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02DomQuaresima-Giovanni_Nicolini-20100228.mp3

Data: 28/02/2010

🗣️ Lettura Vocale Testo:

Testo dell'Omelia

Ci sono molte presenze, molte importanti oggi nella nostra Assemblea, ho paura di dimenticare qualcuna, allora, tra tutte cito solamente la mia gioia nell'avere qui con noi il vecchio Gigi, Pedracci, ben rimesso, mi hanno detto tutto molto attivo, forse anche troppo, insieme a tanti altri amici importanti, oggi qui per cose importanti vedo anche il nostro candidato al battesimo, una gran confaglia insomma. Il Vangelo è stato cantato da Lorenzo, non in ebraico, quindi abbiamo capito anche noi, e quindi lo salutiamo molto volentieri. Sono arrivato ieri pomeriggio proprio con il cuore pieno di queste parole meravigliose che mi hanno molto accompagnato. Ho dovuto predicare un ritiro ai frati ma non mi hanno portato via poi tutto il tempo, quindi è andata bene. E però appunto, vi racconto, ieri pomeriggio dovevo andare a trovare una famiglia, insomma, con un figliolo malato, hanno bisogno di aiuto, di molto aiuto. E mi sono trovato davanti a questo ragazzo. Si chiama Davide, ha 19 anni, il suo sistema cerebrale è stato colpito fin dalla nascita. una vicenda molto, molto grande. Un corpo che è tutto un genito. E intorno l'affetto dei suoi, i suoi genitori sono due infermieri nell'ospedale Sant'Ossola, la mamma in pediatria, e poi a casa questo figlio. E lì ho avuto un grande istinto di fuga, poi di fatto non riuscivo a scappare perché volevo non farmi vedere tutto quello che cercano di fare per questo figliolo. E però intanto io gridavo dentro di me, adesso fammela vedere la trasfigurazione qui però, fammi vedere dov'è qui la luce. insomma, devo dire che mi sono disperato. E però, e però con la stessa rapidità a un certo punto una cosa mi è stata chiara, no? E cioè che io non potevo pensare di vedere la luce della trasfigurazione. Perché in fondo io non riuscivo ad accettare la realtà crocifissa di questo ragazzo. Perché è nella Pasqua, è nella croce del Signore la trasfigurazione, la scommessa alta di Dio è questa. e lì ho trovato quiete ma poi la cosa mi ha accompagnato fino adesso, anche adesso ci sono dentro, quindi sono probabilmente poco lucido. e quindi Davide che sembrava la negazione del miracolo della trasfigurazione mi ha accoggettato da casa sua come grande sfida di questo miracolo. perché il miracolo è questo che nella umile umanità di Gesù di Nazareth su quel monte si è accesa la luce di Dio il padre ha detto che questo è il figlio ma nel figlio tutti siamo figli e non sono figli solamente i battezzati lo sono i battezzati per un dono straordinario e per una responsabilità terribile nei confronti di tutta l'umanità di qualsiasi persona e di tutti per essere il segno, l'annuncio che Dio è il padre di tutti. di questa strana, ormai enorme famiglia umana per tanti aspetti così luminosa e per tanti altri così straziata così ferita ma la pretesa è alta perché se si dicesse l'umanità collettiva va bene invece no, ogni persona anch'io anch'io sono figlio di Dio anche tu lo sei il mistero della Pasqua di Gesù ha operato questa trasformazione radicale che diventa la nostra eredità e appunto la nostra responsabilità perché questa è la consegna ogni persona custodisce l'ineffabile bellezza di Dio nessuno ne è escluso e sono certo che anche voi in questo momento inseguite volti, circostanze nelle quali sembra arco vicende, atteggiamenti nei quali è facilissimo e addirittura si giustifica una riedificazione della categoria dell'altro dell'estraneo del nemico del diverso di quello che non c'entra di quella nota insopportabile che ci fa detrattori e fuggitivi davanti a qualche umanità ma Dio l'ha sposata tutta è tutta sua il miracolo della trasfigurazione è la premonizione l'avvertimento l'anticipazione della luce della Pasqua perché tutti sono dentro a questo e dunque quel ragazzo ieri mi ha molto aiutato e credevo di essere arrivato alla fine della settimana anche pronto a incontrarmi con voi e invece non avevo capito niente credevo di