dogma è un pochino stucchevole. Poi però va tutto bene perché Maria sia una bravissima persona non ci sono evidentemente dei dubbi. Però lei, lei stessa, capite? Questa è la cosa splendida. Lei stessa, davanti al mistero del Signore che le si presenta e la avvolge in modo così pieno, assoluto, lei porta avanti la consapevolezza di tutta la sua umiltà e di tutta la sua povertà. Sapete, no, che qui c'è stato anche quello scherzo un po' della traduzione in lingua italiana dove per il canto del Magnificat il traduttore ha pensato di fare un piccolo cambiamento che però non è un piccolo cambiamento perché lei, stupita di tutto quello che le sta avvenendo dice che il Signore ha guardato il traduttore italiano ha scritto che il Signore ha guardato all'umiltà della sua serva cosa vuoi di più oltre che essere brava buona e anche umile ma lei non dice così. Secondo la lingua tipica in cui ha scritto l'Evangelista il Signore ha guardato alla miseria della sua serva neanche alla povertà alla miseria della sua serva cioè una piccolezza nel dispregio e questo la porta alla conclusione che questa volta il traduttore italiano ha tenuto che per questo motivo tutti i secoli la diranno beata non le diranno brava non diranno di lei brava diranno beata è bellissima questa espressione è di una finezza suprema dove la santità della madre di Dio è perfettamente intrecciata con la sua umiltà ma è certo bisogna che sia così perché perché la santità è semplicemente l'opera di salvezza che il Signore ha incominciato a operare per noi quando le nostre madri ci hanno generato e che pazientemente il Signore continua a intessere continuamente tendendo una mano per strapparci dalle nostre condizioni di morte e restituirci alla vita ne approfitto per dire che il sacramento della confessione non è la vicenda di un imputato che racconta fino all'ultimo quello che lui ha fatto e quindi va bene gli viene data una certa penitenza perché bisogna che una certa penitenza la faccia è vero e però insomma se è cavata e via ti è andata abbastanza bene ma è difficile però perché non è così perché tutte le volte che io vado a confessare i miei peccati io sono un morto che risorge il Signore mi tende la mano e mi tira fuori dalla galera delle mie tristezze delle mie paure e dei guai che combino e mi riporta alla vita non credo che si debba fare delle preglie di penitenza credo che si debbano fare inni di esultanza la bellezza di Maria è messa tutta in evidenza dalla povertà di Eva e la povertà di Eva però è la nostra condizione quella dalla quale continuamente il Signore ci libera e non è solamente l'avventura della nostra vita è il mistero stesso della carità ed è quindi l'unica cosa che il Signore in modo assoluto ci chiede perché non puoi lasciare uno nella galera della sua tristezza non puoi abbandonarlo nella pericolosità della dipendenza nella quale è caduto non puoi punirlo perché di fatto non ha avuto mai nutrimenti affettivi sufficienti per poter resistere a un passaggio difficile del suo cammino e ci è caduto dentro hanno fatto bene a mettere insieme Eva e Maria perché la vita cristiana non è perfezione è salvezza e noi siamo qui questa mattina insieme alla madre di Dio e a Eva stupiti e meravigliati perché malgrado quello che io sono sono altrettanto sicuro che il Signore non solo è buono ma mi vuole bene e non c'è nessuno che è questa mattina in questa aula della Divina Liturgia che non sia amato da Dio ma ben di più ci sono tutti quelli che ci siamo portati a messa nel nostro affetto nel nostro pensiero nella nostra preoccupazione nell'idea che forse anche noi abbiamo sbagliato qualche cosa per cui quello è rimasto fuori sì ma nessuno è fuori dalla potenza dell'amore di Dio per cui capite è bellissima alla fine la liturgia che stiamo celebrando perché ci fa capire che cosa succede succede no? e succede questa pietà misericordiosa di Dio che non lascia nessuno abbandonato nel suo dramma di morte e qui partirebbero molte questioni delicatissime sulle quali invece di capire qualche cosa rischio di capire sempre nemmeno per cui sono anche un po' confuso eppure però ammirato per esempio appunto accennavo all'inizio di questa preghiera oggi raccolta intorno alle figure femminili è un invito esplicito a pregare per le nostre madri sia quelle che sono già nel giardino del Signore sia quelle che magari un po' affaticate trottano accanto a loro sia le madri che sono qui tra di noi presenti sia le madri che hanno generato nella carne sia le madri che hanno generato nello spirito bene bene e queste madri che si dice hanno generato però in termini quasi corretti si dice di loro che ci hanno dato alla vita Dio mio che roba eh ci hanno dato la vita capite non si dice in italiano che ci hanno dato la vita ma ci hanno dato alla vita ma noi però confondiamo perché le nostre madri perché la mia madre per i suoi figli hanno dato la vita e datene la vita capite è molto vicino alla croce a quel punto è vero? eh certo perché morire non