avere capito intellettualmente forse un po' avevo capito ma basta una prova piccolissima e non capisci più basta una visita strana e ti senti dall'altra parte allora questa è la bellezza di oggi è la grande bellezza di oggi siamo tutti invitati a rivisitare quindi la nostra vita perché quella è l'assemblea dei figli di Dio su questo non ci sono dubbi Dio Gesù Gesù di Nazareth ha fatto uscire Dio dal tempio e l'ha portato dentro la storia l'ha portata dentro nella nostra quotidianità nelle nostre relazioni nelle nostre fatiche come nel nostro piatto adesso la liturgia è qui nella nostra vita questa è la liturgia che conta non ditemi allora va bene facciamo senza vederci domenica prossima io non posso non posso perché se mi stacco da questa liturgia immediatamente rientro nella contraddizione e quindi in qualche modo ho bisogno di risorgere ogni domenica dalla morte dei miei pensieri dei miei affetti per ritrovare appunto nel pane e nel vino nella parola e nei segni il segreto poi della mia vita di sempre di tutti i giorni ma di pensieri voi capite non ditelo magari troppo fuori da qua che provocheremo dei disturbi inutili ma in certo senso è finita la religione è finita non c'è più bisogno di un rito per raggiungere Dio perché lui col suo affetto ha raggiunto noi ed ha afferrato i segni umili e semplici e quotidiani della nostra vita le nostre labbra e le nostre parole il nostro cuore il nostro sorriso un bicchiere di vino un pane una carezza un po' d'olio e ha stabilito questa nuova straordinaria liturgia può anche essere che qualche volta non ce lo ricordiamo ma lui non dimentica può anche darsi molti moltissimi non sappiano di questa liturgia ma lui è presente è per questo che il pane è spezzato perché tutti ne abbiano e tutti possano accedere alla bevanda della salvezza è l'abbraccio della pace e il perdono è una parola nuova che dica speranza bellezza pace sono l'attesa delle genti e il diritto di tutta questa umanità meravigliosa e ferita ed è per questo vedete che siamo tutti investiti di questa sapienza e permettetemi di dire di questo sacerdozio della sapienza nuova del perdono e della carità dell'umiltà della relazione dell'avere noi per primi bisogno di essere riconosciuti noi che siamo peccatori che siamo certamente fuori dall'assemblea dei santi per qualche nostro merito o diritto noi che siamo così esperti invece di peccato di tradimento di povertà di violenza noi per primi chiediamo per noi questa celebrazione noi questa mattina siamo venuti qui perché abbiamo bisogno di essere riconosciuti come figli dell'unico padre malgrado questo malgrado questo malgrado questo io vengo a supplicare di essere riconosciuto e vi chiedo di riconoscermi come fratello e come figlio di Dio perché se non lo fate voi io non ci riesco ed è solo perché voi mi riconoscete come vostro fratello che io sono in grado di riconoscermi come figlio di Dio con tremore ma con esultanza perché poi c'è bellissima bellissima la parola di Paolo sulla quale dobbiamo fermarci ancora un istante perché potrebbe essere fraintesa perché Paolo dice molti ve l'ho già detto più volte e ora con le lacrime agli occhi ve lo ripeto si comportano da nemici della croce di Cristo e tu dici un po' ma chi ma chi saranno questi nemici sono quelli che si comportano male sono i cattivi sono i violenti ma temo anche tutt'altro sapete chi sono per Paolo questi nemici della croce provate se avete tempo oggi di mettervi un po' in poltrona a prendere dal principio il capoterzo di questa lettera che Paolo ha scritto alla chiesa di Filippi vi farete una scoperta sorprendente molto importante perché i nemici della croce sono per San Paolo quelli che potrebbero anche accedere alla nostra ipotesi di stamattina e cioè che in fondo forse si può arrivare alla luce di Dio ma come ci si arriva? eh ci si arriva comportandosi bene con la legge facendo il proprio dovere facendo i bravi è vero ma facendo tutto secondo quello che dicono tutti i comandamenti eh dando il nostro corpo per essere bruciato è così ci si arriva ma non è così quelli che dicono così