è più morire adesso è dare la vita ne parlavo prima con Tommaso che non so perché era venuta la persona la parola morte e io gli dicevo con due termini la mia attenzione il mio desiderio di vivere bene la mia morte e ci tengo perché ne ho combinate di tutti i colori sono a fine corso o ragazzi bisognerà che almeno moria bene è vero? e che cosa vuol dire morire bene? eh vuol dire far festa con il Signore vuol dire accogliere il Signore nella nostra povera vita a far festa con noi e perché? perché la più bella festa della vita è certamente l'opposto di quando si toglie la vita ed è la cosa più grande più semplicemente bella quando si dà la vita allora questo dare la vita capite? che è un pochino anche la nostra afflizione quotidiana perché uno arriva fino a giornata si accorge che sia stata una carogna è vero di terza categoria ma per cosa hai vissuto questa giornata porco carne l'hai sciuppata perché lì hai taciuto lì hai gridato lì hai pensato ma spesa male la giornata Signore aiutaci a spendere bene questa giornata di oggi perché? perché la giornata è bella ed è qualificata se è il giorno in cui anche oggi tu hai dato la vita l'hai regalata non hai dato morte ma hai regalato vita non hai opposto dei catenacci ma hai aperto delle porte non sei rimasta prigioniero non sei rimasto prigioniero della tua ira e del tuo risentimento ma hai perdonato ma c'è una cosa più bella e più grande di questa possibilità che il Signore ci ha dato di perdonare roba da matti eh ci pensate ma si dice no però bisogna essere per poter fare la confessione almeno dei prechi ti voglio vedere perché stanno scomparendo tutti e dopo bisognerà che trovino qualche cosa perché prechi pochi ormai e invece il Signore a te a te ha dato questa potenza capisci del perdono perché quando c'è un male uno dice ragazzi il male è fatto che frega tu no no si può chiedere il perdono e soprattutto lo si può dare capisci la potenza enorme che hai mi permetto di chiedere questo lo insegniamo ai nostri figli questo che è la più grande potenza positiva meravigliosa data per tutti che fa del bene dappertutto e perdono perché restituisce la vita no? qualche volta lo si prova questo e anche lo si sente dire proprio mi ha ridato vita sai non meritavo non avevo fatto bene ma mi ha percorso mi ha ributtato nella vita questo mi sembra la meraviglia che queste donne della scrittura ci vogliono regalare questa mattina Eva perché è vittima del male mica colpa sua il serpente nominato il serpente e lei ha subito il serpente perché tu non vuoi avere pietà del pecatore non vuoi avere pietà di me ma diceva è uno scandalo è un monsignore ed è peccatore sì e che cosa c'è di più grande e di più bello allora è lì che salta fuori e dice ma sarebbe meglio non aver bisogno del perdono ma non sono così sicuro per fortuna il Signore l'ha accostato ad altre espressioni è bello passare dalla morte alla vita dalla solitudine alla comunione sono arrivato qui questa mattina e per fortuna nella liturgia ci siete anche voi siete parte essenziale capite del perdono del Signore siamo qui insieme a domandare il perdono di Dio questa è la meraviglia che il Signore ci ha regalato stupore salvezza allora la bellezza di questa festa di oggi diventa questo a consentire e questo stupirsi gioioso della bontà di Dio è interessante allora che concludiamo la predica fin troppo barbosa ricordando questo punto di domanda dato alla donna è interessante è interessante appunto forse collegato anche a quel generale capite forse collegato anche a questo dare la vita forse sì dopo avvolge tutti riguarda tutti questo è il progetto che Dio ha preparato in modi diversi per ciascuno e per tutti però è bellissimo che sia un atto di maternità nei primi secoli della storia della chiesa la chiesa veniva molte volte chiamata mamma invece ci sono anche i maschietti come sempre anche loro c'erano soprattutto i maschietti a comandare però alla fine deve essere un atto di maternità alla fine deve essere un generale per dare la vita capite è un offrire la vita perché vogliono che anche tu viva e quindi mi pare che nella festa bellissima di oggi possiamo acclamare pensando e pregando proprio anche per le nostre mamme pensare a questa fecondità dell'amore di Dio è per questo che deve assumere anche l'attribuzione del femminile perché dà la vita e noi siamo vivi perché lui ci ha generato nel grembo delle nostre mamme e ci ha continuamente rigenerato come questa mattina con la potenza del suo perdono qui c'è un posto anche per te e lo so io perché c'è un posto per me stupore scandaloso c'è posto per me ormai quante volte sono stato portato a pensare non c'è più posto e invece mi ha sempre ridato più posto chiediamo la grazia in questo giorno di essere persone che fanno posto e danno posto prego s'accondi c'è un posto anche per te per fortuna che ci sei che bellezza che siamo insieme ringraziamo la nostra mamma del cielo che fa pronto sono they ye wielu heel ringrazio io che scarron換 aglanzario