sono nemici della croce perché la croce di Cristo invece è lo splendore di un dono che ci viene fatto non perché noi abbiamo fatto qualche cosa ma semplicemente perché Lui ha dato la vita per noi e Lui in questo ha donato il mistero di Dio a tutta l'umanità Dio non lo si conquista Dio non si può solo ricevere i regali Dio nessuno se lo merita e nessuno lo compra Dio non può che venire come una sorpresa la meraviglia è il sentimento della fede lo stupore è il sentimento della fede il grido di gioia e la lote sono la reazione perché non è una roba che prendi tu capisci? non è una roba che virtù su virtù e fioretto su fioretto no non è questo la legge santa che Dio aveva dato e ha dato ai nostri padri ai nostri padri ebrei e che continua a accompagnare providenzialmente la storia sono di fatto quella misura della nostra povertà che ci fa sospirare la salvezza e desiderare una mano che malgrado quello che siamo noi ci salvi ma nessuno raggiunge la luce di Dio le religioni servono forse per raggiungere Dio penso sono degli specie di libretti di istruzione su che fare e su che non fare per arrivarci poi a Dio ma la nostra strada non è questa la nostra strada appunto è lo stupore di una luce che se mi libero per un momento dalla violenza della chiusura del mio cuore vedo anche in te e che tu forse puoi vedere persino in me e Davide mi sfida chiedendomi silenziosamente perché non parla Davide praticamente non parla chiedendomi silenziosamente fino a che punto si può arrivare perché ancora si riconosca la luce di Dio e Davide qui nella sua stanza dice non c'è limite non c'è limite e la carezza di suo padre è buona liturgia ecco siamo venuti nella grande liturgia della Pasqua ancora una volta alla croce del nostro Signore che benedizione che benedizione questa croce che vuole essere in tutte le direzioni della storia e ci sei dentro anche tu e ci sono anch'io oggi siamo contenti insieme si deve fare ancora un po' di cammino verso la Pasqua ma il Signore ci dà la misura del punto d'arrivo e ci dà soprattutto la forza di tirare avanti e come va la vita come va la vita ho incontrato qui sulla porta della Chiesa uno di voi che mi è carissimo è un po' di fatica lo so la sua fatica un po' la so e tutti però siamo qui con la nostra fatica bene ma più forte di tutto più profonda di tutto c'è quella luce è certo che è molto importante riconoscerla dopo siamo contenti delle istruzioni di viaggio che lui ci dà e dopo dice zitto eh però zitto di questa roba non bisogna dire non bisogna dire ed è bellissimo a questo punto che lui esiga questo segreto perché perché immediatamente fuori da qui dobbiamo rientrare in una conversazione che deve essere possibile con tutti eh puoi mica fermare uno e dirgli ma te la vedi la luce della trasfigurazione quello lì telefona subito al non so che numero per farti prendere ma dice questo qui è diventato matto perché la sfida alta bella è che questa conversazione della luce di Dio la devi poter fare in tutte le lingue in tutti i linguaggi in tutte le circostanze con ogni persona qualunque sia la vicenda e se qualche volta ti stupisci perché ti verrebbe da dire ma Cateri ma come mai mi ha cacciato qui eh e se no chi le imposta la conversazione della luce bella eh ti metto lì a scoprire la luce inerfabile della trasfigurazione e allora ci sei tu eh allora capite questa è la nostra grazia la nostra domenica è la nostra grazia tutte le volte che il Signore ci invita alla sua domenica noi veniamo qui a celebrare in Gesù la nostra risurrezione una risurrezione che sarebbe insopportabile e una speranza che ci schiaccierebbe se dovessimo portarla da soli ma siamo qui nella pienezza della luce serena di colui che è il crocifisso e risorto per noi allora la comunicazione la raccomandazione affettuosa dell'uno all'altro è che quando anche questa mattina il diacono ci congederà alla fine della liturgia noi sapremo che tutto deve essere continuato fuori e sempre nel riconoscere in ciascuno il mio e nostro amico Davide e insieme a lui il figlio di Dio Mattei luce di un leino aspettato raccoglato